mercoledì 26 giugno 2013

Alraun


Un Alraun è una radice dalle fattezze umane, o  la cui forma può essere intagliata, viene usato come un talismano magico, o come "aiutante". 
La più famosa  tra le radici usate a questo scopo è la Mandragora, ma molte altre radici sono ugualmente impiegabili e molte di queste come brionia, dente di leone, cardo, così come le radici degli alberi sono state usate nel corso della storia.
Le radici di Mandragora la cui reputazione è stata significativamente compromessa dagli erboristi medievali, al fine di guadagnarci è sicuramente difficilmente reperibile, e costosa anche al giorno d'oggi, ad essa si può preferire la radice di un comunissimo tarassaco. Il dente di leone, spesso odiato dai contadini e visto come una pianta infestante è legato a divinità ctonie e piscopompe, come Ecate, esso risiede "nel buio" e ha poteri divinatori e d è utile nell'evocazione di spiriti.

Nel folklore germanico Alraun è una parola che deriva da "runa" che è un termine antico usato per definire il mistero, la magia, i segreti e la preghiera. Nel 1700 in Germania c'erano streghe che si facevano chiamare Alrune credendo che fosse il nome di una dea del crocevia. 
Una volta che un alraun viene creato, esso appartiene unicamente al suo produttore o a colui che lo riceve in dono e non deve essere visto da altre persone. 
Un tempo, era comune sia per i pagani che per primi cristiani, avere un alraun da tramandare all'interno delle famiglie, alla morte del proprietario la radice passava a un nuovo famigliare successore. L' Alraun era considerato il protettore della famiglia alla stregua di un totem.
Gli Alraun, sono realizzati con radici ctonie, per fornire un collegamento sia con gli antenati che con divinità degli inferi, o per lavori connessi a queste ragioni. Agiscono come confidenti, consiglieri, veggenti, così come spiriti familiari. Gli Alrauns sono usati per l'amore, la fertilità, aiuto durante il parto, la divinazione, la buona salute, la profezia, la protezione, così come nelle maledizioni.

Come fare un Alraun

Avrete bisogno di:

* Un bastone per scavare o guanti da giardinaggio.
* Una libagione o offerta.
* Un coltello affilato rituale.
* Una bacchetta, personale, o una polvere sigillo.

La stagione migliore per prelevare un Alraun è in inverno o in primavera. Sono anche il momento migliore per il trapianto senza traumatizzare la pianta. 
Per aver il vostro Alraun cercate una pianta adatta, sicuri che la sua radice possa essere utile a questo scopo e preparatevi per lavorare dopo la luna nuova. 
Tracciare un cerchio attorno alla pianta con un dito o con la bacchetta, o con una polvere-sigillo. Lasciate che la pianta comprenda il suo scopo ovvero quello di diventare un aiutante, di diventare di proprietà di una strega. Rendete la vostra intenzione chiara, esprimetela con forza così che possa esser recepita con facilità.
Scavate con molta attenzione in modo da estrarre la pianta interamente senza rompere nessuna delle radici o le foglie. Se ci sono diramazioni di radici separate, accuratamente rompetele e lasciare un impianto al posto della pianta che avete preso. In caso contrario, lasciare una offerta adeguata. Alcune piante preferiscono whisky, vino o idromele mentre altri possono preferire l'acqua o semplicemente un oggetto fisico. Versare la libagione o seppellire l'offerta nel buco fatto, senza guardare e andate via senza guardarvi indietro.

Se la radice dovesse essere di dimensioni troppo ridotte e quindi per certi versi "deludente" è possibile portare a casa la pianta viva o portarla al chiuso per trapiantarla. Se la vostra radice non ha già una forma umana potete scolpire in essa il sesso opposto al vostro con il vostro coltello rituale. Può anche essere intagliato un ermafrodito.
Fare attenzione a non rimuovere nessuna delle piccole radici in modo da non uccidere la pianta se questa ha bisogno di essere trapiantata ancora per qualche tempo, con le giuste accortezze il recupero dovrebbe essere abbastanza buono.
E 'meglio ripiantare un Alraun in prossimità di un incrocio, ma se questo non è possibile, il vostro giardino o un vaso sarà lo stesso. Bagnate d'acqua la pianta dopo il trapianto e lasciatela per una durata di tre settimane/ un mese circa. Se le foglie della pianta appassiscono o seccano come se la pianta fosse morta, non disperate, è perché tutta la sua energia sta andando alla radice per guarirla dal trauma - la radice è ancora viva e in crescita. Una volta alla settimana, prima di scavare di nuovo, bagnate con una miscela di latte e miele o latte e una goccia del proprio sangue.

