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giovedì 16 novembre 2017

L'incantesimo delle nove erbe e strumenti devozionali per Odino


L'incantesimo delle nove erbe, in inglese moderno Nine Herbs Charm, è un incantesimo in antico inglese del 9° o 10° secolo registrato nel manoscritto Lacnunga (una raccolta di metodi pagani di cura) del 10° secolo (Gordon, R. K., Anglo-Saxon Poetry, Everyman's Library #794, 1962, M. Dent & Sons, LTD).

L'incantesimo è inteso per il trattamento dell'avvelenamento e dell'infezione tramite una preparazione con nove erbe. I numeri nove e tre sono citati numerose volte all'interno dell'incantesimo e sono numeri significativi nel paganesimo germanico, e più tardi nel folklore germanico (Macleod, Mindy; Mees, Bernard, Runic Amulets and Magic Objects, Boydell Press, 2006).
Il poema contiene riferimenti sia a elementi pagani inglesi che ad elementi cristiani, incluso un cenno alla divinità principale germanica, Odino.
Secondo R. K. Gordon, il poema è "sicuramente qualcosa di anticamente pagano che è stato soggetto alla censura cristiana" (Gordon, R. K., cit.).

Malcolm Laurence Cameron propone un valore psicologico per il componimento, sostenendo che cantare i suoi versi risultava, per gli "antichi" pazienti, in un "effetto meravigliosamente incantatorio" (Cameron, Malcolm Laurence, Anglo-Saxon Medicine; Cambridge University Press, 1993).

L’incantesimo fa riferimento a nove erbe: Mucgwyrt (Artemisia vulgaris), Attorlaðe (identificata da R. K. Gordon (op. cit.) come il giavone (Echinochloa crus-galli), definita da altri come Betonica comune (Stachys officinalis), Stune (Cardamine hirsuta); Wegbrade (piantaggine, ovvero Plantago sp.); Mægðe (Matricaria, ovvero camomilla), Stiðe (ortica), Wergulu (melo), Fille (timo) e Finule (finocchio).

Alla fine dell’incantesimo, vengono date istruzioni in prosa per prendere le suddette erbe, pestarle fino a polverizzarle, mischiarle poi con sapone vecchio e succo di mela. Ulteriori istruzioni indicano di fare una pasta di cenere e acqua, bollire il finocchio nella pasta, mischiarla ad uovo battuto - entrambi prima e dopo l’applicazione del balsamo preparato -. Inoltre, l’incantesimo indica al lettore di cantare le parole tre volte per ognuna delle erbe, mela inclusa, prima che esse siano preparate, mentre si mettono nella bocca del ferito, su entrambe le orecchie, e sulla ferita stessa prima dell’applicazione del balsamo.
Il poema contiene una delle due menzioni di Odino in antico inglese (l’altra è Maxims I nell’Exeter Book).
Il testo indica quanto segue: “un serpente giunse strisciando, morse un uomo. Poi Odino prese nove rametti gloriosi, distrusse il serpente così che esso volò via in nove parti. Poi la mela fece sì da passare attraverso il veleno, così che il serpente non sarebbe più entrato in casa”.
Alcuni hanno suggerito che questo passaggio descrive Odino che chiede aiuto alle erbe tramite l’uso da parte sua dei nove rametti, su ognuno dei quali era stata incisa l’iniziale del nome della pianta in caratteri runici. (Mayr-Harting, Henry, The Coming of Christianity to Anglo-Saxon England, 1991, Penn State Press).

***

Il testo consiste di tre parti: l'incantesimo delle erbe, la formula magica e la ricetta. Ci si rivolge a turno a nove erbe e vengono dati i motivi per l'azione da intraprendere. Quest'ultimo aspetto è spesso fatto per analogia: la resistenza della piantaggine ai bordi della strada, ad esempio, dovrebbe essere trasferita al paziente:

Ond þu, wegbrade, wyrta modor,
eastan Openo, innan mihtigu;
ofer dE crætu curran, ofer dE cwene reodan,
ofer dE bryde bryodedon, ofer þe fearras fnærdon.
Eallum þu Thon wiðstode and wiðstunedest;
swa ðu wiðstonde Attre and onflyge
and þæm Ladan þe lond geond Fered

"E tu, piantaggine, madre delle erbe,
aperta a oriente, potente dentro;
carri passano su di te, la regina cavalca su di te,
urlano su di te le spose, rumorosi buoi.
Tu puoi resistere a tutto e resistente rimani in piedi;
così tu puoi resistere ad ogni veleno e contagio
e all'odiato (il nemico) che attraversa il paese"

(versi 7-13).

