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lunedì 8 gennaio 2018

L'EEREN


Skayler - Post Office



Ciao Skayler tu tempo fa facesti una dagida protettiva vorrei capire come funziona .
-F


Faccio un Post Office, per parlarvi di uno strumento di cui tantissimo tempo fa 2011 parlai in video e sul Blog di Sacerdotesse di Avalon. In realtà sul blog precedente a questo, esisteva anche un post! ovvero l'Eeren , la bambola protettiva che arriva dalla tradizione sciaminco-tuvina. Vi riporto il testo in versione completa  visto che il libro da cui proviene e oramai non è piu pubblicato,



L'eeren il nostro doppio, la nostra protezione ed è il nostro aiutante. Tutte le forze magiche e misteriose sono contenute nell'Eeren. Lo sciamano crede completamente nell'eeren, nel suo potere di difesa e di purificazione. Lo sciamano può aprirsi completamente all'eeren, può anche arrabbiarsi con lui dicendogli "...perché non mi aiuti perche sei li inerme?", cosa che non può fare con una persona, non deve arrabbiarsi, non deve inviare energia negativa, perché le conseguenze potrebbero essere terribili. Lo sciamano deve avere fiducia completa nel suo eeren raccontargli tutto. L'eeren purifica anche i sogni. Bisogna sempre averlo con se, metterlo anche vicino al letto durante il sonno. E' la difesa più grande dello sciamano, la sua ricchezza più grande perche l'ha confezionata con la sua immaginazione e mettendovi tutte le sue cose più magiche.
All'inizio, dopo essere stata riconosciuta come sciamana, le persone venivano da me e mi chiedevano di aiutarle; io stavo anche tutto il giorno con loro: parlavo, spiegavo la loro situazione e davo dei consigli, raccontavo quale sarebbe stato loro futuro, qual era stato il loro passato. Pero ero come senza difese, proprio perché volevo aiutarle tantissimo, mi comportavo come loro. Se ridevano, ridevo con loro, se piangevano, piangevo con loro e cosi via... ero come senza difese, proprio per questo mio grande desiderio di aiutarle. Poi  ho capito che il mio ruolo non era quello, che dovevo indirizzare le persone sulla loro strada e fare in modo che proseguissero da sole, che non potevo attaccarmi cosi emotivamente ad ognuna di loro. Quindi mi sono fermata ed ho capito che non potevo andare avanti cosi, quello che mi raccontavano a volte poteva anche farmi impazzire e cosi ho confezionato il mio eeren che mi ha difeso da tutto questo e mi ha protetta nel mio lavoro. Anche perché poteva purificare tutte situazioni in cui mi trovavo coinvolta.
L'eeren può diventare vecchio e sporco ma non deve essere lavato.
Io ho tanti eeren, quello più piccolo sembra molto vecchio, ma ha solo tre anni, mi aiuta molto proprio perche è diventato cosi vecchio, mi sembra che mi accompagni da tanto tempo, forse perché nell'altro mondo ne avevo uno così.  L'eeren più grande mi assomiglia molto. E' stato cucito pelle di orso e ha degli occhi di fuoco, che bruciano proprio come i miei quando mi trasformo. Vedrete che anche voi quando vi trasformerete assomiglierete ancora di più al vostro eereen.
L'eeren mi aiuta a combattere le negatività e le falsità. Io odio il male e l'inganno, combatto sempre per il bene e la pace e l'eeren mi assiste in questo compito. Quando combatto contro le malattie divento molto severa, mi trasformo ed il mio eeren con me.,
Io purifico il mio eeren nelle notti di luna piena, allora nel momento in cui passa da uno stato di. pesantezza ad uno di leggerezza, io sento che quello sta avvenendo di ripercuote su di me. La purificazione che avviane ,o fa piangere e dopo mi sento molto più leggera. Spunta la luna nel cielo chiaro e limpido ed io ballo, ballo all'alba: è molto bello,mi sento come  trasportata verso il cielo ed in quei momenti che si possono vedere, tutti i colori.
L'eeren è un tramite mentale per lo sciamano, attraverso i lui può capirsi meglio e può capire meglio le situazioni che i sviluppano intorno a lui. L'eeren che è di fronte a voi, quello che voi stessi avete confezionato non è cosi come lo vedete, per caso, lui contiene tutta una serie di informazioni e manifesta quelle che saranno le vostre trasformazioni. Nel vostro eeren c'e la vostra forza ed il vostro amore. Gli addobbi e gli ornamenti che vi avete cucito hanno un significato particolare per voi e proprio per questo contengono una grande forza e rappresentano la vostra protezione.
Quando farete le kamlanie notturne, dal tramonto fino all'alba, dovete cercare di vestirvi il più simile possibile al vostro eeren. Se avete messo degli ornamenti ai piedi, dovete mettervi delle scarpe addobbate, se gli avete messo un cappello dovrete indossarlo, se indossa una cintura dovrete procurarne una simile. Se qualcuno ha aggiunto delle piume deve mettersele, lo stesso vale per chi ha aggiunto dei pezzi di legno i conchiglia o di osso. La conchiglia in particolare è un gran simbolo di forza proprio perché per i suoni che contiene rappresenta un mondo in movimento cosi quando voi vi mettete le vostre intenzioni, la conchiglia che già di per sé le trasmetterà ancora più velocemente. Se sui vostri indumenti avete cucito dei simboli come cani e gatti, vostri caffetani dovrà apparire questo simbolo, forse stampato sulla stoffa del costume. Chi l'ha ornato con dei bottoni deve stare attento a non perdere i bottoni dei propri indumenti, perché sarebbe un cattivo presagio, se invece queste persone trovano dei bottoni smarriti da altri è un buon segno. Chi ha fatto i capelli molto lunghi significa che vuole molto ricco e che ha tanti sogni. Chi ha disegnato la bocca vuol dire che ha una grande energia nella bocca, può questa energia offendere o dire delle cose buone. Chi al contrario non ha disegnato la bocca vuol dire che è una persona profondamente buona e molto misteriosa. Osservando il vostro eeren ognuno di voi può capire il proprio carattere quando si trasforma durante i riti.
Se volete curare qualcuno, portatelo con voi. Nel momento in cui dobbiamo curare qualcuno, aiutare o fare del bene, lo Spirito che ci viene in aiuto entrerà dentro l'eeren e, attraverso di lui, dentro di noi per trasmetterci la sua forza. Al termine della guarigione, passando nuovamente attraverso l'eeren, questo Spirito ritornerà al suo mondo e farà in modo possiamo ritornare indietro, alla realtà.
L'eeren è una protezione molto potente per ognuno di voi quindi vi consiglio di tenerlo vicino a voi nei momenti di difficoltà e di metterlo vicino al vostro letto durante la notte perché farà in modo che, durante i vostri sogni, non vediate nulla di negativo e non facciate degli incubi; al contrario i vostri sogni saranno buoni e puri perché purificati dalla sua presenza.
Per nutrire l'ereen bisogna aspettare che il cielo sia limpido, meglio farlo di notte perché durante la notte, quando c'è la luna piena vi una grande forza. Inoltre se il cielo pulito e vi sono le stelle, questa grande forza pulita che entra ll'eeren, nel momento in cui voi lo cibate, si trasmetterà cosi potente anche a voi. Quindi non cibatelo quando c'è pioggia o il vento. Se avete cucito al vostro eeren dei vesti lunghi dovete fare in modo di nascondere i piedi. Lo stesso vale per chi non ha confezionato le gambe al proprio eeren. Se vi avete messo qualcosa all'interno va molto bene, perché cosi conterrà una forza invisibile. Vi consiglio di cucire il costume, che indosserete durante le kamlanie, il più simile possibile a quello dell'eeren perché questo rappresenterà una grande difesa per voi visto che durante i riti i vi una grande forza, data dal fatto che si manifestano gli Spiriti della Terra che sono molto potenti.
Sicuramente non si possono confezionare degli eeren da regalare a qualcun altro, cosi semplicemente, perché quando noi facciamo l'eeren gli trasmettiamo le nostre intenzioni, tutta a nostra bontà. S'instaura un grande scambio di sentimenti a livello spirituale, quindi non credo che, per ogni persona, voi abbiate la forza di trasmettere tutta questo coinvolgimento e questa compassione. Certo se c'e qualcuno di molto vicino a voi e volete aiutarlo potete farlo cucendogli un'eeren, ma state attenti a non perdere la vostra forza. Fatelo con molta attenzione.
Se nella vostra cultura si mettono gli spilloni alle bambole io non posso farci nulla. Voi dovete capire che nella nostra cultura l'eeren ha un altro significato, non tutti posseggono un'eeren, di solito lo hanno gli sciamani e non qualcosa che hanno inventato, ma gli stato tramandato dall'antichità. Se qualcuno vi mette degli aghi deve capire che farà del male a se stesso, l'eeren siete voi. Gli eeren hanno caratteri diversi: certi sono morbidi e bisogna rivolgerglisi con dolcezza quasi cullando altri sono più duri e bisogna parlargli con una certa severità. Cercate di capire qual il suo carattere per sapere come rivolgervi a lui per trasmettergli le vostre intenzioni. Nel momento del rituale dovete pensare all'eeren spiegandogli che deve aiutarvi, che deve essere la vostra difesa, che dovete vivere. Raccontandogli delle vostre intenzioni potrete animarlo e fare in modo che lui vi aiuti.