Nella prossima luna scura, dissotterrare la radice, nel caso in cui abbiate optato per un trapianto,  e di nuovo lasciare un'offerta nel buco senza guardare.

Sia nel caso in cui l'abbiate presa direttamente o abbiate atteso dopo il trapianto, potete ora portare la vostra radice a casa e lavarla.
Rimuovere i filamenti in eccesso o escrescenze che distorcono la sua forma umana. Avvolgerlo in un panno di fibra naturale all'interno di un sacchetto di carta e lasciatelo cosi in posto caldo e asciutto. In un mese si dovrebbe ottenere un Alraun perfettamente asciutto.
Avvolgerlo in stoffa nera, rossa, o bianca di lino, lana o seta e collocatelo poi in una piccola scatola. La tela sarà il suo sudario funebre e la casella la sua bara. Nascondete l'Alraun in un luogo sicuro e al buio finché non venite richiamati da esso.

E' necessario quindi impostare un rituale per dare "vita" al vostro alleato, un po come fosse una bambola.
E' bene anche prefiggere che utilizzo volete farne, per cosa impiegarlo, per esempio come assistente alla divinazione, per facilitare il contato con i vostri antenati, o ancora con il lavoro dello spirito ecc... Sicuramente è meglio dedicarlo a uno scopo preciso e battezzarlo con questa intenzione piuttosto che non assegnargli alcuno scopo (altrimenti sarebbe un vezzo inutile).
Alcuni Alraun potrebbero semplicemente aiutarvi ad essere più diligenti, più ordinati, studiosi ecc. .. Quindi non per forza dovete attribuirgli scopi magici o di alte pretese.
Quando si esegue il rituale, si offrono latte e miele, o vino, o sangue a seconda del vostro scopo o a seconda di ciò che sentite prediligere dalla radice stessa.
Trattate l'Alraun come un figlio amato o di un membro della famiglia. Parlargli dolcemente. E'incredibilmente pericoloso buttarne via uno o vendere un Alraun per meno di quanto è stato acquistato. È uno spirito essenzialmente familiare e non ama essere gettato via. L'Alraun ha il potere di benedire o maledire il suo proprietario, quindi riflettere attentamente sul vostro intento prima di farne uno, scegliere di adottare un alraun è alla stregua dell' adottare un qualsiasi esser vivente, richiede una grande dose di responsabilità e di dedicazione/devozione.



witchofforestgrove.com e appunti personali
seconda immagine Alraun by Matthew Venus




venerdì 21 giugno 2013

Midsummer. Solstizio d' Estate



Midsummer, Mezza Estate è la celebrazione del solstizio d'estate.  Nota come la notte più corta dell'anno, era (ed è) soprattutto un momento di gioia per i popoli del Nord. Essendo un solstizio, la sua data può variare dal 21 al 23 Giugno, tuttavia, di solito è durante vigilia di mezza estate il momento in cui si svolgono le celebrazioni.
Le celebrazioni tradizionali hanno molto in comune con quelle di Ostara e del Primo Maggio. In Svezia, è usanza piantare un ‘May Pole’ anche durante questa festa. Olaus Magnus, nel 1500,  scrisse che ci si recava nei pressi di quest’albero per pregare per la fertilità dei campi, portando poi una croce di foglie come amuleto per propiziare la crescita del proprio raccolto, affinché questo non fosse colpito da fulmini tuoni o grandine. Ai giorni nostri questo rito potrebbe essere riproposto anche in versione puramente spirituale, riferendosi a Thor affinché egli santifichi il raccolto con il suo martello.

Il Midsummer Blot è un tradizionale Gran Hátíð (Festa),  dove si onora l’estate e tutti gli dei e le dee.
La ragione per cui si comprendono tutte le divinità è spiegata in un mito di Saxo Grammaticus, la 'Saxonis Gesta Danorun’. Nel mito, Saxo descrive come un mago/dio chiamato Mithotyn usurpa Óðinn capo degli Æsir mentre Egli è in viaggio. Mithotyn istituzionalizza così il concetto di sacrificio agli dei singoli vietando un sacrificio complessivo verso le divinità. Óðinn, naturalmente torna riprende il suo trono e ri- istituisce i sacrifici collettivi.

