Visualizzazione post con etichetta Stregoneria Islandese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stregoneria Islandese. Mostra tutti i post

domenica 28 agosto 2016

Völva e seiðr - RITO DI TRASFORMAZIONE



Quello che qui viene proposto vuole essere solo un esempio di un rituale, non sono in possesso di nessun riferimento antico per cui, questo come altri è valido in egual misura quanto quello che potete scrivere da voi. Questo risulta essere anche in alcuni contesti il modo più efficace per ottenere un risultato. Anche la dove il testo vi concede l'esempio diretto è sempre una buna idea rielaborare da se il rito.
il seiðr, per quanto ne so io ad oggi, non ha un manuale scritto, e anche vi fosse sarebbe comunque qualcosa scritto da un uomo, talvolta eseguire ciecamente un rito, presuppone che vi addossiate anche la responsabilità di chi lo ha scritto.

Partite con una base eseguendo tutti i passaggi che solitamente fate prima di un rituale e che vi fanno sentire a vostro agio, scegliete il luogo che sentite più sicuro e familiare. Chiamate le vostre protezioni e lo spazio sacro cosi come vi è consuetudine fare.
Anche le vesti potrebbero avere un ruolo importante come sepsso accade per tutti i riti sciamanici. La Volva viene spesso rappresentata con un velo sulla testa che le copre il volto, un mantello potrebbe aiutarvi a calavi nella modalità giusta.


Purificare lo spazio utilizzando una miscela di incenso di trasformazione: benzoino, ambra, ginepro, artemisia funzionano bene.
Create il cerchio con la protezione delle Disir
Invocate la divinità patrona a cui siete legati o che vi farà da tutrice in questa iniziazione. Per esempio:
"Con l'aiuto di Freyja, e l'uso di fumo e fiamme, farò un passo nel fuoco di trasformazione e lo spirito della Volva sarà svegliato dentro di me,Donami i doni della profezia e la stregoneria. Come  sacrificio per questi doni, rilasciano la mia paura e l'ignoranza. "
Siate molto chiari nel vostro intento, le divinità nordiche sono molto dirette, siatelo anche voi.
Abbiate ben chiaro che doni volete ottenere: la profezia, viaggiare tra i mondi, la veggenza o altro, e rendetevi conto che rilasciate le vostre paure e l'ignoranza, i è una grandissima responsabilità, che dovete essere certi di volervi prendere. Altrettanto valore è qualsiasi altra offerta voi vogliate dedicare al vostro percorso: del tempo da dedicare, un particolare lavoro etc.
L'offerta nella cultura nordica è un "patto vincolante", ricorda le parole di Odino:

Betra er óbeðit || È meglio non essere invocato
en sé ofblótit, || che [ricevere] troppi sacrifici:
ey sér til gildis gjǫf; || un dono è sempre per un compenso.
betra er ósent || È meglio essere senza offerte
en sé ofsóit. || che [ricevere] troppe immolazioni.
Svá Þundr of reist || Così Þundr incise
fyr þjóða rǫk, || prima della storia dei popoli;
þar hann upp of reis, || poi egli si levò su
er hann aftr of kom. || da dove era venuto.

Usate grandi quantità d'incenso per creare un muro di fumo,, potete anche dividerlo su tre carboncini, è importante qui avere incenso naturale e non gli stick (se non di ottima fattura), come sempre vale la qualità dell'offerta.
Dietro il muro di fumo accendete un falò o una candela.
Cercate di raggiungere uno stato alterato di coscienza. Come detto la scorsa volta, Prima della Pratica come è personale, potete usare un suono del tamburo, una litania o altro...
Passate attraverso il muro di fumo lentamente e volutamente, lasciatevi pervadere dai fumi dell'incenso e iniziate ad "ascoltare " con tutti i sensi mistici.
Sedetevi e concentratevi sulla fiamma, e iniziate così il vostro viaggio, usate la fiamma come Punto di accesso, visualizzandola sempre più grande e più grande ancora fino a quando non è abbastanza grande per voi, da poterla mantenere e vedere con l'occhio della mente.

Sperimentare la vostra trasformazione, sia attraverso l'esperienze ti sei designato nella dichiarazione di intento, per esempio, essere bruciato nel fuoco e poi ricostruito, o bruciata tre volte, dando in sacrificio tre volte qualcosa o tre cose diverso, o lasciare libertà agli Dei di trasformarvi come credono (ricordatevi di adattare la vostra formula)

Ricordatevi di impostare una chiamata di ritorno alla coscienza prima di iniziare il rito.
Potete usufruire, specialmente per i primi tempi di una persona, come spiegato la volta scorsa che vi aiuti.
Sarebbe anche bene che questa non fosse la vostra prima volta in cui cercate di entrare in trance, ma che assorbiate la pratica con esercizi precedenti.

Tornate indietro attraverso il fumo (è importante quindi che qualcuno mantenga l'incenso vivo sui carboncini).
Ringraziate la divinità e spiegate ad essa che il rito si è concluso.
Lasciate un offerta alla divinità, sia questa sotto forma di cibo, bevande, o altro incenso.
Ringraziate le Disir e spiegare anche ad esse che il rito si è concluso.
Rimettete bene tutte le energie a terra.

------------------------------------
Baldr Draumar 
Per comprendere meglio il ruolo della Volva, è opportuno leggere si i sogni di Baldur che la Voluspà, ci danno chiare tracce di cosa è concerne a questa figura, il cui ruolo se assunto prevede sempre determinate responsabilità.

Baldr Draumar o sogni di Baldr, contenuti nell Edda ci descrivono il viaggio di Odino per sapere delle sorti del figlio Baldr. Odino in viaggio negli inferi richiama la volva, lo spirito dlela veggente perche gli racconti il futuro, che in un certo qual senso Figg " che tutto vede" già sà.
Odino viaggia sul suo cavallo, Sleipnir che sappiamo è un cavallo soprannaturale con otto
gambe che è nato da Loki, spirito del fuoco mentre era in forma di  Mare.
Odino cammina nel Niflheim piuttosto che in Helheim, la terra dei morti, senza però visitare la sala di Hel.
Qui l'All Father prepara un incantesimo per risvegliare i morti, si reca nel luogo dove vi è il tumulo della donna saggia, la Volva. Riluttante ella si sveglia e chiede ad Odino il perche della chiamata.
Anche se "I sogni di Baldr" è un testo relativamente breve, ci dà  tuttavia, importanti informazioni chiare circa la pratica di porre domande ai morti.
La questione, naturalmente, è se i morti diventano più saggi nella morte, o è la Volva che Egli ha scelto di richiamare era particolarmente potente, ed è quindi una sclta esatta e non casuale.
Gli sciamani siberiani credevano che uno sciamano poteva diventare ancora più potente e in capace, una volta che era morto, quindi potrebbe non essere insensato pensare che nella tradizione nordica, lo stesso fosse riservato verso le Volva.

La Volva è infelice di essere stata svegliata dal suo sonno, ma risponde alle domande poste a lei, finendo ogni strofa del Voluspa con un riluttante: "Te l'ho detto, ora sarò in silenzio" in contrasto con le domande circa la comprensione da parte di Odin di ciò che lei racconta.
Il poema termina con la Volva riconoscendo che si tratta di Odino  colui con cui lei ha parlato, e allo stesso modo, Odino riconosce che non è la Volva che sta parlando, ma invece e 'la madre di tre orchi',
e suggerisce che è in realtà Loki colui che ha parlato.
Non è choiaro se Odino abbia parlato con Loki tutto il tempo o se Egli ha preso il posto dlela Volva alla fine, se il cadavere stesso rivive grazie a Loki o se lui lo ha posseduto per parlare con Odino alal fine.
E' possibile leggere il poema in entrambi i modi, ma ciò che conta è sottolineare come eventualmente le divinità possano possederci in questi titpi di rituali  per parlare attraverso noi con un pubblico.

Le informazioni utili che si trovano in questo testo, continuano, come dicevamo Odino viaggia su un cavallo magico, questo ricorre in molte pratiche sciamaniche anche di diverse tradizioni, il tamburo dello sciamo è chiamato cavallo o renna. Ma necessitiamo di un mezzo di trasporto sovrannaturale per viaggiare?
Ci dice anche che Egli resta fuori dalla sala di Hel, infatti, si limita a recarsi al tumulo della Volva, in quella che pare essere anche per noi mortali, la zona visitabile "la zona turistica". Non ci è dato però sapere se questo accade perche Odino non ha bisogno di incontrare la signora dei Morti o perche non è in grado nemmeno lui di accedervi.
In fine, ci dà informazioni circa le rotte percorse da Odino, la direzione presa verso i cancelli di Hel è l'est  la dove vi è anche il tumulo della Volva. Tuttavia, l'Heleheim si trova in basso a nord, e la tomba della Volva non si trova all'interno dei cancelli di Helheim. Questa è una distinzione importante e ci lascia a chiederci se il suo spirito si trova all'interno Helheim o all'interno della tomba- tumulo?
Potrebbe trovarsi in entrambi, come se ella fosse a cavallo tra i regni, il suo luogo di riposo si trova ai confini perche così ha voluto oppure perche la Volva non è un essere normale e quindi non soggetta alle regole dell Heleim?