Come cibarlo.
Dovete stare nella natura in una notte di luna piena. Ognuno di voi sa qual è il prodotto che vi da forza e con questo prodotto (dipende da quando siete nati) dovrete cibarlo, prendendone un po' e massaggiandolo sopra l'eeren.
Prima di questa operazione dovete purificarlo con il latte. Dovete sempre rivolgervi all'eeren come se fosse vivo, dovete sederlo sulle vostre gambe e parlargli, comunicandogli le vostre intenzioni, specificandogli in quale modo avete bisogno del suo sostegno e del suo aiuto. Potete usare il tamburo per purificarlo ed innalzarlo verso la luna e le stelle perché ne riceva la forza.
Ogni eeren deve portare alla cintura il sacchetto della felicità che vi ho preparato e contiene cibo sciamanico.
I bianchi devono offrirgli il latte, i gialli l'oli, i blu e i verdi il caffè, i neri e i rossi la vodka e possono purificarlo aspergendo con un po' di vodka che avranno preso in bocca.
Nutrendolo dovete pensare e mettervi le vostre intenzioni; ad es. tu eeren mi aiuterai, mi sosterrai farai in modo che sua anima sia pura. Il vostro eeren dovrà riconoscere una formula con cui voi gli chiedete aiuto e questa sara la forza la vostra magia.


Come usarlo.
Molti sono i modi in cui uno sciamano fa uso del suo eeren io v posso spiegare qualcosa rispetto al suo uso, ma come al solito, toccherà ad ognuno di voi capire cosa farne e come utilizzarlo seguendo le proprie percezioni.
Se dovete fare un massaggio potete prenderlo un po' fra le vostre mani e vi aiuterà nella cura. Se invece dovrete fare un rito di purificazione per qualcun altro potete farlo reggere nelle mani della persona che volete aiutare perché dato che lui impregnato del vostro ere e della vostra forza gliela trasmetterà.
La vostra energia, passando attraverso l'eeren, si trasmetterà alla persona malata. L'eeren vi aiuterà a curare e per questo potete posarlo sull'organo ammalato. Il fatto che lo portiate con voi già determina una protezione quindi una difesa anche per la vostra salute. Se vi capi di curare qualcuno particolarmente ammalato ricordatevi di purificarlo anche con un po' di acqua pura e poi di rivolgerlo verso il sole; un'ottima purificazione consiste anche nel lasciarlo alla luce di una candela.
Certo può essere che qualcuno di voi non voglia che suo eeren venga toccato e questo atteggiamento puo avere una sua motivazione, nel senso che la persona si comporta in questo modo perché sente che cosi facendo preserva il potere del proprio eeren.
Ognuno deve fare come si sente, come gli dice la sua anima di comportarsi: quindi non datelo a chiunque, non tenete solo per voi senza motivo e anche non obbligate nessun tenerlo fra le mani, se gli altri non riescono ad accettarlo.
Se una persona non ha una grande bontà e non ha abbastanza forza non deve dare il suo eeren agli altri per potrebbero trasmettergli delle negatività e farlo impazzire. Comunque, la cosa fondamentale che dovete reggere nel pensiero, quando partecipate alle kamlanie con il tamburo ed il vostro eeren, e che non solamente le forze del male sono vincitrici, la al contrario le forze del bene e la bontà possono compiere il miracolo. Non allontanate solo le energie negative ma mandate bontà.
Se qualcuno non se la sente di usarlo per curare gli a non c'e nessun problema, ognuno deve seguire il suo istinto; in tal caso consideratelo come la cosa più bella che avete. Potete tenerlo in casa e vi porterà felicita, sarà come un talismano quindi abbiatene cura. L'uso dell'eeren può darvi equilibrio nella vita proprio perché vi trasmette fiducia, vi rende meno vulnerabili e vi aiuta a credere in voi stessi.
L'eeren aiuta anche a purificare la strada che state percorrendo, dandovi possibilità di accrescere sempre di più la ricchezza spirituale. Anche senza dover parlare senza dover dire alcuna parola, le persone che incontrerete percepiranno la ricchezza del vostro animo, sentiranno la vostra forza e sarete rispettati e considerati sulla strada che percorrerete nell'aiutare gli altri e riuscirete ad elevarvi sempre di piu nel vostro cammino spirituale.
Mentre confezionate l'eeren potete trasmettergli tutti vostri desideri, potete chiedergli di aprirvi la strada perché questa è la cosa piu importante per voi. Conoscendo quella che è la vostra forza potete potenziarla attraverso l'uso de l'eeren.