Grandi falò, feste e giochi si tengono in tutta l’europa del Nord e non solo. In passato sappiamo grazie alle collezioni di manoscritti folkloristici che i funzionari della chiesa non permettevano che questa festa fosse celebrata. Gli Atti di St. Vincent scritti nel IV secolo descrivono come i pagani di Aquitania (Francia) celebrassero questo festival facendo roteare ruote infuocate. Tale usanza comparve anche negli scritti di un monaco di Winchcombe, dove la ruota infuocata era collegata alla festività di mezza estate vicino alla celebrazione cristiana di S. Giovanni Battista.
Thomas Naogeorgus noto scrittore protestante nel suo libro raccoglie le descrizioni di alcuni costumi tipici della festa e di come essa venne celebrata in tutta Europa. Ed ancora un testo dell’ 11° secolo, Lacnunga spiega come in questo tempo venissero raccolte alcune particolari erbe.

Oggi le celebrazioni non sono poi così diverse da quelle di un tempo, comprendono falò ruote infuocate, balli e rappresentazioni dei miti legati a questa festa.
Tipici simboli rituali sono appunto i fuochi, che siano di candele a forma di corno, falò o dentro ai glóðker (braciere), l’unica differenza che caratterizza questi fuochi da quelli di Ostara è che i primi erano accesi su montagne e colline, in luoghi selvaggi, mentre questi di solito erano accesi al centro del villaggio nelle piazze nelle strade.
Era usanza disporre alti cumuli di paglia e grano o di creare dei veri e propri fantocci a cui dare fuoco. Anche i norvegesi bruciavano una figura simile all'uomo di paglia, chiamato "Kallen" (il Carle, il vecchio) o "kællingen" (la Carline, la vecchia).
In alcune tradizioni moderne si lasciano bruciare in questa festa delle piccole barchette o navi, questo forse deriva dall'usanza vichinga della nave-funerea e durante questa festa tale rappresentazione può esser legata al mito di Balder. Al di là del concetto di comprender tutte le divinità questa festa è fortemente legata al mito della morte di questo dio.
Altri simboli sono la paglia, il Martello di Balder e gli strumenti per il sacrificio animale (poiché è previsto in questa festività).

Un altro elemento tipico oltre il Palo/ albero menzionato precedentemente era la Skåne, una corona fatta di fiori e piante autoctone. Essa veniva posizionata su un palo che veniva portato in giro a spalle da due uomini. Sotto o sopra il palo era una posizionata l’immagine di una gallina seduta sulle sue uova.  I due uomini che scontavano il palo erano accompagnati da sei fanciulle in processione attorno al villaggio.
Le corone di fiori erano anche oggetti che ragazzi e ragazze si scambiavano durante la festa in segno di affetto reciproco.
In Danimarca, prima che il sole tramonti, era tradizionale "adornare" di "betulla o pioppo", i campi di lino. Il periodo di tempo in cui le foglie rimanevano verdi segnava lo stato di buona salute del lino, il pioppo veniva usato anche per scacciare le “streghe” che potevano maledire il lino.
I norvegesi, svedesi, finlandesi e svedesi appendono foglie e fiori di ogni genere, in particolare di sorbo, in tutta la casa per proteggerla in questa notte. Le mucche vengono ornate con ghirlande poste sulle loro corna e le corone poi vengono appese nella stalla e conservate fino all'anno dopo.

In ogni tradizione è tipica di questo tempo la raccolta delle erbe, poiché in questo momento il loro potere è al massimo. In particolare alcune di esse come l’Iperico, pianta simbolo di questa festa venivano anche impiegate nei rituali per bandire o per predire eventi. Si dice che se ci si siede sotto un albero di Sambuco a mezzanotte del giorno di mezza estate, si sarà in grado di vedere il "Re di Fairyland" e tutto il suo esercito.
Durante questa notte anche la raccolta di acqua dalle fonti e pozzi sacri era una consuetudine. La rugiada aveva poteri miracolosi nella guarigione in particolare degli occhi, e anche questa poteva consentire di vedere il popolo fatato.