E' da tenebre in conto anche la visone dell Anima nel mondo Nordico, sappiamo chela morte per i Norvegesi non significa che l'anima immediatamente lascia il corpo e che la persona cessi di esistere, o che inizi subito il viaggiò per la sua vita dopo la morte nell'interezza.
La convinzione è quella che una parte di quella persona continui ad esistere come energia nel luogo
in cui è morto. Il tempo in cui permane è relativo all' importanza della persona, così come i riti funebri per essa organizzati leggi : Riti funebri Resoconto di del Rus di Ibn Fadlan: Risala
In ogni caso, in memoria della persona veniva alzato un tumolo, una montagnola di terra per onorala e ricordarla.
Una parte della sua anima ed essenza continuava coì a vivere nella vita dei suoi parenti e nella sua discendenza.
Questa memoria (e quindi questa parte dell anima della persona morta) non ha avuto bisogno di morire con la persona a cui appartenva, ma continua a vivere nelle parole e nei pensieri degli altri attraverso le storie che venivano tramandate. Questo è il luogo da dove le Saghe, le storie norvegesi
e la soria familiare, viengono.
Le saghe assicurato che nella buia notte d'inverno, la memoria degli antenati venga ricordata e onorato. Più di mille anni dopo, abbiamo ancora modo di ricordare e mantenere quella parte della loro anima viva, ogni volta che leggiamo, traduciamo e ripetiamo le loro saghe.
Un'altra parte della loro anima invece si reca, in ciò che è in tradizione nordica, il luogo della vita dopo la morte, sia esso l' Helheim, o Valhalla, o sala di Freyja, Sessrumnir.
Con questi concetti, è possibile capire il ruolo della Volva nel Voluspà, ma anche lo stesso ruolo della Volva per quanto Riguarda la magia necromantica  e il Rökkatru (di cui vi parlerò presto).

Fonti:
Seidr: The Gate Is Open- 18 febbraio 2011 by Katie Gerrard
Hávamál. - Bifrost
NON COPIARE SENZA AUTORIZZAZIONE E SENZA CITARE LA FONTE!

venerdì 15 luglio 2016

Völva e seiðr- Prima della pratica


Prima di parlare attivamente di rituali e pratiche, è doverosa una piccola prefazione, per quanto non credo ce ne sia bisogno, mi sembra comunque giusto farla, così come dal libro dal quale traggo spunto per questi articoli sulla Völva e il seiðr.

Praticare il seiðr, che voi riusciate o meno come Völva, significa andare incontro a quella parte di magia che da molti è considerata "oscura", se avete letto il precedente articolo al riguardo 11# Divinità Nordiche: Gullveig, Harthgrepa e Angrbodða || Völva e seiðr. penso vi siate fatti un idea. Anche nel mondo norreno, quindi, il seiðr aveva un confine labile sulla definizione di che tipo di magia fosse.
Parleremo di rituali di maledizione, di rituali che coinvolgono anche gli spiriti dei morti, pertanto oltre a non essere un percorso per tutti (non per i neofiti sopratutto) va affrontato con le giuste considerazioni (sull'etica della magia) e di conseguenza bisogna avere delle buone basi e strumenti per andare avanti.
Se per precauzione dovessi parlare di ogni punto che possa essere utile a voi e ogni  passo che andrebbe approfondito, non arriverei mai al dunque di questo discorso. Mi auguro sempre che chi passa di qui a leggere, abbia quantomeno qualche anno di studio alle spalle, anche solo attraverso un qualsiasi altro sentiero neopagano, che abbia potuto fornire l'abc della magia, stregoneria, tradizioni e riti.
Oggi mi limiterò a parlare di due cose, Protezione e Messa a Terra, perche sono si una base, e perche queste spiegazioni possano anche qual'ora modificare un po il vostro modo di praticare (sempre se site interessati a questo percorso).



Protezione
Per Protezione all'interno di questo tipo di lavoro, si intende non esattamente la barriera del cerchio magico che siamo abituati a creare:
Un confine tra il mondo reale e il mondo degli Dei e i mondi sottili, come un gradino che ci innalza a percezioni diverse.... il cerchio viene alimentato al potere della strega o della congrega e dagli elementi, Aria, Terra. Fuoco e Acqua.
Per questo tipo di lavoro non dobbiamo bloccare le porte perche non passi nulla attraverso, poiché spesso si tratta di lavorare con entità che altrimenti rimarrebbero fuori.
Tuttavia, resta fondamentale non mettersi in pericolo, spirituale e fisco, e non mettere in pericolo neppure chi pratica con voi.
Dicevamo quindi, che il concetto di protezione più noto è sicuramente quello offerto dalla wicca, il che non è sbagliato se per voi funziona, e non dovete neppure buttare nel dimenticatoio qualsiasi cosa appresa solo perchè volete intraprendere un sentiero tradizionalista, ma è bene definire meglio che tipo di protezione ci serva per operare il seiðr.

Il primo passo per la salute e la sicurezza spirituale è fare in modo che lo spazio in cui si sta lavorando sia pulito.
Ciò significa non rendere lo spazio sterile, sopratutto se è sempre lo stesso dove praticate, ma almeno assicurarsi che non vi sia qualcosa di dannoso o inutile.
Le tecniche base le consociamo tutti, acqua e sale, incenso (salvia e rosmarino funzionano bene), smudge, palito santo etc. o altre tecniche, funzionano bene.
Ciò che non viene mai spiegato è esattamente da che cosa ci proteggiamo e cosa deve restare fuori.
Il presupposto è che quando facciamo un qualsiasi lavoro magico, creiamo un' energia particolare, a volte molto potente (il famoso cono di potere Alexandriano: Forma di energia collettiva suscitata da una Congrega riunita in un Cerchio al fine di promuovere uno scopo deciso nella precedente Assemblea).
Questa energia è in grado di richiamare un sacco di cose anche senza volerlo, è un po' come se puntaste dei riflettori su di voi.
Il problema nasce quando si vuole lavorare con gli spiriti (non intendo solo quelli dei morti) e quindi si vuol ben una risposta e la partecipazione di questi, ma non si vuole comunque spalancare le porte a chiunque.
Bisogna quindi trovare una via di mezzo. Ci deve essere qualche tipo di Cancello sufficientemente flessibile per far entrare chi si vuole e non ammettere indesiderati.
Parleremo per esempio del rito per lavorare con le Disir, piu avanti, ottimo per i rituali di luna nuova e per il periodo di Samhian, ovvero tra autunno e inverno, ma siete voi prima di tutto a dover trovare cosa può funzionare meglio per voi.
Un passo fondamentale, sarebbe quello di aver un buon rapporto con uno spirito tutelare, che sia animale o "umano" (totem o spirito guida) in modo che possa agire per conto vostro e non vi permetta di essere ingannati. Un esperienza superficiale non basta, ve lo assicuro per esperienza personale. In tal senso io vi consiglierei comunque prima del lavoro con gli spiriti, la parte della "La scala spiritica di Kardec" che quantomeno vi da linee base sugli imbrogli e ciò che gli spiriti di solito fanno con i neofiti dell'ambiente!
Altrettanto importante è essere sicuri che chi lavora con vi sia cosciente delle stesse regole, basta anche solo non credere davvero in quello che si fa per creare pasticci, tanto quanto al non credente a chi dirige il rito. So anche questo per esperienza...
C'è poi una scuola di pensiero, che suggerisce che quantomeno le divinità sono più grandi e più forti di noi e quindi abbiamo bisogno di lasciarli fare quello che vogliono.
Sta di fatto che una divinità raramente vi metterebbe in pericolo se fate le cose come si deve, loro conoscono i vostri limiti, conoscono fin dove vi possono forzare, cosa possano ottenere e da cosa è meglio preservarvi. Odino mi preserva dai viaggi sciamanici, perche sa che potrei non tornare, o almeno ciò valeva fino a qualche anno fa.
E' anche vero che non tutte le divinità sono uguali o si legano a voi, io non potrei immaginarmi a lavorare con Loki così per il gusto di tentare; ad ogni modo, credo anche che le divinità non abbiano tempo per i giochi, ciò che dobbiamo temere e chi vaga senza nulla da fare.
Detto questo, c'è chi adotta comunque regole ferree anche con le divinità, partendo dal presupposto che se noi andiamo nei loro regni dobbiamo rispettare le loro, e quindi gli Dei qui, devono sottostare alle nostre.
Un altro elemento utile è saper attuare schermi di protezione aurica, o avere altri spiriti tutelari che possano intervenire se avete bisogno o ancora, persone del gruppo e strumenti che possano intervenire in caso di bisogno.
Sono solita nell'aprire il confine, siepe o cerchio che dir si voglia, chiamare nel rito ogni protezione, affinché facciano la guardia per conto mio, credo che questo sia un passaggio imprescindibile anche se sembra di dover avere bisogno di un esercito ogni volta che si esegue un rito.
Il Seiðr sviluppa un grande quantitativo di energie quando viene parificato, se non siete soli, e questo è il presupposto su cui viene basata gran parte di questa pratica e dei riti della Volva (altrimenti chi ascolterebbe le sue predizioni?), dovete poter porre fiducia in chi presenzia al rito con voi, e avere in colui che lo dirigerà, se questi non siete voi. Immaginate che si verifichino possessioni di qualsiasi tipo, volute o meno, immaginate la tanto ambita pratica del Downing Down the Gods, se non vi fidate ciecamente di chi lo pratica, disturberete senza dubbio il rito con la vostra mal credenza, e allo stesso modo verrete disturbati da chi non crede nelle vostre capacità.
Il confine è molto labile, ma deve essere chiaro che con certe pratiche non si scherza, e dovete porre fiducia in voi e nei presenti, non deve essere un esperimento, vi deve essere profondo rispetto in ciò che succede.
Per evitare che qualcosa vada storto, è sicuramente qui che dovete imporre delle regole!
Chi è nuovo di queste pratiche non saprà necessariamente sapere cosa lo aspetta, e chi ha esperienza non sà come questi potrebbe reagire, anche se ben motivati e spinti da fede e buona intenzione. Ecco quindi alcune regole che potete adottare o comunicare come linee guida:
  • E' importante che tutti restino concentrati.
    Ciò significa che si entra in uno spazio sacro lasciando fuori la propria vita, se qualcuno è troppo preso dai problemi, svogliato o poco interessato, sarebbe meglio restasse a casa. Avrete bisogno della dedizione al rito al 100%.
  • Siate chiari sull'obbiettivo del rito.
    Si praticherà la veggenza? Si chiameranno delle divinità? Si chiameranno gli antenati? Dovete farlo sapere. Questo perche se è solo una persona a condurre il rito (come Volva per esempio), tutta l'energia e l'attenzione sarà rivolta su di essa. Non si è liberi di aprire varchi per altre cose, o cercare di spaziare in altri luoghi, tanto meno comportarsi in modo che il rito non funzioni, modificando o distraendo l'energia del rito. E' pericoloso!
    Un rito senza energia e senza focus preciso, avrà come risultato una delusione per tutti quanti.
    Esistono casi in cui il rito evolva a modo suo e l'energia venga diretta in un altro posto o su un altro focus, ma questo è un caso diverso, che necessita di esperienza.
  • Non abbiate paura di rifiutare di lavorare con qualcuno che non vi sentite a vostro agio.
    Potrebbe sembrare duro, ma alcuni lavori magici non sono per tutti. Non c'è bisogno di rifiutare di lavorare con qualcuno per sempre, potreste rimandare la cosa a un momento diverso o per un altro rito. Ma fidatevi del vostro istinto e non abbiate paura di dire no ai partecipanti. Se qualcuno ha una storia di grave malattia mentale o è fisicamente malato, diviene un bersaglio facile e una causa di problemi.
  • Avere dei Guardiani umani.
    Qualunque sia il livello di esperienza del gruppo, è bene avere una o più persone che accettano di non andare completamente in trance, al fine di tenere d'occhio il resto della situazione ed intervenire in caso di bisogno. Ciò equivale che queste persone sappiano anche cosa fare.
Ma cosa può succedere? e quali sono le conseguenze causate dai riti del seiðr?
Intanto, quello che dovete immaginarvi, è ciò che avviene nel film The Pagan Queen, più o meno.
Un gruppo di persone inizia il rituale, una delle persone presenti eseguirà i riti e si presenterà come Volva o sacerdote del rito. Ciò non vuol dire che il rito avrà necessariamente effetto solo su di esso, ma potrebbe ricadere con i medesimi effetti, anche sui partecipanti.
Esattamente come avviane per i riti sciamanici, non è insolito che anche gli "spettatori" prendano parte al rito. Se siete soggetti o meno allo stato di trance, ve ne accorgerete presto.
Non illudetevi che capiti per emulazione o perche persone più sensibili si fanno influenzare, capita anche a chi non ha mai partecipato a un rito del genere, e non sa neppure cosa sta facendo o perchè assiste a un rito di questo tipo , capita agli atei, e non capita a chi sarebbe in teoria pronto a sperimentarlo.
Questo in ogni caso, è ciò che potrebbe verificarsi:
  • Perdere la coscienza all'improvviso.
  • Parlando con una voce che non è la propria, o della persona che ascoltate.
  • Addormentarsi.
  • Disturbare gli altri partecipanti.
  • Occhi di rotolamento all'indietro.
  •  Forte senso di paura e disagio nel partecipante.
  • Perdita di sensazione di una parte o di tutto il corpo.