I riti dell'Eeren.
L'eeren dopo essere stato confezionato deve essere animato dallo sciamano; per fare questo esistono delle circostanze particolari e dei momenti che vengono scelti per trasmettere maggior forza e potere all'eeren. Le circostanze riguardano la possibilità di trovarsi i mezzo alla natura, per cui lo sciamano animerà l'eeren durante un rito di purificazione all'aperto, in montagna, presso un fiume, al mare, o durante una kamlanie. In questo modo ha la possibilità di trasmettere all'eeren il potere delle forze pure della natura. L'eeren in questa occasione sarà purificato, innanzitutto con il latte e, rispetto a quello che l'elemento a cui ogni persona può trasmettere la propria forza in base all'anno nascita (il caffe, l'acqua pura, il latte, la grappa, l'olio o decotto di erbe), con l'elemento di potere. L'eeren, insieme a voi dovrà inchinarsi ai luoghi di potere: quindi alla Madre Terra, al Mare, allo Spirito della Terra all'ovaa.
Durante il rituale per animarlo, si può purificarlo anche con dell'incenso o passandolo sopra le fiamme purificatrici del fuoco, nel caso si partecipi ad una kamlanie. Mentre il rituale procede, ogni persona deve cercare di entrare in contatto con il proprio eeren: cercare di sentire ciò che ha da trasmettergli, capire come deve approcciarsi, sentire quali sono i canti che gli trasmette o percepire in quale modo si muova. Tenete quindi il vostro eeren tra le braccia, sedetelo sulle vostre ginocchia e fate tutto quello che sentite che lui vi ispira. Potete cullarlo e cullarvi, potete cantare, ridere o piangere; sentitevi liberi di agire sotto il suo influsso: in questo modo capirete quella che la sua forza e, di conseguenza, quella che è la vostra forza.
In questo modo, durante il rituale condotto dallo sciamano, il vostro eeren si animerà.
Proprio per questo sarà necessario, da quel momento in poi, occuparsi di lui come vi occupereste di voi stessi. Dovrete quindi purificarlo e cibarlo.
Per la purificazione userete del latte e lo passerete sopra il suo corpo e alle sue vesti, come fate durante il rito di purificazione con il latte, potete anche purificarlo con i fumi dell'incenso o passarlo sopra la fiamma di una candela o, quando ne avrete l'opportunità, sopra al Sacro Fuoco che arde. Per cibarlo potete usare del latte, potete fargli offerta di dolci, cioccolato o caramelle: capirete presto quali sono i noi cibi preferiti e potrete anche nutrirlo con quello che il vostro elemento di potere (latte, caffè, grappa, decotti di rbe)
Tutto questo lo potete fare quando ne sentite voi stessi la necessità, certamente non quotidianamente, vi sono però dei momenti particolarmente indicati per queste pratiche rituali.
Dei giorni ottimi per cibarlo sono il 15°, 16° e 17 giorno del calendario lunare, nei giorni di luna piena, quindi cercate di farlo almeno una volta al mese durante questo periodo; un altro giorno buono è il 9° giorno del calendario lunare, proprio perché il nove nella tradizione sciamanica è considerato un giorno molto potente. Chiaramente ogni luogo ed ogni situazione propone delle possibilità diverse: vicino ad una sorgente potrete purificarlo con la sua acqua pura, al mare potrete usare l'acqua salata e cosi via.
Ricordatevi che non dovete mai lavare l'eeren perché altrimenti perderebbe la sua forza: può diventare sporco e forse vecchio, ma deve rimanere cosi com'è affinché mantenga la forza che gli avete trasmesso e affinché possa mantenere il suo potere di difesa e protezione nei vostri confronti. In caso dobbiate aggiungere qualcosa al vostro eeren, una protezione, dei bottoni o delle perline potete farlo, ma ricordatevi che ogni volta dovrete celebrare un rito. Certo un rito molto semplice però, mentre cucite qualcosa di nuovo, dovete accendere una candela e dell''incenso, prendere un po' di latte e in più ognuno aggiunga quello che è l'elemento della sua forza, la grappa, le erbe, l'acqua. Ogni volta che si aggiunge qualcosa bisogna fare un piccolo rituale.


Potete usare un cartamodello come questo per creare la vostra Eereen da cucire lungo la linea tratteggiata. Personalmente consiglio di inserire dentro oltre che ad un imbottitura naturale e non sintetica, anche dei testimoni personali per aumentare il legame tra voi e la bambola


Fonte: 
Attributi Sciamanici AI-TCHUUREK OJUN Cuore di Luna


giovedì 16 novembre 2017

Creare, incidere, consacrare e attivare le Rune


Skayler - Post Office



Ciao Skayler scusami se ti disturbo ma sei ormai un punto di riferimento per me ; vorrei sapere come possao attivare la mia scala della strega e le rune se mi poi aiutare con queste due cose ti ringrazio tantissimo .
-B


Era una vita che non facevo un Post Office!
Questo tuttavia era un argomento che volevo trattare da molto tempo, anche se non c'è certo bisogno di me. Molti sapranno bene come attivare sia la scaletta della Strega che le Rune.
Per quanto riguarda la Scaletta della strega, nel lontano 2011 feci un video e anche un post qui sul blog. che vi lascio linkato La scala della Strega.




Passiamo quindi invece all'attivazione dell Rune. Già agli albori del mio percorso, quando ancora pensavo che le Rune fossero utili solo per fare divinazioni, conobbi quello che ne più ne meno è il metodo "giusto" per attivatele. Qualche anno fa, ho creati per me un nuovo set, affinando la tecnica di attivazione, sebbene anche il mio vecchio set abbia sempre funzionato alla perfezione. Avrei voluto riprendervi le mie 9 notti e farne un video, ma durante le prime notti, mi resi conto che era un lavoro troppo intimo da mostrare, per altro non avrebbe nemmeno reso davvero per il suo valore spirituale, poiché alcuni passaggi erano davvero troppo privati per riprenderli.
Visto che, al di la di cosa si pensa, non mostro affatto quello che in realtà faccio in video, anche quella volta desistetti e il mio rituale resta un segreto, e vincolo tra me, le mie Rune e Odino.
Moltissimi libri a tema Rune, parlano di questo procedimento che dura diversi giorni. Tutti i testi seguono una linea guida simile, starebbe a voi trovare quella che più "sentite" da seguire.
Oggi però per rispondere alla ragazza che mi ha scritto, mi avvarrò di alcuni testi, per rendere il discorso più semplice possibile adatto ai neofiti anche se mi sento di NON INCORAGGIARE all'uso delle rune se prima non avete uno studio approfondito di queste, e della Tradizione Nordica.
E' sbagliato presumere che chiunque può usarle. esse appartengono a una specifica tradizione a una specifica nascita/ consegna. che deve essere capita prima di intraprendere questo percorso. Perché si, l'uso delle rune è un percorso, lungo e complesso, che è stato minato molto negli anni dal neopaganesimo che le ha lasciate alla mercé di chiunque, con misere paginette di definizioni divinatorie.
Fate attenzione dunque, e prima di continuare a leggere questo articolo, ricordate le parole di Odino:

Tu sai come incidere?
Tu sai come interpretare?
Tu sai come dipingere?
Tu sai come provare?
Tu sai come invocare?
Tu sai come sacrificare?
Tu sai come mandare?
Tu sai come immolare?

È meglio non essere invocato
che [ricevere] troppi sacrifici:
un dono è sempre per un compenso.
È meglio essere senza offerte
che [ricevere] troppe immolazioni.
Così Þundr incise
prima della storia dei popoli;
poi egli si levò su
                                                    dove era venuto                                                                          

    Havamal- 144- 145 Rúnatal


Non sono nessuno tuttavia per dire a qualcuno cosa fare o non fare. Ho iniziato a usare le Rune fin da quando ero Neopagana e non ho mai rinnegato il mio percorso, perche comunque mi ha permesso di maturare di pari passo con le informazioni ed esperienze con cui mi scontravo.
Forse non dovrei nemmeno scrivere un post del genere, e lasciare che ognuno Trovi, se deve trovarlo, il modo per usare le Rune da se, cosi come ho fatto io. Tuttavia, il mio "mestiere" è quello comunque di porgere una manina, per quello che posso fare.
Invece di "dare" del mio come volevo fare anni fa, ho deciso di utilizzare il testo di: Galina Krasskova. The Whispering of Woden: Nine nights of Devotionale Practice. Che con questo libro mi ha aiutato molto ad avere una pratica devozionale verso Odino, all'inizio della mia "vita con lui".
Integrerò il testo con qualcosa tratto da Rune Tomo I  di Norak Odal e Fiordo Bianco, sperando di dare uno spunto abbastanza valido per quantomeno indirizzare un primo lavoro, alcune parti hanno davvero un impronta molto neopagana più che nordica, ma ve le lascio comunque anche se non le ho eseguite ne lo farei, vi possono essere utili e di spunto. Troverete anche qualche mio commento e rielaborazione personale qui e li che vuole essere un consiglio e un esemplificazione di come io ho fatto.




  •    Creare le Rune.


Strumenti necessari :
• Tondini di legno su cui intagliare le rune (circa di 2,5 cm)
• Un dremel o piu comunemente un pirografo. O un attrezzo da carving /Ristir
• Incenso di Odino
• Olio di Odino
• Tintura delle nove erbe di Odino e/o la combinazione libera di nove erbe.
• Terra
• Tabacco (un sigaro è perfetto)
• Uno spillo
• Colore rosso/ ocra rossa/ resina di sangue di drago
• Idromele, birra o vino rosso

(Tutte le ricette le lascio a fondo pagina.)