Summer Solstice celbration,





domenica 19 maggio 2013

Devozione 1# : Antenati

Da oggi voglio introdurvi in una specie di rubrica che riguarda gli atti devozionali che un qualsiasi praticante neo-pagano, indipendentemente dalla tradizione, potrebbe integrare nella propria pratica. Probabilmente le mie idee e i miei consigli, frutto di letture ed esperienze dirette, saranno influenzate da quella che è la mia tradizione e la mia partitica, ma cercherò di non far mancare gli esempi o darvi modo di ragionare in modo ampio su ciò che scriverò,così che possiate applicare e modificare a vostro piacimento ogni proposta.


Inizierò subito parlandovi delle devozioni verso gli Antenati.
Molti pagani si sono avvicinati negli ultimi anni a questo tipo di pratiche, persino per me questa è una cosa relativamente nuova (4 anni circa). I testi sulla wicca o tradizioni prettamente neopagane, non parlano mai di questo argomento se non relativamente al sabba di Samhain.
Sappiamo comunque che oltre a due periodi dell'anno in cui il mondo dei morti è connesso con quello dei vivi (Samahin e Bletane), onorare i morti, gli antenati è una pratica comune a molte Culture e tradizioni stregoniche. Come dicevo a prescindere dalla propria tradizione questo è un collegamento ancestrale che tutti possediamo e che pertanto tutti dovremmo coltivare.
In molte culture e tradizionali del passato questo era una consuetudine, perché si sentiva di avere un certo obbligo nei confronti dei morti. Quando si adempiva a questi obblighi con rispetto e in modo costante e corretto, essi aiutavano a soddisfare il bisogno di fortuna, ricchezza, benedizione, abbondanza di una famiglia.
Nel momento in cui, invece, si trascuravano gli obblighi verso questi alleati invisibili, l'intera famiglia avrebbe potuto pagarne le conseguenze. L'avvento del cristianesimo ha sicuramente segnato una profonda frattura con questi legami, a volte denigrando le pratiche antiche, portando così le genti ad abbandonare questi legami ancestrali.
Come dicevo, i benefici che gli antenati portano insieme alle loro conoscenze, fanno già, volente o no, parte del baglio che ci portano alle spalle. Siamo il frutto delle loro scelte, della loro cultura, dei loro spostamenti, delle loro lotte e dei loro sacrifici. Per comprendere meglio noi stessi viene quasi automatico presumere che vi sia una vera e propria necessità nel conoscere chi ci ha preceduti.
Sebbene le influenze cristiane abbiano minato questo legame, questo è sopravvissuto in qualche misura per oltre 200 anni. Ancora oggi visitiamo le tombe, conserviamo le foto dei nostri cari, diamo il nome di qualche caro defunto a nuove vite e conserviamo le loro storie.
Integrare questa devozione nella propria pratica risulta essere solo un ulteriore scalino superato, nel tentativo di recuperare le tradizioni perdute; una vita passata con un attenta consapevolezza a queste cose è una vita ben vissuta.
Una strega, onora i propri antenati dando loro da mangiare, dedicando particolari momenti e feste, parlando con loro, confidandosi. Chiede loro aiuto e guida, li riceve come insegnati e come esempi da seguire, ed invoca la loro saggezza e la loro forza in momenti di solitudine e di paura, ascolta i loro consigli ecc...come se questi fossero membri della propria famiglia ancora vivi.
Per onorare gli antenati, o i morti non è necessario vi sia un vero e proprio legame di sangue, tutti sappiamo che nella vita creiamo legami che in fine son più forti di quelli che possono esserci tra parenti. Persone orfane potrebbero onorare persone che sono state significative per loro, o la famiglia adottiva oltre a quella d'origine anche se non la si conosce, altri ancora potrebbero integrare tra le figure degli antenati, personaggi storico-mitologici che li hanno particolarmente colpiti.
Non di meno è quella linea ancestrale fatta di persone conosciute in vite precedenti, di cui riusciamo a recuperare il ricordo.
Portate quindi la vostra attenzione alla ricerca della vostra genealogia, ricercate i nomi dei vostri antenati, create degli alberi genealogici, imparate le loro lingue, le loro storie e così via. Non è necessario conoscere i vostri antenati per nome, ovviamente anche le persone che riusciranno a rintracciare molte informazioni si scontreranno con un "vuoto" che difficilmente potranno colmare man mano che si cerca di tornare indietro.
Fate ciò che potete, senza vergogna, in questo modo aprirete uno scrigno di inestimabile valore, dal quale potrete attingere forza, conoscenza, coraggio e supporto per la vostra vita.
Onorare gli antenati è un modo per onorare voi stessi e anche gli Dei.