È stato possibile identificare chiaramente le erbe solo in parte:

mucgwirt = inglese Mugwort, latino Artemisia vulgaris (artemisia)
wegbrade = inglese Plantain, latino Plantago maior (piantaggine)
stune = inglese Lamb's cress, latino Cardamine hirsuta
ma anche inglese Corn salad, latino Valerianella locusta
ma anche inglese Watercress, latino Nasturtium officinale o Rorippa nasturtium-aquaticum (crescione)
stiðe = inglese Nettle, latino Urtica dioica e Urtica urens (ortica)
attorlaðe = inglese Betony, e anche bishop word o woundwort, latino Stachys betonica, Betonica officinalis (Betonica comune)
oppure inglese Black nightshade, latino Solanum nigrum (Morella comune)
oppure inglese Viper's bugloss, latino Echium vulgare (Viperina azzurra)
oppure inglese Cock's spur grass, latino Panicum crus galli e Echinochloa crus-galli (giavone)
maids, inglese Chamomile o anche mayweed o Maythe, latino Anthemis cotula (camomilla)
wergulu, inglese crab-apple o wood-sour apple, latino Pyrus malus (mela selvatica)
fille, inglese chervil, latino Anthriscus cerefolium (cerfoglio)
finule, inglese fennel, latino Foeniculum vulgare (finocchio selvatico)
Queste erbe aiutano contro il veleno dei serpenti e dei vermi e contro le infezioni, stando alla formula magica.

Nella seconda parte del testo si racconta di come Odino ha abbattuto un serpente spezzandolo in nove pezzi, e ci sono tutte le malattie e i veleni elencati in ripetizioni a mo' di formule, contro le quali vengono elencate le erbe che aiutano la guarigione. Il potere della benedizione ovvero l'impressione di una raccolta di ricette splendono attraverso le righe di questo antico incantesimo germanico (Alfred Philipsson, Germanic paganism among the Anglo-Saxons, publishing B. Tauchnitz, Leipzig 1929. S. 153).

Gli incantesimi anglosassoni mischiano, sembra, la magia con la medicina, il folklore pagano con il cristianesimo, la scienza con il miracolo - sebbene tali distinzioni (che, come tutte le differenze, hanno qualcosa di artificiale in realtà) non sarebbero piaciute ai progenitori anglosassoni, cristiani o no -.
Nella filosofia medico-magica degli antichi germani i serpenti (wyrmas) ed il loro veleno (attor) sono agente simbolico di malattia e dolore. In effetti, molte antiche poesie indoeuropee celebrano la sconfitta dei serpenti da parte di divinità o di eroi, dall'indiano Rg Veda alle storie norrene dell'uccisione, da parte di Þórr, del Miðgarðsormr (il serpente del mondo). Lo stesso poema Beowulf si conclude con l'eroica lotta di Beowulf con il dragone, probabilmente un'eco inglese dello stesso racconto primordiale indoeuropeo che sta dietro alla lotta di Indra contro Vrtra (Rg-Veda I.32, I.80).
Appare qui una fusione o sincretismo tra magia/teologia/folklore germanici pre-cristiani (ad esempio il serpente inteso come malattia, il sacrificio di se stesso da parte di Odino come sciamano per il mistero delle rune) ed il mito cristiano (ad esempio Cristo sulla croce, la mela ed il serpente). Infatti, la distinzione tra Cristo e Odino è oscurata ulteriormente dal riferimento al "signore appeso", apparentemente Cristo sulla croce, ma che richiama il sacrificio di Odino su se stesso per cui si è appeso ad un albero per nove notti (nove erbe?) e si è trafitto con la sua stessa emblematica lancia per acquisire la conoscenza dei misteri delle rune (Hávamál 138-9 nell'Edda antica).