La meditazione di questa sera è la quintessenza Odinica. Si tratta di lavorare un set di rune consentendo loro di essere uno strumento di comunicazione tra voi e il Vecchio. Le rune possono essere usate per la meditazione con Odino, infatti, vi suggerisco di meditare per 24 notti consecutive, una runa per notte, scrivendo una personale poesia runica per ogni runa.
L'ottenimento delle rune è una parte potente della storia di Odino, sembra giusto quindi, includere questa divinità in qualsiasi devozione legata a lui.
Anche se il più delle volte le rune sono presentate come strumento di divinazione o di magia, esse sono potenti strumenti di contemplazione, meditazione, e di connessione con il Dio dell'Albero.
Nel creare il proprio set di rune stasera, ci concentreremo sull'approfondire la vostra comunicazione con Odino. Indipendentemente dal fatto che le rune sono utilizzati in meditazione o per la lettura e per districare di Wyrd, si tratta di strumenti rivolti a una maggiore comunicazione. Essi sono le chiavi che aprono le porte della chiarezza e della comprensione. Le affronteremo come strumenti semi-viventi, ottenute e apprezzate da Odino stesso.

⌘ Creare il proprio set di rune non è così difficile o così scoraggiante come può sembrare. Il primo passo è quello di selezionare il vostro legno, (io ho preferito il Frassino, albero cosmico Norreno) tagliare i tondini di dimensioni adeguate, e sabbiatele se ci sono spuntoni di corteccia o schegge varie.
Potete anche acquistatele se non vi sentita di tagliarle voi stessi, io ho portato il ramo scelto da un falegname per avere un taglio preciso e netto. È possibile scegliere tra una selezione di legni anche se, ovviamente, vi consiglio il tasso, il frassino o l'olmo. Alcune persone possono scegliere di utilizzare pietre di fiume e di scolpire la runa nella pietra, altri in argilla o qualche altra sostanza naturale, come le ossa, o palchi di corna.
Se scegliete di tagliare un ramo per le vostre. rune, siate rispettosi dell' albero e lasciare un'offerta per il vættir quando prendete il ramo necessario per il vostro lavoro.
Potete fare una piccola cerimonia di protezione personale, e prima di tagliare il ramo dire qualcosa di adeguato come:

Salute a te, o (nome dell'albero)

Antico (nome dell' albero), offri a me un pezzo del tuo legno
e io offro a te un pezzo di me
quando diventerò un albero,
In questo ramo invia il tuo potere,
 che il potere agisca attraverso esso
per il bene di tutti

Tuttavia, personalmente non amo comunque tagliare i rami, preferisco raccogliere quelli che sono danti spontaneamente dall'albero scelto, e lasciare un offerta per questo dono.
Ad ogni modo secondo le indicazioni di Rune Tomo I, il ramo va tagliato di netto, dal basso verso l'alto, senza che cada al suolo altrimenti il suo potere andrebbe perso.
Ringraziate dunque l'albero:
Antico (nome dell'albero)
 accetta il mio ringraziamento
per il dono del tuo potere in questo ramo,
Che il tuo potere dimori sempre,
e operi per il bene di tutti.
Così sia.

segue un offerta, Monete, nastro rosso, libagioni o accendere una candela e restare in attesa finché non è estinta.

Insisto sul Legno più che parlarvi di altre piattaforme, perche è quello preferibile. Gli alberi sono esseri spirituali, capaci di convogliare energie universali. Essi sono simboli cosmologici in tante tradizioni. Le radici affondano in regni sotterranei, mentre le fronde si ergono a piani celesti, superiori. L'albero è attraversato dall'energia cosmica, sicché il legno è un materiale sacro.
Se questo non bastasse, nel poema eddico Voluspà si narra che quando il mondo era giovane Odino e i suoi fratelli Vili e Vè trovarono su una spiaggia un ciocco di legno di frassino e un altro di olmo e da essi crearono rispettivamente il primo uomo: Askr (frassino in norreno)e la prima donna Embla (olmo). L tre divinità donarono ad essi la vita, Odino, come diremo dopo infuse loro l'alito Vitale, Vè i sensi e la parola e Vili lo spirito, le emozioni, e il calore della vita.
Incidere le rune vedremo, segue esattamente questo percorso: si canta il loro nome intagliandole donandogli l'alito della vita e l'energia del nome stesso, si donano i sensi (forma) tracciando il simbolo che verrà marchiato di sangue e colore rosso, per donare calore della vita.
In ultimo Alcuni testi, indicano come alberi prediletti quelli da frutta, in cui è compreso il tasso (spesso sostituto del Frassino comico Yggdrasil), quindi, melo, ciliegio, pino cedro rosso e olivo. Il ramo scelto secondo testi anche nordici, va preso in primavera prima che i fiori dell'albero diventino frutti, secondo il rituale della magia del legno. I momenti ideale solo al sorgere del sole, a mezzogiorno o al tramonto. Il ramo prima di essere tagliato, deve essere un ramo dritto, orientato in una posizione runica adatta.

Una volta scelto il vostro legno e tagliati (o acquistati) i 24 tondini mettili sul tuo altare.
Il numero è 24, non 25! La runa Bianca o del Wyrd è una leggenda senza alcuna attestazione, una dischetto vuoto può essere tenuto per sostituire una Runa se va persa, nulla di più.
Potete usufruire dell energia Lunare e quindi scegliere la Luna Piena. In tal caso, esponete i tondini vergini alla luce lunare, prima di iniziare il lavoro con esse.
Lavate i tondini con acqua consacrata se volete, e fategli una prima fumigazione purificativa: una mistura di cedro, verbena, salvia, resina d'ambra.

⌘ Fumigate successivamente le piastrelline con l' incenso di Odino. Questo è simbolo di Odino che  respirava la vita nel genere umano all'inizio del mondo. Chiediamo a Lui, quindi, di dare vita a queste piastrelle bianche, che presto diventeranno rune.

⌘ Il passo successivo è quello di scolpire o bruciare le rune in ciascuna delle piastrelle. Hai due
scelte: è utilizzare uno strumento Dremel/ pirografo per bruciare la forma di ogni runa, o si può intagliare la runa nel legno con uno strumento come il Ristir che è un punteruolo.
Scegliete come momento per l'incisione la Luna crescente, momento prospero, fecondo, ricco di energia positiva. Oppure partite seguendo le corrispondenze orarie di ogni runa, e tracciatele nell'arco dell 24 ore.
Eseguite prima il rito di protezione di Hammer, p del Martello di Thor. Tracciando una linea che parte dall'alto, verso il basso -sinistra destra- destra come nella foto. Eseguite questa benedizione, verso le quattro direzioni e in alto e in basso. Potete recitare qualcosa tipo: Martello di Thor santifica il (punto cardinale) e rendi sacro questo luogo. In alternativa qualsiasi chiamata degli Angoli andrà bene.
E' possibile anche invitare propriamente le divinità nel rituale, non solo Odino quindi ma anche Freyja, Freyr, Thor, le Norne, o qualsiasi sia la divinità a cui siete più legati. Invitare anche gli antenati, in particolare coloro che hanno lavorato con la magia, se possedete qualche famigliare del genere. Invitate gli alleati animali, e le entità iperprotettive con cui lavorate.

La tracciatura di ogni runa andrebbe fatta seguendo un ordine di tracciatura preciso per esempio la runa Fehu: tracciare prima stanghetta dall'alto verso il basso, tracciare la seconda dal basso verso l'alto e poi la sgarra laterale dal basso verso l'alto. Uruz: stanghetta trasversale dall'alto sinistra verso il basso destra - Asta di sinistra dall'alto verso il basso, asta di destra dall'alto verso il basso... etc.( Per queste indicazioni dovete riverirvi a un testo)

Una volta eseguita la tracciatura, prendete il vostro tempo per questo passo. Leggi su ogni singola runa. Meditate su di esse, non solo in senso tradizionale, ma che cosa significano per voi personalmente, come si manifestano nella tua vita, come hanno la capacità di connettersi a Odino. Esaminare attentamente la piastrella per vedere come tracciare nella posizione migliore la runa. Leggermente tracciare la runa con una matita e poi o bruciare o scolpire la forma sopra.
Deponete le rune tracciate su un telo bianco, che potrete poi lasciare in un bosco, o sotterrato ( quindi deve essere di materiale naturale).