Per chi non è pratico di questo genere di esperienze il primo passo da fare consecutivamente a una ricerca potrebbe essere quello di creare uno spazio/santuario per gli antenati nella propria casa. Tale sazio sarà un mezzo simbolico  per ricollegarvi al vostro lignaggio.
Create un altare quindi, questo è ciò che comunemente tutti fanno tra le prime cose quando si decide di includere gli antenati nella propria pratica.
Scegliete un posto che vi piace in casa vostra, l'altare non deve essere troppo pomposo o sofisticato, in ogni caso sceglierete da voi cosa includere, per empio fotografie, simboli, oggetti appartenuti ai morti, candele, piatti per le offerte.
In ogni caso questo spazio dovrà essere adibito solo a questo scopo e quindi deve essere differente dal vostro altare o da altari devozionali per divinità.
Se non avete la possibilità di ricavare uno spazio per gli antenati, potete utilizzare una scatola, che finzioni come un reliquiario, nella quale contenere tutte le cose che volete usare quando deciderete di dedicare il vostro tempo a loro. La forma è meno importante dell' atto devozionale in se, come al solito. In ogni caso, io per esempio ho dedicato a loro una mensola di un mobiletto in un angolo un po nascosto della mia camera, così che questo altare sia poco visibile a una prima occhiata e mantenga perciò una cera intimità.
Attraverso la creazione dell'altare emettiamo un atto di ospitalità e invitiamo gli antenati non solo ad entrare nella nostra casa, ma anche nella nostra vita.
Una volta scelto spazio adatto, sarebbe opportuno pregare una dea dell'oltretomba o una divinità connessa con il mondo dei morti, in modo che possa contribuire e facilitare la comunicazione con i vostri cari defunti. Io personalmente ho sull'altare ancestrale una candela per Hel e offro a lei fiori secchi e preghiere di tanto in tanto.
Pregate questa divinità, con rispetto e con parole sincere, fatele offerte e una volta che sentite la sua presenza, iniziate a sistemare a vostro piacimento l'altare e comunicate ad alta voce la ragione per cui lo state creando.
E' il momento poi di chiamare i vostri antenati, per nome se li conoscete, nel caso in cui non conosciate alcun nome, chiamate settemplice gli antenati della linea materna e di quella paterna. Spiegate anche a loro le vostre intenzioni. Ovviamente i vostri antenati potrebbero essere di religioni differenti rispetto alla vostra, anzi sicuramente sarà così, ma non preoccupatevi di questo, la cosa importante è onorarli. Chiedete loro di divenire una parte della vostra vita e promettete loro di onorarli con regolarità.
Potrebbe accadere di avere anche parenti "indesiderati" con cui non avete un legame particolare o peggio, non avevate un buon rapporto quando erano in vita, se questo non è un momento di riconciliazione per voi (o per loro) non è necessario che gli invitate.
Potrebbe accadere anche, semplicemente, che non tutti i vostri antenati abbiano voglia di accettare questo collegamento.
Dopo aver parlato con loro è il momento di fare offerte di cibo e bevande: pane, riso, miele, dolci, cene complete, vino, birra, caffè, the, liquori, se avete abbastanza confidenza potreste conoscere (o scoprire) quali sono le offerte maggiormente gradite. Anche incenso, fiori e tabacco solitamente fanno piacere agli antenati, potrete persino offrire della semplice acqua come mezzo adatto a collegarvi ad essi. In molte culture si crede che i morti siano sempre molto assetati, una sete che non potrà mai essere estinta.
Un ulteriore offerta che può facilmente agevolare la comunicazione e il collegamento è l'offerta del vostro sangue, questo in qualche modo spiana la strada e apre le porte, il vincolo del sangue è qualcosa di molto potente, non stupitevi quindi del risultato. Ovviamente il mio non è certo un invito a tagliarvi, ma personalmente devo necessariamente ricorrere a questo genere di offerta per ottenere alcuni tipi di risposte.
Una volta finito di parlare con loro, potete ringraziarli e ringraziare la divinità chiamata inizialmente, Infine ponete fine al rituale.
Questo processo rituale è qualcosa che dovreste impegnarvi a fare regolarmente, settimanalmente dove è possibile,o almeno mensilmente se volete davvero ottenere dei risultati e sentire i benefici di questa connessione.
Ogni volta che vi occupate delle orazioni all'altare dei vostri antenati, fate molta attenzione ai sogni la notte successiva, spesso i morti scelgono proprio i sogni come mezzo per comunicare i loro messaggi. Da parecchi mesi sto svolgendo un lavoro con loro che si esprime proprio attraverso i sogni (come atto conseguivo alla mia offerte), e vi assicuro che è sorprendente la loro puntualità.