Qualcuno il cui ruolo è quello di profetizzare, parlare con gli spiriti, o venire posseduto, può mostrare
alcuni o molti di questi sintomi, e questi potrebbero essere essenziali per la buona riuscita del rito.
Anche le persone con più esperienza, come detto prima, devono avere qualcuno che le tenga d'occhio, ma se qualcuno va in trance durante il rito per la prima volta?
Sarebbe meglio intervenire subito, interrompere il processo. E' importante, per la persona che non sapete come potrebbe reagire, ma anche per il rito stesso e il flusso di energia.
Il modo migliore per portare qualcuno fuori dalla trance è essere delicati. Spesso una mano sulla loro spalla e chiamandolo per nome, può essere sufficiente a portare qualcuno indietro.
Scerebbe poi opportuno che quella persona pratichi gli esercizi di messa a terra, immediatamente o a fine rito se la situazione viene ben arginata.
Se è opportuno che li pratichino subito sarebbe meglio che essi escano dal rituale, per rientravi se acquistano maggiore controllo, altrimenti potrebbero abbandonarsi di nuovo.
Se qualsiasi accortezza dolce, non bastasse a portare la persona indietro, l 'acqua fredda è uno shock sgradito a chiunque. L'acqua è utilizzata anche per la purificazione e la benedizione e una forza neutralizzante, buona per le energie in eccesso.
Funziona anche come deterrente. Di tanto in tanto, vi accorgerete che ci sono persone che che non sanno restare concentrate o sono lì solo per disturbare, parlo ovviamente di grandi gruppi a cui si invitano anche estranei. Un bel bicchiere d'acqua sopra la testa è abbastanza inibitore per qualsiasi comportamento contrario al rito.
La seconda tecnica è la campana. Suonando un campanello si da una scossa, rompere la messa a fuoco e porta di nuovo alla realtà rapidamente.
Nel folklore, il suono delle campane spaventa i demoni e i diavoli, tanto che pare che le campane delle chiese siano state proprio usate per questo.
La campana è usata anche per la purificazione e per la compensazione di un eccesso di energia.


Tecniche di messa a terra
Qualunque sia il ruolo che un partecipante svolge in un rito, è importante che sappia come rimettere a terra l'energia alla fine. E' anche bene farlo ogni volta che si finisce un rito, anche dei più semplici, sopratutto agli inizi. Io ricordo bene che quando iniziai a praticare restavo sempre su di giri a fine rito, e per quanto mi piacesse quella sensazione, era dovuta al non saper bene rimettere a terra ciò che avevo innalzato.
La tecnica migliore si può scoprire con l'esperienza, a volte basta solo mangiare e bere qualcosa, e anche risate, applausi, grida, sono un ottimo modo.
Se cercate una tecnica più "spirituale" potete provare semplicemente a mettere i palmi a terra e visualizzare l'energia che è nel vostro corpo che scende nella terra.
Se in un rito qualcuno va in trance e dovete portarlo indietro, basterà anche solo perdergli una mano e aiutarlo a fare questo esercizio, ponendogliela a terra.
L'ausilio del cellulare, spezza il turbine energetico, cosi come la televisione e altri mezzi tecnologici.



Fonti:
SEIDR THE GATE IS OPEN.  By Katie Gerrard
DIZIONARIO DI STREGONERIA

mercoledì 8 giugno 2016

Völva e seiðr- l'esperienza inizatica


Riprendiamo quindi da dove eravamo rimasti l'altra volta  ( Volva -Hilde, La profetessa norrena).
La trasformazione di Gullveig in Heid era soltanto in introduzione per poter diventare Volva - e questo cammino iniziatico di trasformazione.
Forse non ho fatto alcun cenno che questo ruolo era prettamente femminile e ai maschi era relegata più una visione sacerdotale, ovvero il Goði e la corrispettiva Gyðja: vi lascio uno splendido articolo di questo sito favoloso: Il sacerdozio nel culto norreno. Questa precisazione è doverosa oggi che abbiamo la figura del Veggente, maschio, rappresentato su pellicola nel telefilm Vikings, visone non storicamente corretta di questo ruolo.
La trasformazione di Gullveig in Heid non è l'unico esempio che troviamo nell'Edda, se parliamo di un punto di vista iniziatico- trasformativo, tuttavia gli altri esempi a mio parer personale, danno più una visone sciamanica di mutazione di forma, pratica dello Shapeshifter, comune a Odino e a molti altri dei come Freyja che ricordiamo essere colei che detiene il sapere del Seiðr, e molti altri anche umani. In particolare però la trasformazione di Odino in asceta, appeso all'albero ha un importanza rilevante, in questo contesto. Egli si sacrifica, attraverso la tortura e la privazione di un senso (l'occhio-la vista) per acquistare la conoscenza, prima con la dissezione delle rune, poi con il sacrificio a Mimir.
Conoscenza e la saggezza sembrano, all'interno della letteratura norrena, qualcosa che richiede la trasformazione per poterla raggiungere. Tale tema non è isolato alla cultura norrena, ma anche a diverse tradizioni come la celtica e la greca.
Pertanto, è imprescindibile che il primo atto per diventare una Volva sia quello di subire una trasformazione e un processo iniziatico. Infondo questo avviene anche nelle tradizioni più moderne attraverso la consacrazione/iniziazione a una specifica tradizione.
Il percorso iniziatico basato sul viaggio/esperienza della veggente contemporanea viene descritto attraverso la figura di Raudhildr citata da Jenny Blain e Robert J Wallis.
Questo pezzo viene tratto da da Nine Worlds of Seid-Magic: Ecstasy and Neo-Shamanism in North European Paganism:

[...]"Il processo di iniziazione, da parte di spiriti o divinità, non dalle persone, può essere abbastanza terrificante. L'esperienza della veggente Raudhildr ne è la prova:

Ha fatto un viaggio per visitare la Maurnir, che (secondo lei e Diana) sono giganti femminili. Le Maurnir abitano in una grotta, e lei è andata lì, ingenuamente dice, perché ha pensato che potesse essere interessante. Stava tentando di viaggiare e far vista a tutti gli abitanti dei Nove Mondi.
Erano lì, e le vide, e loro chiesero perché lei era lì. Le Maurnir hanno molta saggezza, disse, e chiese (ancora una volta ingenuamente) se glie l'avrebbero insegnata, se avesse potuto imparare da loro, una parte della loro saggezza. Hanno risposto di no, che non potevano insegnarle, ma le chiesero se avesse voluto entrare a far parte della saggezza. Lei fu d'accordo che questo, le sembrava una buona cosa.
Così l'hanno mangiata.
Hanno gettato da parte le ossa, mentre mangiavano. Le sue ossa giacevano sul pavimento della caverna, quando Loki apparve e iniziò a ballare  e cantare, chiamando le dee e gli dei di per mettere la sua schiena insieme, che alla fine è stato fatto. 
Così Loki ballava una danza sciamanica. 
Quando fu di nuovo insieme, lei lo ringraziò e gli chiese il motivo per cui aveva fatto questo. Lui rispose: 'una volta, mi hai dato da bere '(come offerta in un rituale).

Questo concetto è anche discusso da Wallis, la 'Morte e smembramento' è implicita dell'esperienza sciamanica tradizionale ed è comune alle iniziazioni.".[...]