⌘ Una volta terminato, cantare il nome della runa tre volte. (Questa è una forma di Galdr.) Continuare fino a completare tutto il Futhark.
L'importanza del canto di preghiera, cantare le rune, vocalizzare le proprie intenzioni è una parte molto importante non solo del lavoro con le rune, ma anche per rivendicare il proprio potere creativo. Odino è un Dio di ispirazione e di comunicazione, e vi è molto da guadagnare ad indagare a fondo in tali pratiche vocali. Puoi sentirti a disagio in un primo momento, ma imparare a usare con fiducia la propria voce per chiamare gli dei o invocare una runa è uno dei più potenti e spiritualmente forti metodi che una persona in grado di eseguire. E 'ancora, è un altro canale attraverso il quale ci si può collegare alla presenza e alla potenza di Odino.

Una volta che hai scolpito o bruciato le rune, iniziare il processo attivazione. Come ogni essere vivente, che devono essere nutriti e deve essergli dato uno scopo.
La prima cosa che dobbiamo fare è dare loro sangue. Runologi e occultisti direbbero (e giustamente) che condividendo il vostro sangue con le rune si sta creando una connessione tra loro e voi stessi, così come simbolicamente fece Odino durante il suo calvario sull'Albero. Si tratta di un accordo di do ut des «io do affinché tu dia».
Marchiare con il sangue le rune è un atto personale, (ecco perche no al video) non è qualcosa che dovrebbe essere fatto con gli altri e in ogni caso è bene munirsi di qualcosa di sterile per far fuoriuscire il sangue. Usate il buon senso.
Riprendendo ogni runa, a partire Fehu, spalmare poche gocce di sangue sul runa e intonare ancora una volta il suo nome. Fate questo fino a completare l'intero Futhark. Disinfettatevi se vi siete tagliati.
Personalmente e come recitano diversi testi, invece che macchiare di sangue ogni runa, ho preferito creare una mistura e dipingere il solco con un pennello.
Se non avete a disposizione molto sangue, potete aggiungere ad esso del colore rosso; ocra rossa e sangue di drago sono due soluzioni naturali ottime. Ovviamente direi no alla pittura acrilica.
Se non ti senti a tuo agio nel usare del sangue, o non vuoi procurati alcuna ferita, puoi preparare una mistura rossa, con altri liquidi corporei, come la saliva, lo sperma, l'uria, il sudore, e il sangue mestruale. Solo il sangue "fresco" però fa parte della tradizione, indicato dai testi, come "il liquido della vita".
Sentitevi però liberei di usare ciò che vi fa sentire sicuri. Lo scopo di questo passaggio è quello di marcare le rune perche siano vostre, e vostre soltanto.. Se un altra persona le usa, non potrà lasciare un segno psichico in esse, poiché il vostro sangue annullerà altre influenze.

Intonata e tracciata anche l'ultima Runa, cantate infine la formula Alu.
ALU è composto da 3 rune As, Lagu e Ur : "dei e potere divino"- "acqua e flusso". "forza primitiva" rendendo così questo termine una kenning che significa "l'acqua degli dei, primitiva e forte".
la birra e ALU ( termine ancora tutt'oggi molto discusso, che va ben oltre la semplicità del suo significato letterale: alu accettato come "ale", ovvero "bevanda inebriante". Guardando più affondo infatti, le prime etimologie proposte collegavano il termine al Proto-Germanico aluh (amuleto, tabù) da alh "proteggere" con altrettante derivazioni che vedrebbero questa parola come una formula magica o che sia una metafora dello stesso.)
Questa formula, o un altra se preferite, severe a concludere questa parte, sigillando le energie dei fluidi.
* Per alcuni il rito di attivazione potrebbe terminare qui.

⌘ Quindi, prendere le rune di nuovo e ungete ciascuna con le seguenti sostanze, galdring il loro  nome mentre lo fate, mentre cantate, tenete ogni runa sul cuore, in modo che le vibrazioni siano piu intense.
Ungere le rune se volete con questi componenti consecutivamente, ma se desiderate, potete gestire le unzioni nell'arco di 9 Notti, cosa che vi consiglio.
• Notte uno: intagliare le rune
• Notte due: marchiare le rune
• Notte tre: ungere con olio
• Notte quattro: ungere con l'incenso
• Notte cinque: ungere con fluidi sessuali
• Notte sei: ungere con la tintura delle nove erbe
• Notte sette: ungere con nove erbe
• Notte otto: ungere con terreno
• Notte nove: ungere con il tabacco

Dopo ogni unzione e canto - Galdr, chiedete a Odino di infondere a queste rune, il potere, affinché siano strumenti efficaci di comunicazione tra voi e gli dei, per vive con la sua essenza. Desiderate uno strumento che garantirà intuizione in ogni aspetto della tua vita e che fornirà una comunicazione chiara e precisa. Ungendo le rune nel modo descritto, si sta dando ad esse anche un contributo nell'infondere loro l'energia di Odino. Questo può sembrare piuttosto esoterico per la gli Eteni, ma credo che sia  utile comunque.
Potete "sigillare" ogni runa ancora con la formula Alu.
Potete scegliere anche di lucidarle con della cera d'api alla fine di ogni procedura.

⌘ Prima di ogni unzione, meditare la runa come discusso sopra. Dopo ogni unzione, cantate la runa e pregare Odino. Una volta che tutto questo è fatto, mettere le rune in un sacchetto o scatola di vostra scelta e di gestitela nel modo seguente:
-Per tre notti, lasciarle sul vostro altare (se ne avete uno devozionale per Odino meglio). Potete portare con voi durante il giorno, ma non sono ancora pronte per essere usate.
-Dormire con loro sotto il cuscino per una notte.
-Lasciateli sul tuo altare ancestrale per tre notti chiedendo i vostri antenati di benedirle e prestare la loro potenza a questo strumento di comunicazione.
-Dormire con loro sotto il cuscino.
-Seppellirle nella terra per tre notti.
-Dormire con loro sotto il cuscino.

Ora le rune sono pronte anche per diventare.

⌘ In alternativa, potete fare una semplice unzione con un Olio base al quale aggiungere erbe scelte per particolari poteri che secondo voi devono esser infusi alle rune ( es: chiaroveggenza) e gocce di oli essenziali.
Allo stesso modo poette scegliere una mistura di erbe da sfregare su ogni runa, o fare un decotto con cui bagnare leggermente ogni runa.

Se si dispone di un set di rune al quale siete gia affezionati potete comunque seguire questo procedimento. Basta omettere l'intaglio / bruciatura.

Offrire un bicchiere di vino o idromele a Odino, e trascorrere tutto il tempo che desiderate a meditare e fare ricerca per le rune.




  • Conservare le Rune.

Non da meno importanza, è il contenitore dove deciderete di conservare le Rune. Solitamente si optra pe runa borsa, essa rappresenta in un certo qual senso l' intero universo, il luogo dove il macrocosmo si riflette sul Microcosomo uomo.
 Le rune ad ogni modo devono essere preservate da agenti esterni, nocivi. sporcizia ed energie.
Fin dall'antichità sono state usate borse di materiali naturali, pelle e lino sopratutto. E' importante anche oggi scegliere un materiale morbido e naturale. Potete abbellirla di ricami e disegni e personalizzarla come volete.