Un altro consiglio è quello di documentarvi in modio ampio sulle credenze cosmologiche della tradizione che avete scelto, informatevi su come si figura  il regno dei morti, dell'oltretomba nella vostra tradizione, quali sono le figure e divinità che lo contraddistinguo, i luoghi i simboli. Conoscete e interiorizzate il ciclo della vita-morte-e rinascita. E' molto importante aver ben chiari questi concetti prima di iniziare un qualche tipo di lavoro con questo regno.


 Post liberamente ispirato da : Galina Krasskova- Exploring the northern tradition. 'The Soul Matrix' - "Honoring the Ancestors & Ritual for Honoring the Ancestors".Non copiare senza permesso e senza crediti a questo blog.

venerdì 17 maggio 2013

L'altra vita 3#

Cammino sulla spiaggia avvolta in un maglione largo, soffice fatto a mano, tira il vento e ce aria, molta aria che trasporta l'odore del mare.
Solo il rumore delle onde, e i piedi che affondano nella sabbia fredda, c'è da perdersi in tutto questo...ci sono solo io.
Il sole tramonta all'orizzonte, mi levo i capelli dal viso per osservare un altro infrangersi, e poi più in là.. l'orizzonte infinito

giovedì 16 maggio 2013

17° edizione della Festa di Beltane.11-12 Maggio 2013- Parco Arcobaleno- Masserano(Biella)

Giornata Produttiva


Mot þa worda min muðes ond þa geondðenca min geðonces gelician þé, Leof min.

Teschio di Lupo in pasta al sale ( e nonostante piccoli difettucci fastidiosi ne sono molto fiera


Disegno di un Yggdrasil personale... lavori in corso..


mercoledì 15 maggio 2013

Witchy Books Challenge



Witchy Books Challenge



Il segreto della sciamana 
Corine Sombrun 
Brossura, L. Collodi (Traduttore)
Prezzo di copertina: EUR 5,90

Dall'oggi al domani, tutte le certezze di razionale donna occidentale che avevano sostenuto Corine fino a quel momento, crollano. Succede, quando la persona più importante della tua vita se ne va per sempre, lasciandoti sola nell'universo. Succede quando capisci che non poter aiutare chi si ama è la più terribile delle maledizioni. Ed è inizialmente solo per sfuggire a questo dolore che Corine decide di mollare tutto e andare in Amazzonia accettando l'invito di Francisco, uno sciamano peruviano conosciuto a Londra. Se c'è un modo, anche il più assurdo, per fuggire da me stessa e ritrovare la persona amata, al diavolo lo scetticismo, si dice Corine. Questo è il diario di quella avventura nel cuore della giungla peruviana. Un viaggio iniziatico alla ricerca di un contatto fuori dal tempo, di una strada per ritrovare un amore più forte della morte, e rinascere. Attraverso gli insegnamenti di Francisco, che la introduce a metodi di guarigione risalenti alle culture indiane e precolombiane, e i riti di purificazione a base di piante e funghi allucinogeni, Corine imparerà a entrare in ascolto e a conoscere quello che solitamente si ritiene inconoscibile, l'armonia perfetta tra se stessi e l'universo.

Molto bello anche questo, semplice, veloce, come ho già detto amo i diari. Mi ha incuriosito meno rispetto al Diario di una sciamana di Citta, forse perché precedente e in parte gia svelato da questo
Che altro dire, sicuramente il reportage dell' autrice fa venire voglia di partire per l'Amazzonia e sperimentare in prima persona gli intrugli allucinogeni per conoscere gli spiriti e gli Icaro ( canti) delle piante. Senza dubbio il suo racconto fa anche ragionare sulla difficoltà di un percorso iniziatico di questo tipo, sicuramente provante, difficile e non adatto a tutti.
Mi lascia la curiosità di leggere il libro successivo intermedio tra questo e il primo che ho letto (vedi sopra) la parte del Viaggio in Mongolia dove finalmente diventerà una sciamana. Spero presto di trovarlo e leggerlo così come il primissimo. E spero che presto escano le traduzioni anche di quelli dopo, per continuare ad accompagnare questa autrice nel suo viaggio di conoscenza , riscoperta e vita.