Il manoscritto MS BL Harley 585 che contiene il Lacnunga (così chiamato da Cockayne) in cui appare l'incantesimo delle nove erbe di Odino sembra datare intorno al 10° o 11° secolo. Questa data tarda significa che bisogna considerare le possibili influenze scandinave sull'incantesimo, in quanto esistono pochi racconti "aperti" di Odino in antico inglese (ad esempio, nella poesia in anglosassone egli appare solo negli Exeter Book Maxims che lo confrontano, sfavorevolmente, a Yahweh: Woden worhte weos, wuldor alwalda, / rume roderas - "Odino creava idoli, il potente (Yahweh) [creava] gloria, gli spaziosi cieli" -; Odino appare anche nella maggior parte delle genealogie reali delle famiglie reali anglosassoni, ad esempio Fram ðan Wódne áwóc eall úre cynecynn, and Súðan-Hymbra eác. (Cronaca Anglosassone, anno 449; Earle 13, 20).

Bisogna prestare particolare attenzione nell'attribuire qualunque forma di culto nei confronti di Odino ai Sassoni pre-cristiani a causa dell'aspetto "denso di folklore" di questi incantesimi. Ad esempio, molti incantesimi anglosassoni mischiano le preghiere latine con formule in antico inglese e diversi incantesimi contengono versi in greco o antico irlandese - se in realtà è di incantesimi che si tratta - così corrotti da non essere interpretabili. Per questo motivo le stesse preghiere in latino potevano essere difficilmente interpretabili per molti læcas (guaritori, medici) anglosassoni. Tuttavia, Odino appare in numerosi toponimi soprattutto nell'Inghilterra meridionale, ben al di fuori delle aree del Danelaw - ad esempio: Woddesgeat nel Wiltshire, Wodnesbeorg sempre nel Wiltshire, così come Wodnesdene; Wensley nel Derbyshire, Wodnesfeld nell'Essex, Woodnesborough nel Kent, etc. (v. Gelling, pagg. 154-61) che suggeriscono un culto primordiale di Odino in località dell'Inghilterra meridionale prima dell'epoca vichinga.


Le erbe associate con Woden
(Alcune di queste erbe sono associati con Odino nel folklore, altri provengono da ricerche neopagane di suoi devoti. Le erbe contrassegnati con l'asterisco provengono dal Cantico delle nove erbe sacre, sopra citato. Leopinioni variano sull'opportunità di usare Belladonna o Vipera Blu...)

Frassino
Marrubio
 Basilico
Jalap
Belladonna*
Lavanda
Bergamotto
Artemisia*
Betonica
Nasturzio
Cedro
Ortica*
Sandalo
Prezzemolo
Camomilla*
Pervinca
Cerfoglio*
Piantaggine
Cinquefoil
Rosa
Melo*
Nardo
Tarassaco
Vaniglia
Lingua di Cervo
Echium - Vipera azzurra*
Eufrasia
Noce
Finocchio*
Rumex crispus – Bacino Giallo
Amanita muscaria T
asso
Olibano
Yohimbina
Zenzero Blu -Galangal 

Una combinazione di qualsiasi nove di questi fa un ottimo bagno di pulizia per centrasi con Odino.


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 ALTRI STRUMENTI DEVOZIONALI

• Odhinn Devotional Oil
-1/2 oz ciascuno: olio di muschio di quercia, olio di mirra, olio di sandalo, olio di rosa oz olio di ambra grigia (un sintetico va bene)
-Un pezzo di galangal
-Se si utilizza un olio per tagliare questa miscela, usare olio di mandorle dolci.

• Odhinn Incenso # 1
Mescolare i seguenti oli / essenze su nero woodbase:
• Resina di Ambea
• olio di Ambra Grigia
• essenza di vaniglia
• Bayberry essenza
• Mettere a bagno i fiori di trifoglio secchi in olio muschio.
• Mettere a bagno in olio di muschio di quercia, muschio di quercia
(Consentire sia alla base di trifoglio che al muschio di quercia di asciugare completamente prima di aggiungere le seguenti erbe:)
• Mandragira
• Lingua di cervo
• nardo
• Sangue di drago
• Anice stellato
• balsamo di Gilead
• Cedro
• Issopo
• Melissa
• Vischio
• Rovere
Mescolare il tutto in parti quasi uguali. Lasciare Odino per guidarvi in questo.