Il panno dove si lanciano le rune per le letture è chiamato Shdat, segna uno spazio delimitato, qual'ora non si lancino a terra.Lo Shdat è un quadrato di circa 45 cm di colore rigorosamente bianco, ovviamente di materiale naturale..
Può prevedere alcune tracciature per orientare la lettura, ad esempio 3 cerchi (30 cm- 20 cm- 10 cm) che sono rispettivamente FUTURO, PRESENTE, PASSATO.
Vi è un ulteriore divisone a 4 ( a forma di X) per segnare quattro settori che corrispondono ai punti cardinali  e quindi  EST: luogo del decidere, SUD luogo del dare, OVEST, luogo dell trattenere e NORD luogo del ricevere


Per imparare i Galdr: Songs of Yggdrasil - Freya Aswinn - futhark video for rune meditation

RICETTE al post precedente: L'incantesimo delle nove erbe e strumenti devozionali per Odino



FONTI:
Galina Krasskova. The Whispering of Woden: Nine nights of Devotionale Practice
 Rune Tomo I  di Norak Odal e Fiordo Bianco
Si prega di non copiare, ma nel caso in cui lo facciate riportate almeno il link - Grazie :P

lunedì 28 settembre 2015

Condivisone e Etica personale.


Skayler - Post Office


Ciao Skayler! In uno dei tuoi ultimi video hai chiesto un po' più di partecipazione da parte di chi ti segue...quindi eccomi qui!

Premessa: seguo i tuoi video con piacere ormai da diverso tempo, pur non essendo pagano e non avendo una vita spirituale e religiosa attiva. A dire il vero mi piacerebbe, ma al momento non riesco a smuovermi dal mio agnosticismo (quasi ateismo) convinto. 

Domanda: secondo te, che sicuramente ne sai più di me, qual è lo spazio per la solidarietà nel paganesimo e più in generale nelle varie religioni politeiste? Guardando video e leggendo qua e là articoli e forum ho notato che tutti gli argomenti ruotano intorno al praticante in quanto persona, al suo rapporto con il divino e a come fare per migliorarlo. Detto in altre parole, ho la percezione di una eccessiva introspezione e chiusura verso se stessi e il proprio "orticello", a discapito dell'interesse verso la società e gli altri esseri umani.

In realtà non so neanche io se questo può essere un bene oppure un male, perché da laico tendo a preferire la religione vissuta come fatto privato, senza influenze e condizionamenti sulla sfera pubblica. D'altro canto, per come sono fatto, se dovessi scegliere una religione (ammesso che si possano scegliere) sentirei più vicina a me una religione che si preoccupi del destino altrui, dei problemi della società, della povertà, e così via. 

Questi argomenti/problematiche trovano spazio nelle religioni pagane? C'è una spinta che porta i pagani ad agire positivamente nei confronti degli altri esseri umani e della società?  Oltre al "lavoro su se stessi" c'è dell'altro? 

Ti ringrazio per l'attenzione, spero di essere stato chiaro e non troppo noioso. Un saluto! 
-




Sono passati diversi mesi da quando ho ricevuto questo Messaggio e l'ho sempre tenuto da parte per farne un Post Office, perche bene o male è un argomento che mi riguarda e mi è riguardato molto.
Non è un qualcosa da insegnarvi ma più che altro un invito a riflettere, Anche se tutto ciò che dirò è IL MIO modo di vedere le cose, la spiritualità, l'ambiente e le persone. Pensiero che ho formulato in base alla MIA esperienza che di certo, magari, non è la stessa anche per voi.

La poca condivisone.
In italia si ha la tendenza a coltivare solo il proprio orticello, lo si vede dalla mancanza di blog a tema che invece sono molto più numerosi all'estero, ci sono i forum si, ma anche li spesso il contenuto è un copia e incolla di altri. Questo può essere motivato in molti modi:
Ci sono persone la fuori che amano crogiolarsi nel proprio sapere, perche saper è potere, avere cultura ti permette di essere un gradino sopra gli altri, elevarsi sopra la media delle persone. E' un fatto del tutto futile e anche antireligioso per quanto mi riguarda. La fortuna nel poter acquistare libri (il che vuol dire non solo avere i soldi per comprarli, ma anche la possibilità di tenere in casa determinate letture, che è comunque un problema reale) la fortuna di poter leggere anche in altre lingue (cosa che più o meno è possibile per tutti, studiando, ma che comunque prevede una fatica aggiuntiva) non dovrebbe essere motivo di vanto, non dovrebbe creare delle caste, escludere chi è giovane o non può permettersi qualcosa, ma sopratutto nemmeno accedere a un libro, a un titolo, un sito etc, prima di un altro, dovrebbe diventare fonte misteriosa di sapienza non disponibile per tutti. Certo questo è un modo di pensare tipicamente italiano, perche se è vero che forse in america sono meno "acculturati" e più "Witchy", è anche vero che non si fanno queste stupide guerre di sapere. Lo si vede chiaramente da come vengono scritti i blog. Appaiono tutti molto professionali e anche la più irreale delle esperienze risulta avere una sorta di aurea veritiera per il semplice fatto che c'è dalla liberà nello scrivere, non c'è il gravante insindacabile giudizio della corte dell"grandi streghe" pronto a distruggerti! Un esempio guardate Raven Grimassi e cosa si è inventato!
Ho visto negli anni, che per molti celare ciò che imparavano (e lo imparavano esattamente come lo imparo io e te che stai leggendo, e non per lo svelarsi di misteri divini) era soltanto un motivo per sentirsi streghe migliori, una bambinata del tipo "io posso tu no"(no , almeno finché non scopro il titolo del libro!) Ho visto raccontare mirabolanti esperienze sciamaniche che non erano utili per insegnare qualcosa ma che avevano solo lo scopo di affascinare e far dire: "Wao che strega eccezionale" che altro non erano altro che il seguire una traccia di un libro famoso, che io ho letto solo anni dopo. Perciò finché io mi arrovellavo chiedendomi come faceva tale persona a sapere certe cose, quella si beava della mia ignoranza usando un libro che avrebbe potuto semplicemente consigliarmi. Insomma è come se ora io avendo appena finito le Vie del Wyrd vi raccontassi di miei viaggi nel mondo degli spiriti e di come un nano ha sembrato il mio corpo...
Un altro modo di spiegare la poca condivisione, dopo ben 15 anni lo posso ben dire, è che alla fine, il vero motivo dietro al quale si cela tutto questo inutile fare da grandi uomini e donne appena descritto, è quello che in realtà non si sa una beata fava, ma ancor di più che una biblioteca casalinga di intere pareti vale niente, perche più che storie queste persone non sanno raccontare.
Molti si sono anche sempre coperti dietro al fatto di non voler far conoscere tutto a chiunque, che come un tempo certe cose andavano preservate, paragonando la cultura a i luoghi sacri (che invece giustamente non devono essere accessibili a tutti).
Vi posso affermare che tutte le persone che hanno sostenuto di non voler parlare, di non voler divulgare o di non volerlo fare più, era perche in realtà non hanno nulla da dire.
E' vero non tutti siamo portati a fare i professori, ma lungi da me essere tale quando faccio video o scrivo articoli (anche presi da libri o siti stranieri) però la differenza è abissale tra chi sà e dimostra di sapere facendo anche qualcosa di utile per un ambiante, che diventa sempre più un marasma incasinato dove vige la regola fate cosa volete, rispetto a chi fa parte di quel marasma e nulla sà o sà poco.
Senza contare in oltre, che sono una forte sostenitrice del fatto che i libri non siano l'unica fonte di sapere, perche a volte un esperienza personale vissuta in prima persona anche combinando qualche pasticcio o con imprecisioni, vale più di molti libri.
Il mio esempio più eclatante è stato ritrovarmi Gladsheim senza sapere di essere a Gladsheim!
Dopotutto i libri sono scritti da persone, sono anch'essi un input per proseguire in qualcosa e non la fine di tutto. Questo lo so perche è cosi anche nella mia esperienza universitaria. Un libro non fa un professionista in nessun campo, ci và molto di piu.
Possedere molti libri non fa di te il detentore di una tradizione, in questo campo, ne il sommo sacerdote di qualcosa. Ben presto poi la realtà viene sviscerata in mille e più modi senza molti problemi. I nodi vengono sempre al pettine e io l'ho visto mille volte anche solo quando c'era da dare un consiglio pratico o tirare giù un rituale....le grandi streghe non hanno mai proferito parola.
I falsi maestri si scoprono sempre.