Questo come possiamo intuire dal racconto era parte di un viaggio di trance e come tale Raudhildr stava sperimentando tale esperienza in uno stato alterato di coscienza. Il viaggio sciamanico è un ottimo modo per raggiungere la trasformazione interiore.
Anche se è una buona idea intraprendere queste esperienze se si vuole raggiungere un determinato obbiettivo, sarebbe bene, prima di affrontarle non solo avere le conoscenze necessarie ma anche avere "un piano". Naturalmente, si potrebbe scoprire che gli dei hanno un altro piano in serbo per il vostro viaggio e nei modi per ottenere la vostra trasformazione spirituale. Cio porrebbe consistere in un percorso decisamente duro e tutt'altro che facile, a differenza delle esperienze dei mirabolanti guru che troviamo nel web.
Potrebbe essere il vostro il caso in cui dovete lavorare con una specifica divinità, e attraverso essa chiedere la trasformazione in Volva. Si potrebbe avere una trasformazione interna, piuttosto che quella nella vita reale.
Se si sceglie, o vi capita quest' ultima, ricordate che il ruolo della Volva è comunque quello di camminare tra i Mondi (tra cui il mondo sotterraneo che ha a che fare con antenati e spiriti) e bisogna essere pronti per qualcosa di "spettacolare" che cambierà la vostra vita. Gli dei Norreni, non sono noti per andar tanto per il sottile. Se si sceglie questa strada quindi, buona fortuna!
Tuttavia il viaggi iniziatico appare essere la scelta mendo drastica anche se non dovete affatto sottovalutarlo, come non vanno sottovalutate le divinità nordiche
Il percorso della Volva non è per i deboli di cuore!

Le esperienze sche si potrebbero incontrare all'interno del vostro viaggio, o potreste incontrare (qualunque sia il vostro 'piano' originae) saranno  probabilmente eco delle trasformazione e iniziazioni date all'interno della Saghe e Edda (fondamentale che le conosciate, o forse no). La divinità ha diritto di dedicare la tua trasformazione e si spera, che questo sia molto chiaro anche a voi.
Le divinità probabili che troverete a occuparsi della vostra trasformazione potrebbero includere Freyja e Odino, per i motivi già accennati. Oppure Frigga e Hel sono allo stesso modo divinità buone per dedicare la vostra trasformazione. Frigga gira la la lana che è tessuta nella rete della Wyrd, e Hel governa Helheim.

Per sta sera mi fermo qui, ma seguiranno altri capitoli sulla figura della Volva.

Fonti:
Seidr: The Gate Is Open- 18 febbraio 2011 by Katie Gerrard
Nine Worlds of Seid-Magic: Ecstasy and Neo-Shamanism in North European Paganism 2002 by Jenny Blain

venerdì 27 maggio 2016

Völva e seiðr - Hilde, La profetessa norrena


Volva è un termine usato nel saghe e nell' Edda che descrive una donna che ha lavora con il seiðr, la stregoneria norrena.
Molte delle Fonti si riferiscono alla Volva come al una lavoratrice di atti magici, ma altri parlano della Volva come una profetessa. Gen Fries descrive la Volva come 'Sacerdotessa',  ed è chiaro, quando si guardano le descrizioni delle Volva che con ogni probabilità è propio di questo che si tratta. In Norvegese vi è un altro termine usato per indicare la sacerdotessa - gydia - questo nome è è stato applicato a Freyja. Ci sono anche, però, alrei termini  che indicano il mestiere dei profeti (spakona, seidkona). Il termine Volva sembra quasi esclusivamente utilizzato per indicare le donne.
Lo storico Hermann Palsson dà il significato di base: la radice della parola  'cilindrica o rotonda' e corrisponde al latino Volvo, ovvero 'a rotolare, girare su', che poco si adatta al nostro discorso.
Per i nostri scopi,  il termine Volva indica cole che si occupa del lavoro del seiðr solitario e seiðr focalizzato alla personale conoscenza. Alla ricerca di informazioni per se stessi utilizzando la propria abilità profetica e il cammino personale piuttosto che quello di gruppo.

Profezia del veggente
Larrington è il primo testo in cui l'Edda Poetica fa menzione di questa figura.
La sua storia segue una Volva che è stata chiamata da Odino per profetizzare per lui.
La sua profezia inizia con il passato, ed espone la creazione norrena attraverso il mito, specificando come l'universo è cominciato. La sua storia dà anche un descrizione di una Volva, Heid, che si presume rappresenti la Volva, in un contesto universale.
E' lei che sta parlando. Lei continua a descrivere il futuro di Odino e predice ilRagnarok (la fine del regno degli dei).
Nel Voluspa troviamo ulteriori informazioni sulla cosmologia norrena, ma ci dà anche un'idea dell' anonimato che ricopre la figura della Volva-
Heid, nome tradotto come 'una brillante' è la profetessa sta raccontando la sua storia. Lei inizia la sua storia recitando "fin quanto è possibile parlerò "  la storia della creazione. Questo ci permette di comprendere che ha accesso a informazioni che compongono l'esistenza stessa dell'universo ed è oltre le capacità della sua vita mortale averne memoria. Un'altra teoria, naturalmente, è che la profetessa è più vecchia di ogni cosa e quindi è vista da Odino e dagli uomini come immortale,sempre presente.
Il nome Heid è un nome comune utilizzato da sibille e dalle streghe di tutta la letteratura disponibile. Molte Saghe parlano di una Volva chiamata Heid. Esempi di questo si possono trovare in Landnámabók, Saga di Fridhjolf, Fraekna e Hrolf Kraki Saga per citarne solo alcuni. Ci sono troppi casi in cui le Volvas hanno il nome Heid per essere una mera coincidenza, quindi da dove viene il
nome?
La prima menzione che abbiamo di Heid è durante il Voluspa, ma è chiaro che Heid è vista come una profetessa. Heid è spesso legata alla figura di di Gullveig, bruciata tre volte nelle fiamme da parte degli Aesir (Gullveig era una dea Vanir che stava visitando gli dei Asi ma la sua lussuria nutrita da essa per l'oro fù considerata un problema per loro. L'azione di bruciare Gullveig ha iniziato la guerra
tra gli Aesir e Vanir). Gullveig è stata talvolta collegata con la dea Freyja come un altro dei suoi aspetti.  E' quindi Heid 'la luminosa' un nome usato per Gullveig? Se è così, ciò presuppone che
Heid non era una profetessa mortale, ma una dea Vanir.
Gullveig, una volta trasformata attraverso le fiamme, rinasce come Heid ricoprendo poi il suo ruolo di Volva? Se le fiamme fossero trasformative ed effettuano cambiamenti in Heid, possiamo vederle come un'esperienza iniziatica per lei che le ha dato la capacità profetizzare e conoscere il seiðr ?
Il collegamento tra 'la luminosa' originale e i suoi omonimi è interessante. Era Heid il nome dato alle Volvas mentre apprendevano il seiðr, o era il nome assunto una volta che l'apprendistato era terminato e terminata era la loro formazione e la trasformazione in Volvas? O si diventava Heid per via della'arte della profezia comune a tutte le Volvas?

Ci sono esempi forniti dalle saghe che mostrano la credenza che vi sia in questo possessione da parte di una divinità, Heid visitò Odino in quanto Volva, e quindi era posseduta dall'energia e dalla natura delle Heid quando hanno profetizzato?
In oltre si pensa che l'autore del Voluspa potrebbe essere stata una Volva, Palsson suggerisce anche che il "tono estatico del Voluspa potrebbe confermare il sospetto che sia stata composta in uno stato anomalo della mente ".
Certo, la poesia  ha una sensazione estatica in essa, e questo ci porta a considerare gli stati di trance. Il mio primo pensiero sul fatto che l'autore del Voluspa ha scritto essa in uno stato anomalo della mente porta semplicemente alla conclusione che un sacco di poeti e scrittori scrivono il loro lavoro come proveniente da qualche parte diversa dal loro mente cosciente. Alcuni dei testi di letteratura più noti hanno un'atmosfera ultraterrena ad essa (per esempio, C.S Lewis) .
L'atto della scrittura, e in particolare di scrivere poesie possono essere visti come mezzo che mette automaticamente l'autore in uno stato alterato di coscienza, come fa qualsiasi altra arte che coinvolge concentrazione profonda e successiva creazione. Ma la natura estatica della formulazione  è intenzionale o accidentale?
IL Voluspa termina con "ora devo affondare" che presume Palsson, potrebbero fare riferimento alla Volva che deve tornare dal suo stato di trance. Certo, il passaggio tra livelli di coscienza può essere paragonato a uno che affonda o sale (e qualche volta in volo). Un'altra teoria che potremmo prendere in considerazione è che la Volva sta sprofondando di nuovo nella tomba, che collega la volva alla
pratica norvegese dell'Utiseta (Utiseta era letetrelmente 'seduto fuori', ovvero passare la notte fuori, spesso nei pressi di tumuli, al fine di ottenere la saggezza dagli antenati.
Palsson ritiene che la strofa "da sola si è seduta al di fuori, quando il vecchio venne " potrebbe fare riferimento alla Volva che si appresta a 'sedersi' o all'Utiseta. Il 'vecchio', naturalmente, si riferisce al dio Odino.
"Perché mi interroghi? Che cosa prova? " lei chiede, "so tutto Odino, dove hai nascosto il tuo occhio". 
Palsson ritiene che dicendo ad Odino che lei sa dove ha nascosto il suo occhio, lei sta mostrando le sue abilità, come nessun altro, ma Odino sapeva questo a priori, tant'è che si riferisce a lei per chiedere cose che lei solo può sapere. Heid dimostra con il resto della profezia la sua abilità.
In questo modo la domanda della Volva appare piu concerne al pensiero che: se odino ha sacrificato il suo occhio al pozzo di Mimir, per divenire saggio e avere la conoscenza, perche mai ha bisogno di interrogare la Volva? A noi non vi è data certezza della dinamica di questo incontro.


Per sta sera mi fermo qui, ma seguiranno altri capitoli sulla figura della Volva.