•  Woden Incenso # 2
• 7 cucchiai di legno di sandalo rosso
• 3 1/2 cucchiai di incenso
• 1 1/2-2 cucchiaio di cannella
• 1-2 cucchiai di cedro
• 2 cucchiai di muschio di quercia finemente tritate
• 1 1/2 cucchiai di foglie di frassino sbriciolati
• 1 1/2 cucchiai di nardo
A 1 - 1 1/2 cucchiai di vischio
• 1 cucchiaio di camomilla
• 1 cucchiaio di rosmarino
• 1 cucchiaio di lingua di cervo
• 9 gocce di olio di fico
• 9 gocce di olio di ambra
• 9 gocce di olio di bergamotto

Macinare e miscelare accuratamente insieme. Questo dovrebbe, idealmente, riposare per nove settimane in un luogo buio prima di essere utilizzato. Il profumo cambia drasticamente più a lungo gli ingredienti restano fondersi. Dovrebbe essere conservato in vetro. Gli oli possono penetrare contenitori di plastica o legno.


Fonti: 
-www.niederngasse.it/rubriche/approfondimenti/lincantesimo-delle-nove-erbe
Galina Krasskova. The Whispering of Woden: Nine nights of Devotionale Practice
Si prega di non copiare, ma nel caso in cui lo facciate riportate almeno il link - Grazie :P




martedì 25 marzo 2014

Miele fatto in casa 2.0. Un anno dopo

Ci ho riprovato, il parto dove porto a spasso Logan era pieno zeppo di "piccoli soli " (cit. che un giorno capirete tutti) e non ho saputo resistere, ho riempito un sacchetto, sperando di raccoglierne abbastanza o perlomeno più di un anno fa.
Arrivata a casa ho deciso di farne un video, mi sembrava una cosa carina visto che con ogni probabilità il blog non lo legge nessuno. In oltre era una vita che non giravo un video e sopratutto non facevo un Witch-Craft.
Ebbene questo è quanto. Ora spero che non faccia come un anno fa e che quindi resista un po senza fare la muffina. Brava me.


 

giovedì 2 maggio 2013

Miele fatto in casa 1.0

Oggi finalmente ho fatto questo esperimento, sebbene il vasetto sia mezzo vuoto. Tempo fa avevo riportato la ricetta del Miele handmade.. si, senza api! e mi ero ripromessa di farlo appena mi fosse possibile.
Non ho potuto raccogliere la quantità indicata, oramai tutti i tarassaco della zona sono esplosi in meravigliosi soffioni, e il maltempo non mi ha aiutata con le tempistiche. Speravo in oltre di avere l'opportunità di raccoglierli in un campo di montagna, tra aria pura e terreno 'sano' ma anche questa possibilità per il momento non si è ancora verificata.
Così ho pensato di fare innanzitutto una prova, raccogliendo alcuni fiori vicino casa. Ovviamente questo miele non lo userò per preparazioni alimentari da consumare personalmente, dal momento che i prati qui intorno sono "sporchi" e impregnati di inquinamento... ma piuttosto mi sembrava una bell'idea da usare come offerta visto che spesso impiego questo fanatico prodotto nei rituali come offerta alle divinità, alla Terra e al genius loci. Si è vero il fatto che non sia di una qualità ottima per le persone probabilmente sminuisce un po il prodotto in se...ma non credo che sminuisca il lavoro l'impegno o l'amore che ci ho messo per preparalo. Oltretutto gli spiriti del luogo purtroppo son abituati a quest'aria e questo terreno, forse ci baderanno meno di quanto me ne stia preoccupando io.
Mi sono divertita molto nel preparalo, dovrò perfezionarmi ancora per renderlo piu denso, ma non vedo l'ora di rimpolpare il barattolino e preparane altri per avere una scorta, magari con del tarassaco doc questa volta, cosi che possa goderne anche io.

Bhè se lo preparate anche voi fatemi sapere :)

martedì 15 gennaio 2013

Miele handmade.. si, senza api!