D'altra parte però c'è anche una grande fetta di responsabilità nel divulgare e farsi promotori di ciò. Influenzi prima di tutto il prossimo, sopratutto se sei uno dei pochi che mette a disposizione degli altri ogni cosa che scopre o legge. Perché in un panorama ristretto di gente disposta a informare, tu, unico e solo diventi l'unico riferimento e metro di paragone.
In questo momento vi sono tantissime tradizioni alla ribalta, che 15 anni fa non c'erano, c'era la wicca e poco altro, di qualsiasi cosa tu parli pubblicamente attraverso dei canali "social" diventa un là ad influenzare la maggior parte della gente che ti ascolta, sopratutto le persone più giovani. Inevitabilmente il tuo studio, il tuo impegno diventa una specie di barzelletta insieme a te, perche diventa una tendenza, una moda con troppi adepti poco credibili.
Il mio divulgare tramite video sopratutto, mi ha concesso una serie di insulti e di denigrazioni da parte di persone che non mi conoscevano in primis, (ma anche da chi pensava di conoscermi) e da persone che d'altro canto però non hanno mai fatto niente per correggere me se sbagliavo, o istruire decentemente gli altri, visto che io non sapevo farlo adeguatamente. Persone che più che dire io sono questo e sono quello e vantarsi in modo indicibile in forma privata, millantando esperienze divine, non hanno fatto.
Quando ho iniziato a esplorare la cultura norrena e a parlarne liberamente attraverso l'attività della Modern Witch League- Tell the Owl, ho visto nascere tantissimi figli di Odino che ora non so nemmeno più dove siano, per fortuna. Ho visto fare a gara a chi ne sapeva di più sulle rune, inventando palesamene la propria vita, quando dall'altra parte dello schermo c'era gente che c'era quando costui/costei parlava di tutt'altro o si spacciava per altro fin a due giorni prima.
Posso dirvi che se anche non sia il massimo della preparazione nelle mie cose sono sempre stata sincera nel raccontarvi il mio percorso, non ho mai  dovuto inventare nulla, e nemmeno cancellare niente. Inorridisco per i miei vecchi video, ma sono traccia della mia crescita e vanno bene cosi come sono. Quando sono stata chiamata da Odino, non ho chiuso canali, blog, siti perche li avevo scritto anni prima su altre vie... insomma che seno avrebbe? Se dovessi cambiare ancora qualcosa, ammetterò il passaggio con molta semplicità.
Ma torniamo a gli emulatori...attraverso il mio blog e quella poca parte di esperienza personale che racconto, perche ovviamente mi castro se poi devo essere insultata, sono nate persone come quella di cui vi ho parlato un mesetto fa in quello sfogo. Persone che prendono quelle che sono mie esperienze e ne creano di proprie mille volte piu belle e d'impatto, per...fare colpo su di me quando me le raccontano? Per sentirsi accettati?(una volta si usava dire che si aveva la nonna o la mamma streghe) o per cercare di far parte immediatamente di quella sorta di Olimpo dei pagani italiani in vista, del quale io non mi sento far parte ne voglio far parte!
 Non so mi hanno anche raccontato di essere divinità in terra, o hanno finto di esserlo in Chatt, non ho mai capito il motivo...ma succede!
Mi sono fatta molte volte domande sull'impatto che le mie parole hanno su chi mi ascolta, negli anni ho capito che fare un video su qualcosa fa sì che le perone pensino automaticamente che:
1) So tutto su quell'argomento e il tutto è messo nel video quindi non serve studiare oltre.
2) Se parlo di qualcosa fa automaticamente parte della mia pratica ed è evidente che io non sappia molto.
Su questo ultimo punto mi soffermerò ancora a onore di chiarimento. Ho fatto molti video su cose che avevo appena letto o appreso, specie in passato, cose che ho iniziato a studiare nel momento in cui ne ho fatto un video, ne traspare sicuramente l'inesperienza dalle imprecisioni e la poca sostanza, ma spesso mi è presa la voglia, che da sempre mi spinge a divulgare, di rendere noto anche ad altri la fuori una determinata cosa che in me ha fatto nascere interesse. Io al contrario di tanti sono sempre stata una che "perche io si e gli altri no? diciamolo a tutti, che poi ognuno ne faccia cosa vuole". Insomma  per me è come leggere un bel libro o vedere un bel film, lo consigli agli amici se è bello!
Forse avrei dovuto preparami meglio, ma io amo la spontaneità e credo che la possiate apprezzare anche voi.
Ho parlato di cose che non rientrano nelle mie pratiche, come per esempio la parte di sciamanesimo tuvino, semplicemente perche le trovavo interessanti e magari potevano far scoprire qualcosa di nuovo a qualcuno che la fuori era proprio in attesa di quello.
Parlare di qualcosa che ho letto o studiato non vuol dire che sia qualcosa che giornalmente io faccio, non sò, ho sempre condotto così il mio modo di riferirmi a voi pubblico.
E poi infine, ribadisco un video, un post non possono essere tutto su quell'argomento, ma sono un punto da cui iniziare.
Se parlo di tradizione norrena e sono "inadatta" bene, scusatemi ma non è una cosa che ho scelto, non è una cosa così facile da imparare e studiare, ho fatto mille conti con il purismo tradizionale norreno e quanto invece poteva competere me, ho trovato il mio equilibrio e di tutti coloro che mi hanno sempre offesa per questo, non ce ne uno che abbia saputo darmi quello che evidentemente per loro mi mancava. L'unica persona che davvero ne sa qualcosa al riguardo, è guarda caso, una persona che fa divulgazione, che spende i suoi giorni a tradurre dal norreno e mette a disposizione il suo lavoro per tutti senza vantarsene minimamente o scegliere a chi parlare a chi no!
La mia gratificazione poi arriva quando la gente mi reputa un riferimento in quell'ambito e mi chiede consiglio su come muoversi, persone che stimo, persone che pensavo non mi stimassero. E non ce nulla di piu bello di avere stima da chi stimi ve lo assicuro, o da chi credi sempre un gradino sopra di te, e la fuori ne ho tante di persone cosi.
Alla fine dopo tutto questo ho tratto comunque le mie conclusioni, ho preso una pausa dai video e dai post tempo fa e poi ho deciso; a me poco importa se affascino gente che tende poi a copiarmi, sono dell idea che queste persone poi si auto-eliminano in breve tempo, proprio per mancanza di sperimentazione vera e di cultura. Creo "mostri?" pazienza, la fuori ce tanta gente intelligente in grado di fermare queste cose sul nascere e altrettanta in grado di capire l'intento, l'intenzione e come usare ciò che faccio. Non posso preoccuparmi dell'impatto che ho, infondo non sto fuorviando nessuno... Io devo solo pensare invece, a chi ha voglia di imparare, a chi manca magari quella piccola spinta per fare. A chi è come ero io e come sono tutt'oggi.
Se ho fatto mille passi avanti negli ultimi anni lo devo proprio a una persona straniera che scrive su un blog e fa divulgazione spaziando in mille ambiti, una persona di un sapere immenso che vorrei mi adottasse, benché spesso noti che fa cose diverse dal mio modo di pensare (esempio lavorare con divinità di pantheon diversi). Non da un libro ma da lei e ogni volta sa sempre insegnarmi e motivarmi.
Lei non è una che racconta molto di personale e fa bene, perche con il tempo e le molte inimicizie, ho scoperto che è meglio non svelare "i piropi fatti magici privati" perche sono un buon modo per attaccare in ambito magico (tuttavia, i conosco i loro quindi siam pari XD) perchè non si sa mai alla fine con chi avrai a che fare! Detto questo però, il suo blog è una fonte inesauribile di apprendimento e lei lo fa senza tornaconto senza credo, preoccuparsi di chi influenza o no.
Le mode nascono indipendentemente da me o da altri, per esempio ho visto negli anni, angeli caduti, persone che credevano di essere una divinità, ed io non ho mai raccontato cose del genere su di me da cui far prendere spunto. Le mode nascono dalla letteratura, dai film, da qualcosa di sbagliato ma bello che è trapelato e ha colpito e di cui se ne fatto un uso errato.
Purtroppo però nell'esporsi e divulgare ce una responsabilità alta in ogni caso. Per potervi lanciare nel far divulgazione e video dovete avere una buona base di partenza, migliore di quella che avevo io all'apertura di Sacerdotesse di Avalon o del canale, perche altrimenti siete dannosi e basta!
Dire cose senza capo ne coda, dare false informazioni, che tra molti anni se continuerete a studiare vedrete e vi faranno inorridire, è davvero nocivo per chi si affaccia a questo mondo e si imbatte in voi. Avere un canale, come un blog a questo scopo, richiede che vi sappiate comportare nel modo più accademico possibile. Ben vengano le esperienze personali, ma quando trattate un argomento dovete essere sicuri che se anche dite cinque cose, siano corrette non vostre elaborazioni.
NON serve a nulla dichiarasi streghe tradizionali, sciamani, eteni, se poi non sapete neppure cosa voglia dire. un passo alla volta, tanto non c'è nessun premio, se non i grazie ricevuti ogni tanto.
Per concludere  sul punto "divulgazione" voglio ribadire che i libri li ha scritti qualcuno, qualcuno che se non si fosse messo li a scrivere non avrebbe permesso ne a me ne a te oggi di sapere, fare e parlare di tutto questo. Se ognuno guardasse il proprio giardino, le tradizioni pagane sarebbero ancora nascoste e nessuno vi avrebbe accesso. Siete e siamo tutti figli dei libri, figli dell'impegno di persone che hanno deciso di farci riscoprire una spiritualità perduta.
Ben venga anche Gardner e chi dopo di lui con la Wicca, fatta di leggi che non si sa da dove vengano o di magia bianca Peace and Love. Ben venga anche un personaggio discusso come Crowely perche noi possiamo comunque conoscere realtà che altrimenti non sapremo e sopratutto avremmo avuto molte meno possibilità di conoscere persone che oggi amiamo e da cui possiamo impaperare o con le quale passare bei momenti.