Fonti:
Seidr: The Gate Is Open- 18 febbraio 2011 by Katie Gerrard

mercoledì 29 luglio 2015

Acqua Benedetta



Ogni onda sogna mescolarsi al sole,
e tirarlo all'amplesso del suo seno
da sfarsi in luce alla sua flammea mole.
Ma l'aria velocissima disperde
le ardenti braccia alzate nel sereno,
le stringe in nubi, e le riscioglie in verde.
-ARTURO ONOFRl

L'acqua è percepita da tutti noi come la sorgente della vita. Senza l'acqua non riusciremmo a vivere, tant'è vero che durante un digiuno ci si può privare a lungo del cibo ma non di una bevanda, pena la morte. Acqua è la pioggia che dà vigore ai campi e lava le strade; acqua è la rugiada del mattino che disseta le erbe estenuate dalla calura esti­va; acqua sgorga dalla sorgente che ci permette di bere; è l'acqua a costituire mari, laghi, fiumi o pozze termali, dove ci immergiamo come in un liquido amniotico; l'acqua ci offre i pesci, nutrimento per eccellenza. In questo elemento vivono anche esseri misteriosi che non a tutti è concesso vedere o sentire perché il loro passaggio è più lieve di quello di una piuma nell'aria e il suono che producono è più evanescente di quello di una foglia che si adagia al suolo.


Le acque sono considerate il fondamento so­stanziale della manifestazione cosmica: simboleggiano cioè la so­stanza primordiale da cui nascono tutte le forme e alla quale torna­no per regressione o cataclisma. «Acqua, tu sei la fonte di tutte le cose e di ogni esistenza!» afferma il Bhavisvottarapuràna. L'acqua è la materia prima, l'indistinzione primaria, simbolo di fecondità e di
fertilità. «L'acqua è paragonata direttamente o indirettamente alla Luna» scrive Eliade. «I ritmi lunari e acquatici sono orchestrati dallo stesso destino: comandano la comparsa o la scomparsa periodica di tutte le forme, danno al divenire universale una struttura ciclica. Per questo motivo, fin dalla preistoria, il complesso Acqua-Luna-Donna era percepito come il circuito antropocosmico della Fecondità.»
La tradizione delle acque primordiali da cui traggono origine i mondi si riscontra in un notevole numero di varianti nelle cosmogo­nie arcaiche e primitive. Nella mitologia indiana vi sono diversi miti
delle acque primordiali. Si narra che su di esse galleggiasse in beata spensieratezza Nàràyana, mentre dal suo ombelico spuntava l'albe­ro cosmico. Quelle acque simboleggiavano lo stato di quiete e di indifferenziazione, la notte cosmica. Dall'ombelico di Nàràyana, chedormiva, cioè dal suo centro, sorse la prima vita.
Nella tradizione puranica spunta dalle acque un loto da cui nasce Brahmà.  La cosmologia babilonese conosceva anch'essa il caos acquatico, l'oceano primordiale che si differenziava in Apsu e Tiàmat; il primo personificava l'oceano d'acqua dolce sul quale avrebbe galleggiato più tardi la terra; la seconda era il mare salato e amaro, popolato di mostri. 
Non diversamente nella tradizione orfica si narrava che l'acqua era il principio di tutte le cose, poi dall'acqua si costituì il fango, e da entrambi fu generato un essere vivo, un serpente con l'aggiunta di una testa di leone, con il volto di un dio nel mezzo, e chiamato Eracle e Tempo. Questo Eracle generò un uovo immensamente grande il quale, riempito dalla violenza di chi l'aveva generato, per uno sfregamento si spezzò in due. La parte alla sommità dell'uovo finì per diventare il Cielo mentre la parte con­ tenuta in basso divenne Terra [...]
Anche in un altro mito greco della creazione il cosmo nasce dall'ac­qua impersonata dal fiume Oceano, chiamato «origine del tutto» da Omero. 
Occorre in ogni modo sottolineare che, mentre le piogge che scen­dono dalle acque celesti sono fecondanti, simili al seme virile, l'ac­qua dell'oceano primordiale è germinativa, di valenza femminile.
In ogni tradizione l'acqua terrestre è materna. Juan de Torquemada, descrivendo le lustrazioni battesimali dei neonati nel Messico, ci ha conservato qualche formula con cui, a Teotihuacàn, gli Aztechi consacravano il figlio alla dea dell'acqua, considerata sua vera ma­dre. Prima di immergere il bimbo dicevano: «Prendi quest'acqua poiché la dea Chalchiuhtlique è tua madre. Che questo bagno ti lavi dai peccati dei tuoi genitori». Quindi, bagnandogli il petto, la bocca e la testa, aggiungevano: «Ricevi, bambino, tua madre Chalchiuhtli­que, dea dell'acqua».

Ci si tuffa nell'acqua per rinascere rinnovati; oppure si è purificati dall'acqua lustrale, come ci ricorda già Virgilio nell'Eneide:
[Corineo] girò tre volte fra i compagni con acqua lustrale
irrorandoli con lievi stille da un ramo di fecondo olivo
e purificò gli uomini, e disse le estreme parole
Tutto si scioglie nell'acqua, ogni forma si disintegra, ogni storia è abolita; nulla di quanto esisteva prima rimane dopo un'immersione nell'acqua, nessun profilo, nessun segno, nessun avvenimento.

L'acqua ci pulisce, ci deterge, ci libera dalla polvere, ma anche, nei riti, dalla sporcizia immateriale, invisibile. Ogni tradizione l'ha con­siderata un universo parallelo al nostro, dove tutto il cosmo è com­
presente, dove nulla si perde nel ciclo permanente di vita-dissolu­zione-vita.
Fin dall'antichità le aspersioni, le abluzioni e le immersioni hanno mondato dalla colpa e dalla nefasta presenza dei morti.
Fra i Celti irlandesi si «battezzavano» nei fiumi i bambini scegliendo il loro nome grazie a una particolarità o a una circostanza memorabile. Così avveniva anche fra i Celti continentali che tuffava­
no i loro figli appena nati nelle acque del Reno, come testimonia fra gli altri Aristotele senza capire il significato del rito: «Perciò presso molti popoli barbari si usa sia immergere i neonati nell'acqua gelida di un fiume sia ricoprirli con pochi panni: è quanto si pratica presso i Celti».

Quando la maggior parte gente sente la parola "acqua santa o benedetta" pensa subito all'acqua benedetta da un sacerdote cattolico, o peggio ad immagini che appartengono all'immaginario horror-fantasy, ma l'acqua santa non si limitata alla chiesa cristiana, come abbiamo visto poco fa. 
Gli antichi greci usavano l'acqua santa per purificare persone e luoghi, nonché per spegnere le torce dei tempi e santuari. Essi e i romani hanno usato anche le erbe sacre o rami d'albero immerse in acque benedette per aspergere le persone, intorno alle case, o sui pezzi di terra per benedirli. Questa per altro, è una consuetudine che molti pagani utilizzano ancora prima dei rituali (per esempio le note sulle cerimonie dei Sabba che vi ho scritto, per quanto riguarda l'ablazione rituale). Gli indù utilizzano l'acqua benedetta per il bagno sacro ancora oggi e buddisti usano dell'acqua benedetta per cerimonie e per la protezione. I seguaci dell'islam sciiti, bevono l'acqua consacrata per la guarigione e per connettersi con il divino. Questa pratica si ritrova anche nel Vecchio Testamento. 
Le acque celesti comunicano al cosmo le loro virtù divine. Nel­l'Antico Testamento il Signore è paragonato a una pioggia primaverile, alla rugiada che permette ai fiori di crescere, alle acque fresche che scendono dalle montagne. A sua volta l'anima cerca il suo Dio come il cervo assetato cerca la presenza dell'acqua viva: attende lamanifestazione di Dio come una terra arida che spera di essere fe­condata dalle piogge.
Dio si manifesta come Sapienza simboleggiata dall'acqua, quella Sapienza che Giovanni e Paolo identificheranno con il Cristo:
Acque profonde sono le paiole che pronuncia l'uomo, torrente straripante è la fonte di saggezza.Alle acque celesti allude l'acqua sorgiva, simbolo della vita spiri­tuale e dello Spirito offerti da Dio e spesso rifiutati dagli uomini.L'espressione ebraica per indicare l'acqua sorgiva è «acqua di vita», ossia acqua che porta vita.

Il consumo di acqua benedetta è una pratica molto antica e, non si limita a religioni abramiche.
Bagnarsi prima delle cerimonie, prima del lavoro dello spirito, o anche prima di atti banali come la pesca e battute di caccia, ha origine preistorica e continua con le pratiche animiste. Purificare se stessi prima di fare qualcosa ha lo scopo di portare fortuna e benedice la vostra attività e rendersi anche puri alla presenza di dèi e degli spiriti.

Le popolazioni rurali delle isole britanniche hanno creduto nella potenza e la sacralità dell’acqua e hanno utilizzato l'acqua santa in molti dei riti popolari e per la loro magia. Anche se le isole britanniche sono state cristianizzate, per secoli sono stati gli agricoltori, i pescatori e le casalinghe, uomini e donne, a consacrare l'acqua benedetta e non un prete cattolico. Questo va contro gli insegnamenti della chiesa, così come le più moderne superstizioni cristiane e Hoodoo che ritengono che l'acqua benedetta non può che essere benedetta da uomo che non sia di Dio. E' chiaro che la consacrazione e l'uso di acqua benedetta in tutte le isole britanniche è un residuo del paganesimo come lo sono i riti magici dove l’acqua è stata impiegata.

Tutto quanto il cuore desidera può sem­
pre ricondursi a 11'immagine dell'acqua.
-PAUL CLAUDEL


Come rendere l'Acqua Benedetta

Il metodo seguente deriva dalle tradizioni folcloristiche Scozzesi, ma simili pratiche possono probabilmente trovarsi anche in Irlanda, Galles e Inghilterra, ecc.. con varianti locali, naturalmente.

°L’ Acqua benedetta con la pietra Vipera e l’anello d’argento.