Il tuo Gesto

Terzo argomento per la Modern Witch League: The Pagan Path Project– T2P - 


* Il tuo Gesto * -* Il tuo Gesto - post su un rituale, che sia stato importante o significativo, il più recente, il più bello, il più emozionate, che sia stato un sabba, una luna, un incantesimo ecc. Raccontalo.
Rifiuto, Tristezza.. mesi prima un rituale tanto atteso era andato male, non avevo sentito niente nel momento in cui avevo (in teoria) aperto le porte. Nessuno è venuto, Lui non è arrivato.
Ho compreso con il tempo il motivo, non avevo nessun potere decisionale in merito al tempo giusto in cui sperimentare questo passaggio. Non si trattava di sentirsi consapevolmente pronti, quanto piuttosto, attendere di essere ritenuti tali.
E' successa una cosa strana nella mia vita, ma d'altronde ne succedono continuamente da quando sono Sua - abbatte ogni razionalità- e puoi trovati benissimo a vederlo scendere e essere costretta a riconoscerlo anche se a stento ci credi.
Una sera, la Sua voce, perché la mia interiore non parlerebbe in questo modo, non userebbe poesia, ne tanto meno metafore, ha iniziato a farsi più forte e decisa ed è stato un attimo, un impeto, un istinto, una necessità.
Ho preso poche cose, una candela, una ciotola nella quale rimestare l'idromele, il mio cucchiaio. Ho indossato la gonna, la cavigliera che non usava da secoli, ho toto le calze ho slegato i capelli, ho acceso la musica e ho iniziato a ballare.
Ero qui, certo.. non me ne vado mai davvero, ma lo vedevo Seduto sul trono, proteso in avanti, la sua guancia appoggiata al possente pugno chiuso, il gomito che puntava sul bracciolo. Mi guardava con l'occhio scintillante, ed era come se fossi in una sala reale, una danzatrice seducente a cospetto del suo rè.
Lo spettacolo piaceva, era qualcosa di malizioso ma non volgare, era un invitarlo a guardarmi a raggiungermi, era inebbriante, mistico... una vera epifania di cui mi son resa conto solo dopo.
L'occhio della mente vedeva oltre il reale ed ero cosi felice nell'assenza della mia rigidità.
Si è alzato, ha preso la mia mano e mi ha permesso di danzargli intorno, giravo e giravo fino quasi a non sentire i piedi saldi sul terreno, mi ha cinto i fianchi restando dietro di me, altro, enorme, una roccia, nonostante il suo aspetto non così giovane, virile, incredibilmente bello.
Poi si è riseduto, soddisfatto, raggiante e fiero... se ne andato.. e io ho son ricaduta nel reale riprendendo fiato.
Ciò che avevo vissuto era ciò che credevo mi fosse stato negato, non c'era bisogno di una pomposità rituale, non c'era bisogno di 'tradizione rigida', non è stato nemmeno inverate o uscire da uno schema di coerenza, è stato naturale, istintivo, primordiale, liberatorio, semplice.
Era qualcosa di sorprendete e nuovo, difficile da razionalizzare per me, ma inconfutabilmente reale e come  da ogni processo iniziatico.. non si torna mai più uguali a prima... era la certezza di Appartenergli.

L' altra vita 2#


Intanto in un universo parallelo...

Sono seduta vicino la finestra della casa al mare della scorsa estete, guardo il paese, le montagne e laggiù il grande blu.
La pioggia batte sui vetri e piccole gocce scorrono verso il basso sulla sua superficie. Nonostante il maltempo mi sento in pace.
Il mio cane è acciambellato sul divano, la televisione spenta, io ho una tazza di Thè in mano e tengo il segno con il dito nel libro che sto leggendo. Un sorso caldo e guardo fuori... a breve cucinerò qualcosa per la cena.
Forse più tardi potrei sentire la solitudine, quando viene sera... non ho mai dormito da sola in questo posto, ma ora non mi preoccupa, sento che sto bene e non vorrei essere da nessun altra parte con nessun'altro oltre al mio amico e me stessa.
Domani ci sarà il sole, in mezzo alle montagne il tempo è sempre molto volubile, scenderò giù in paese andrò al mercato, sosterò sul ponte e salirò fino al castello per gustarmi i profumi di questa terra.