Grazie ad un amica ho ripreso la lettura per quanto concerne il Miele e le Api, non credo che nemmeno i mie più affezionati amici sappiano che da molto tempo che sogno un piccolo spazio da apicoltrice e immagino che tale resterà, benché mi venga rabbia dal momento che a due passi da casa ci sono 6-7 casette abbandonate sul fondo di un immenso giardino di una casa che vedo quando torno dal parco.
Se fosse tutto come una volta potrei chiedere ai proprietari perché non le usano più e se qualcuno di loro è capace potrebbe insegnarmi ed io potrei andare ad occuparmene in cambio di insegnamenti e di un vasettino di miele... ma immagino che se gli suonassi anche solo mi potrebbero sparare.
Coque, leggo un blog di una ragazza canadese (paese dei sogni) che ha le sue casette per le api in giardino, e produce in piccolo più per il gusto di salvaguardare queste splendide operaie che sono le apine piuttosto che per il miele che di fatto raccoglie.
Cosi insomma, di quando in quando se mi è possibile leggo qualcosa sulle sacerdotesse melisse, sul culto della dea ape, su questo prezioso dono di madre natura, che mi ha vista del tutto coinvolta da quando anni fa ho assaggiato l'Idromele e questo poi ha preso una considerazione di rilievo nella mia pratica come"bevanda sacrificale" come "offerta divina" come l'unica cosa di cui Odino si nutre (oltre la conoscenza)- lui "il sangue di Kvasir". Per altro l'ape è un alleato meraviglioso con cui lavorare. Inizio a considerarla tale visto che di totem non potrei proprio parlare.
In ogni caso, sono molti anni che vorrei provare a produrre il mio idromele, ma vivendo ancora con i mie e avendo risorse limitate non mi sono mai decisa a fare un piccolissimo investimento per provarci. Ho optato per un' alternativa very fast, tra le altre di cui ho sentito parlare, io lo chiamo l' IdromielVino, poiché è un vino bianco cotto qualche minuto a bagno maria con il miele. Il gusto è decisamente simile a quello dell' idromele e conserva anche la gradazione alcolica del vino.

Percorrendo la via dell' handamde, mi sono imbattuta or ora in una ricetta stuzzicante , sicuramente da provare prima o poi: Miele fatto con il tarassaco, una pianta che amo poiché è mia alleata nel regno vegetale e da essa proviene il mio alraun.



Ingredienti (per un vasetto)
100gr di fiori di tarassaco (pesati soli i petali)
200gr di zucchero integrale di canna
400ml di acqua

Procedimento
Raccogliere i fiori di tarassaco, possibilmente in aperta campagna ;)
Lavarli bene, tamponarli con un panno asciutto e staccate i petali.
Metteteli in un pentolino, aggiungete lo zucchero e l’acqua.
Cuocere a fuoco medio per 40-45 minuti.
Lasciar raffreddare, filtrate il tutto e rimettere sul fuoco per altri 15-20 minuti, finché non si addensa al punto giusto.
Alla fine, risulterà molto denso, toglietelo dal fuoco, prenderà la consistenza giusta una volta raffreddato.

Questo miele è davvero ottimo, si trova anche già confezionato ma la soddisfazione dell'auto produzione è tutta un altra cosa
Risulta un miele aromatico, va benissimo accompagnato ai formaggi ma anche gustato da solo sul pane!

Fonte- https://www.facebook.com/LaStellaVegana

martedì 14 agosto 2012

The per Volare


The per Volare


Usate questi ingredienti:


Di radice di zenzero
Galangal radice
noce moscata
Ginseng
Valeriana


Preparare il tè, se non lo avete mai fatto prima, utilizzare una piccola quantità di ingredienti e non tenetelo in infusione troppo a lungo. È sempre possibile utilizzare aggiungerne di piu o lasciarlo per più tempo in infusione la prossima volta. Bere come parte del rituale. Aggiungete il miele a piacere, la menta può anche rendere questo the un po 'più gustoso



Dichiarazione di non responsabilità :

A volte si può essere allergici a queste sostanze o avere effetti indesiderati. Se usate farmaci o avete delle condizioni di salute precarie, siete in gravidanza, o state allattando, sarebbe opportuno che consultiate un medico prima di usare qualsiasi erba. Non date questo thè ai bambini.
La bevanda andrebbe fatta ritualmente, con un lavoro magico apposito. Si devono ringraziare le erbe, benedirle, e essere chiari con loro circa l'intento per cui le useremo.
Non usare grandi quantità e assicurarsi specie le prime volte di avere qualcuno vicino a voi. Non usatela come una scorciatoia magica, i suoi effetti potrebbero essere poco piacevoli.

http://walkingthehedge.net