L’argento è sacro alla Luna come ci diceva già Eliade e come impariamo presto quando si parla di "coppe rituali" nella tradizioni neopagane e alcune tradizionaliste; così un pezzo d'argento immerso in acqua è in grado di renderla benedetta.
L'argento può essere un anello, una moneta, una perlina, o un altro oggetto d'argento reale, non di colore argento. Se l'acqua deve essere usata per la guarigione o l'esorcismo a volte si prefersce usare l’oro in acqua, invocando i poteri di guarigione con la benedizione del Sole.
Pietre con proprietà mistiche sono state usate anche in alcune località o da individui specifici come da stregoni a Lairds. Le pietre più comunemente utilizzate erano pietre vipera (naturalmente si chiamano cosi le pietre forate), rocce laviche, o fulgurite.
A volte invece di una moneta o di pietra, una persona poteva sputare nell’acqua o farla passare attraverso la propria bocca e poi sputa su una persona o un animale che andava benedetto o curato. Esse sono pratiche molto simili a quelle dei preti haitiani / Esses e curanderos sudamericani o in alcune tradizioni sciamaniche dove sputano acqua o l'alcool dalla bocca come spray sui loro pazienti.
Una volta che la moneta o pietra è messa nell’acqua (l'oggetto non viene rimosso fino a quando il rito non è completo). Si tengono le mani, le palme aperte, sopra l'acqua come benedizione o si sussurra vicino all'acqua in modo che che il tuo respiro tocchi la superficie di essa. L’incantesimo che viene pronunciato dipende dal motivo per cui l’acqua santa veniva creata.
Ecco alcuni canti tradizionali e moderni:

Water and earth
Where you are cast
No spell or adverse purpose last
Not in complete accord with me.
As my word, so mote it be!

L’Acqua e la terra
Che tu hai stregato
(Nel quale tu hai gettato un incantesimo)
Nessun incantesimo o proposito avverso
Che sia in disaccordo con me
Così è la mia parola, così sia
~ Paul Huson (per la purificazione)


Hale fair washing to thee,
Hale washing of the Fians be thine,
Health to thee, health to him–
But not to thy female enemy.

Un bagno sano e giusto a te,
che sia tuo bagno danificatore dei Fians
(qui probabilmente ci và il nome del clan o della famiglia) ,
salute a te, salute a lui,
ma non alla femmina nemica
~ Gaelico (utilizzato da ostetriche a Sain)


To remove from thee thy sickness
In the pool of health
From the crown of thy head
to the base of thy two heels.

Nella vasca della salute ti immergo
Per allontanare la tua malattia
Dalla cima della tua testa
Fino alla base dei tuoi piedi
~ Gaelico (fascino di balneazione)


God bless your eye,
A drop of wine about your heart,
The mouse is in the bush
And the bush is on fire.

Dio benedica il tuo occhio
Una goccia di vino sul tuo cuore
(probabilmente è un modo per vedere se qualcuno ha il malocchio)
Il topo è nel cespuglio
E il cespuglio è in fiamme
~ Gaelico (per scongiurare il malocchio)


Tipologie di Acque.

Il tipo di acqua utilizzata per rendere l'acqua benedetta è importante in quanto le acque differenti hanno differenti attributi magici.
-La rugiada mattutina viene raccolta e benedetta per i riti di guarigione, il recupero, così come la bellezza e la longevità. La rugiada era particolarmente potente se raccolta prima dell'alba a Beltane, ma ogni giorno in primavera e in estate sarebbe di buon auspicio (anche prima dell'alba).
-L’acqua di sorgente è meglio per benedizione e purificante e per la protezione, nonché la pulizia da una brutta esperienza, emozioni negative, o il malocchio.
-L'acqua del mare è meglio per l'esorcismo ed espellere gli spiriti maligni da una persona, da casa, o da un pezzo di terra - "niente di male mai venuto dal mare". L'acqua del mare non è offerta ai morti.Il Sale e protegge e esorcizza dagli spiriti.
-Durante le notti di luna piena la pioggia viene raccolta per rituali ancestrali.
L'acqua piovana viene utilizzata per la fertilità, abbondanza, e, naturalmente, per rituali con la pioggia. L'acqua piovana è la cosa migliore per le benedizioni terrestri e la benedizione di una donna che vuole concepire.

Raccogliete queste acque in lune piene, (non in una scura), in giorni sacri, all'alba, al tramonto, a mezzogiorno o anche in altri momenti a seconda della destinazione d'uso dell'acqua (l'acqua di mare raccolta a mezzogiorno è eccellente per l'esorcismo e il bando), si possono lasciare le acque ad assorbire la luce della luna, la luce del sole, o luce delle stelle. Raccoglite le acque in un contenitore non metallico ed esponetele.
A volte le erbe vengono aggiunte all’acqua a seconda del rito per cui essa verrà impiegata.
-Foglie di Verbena vengono aggiunte all'acqua di sorgente per ungersi ritualmente prima di una cerimonia.
-L’erba di San Giovanni per benedire una casa o un malato
-Un ramo di tasso immerso in acqua di pozzo per cospargere un cadavere e purificarlo per il loro viaggio.
Un tempo era una pratica comune immergere un rametto di una pianta fresca o ramo di un albero, in acqua benedetta e poi cospargere sulla persona, animale, terra, o le porte di un edificio, casa o azienda agricola per purificare e benedirlo. I Romani fecero questo con il sangue fresco, dato da un sacrificio animale.
Quando ci si prepara per rituali di gruppo, si cosparge di acqua santa i partecipanti con un rametto di cedro o cicuta (l'albero, non il veleno) e quando si celebrano rituali solitari, ci si può lavare la faccia, mani e piedi con l'acqua santa prima di cominciare. Si possono anche fare pellegrinaggi a sorgenti locali sulla montagna e lavare tutto il corpo in acqua per purificare se stessi nei giorni di festa.

In altri riti popolari l'acqua era inebriante. In Scozia, l'acqua santa era inebriante per la guarigione di una malattia, per la protezione da una maledizione o il malocchio, o un modo per collegarsi con il divino. L'acqua è sempre stata lasciata vicino ad un cadavere, così se lo spirito ne avesse avuto bisogno, non avrebbe mai più sofferto la sete. L'acqua veniva lasciata fuori per la Cailleach nel caso in cui si è fermasse davanti alla propria casa e avesse avuto bisogno di acqua per il lavaggio o di abbeverarsi. Era anche comune per gli agricoltori e stregoni del bestiame far bere alle loro mucche, cavalli, e pecore l'acqua benedetta per impedire che venissero maledetti o rubati. Quando un agricoltore acquistava un nuovo animale, egli lo cospargeva o gli faceva bere l'acqua benedetta, prima di lasciarlo entrare nei recinti con il resto del bestiame, questo per purificare la bestia di qualsiasi malattia o maledizione che poteva altrimenti influenzare il resto del bestiame.

I moderni usi dell’acqua benedetta possono includere la benedizione e purificante e la protezione, e "alimentazione" di un altare, degli strumenti rituali, del costume rituale, dei gioielli rituali, degli amuleti, dei talismani, dei sacchetti e delle statue. Personalmente una volta all'anno almeno, ne preparo per lavare la mia stanza, che è il mio tempio, insomma, per fare le famosa "pulizie di primavera".
E’ possibile utilizzare l'acqua benedetta per attivare il un fascino. Può essere usato per purificare e benedire una casa, una stanza del malato, un pezzo di terra, o anche qualsiasi nuovo mobile, oggetti, animali nella vostra casa. Se si pratica un rituale all'aperto, cospargere la terra, gli alberi e le pietre con l'acqua benedetta con un ramoscello di un albero sacro.
L'acqua del lago non è generalmente utilizzata, ma in primavera le acque di fonti sotterranee sono state considerate collegate agli antenati e con grandi poteri per la fecondità, la benedizione, e la guarigione.
Le acque di questo tipo in genere sono considerate acque di morte o funeree. Sono generalmente immote, dormienti, specie quelle delle paludi o dei laghi grigi o bui, dal colore della pena universale
secondo una metafora di Edgar Allan Poe:
Nella vallata universale
il rosmarino s'inclina sulla tomba,
oscilla sopra l'onda il giglio [...]
Simile al Lete, guardate!il lago
a un suo cosciente sonno abbandonarsi pare
e per nulla al mondo volersi svegliare.
D'altronde la morte è stata spesso concepita come una partenza sull'acqua. «O morte, occhio capitano!» canta Charles Baudelaire «è l'ora, leviamo l'ancora!». Ne è popolare simbolo in Occidente la barca dei morti, come documenta Paul Sébillot nel Folklore de France:
«La leggenda della barca dei morti è una delle prime rilevate lungo le nostre coste; è senza dubbio anteriore alla conquista romana e vie­ ne riportata da Procopio, nel VI secolo, in questi termini: i pescatori e gli altri abitanti della Gallia, che stanno di fronte all'isola di Breta­gna, hanno il compito di farvi giungere le anime [dei morti], e per­tanto sono esonerati dai tributi. Nel cuore della notte odono bussare alle loro porte; si alzano e trovano sulla riva delle barche straniere sulle quali non vedono nessuno, e che tuttavia appaiono molto cari­che e affiorano di poco fuori dell'acqua; basta un'ora per compiere questo tragitto che con le loro navi potrebbero difficilmente percor­rere nello spazio di una notte».
Nelle leggende bretoni passano in­cessantemente imbarcazioni fantasma, imbarcazioni-inferno. Questa barca è nella tradizione greca quella di Caronte. Anche l'Estremo Oriente conosce la funebre barca, come testimonia una poesia cinese dedicata alla festa dei Morti, al settimo mese di quel
calendario:
Il flauto guida le anime, il gong le riunisce come api [...]
Lungo l'argine le barche approntate attendono che giunga la notte. [...]
La barca parte e vira,
lasciando nell'ampio movimento della sua scia una striscia di fuoco:
qualcuno vi dissemina delle piccole lampade.
Luccicore fioco sulla vasta colata delle acque opache,
che lampeggia un istante e poi muore. Un braccio, affondando il brandel­lo d'oro,
il fascio di fuoco che fonde e scintilla nel fumo, tocca il tumulo delle ac­que.
Gli scoppi illusori della luce incantano i freddi annegati 
Per certi sognatori, spiega Gaston Bachelard, l'acqua, specie quella stagnante, è il simbolo della morte perché questa dimensione simboli­ ca dissolve un essere nel modo più completo. «O anima mia,» esclama Faust nell'omonimo dramma di Christopher Marlowe, «trasformati in goccioline d'acqua e cadi nell'oceano, per sempre introvabile».
L'acqua nera assume anche le sembianze del Mare delle tenebre, dal colore livido e scuro, o dell'acqua che diventa color dell'inchio­stro nella tempesta.
Infine anche "attraversare il Fiume" è un modo di dire per indicare la morte.

Guarigione con L’ Acqua Benedetta.

 Prima di tutto di capire, restando un po in voi stessi, se ve la sentite di proseguire in una simile pratica. Non sottovalutate le operazioni di guarigione, non sono per tutti, spesso praticanti inesperti assorbono la malattia del lor paziente.
E' buona norma eseguire un bagno purificatore per voi stessi prima di ogni rito di guarigione, potete aggiungere nella vasca una pietra di ametista.

I guaritori possono utilizzare l'acqua benedetta per fare il bagno o spruzzarla sui loro clienti o darla loro da bere per una pulizia interna (fate attenzione a bollire le acque selvatiche raccolte prima di berele!).
Le acque ”selvatiche” raccolte sono di per se sacre, sono anche comunemente usate nei bagni di purificazione spirituale sia per la guarigione fisica e metafisica, così come per i bagni di purificazione prima di riti e cerimonie. Per il trattamento di qualcuno di una malattia fisica o soprannaturale.
La runa seguente da Gadelica Carmina può essere utilizzata. Ripetuta in modo costante come un canto magari accompagnata da tamburi.
Il primo scopo è quello di acquisire potere sulla malattia o sull intrusione. Pioggia, rugiada, e acqua di mare può essere spruzzata sopra il paziente

Il Potere della luna ho su di esso,
La Potenza del sole ho su di esso,
La Potenza della pioggia ho su di esso,
Il Potere della rugiada ho su di esso,
IlPotere del mare ho su di esso,
Il Potere della terra ho su di esso
IlPotere delle stelle ho su di esso,
La Potenza dei pianeti ho su di esso,
La Potenza dell’ universo ho su di esso,
La Potenza dei cieli ho su di esso,
Il Potere degli antenati ho su di esso,
IlPotere del cielo ho su di esso,
La Potenza del cielo e di Dio ho su di esso,
La Potenza del cielo e della Dea ho su di esso.


Per lo smaltimento della malattia (o spiriti maligni) questa seconda runa è parlata; mentre si recita o dopo essa, il paziente può essere immerso in acqua di mare, acqua di sorgente, o bere un bicchiere di acqua fredda di sorgente.

Una parte di esso sulle pietre grigie,
Una parte di esso sulle montagne ripide,
Una parte di esso sulle cascate di rapide,
Una parte di esso sulle nuvole luccicanti,
Una parte di esso sulle balene dell'oceano,
Una parte di esso sulle bestie che pascolano,
Una parte di esso sulle paludi,
Una parte di esso nelle brughiere,
Una parte di esso sulla grande mare scrosciante
Lui è il migliore per portarlo,
Oh, il grande mare scrosciante,
E’ lui è il migliore per trasportarlo.

Quando il rito è terminato e il paziente ha lasciato il guaritore, egli ha la possibilità di ripetere questa runa per espellere qualsiasi malattia o intrusione che è andato in lui o può recitarla durante il rito. Questa runa protegge il guaritore dal male e dall’accumulare le negatività dei loro pazienti:

Tu, guaritore dell'anima mia,
sostienimi ala sera,
sostienimi al mattino,
sostienimi al mezzogiorno,
Il corso è ruvido e lontano
Aiutare e salvaguardare
me stesso questa notte.
Sono stanco, fuori strada, sto inciampando,
Schermami da l'inganno e dal male.



Autoguarigione con l'acqua.

Per questo rituale è necessaria una candela blu, dell'acqua, del sale e delle essenze aromatiche, a questo scopo il limone (anche la buccia grattata) è ottimo. Preparate erbe di guarigione.

Mettete tre pizzichi di sale nell'acqua e mescolate per tre volte in senso orario.
Ponete le mani sul recipiente, e osservate l'acqua, lasciate scivolare tutto quello che non va, negatività o malattie, lasciandole scivolare attraverso gli occhi e le mani. Continuate fino a quando non sentite un cambio di energia in voi.
Accendete quindi la candela e tenete le mani sopra la fiamma attraverso di esse fate fluire l'energia del fuoco nel vostro corpo finché non ve ne sentite pieni.
Adesso bruciate le erbe di guarigione e spargete il corpo con i fumi, aiutatevi con un ventaglietto o una piuma o con le mani, e visualizzate ogni residuo di negatività che abbandona il vostro corpo.
Potete utilizzare un ametista da portare addosso per aumentare il potere di guarigione.


NB: è vostra responsabilità a fine di entrambi i riti, o sia che ne fate uno per voi o per altri, smaltire l'acqua che avete usato e pulire bene il recipiente che l'ha contenuta. L'ideale e portarla fuori in un luogo dove quell'eccesso di energia possa essere utile.


Si potrebbe addirittura cospargersi con l'acqua benedetta ogni volta che si torna a casa per lavare via lo stress della giornata e ogni emozione o sporcizia metafisico presa da altre persone.
Si potrebbe tenere una piccola ciotola davanti la porta e bagnandovi la mano - strofinare le mani con l'acqua benedetta e bagnarsi il volto (non perdetevi il terzo occhio) e la parte posteriore del collo. Questo pulisce il tuo spirito e lo induce a lasciare che le cose che non appartengono in modo che escano dal corpo.

Per smaltire l’ acqua benedetta, essa deve essere versato direttamente nella terra, e mai in un altro modo.



Fonti:
- Acquario. Adelfo Cattabiani 2002 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano
- Appunti personali.
- Vita da strega. L'introduzione più chiara e completa alla wicca per i lettori di ogni età. Scott Cunningham 2002 Armenia edizioni.
-  sarahannelawless.com :

  • Black, Ronald. The Gaelic Otherworld: John Gregorson Campbell’s Superstitions of the Highlands and Islands of Scotland and Witchcraft and Second Sight in the Highlands and Islands. Edinburgh: Birlinn Limited, 2005.
  • Gamache, Henri. The Master Key to Occult Secrets: A Study of the Survival of Primitive Customs in a Modern World with Sources and Origins. New York: Sheldon Publications, 1945.
  • Harris-Logan, Stuart A. Singing With Blackbirds: The Survival of Primal Celtic Shamanism in later Folk-Traditions. Grey House in the Woods, 2006.
  • McNeill, Marian F. The Silver Bough vol.I: Scottish Folklore and Folk-belief. Glasgow: William McLellan, 1957.
  • Mickaharic, Draja. Spiritual Cleansing: A Handbook of Psychic Protection. Weiser, 1982.
NON COPIARE SENZA AUTORIZZAZIONE E SENZA CITARE LA FONTE!

mercoledì 20 maggio 2015

Difendersi e proteggersi

Era una vita che non scrivevo un Pote Office, con i mie consigli. Oggi la richiesta mi è pervenuta da un amica, non dalla mia posta elettronica, in ogni caso penso che ne possa venire fuori un bel post e quindi seguo con la sua richiesta descritta più o meno.

Skayler - Post Office


Come posso proteggermi e schermarmi da gente che mi sta minacciando ingiustamente? Per evitare che quantomeno le loro lingue od eventuali atti nei mie confronti cadano nel nulla?
-M. 



Chi non si è mai trovato almeno una volta nella vita in questa situazione? Sentire il bisogno di allontanare qualcuno che può nuocervi, senza per forza eseguire una maledizione nei suoi confronti, visto che non tutti i neopagani sono in accordo con queste pratiche oscure.
Talvolta, il nemico non è per forza magico e quindi, forse, abbiamo un gran vantaggio nei suoi confronti per far si che si blocchi sul nascere la sua aggressività. Personalmente penso che il male che ci può infliggere una persona possa anche non essere volontario. Rancore e malelingue a volte hanno lo stesso effetto di un vero e proprio Malocchio quando sono accompagnate da sentimenti negativi  come la rabbia o addirittura l'odio. Ricordate che non per forza bisogna allestire un altare per portare qualcosa e nemmeno avere le conoscenze magiche perché abbia effetto.
E' bene quindi avere opzioni per proteggersi da qualsiasi individuo che sia questo una strega o meno.
Queste sono solo alcune delle "manovre" semplici che io consiglio.



--------

Innanzi tutto è una buona norma tenere con voi sempre dell'Acqua di Guerra pronta a difenderci per ogni evenienza. La sua origine può essere fatta risalire alla stregoneria tradizionale ed è patrimonio di moltissimi folklori.

I suoi utilizzi sono: Per ottenere la protezione. Quest'acqua è estremamente aggressiva, energica, ed è un detergente spirituale. Usatela per invertire una maledizione e rinviarle al mittente.
L'acqua di Guerra, è un arma tradizionale che risale quasi sicuramente alle guerre tra streghe. Essa può essere usta su un piano astrale o nel mondo fisico, elimina sia larve spirituali che malintenzionati. Può essere aggiunta ad incantesimi protettivi, di pulizia, incantesimi di inversione.


Quando l'acqua di Guerra è pronta ha un odore pungente e un colore torbido. Non dovete filtrata, lasciatela li anche anni e anni, con i suoi elementi all'interno, quando ne usate un po potete rabboccarla con altro aceto.
Quando dovete usarla, la cosa migliore sarebbe poterla versare davanti al vostro nemico e davanti alla sua abitazione. Nel caso non vi sia possibile, cercate comunque di farlo nei pressi di casa sua, o visualizzate bene la persona da cui difendervi. Al limite versatela fuori da casa vostra come per formare una barriera che il vostro nemico non può passare.

La bottiglia va tenuta chiusa per la maggior parte del tempo ma è bene aprirla periodicamente per favorire l'ossidazione.
Consigliatissima se utilizzate l'acqua è quella raccolta durante un temporale molto violento poiché è piu carica di questa energia.

Per incrementare le ricette potete aggiungere zolfo, e la vostra urina( non fate facce schifate, i fluidi corporei sono un ingrediente così prezioso in magia!)
Conservate l' Acqua di Guerra in un luogo fresco, in linea generale potete comunque aggiungere qualsiasi elemento che sia propedeutico allo scopo. Le varianti per questa barriera magica sono davvero moltissime.

--------
A proposito di barriere, un altro strumento caro a questo scopo protettivo è il Sale Nero, deriva dalla tradizione Hodoo; può essere creato in diversi modi ma come per gran parte della magia è più importante l'intenzione che c'è dietro la preparazione.
Questo sale è chiamato Sal Negro, Witch's Salt, Drive Away Sale, Sale o Wodoo Santeria Salt. E' generalmente utilizzato per scacciare le energie negative. Si può spargere sulle porte e finestre di una stanza o dell'ufficio per scacciare le negatività e proteggersi dai cattivi collaboratori, o da persone che cercano di metterci i bastoni tra le ruote, e quindi da qualsiasi nemico che si trovi sul nostro cammino, in qualsiasi ambito.
Cospargete la casa o il giardino con questo sale per ottenere protezione. Può essere utilizzato per tracciare un cerchio protettivo particolarmente potente, questo anche nell'ambito rituale se avete necessità di protezione durante un rito, da energie o persone.
In oltre, questo tipo di sale è tradizionalmente utilizzato per rimuovere fatture e incantesimi.
Prepararlo è molto semplice:
Esistono modi diversi che prevedono una parte di sale marino fine, ed un'altra parte di un'altra sostanza che può essere raschiatura di ghisa di un camino o di una stufa, la cenere di un camino, del carbone vegetale, rimasugli di un falò magico, o ancora meglio le ceneri dei vostri incantesimi (io conservo le ceneri dei mie rituali fin dal primo incantesimo che ho fatto, almeno quando non era espressamente richiesto di lasciarle altrove, le conservo da ancor prima di sapere del Sale nero.... ho fatto bene!)  aggiungete pepe nero o tintura nera (che personalmente sconsiglio poiché non ne vedo un valore magico).
Pestate in un mortaio gli ingredienti insieme e conservate il vostro Sale nero per ogni evenienza.

--------

Anche sigilli e rune sono molto appropriati per
questi casi. Porto spesso e sovente l'utilizzo di una scatola che io ho confezionato molti anni fa sotto "insegnamento di Lolir". Quella che vedete qui a fianco è la mia, di forma ovale, sarebbe meglio una di forma quadrata o rettangolare, ma vi assicuro che va benissimo anche questa.
Si tratta di una scatola per allontanare e portare via, è usata nella magia tradizionale Europea e americana, così come nell'Hoodoo. Serve per la guarigione, per intrappolare spiriti maligni, gettare strumenti rituali, o per incantesimi, per liberarsi di persone indesiderate, oggetti, emozioni o azioni.
La scatola va confezionata a mano e dipinta magari con vernice ecologica o a base d'acqua, i simboli pirografati o incisi sono una delle più antiche forme d'arte che infondono già nella loro tracciatura l'energia necessaria. Nello specifico questi simboli sono di origine europea, della tradizione cerimoniale Islandese.
Il pentagramma serve a sigillare il contenuto e per proteggere del male contenuto nella scatola, in modo che rimanga all'interno
I simboli sui lati del pentagramma sono chiamati "Hegal Minori" e sono usati contro il male e le fatture.
I quattro simboli ai lati sono i "StatfuGegn Graldri", un incantesimo contro ogni stregoneria e magia nera, rivolti ai 4 angoli della terra.
Evidenzio i 
StatfuGegn Graldri (foto) perché nel caso abbiate bisogno di protezione essi possono essere anche incisi su tavolette, pietre o pergamene e situati ai quatto angoli della vostra proprietà!  Potete quindi usare anche solo questi.
Qualunque cosa nella scatola non uscirà mai e niente che è nella scatola può essere infettato da magia se questo è lo scopo con cui viene conservato.
I simboli sulla base sono "blood oxen, earth oxen" un incantesimo anti furto che funziona giorno e notte per essere sicuri che ogni cosa messa nella scatola non possa essere dissigillata, rubata o dissepolta. L'blood oxen, earth oxen" può essere appeso sulla porta o sulle sicure della vostra azienda per prevenire il furto di giorno e di notte;
Un  ottima idea è quella di  foderare l'interno in flanella rossa, tradizionalmente usata nell' Hoodoo per amplificare la magia protettiva della scatola.
All'interno e fuori si passano erbe adatte allo scopo, tra cui sangue di drago, sorbo e olii benedetti.
 --------

Runestave: Invece, questo è un amuleto intagliato e pirografato su legno, dovrebbe essere di Sorbo, ma non lo è il mio caso. L'idea è stata presa sempre da Lolair, anni e anni fa.
I simboli sono stati utilizzati nella stregoneria Islandese durante Medioevo, servono a proteggere dal male, dalle negatività che entrano a casa. Dovrebbero essere incisi e dipinti con con una miscela di eco-pigmento rosso e sangue della mano, o con sangue di Drago. Vi è un foro nella parte posteriore in modo da poter appendere questo amuleto su un chiodo. Ottimo è appenderlo sopra l'ingresso principale porta in casa - all'interno o all'esterno della casa non importa - dipende se avete problemi che i vicini lo vedano o no.
Si consiglia, in oltre, di dormire con l'amuleto sotto il tuo cuscino per almeno una notte prima di appenderlo.
Il sorbo è un legno di grande potenza che è stato utilizzato per un migliaio di anni, se non di più, nella magia, aggiunge l'efficacia e la potenza di magie e incantesimi.

--------

Passiamo ora a due veri e piropi incantesimi.

* Un incantesimo per invocare la protezione del fuoco *
In un posto pulito del diametro di almeno sei metri, raccogliete una gran quantità di legna, fiammiferi e molta acqua. Prendete uno dei ceppi, tracciate un cerchio dal diametro di tre metri, stabilite i quattro punti cardinali e preparate un piccolo falò per ognuno di essi all'interno del cerchio, senza accenderli.
Accanto ad ogni falò mettete abbastanza combustibile per mantenerlo acceso per almeno mezz’ora; andando prima verso sud, accendete il fuoco, gridando allo stesso tempo queste parole:
“Niente di ciò che viene dal Sud
può farmi del male!”

Poi andate ad ovest, accendete il fuoco e dite:
“Niente di ciò che viene da Ovest
può farmi del male!”

A nord accendete il fuoco e dite:
“Niente di ciò che viene da Nord
può farmi del male!”

Concludente accendendo il falò ad est:
“Niente di ciò che viene da Est
può farmi del male!”

Afferrate un bastone acceso dal fuoco del sud e lanciatelo nel cielo sopra di voi (attenzione alle ceneri e alle scintille) e dite:
“Niente di ciò che viene dall'alto
può farmi del male!”

Quindi scagliate il legno in fiamme a terra e dite:
“Niente di ciò che viene dal basso
può farmi del male!”


Rimettete il bastone nel fuoco del sud e sedetevi al centro del cerchio osservando il fuoco che brucia. Se necessario aggiungete altro combustibile. Sappiate che le fiamme stanno letteralmente bruciando tutto ciò che può nuocervi a qualunque livello. Fissate bene nella mente le fiamme che bruciano attorno a voi, la sensazione del loro calore, la luce e le qualità protettive.
Quando le fiamme iniziano a languire e voi sentite l’energia salire, spegnete i fuochi con terra e sabbia, bagnateli con acqua e cancellate il cerchio che avete tracciato sul terreno. Lasciate la zona ma conservate il cerchio infuocato di protezione nella vostra mente, in modo da poterlo richiamare in qualunque momento avvertiate bisogno di protezione, fisica, spirituale e mentale.
Se non vi è possibile eseguire questo rituale all'aperto, sostituite i fuochi con quattro grosse candele rosse. Procedete con l’incantesimo, anziché prendere un bastone acceso dal fuoco del sud, prendete la candela in questo punto cardinale e solleva tela sopra la testa e, una volta pronunciate le parole, posatela sul terreno e continuate con l’incantesimo. Quando il rituale è completo, spegnete le candele partendo da ovest con le dita bagnate.
--------

Questo incantesimo può essere sostituito con un Magia degli specchi creando uno specchio portale.
E' molto semplice e sicuramente più pratico che accendere un falò.
Dovete prendere uno specchio che deve poi essere utilizzato solo a questo scopo. Proiettate lo specchio nelle sei direzioni come recita sopra, utilizzando anche le stesse frasi se volete.
Dopodiché potete lasciare lo specchio appeso in un angolo della vostra casa, in modo che assorba ogni negatività, oppure potete conservarlo ben custodito (magari nella scatola sopra) o ancora rilasciare ciò che potrebbe raccogliere all'aperto, con un apposito rito.
La finzione di questo specchio è si quella di riflettere e far tornare al mittente, ma è anche vero che se lasciato esposto ogni specchio può essere una porta, e quindi in questo modo potrebbe assorbire. In questo caso lasciarlo esposto è l'ideale se avete delle larve astrali, spiriti o entità in casa vostra e quindi non nemici in carne e ossa.


C'è ancora un incantesimo che io utilizzo per schermarmi e occultarmi da diversi anni, ma non me ne vogliate questo lo voglio tenere per me. Ovviamente poi ci sono anche altre tantissime ricette, queste sono quelle che più di sovente tengo a portata di mano, o che ho testo con buoni risultati
Mi raccomando, proteggete anche chi abita con voi (compresi animali domestici) perchè non si sa mai che la cattiveria di altri si ripercuota su chi vi è piu caro o è piu debole.


Fonti:
Encyclopedia of 5000 Spells - Judika Illes (itmovesmemorelol.tumblr.com)

www.foretgrove.com (oggi: http://sarahannelawless.com/) 
Magia naturale di Scott Cunningham
NON COPIARE, SE LO FATE CITATE LA FONTE DEL MIO BLOG