L'introspezione e la sperimentazione personale.
Restano un fatto imprescindibile per poi poter affermare qualcosa. Aimè gruppi, associazioni e congreghe lasciano il tempo che trovano, proprio perche molte persone alla fine dei conti, mi ripeto, non hanno ne arte ne parte e non hanno appreso nemmeno i fondamenti di questa spiritualità. Spesso sono elucubrazioni di potere, alla stregua di sette, ci sono manipolazioni che hanno più di politico che di religioso, ed infine per la maggior parte passare da una di queste è un esperienza solamente negativa. Forse noi non siamo ancora pronti, e sopratutto amiamo poco.
Con questo mi unisco all'altro punto, dove mi si chiedeva quale sia la posizione del paganesimo rispetto a solidarietà e povertà etc.
Parlerò di quello che è valido per ME ora piu di prima e di come dovrebbe essere in effetti a parer mio la religione, qualsiasi essa sia. Il paganesimo è una spiritualità, una religione semplice, che nasce dal contatto con la natura e il Tutto, dove tutti siamo uguali e meritiamo le stesse opportunità, dagli esseri umani, agli animali alle piante. Tuttavia, ho visto una miriade di pagani razzisti, che non si interessano a niente se non a se stessi, come dicevo prima, apparire invece che essere. Per me il razzismo come il fanatismo filo fascista, il pensiero nazionalista che sfocia in quei link ridicoli dove si dice che agli extracomunitari o zingari lo Stato da soldi lavoro e case, o quelli che citano le grandi gesta di un uomo che per quanto bene possa aver fatto, ha poi fatto parte al momento più oscuro della storia mondiale...non può coincidere con una spiritualità religiosa.
Mi rendo conto che ci sono molte tradizioni che invece abbracciano questo tipo di pensiero, per citarne una alcuni gruppi Asatru (specie quelli tedeschi) ma quando una qualsiasi religione si occupa di politica, non è più religione!
Se non siamo caritatevoli, se non siamo comprensivi, se non proviamo pietà, non ci eleviamo spiritualmente. Se non siamo contro le discriminazioni, cosa parliamo a fare di Dei e della bellezza della natura? Meritiamo nuovamente di perire sui roghi per la stessa mano che oggi usiamo verso chi è "diverso". La storia a noi prima di tutti dovrebbe aver insegnato qualcosa con le persecuzioni, ma evidentemente come sempre, la storia resta storia e chisse ne frega!
Sarà perche ho anche fatto studi nel sociale, ma personalmente questi argomenti mi toccano molto, non sono una persona che generalizza e vorrei fare molto di più per chi sta male, specie ora con quello che sta succedendo nel mondo. Ho fatto esperienza con i senza tetto e mi ha aperto il cuore ancora di più, vorrei avere l'opportunità di aiutare davvero. Non so come spiegarmi, ma si, i pagani dovrebbero essere vicini ai poveri, agli emarginati, ai discriminati, ai deboli di qualsiasi categoria, dalla gente agli animali alle foreste, dovrebbero fare comunità, insegnare atti d'amore verso tutti. Purtroppo non è così, l'esempio eclatante è solo ciò che mi è toccato ascoltare negli anni per ciò che ho cercato di fare nel mio piccolo per questo ambiente. Mi hanno segato le gambe cosi tante volte che non so come faccio a stare in piedi. Mai un merito nemmeno quando me lo sono meritato!
Credo che qui però ci sarebbe molto di più da dire, insomma, c'è anche una buona dose di rabbia che cresce in tutti noi per ragioni che esulano la religione, ma è anche vero che come ho sempre pensato, un pagano è tale sempre ogni secondo della sua vita, non part time. Esserlo è una responsabilità grossa, si dovrebbe scavare nelle radici, in quei concetti di amore e fratellanza che si trovano ovunque in ogni religione, in ogni tradizione, attraverso i miti, e non modificare l'Arte a nostro piacimento.
Per ora mi fermo, perche tutto ciò prevederebbe anche il discorso sull'etica della magia e so bene che non tutti la pensano allo stesso modo, ciò non fa certo sì che alcuni siano più pagani di altri.
Il mio invito è quello semplicemente di chiedervi  che persona volete diventare, come arricchire la vostra anima, anche in vista del bagaglio Karmico, cosa volete fare? Cosa siete disposti a fare? Che ruolo volete avere?...

giovedì 18 giugno 2015

Shapeshifting I.


Skayler - Post Office


ciao adoro l'iniziativa sugli elementi che stai portando avanti leggendo quella dedicata all'aria mi è sorto un dubbio il 6 punto del lavoro sciamanico 6* Shapeshifter - Mutate forma in quella di un uccello. cosa dovrei fare??
-L.


 Ho preso l'ultimo dei messaggi che mi sono pervenuti la scorsa settimana dopo l'inizio del Lavoro con gli elementi, e da questa e altre domande identiche parto come promesso per scrivere un post su questo argomento.
Innanzitutto specifichiamo:
-Shapeshifting: l'arte di mutare forma.
-Shapeshifter: colui che muta forma.

Nella mitologia e nelfolklore, mutar forma, o la metamorfosi è la capacità di un soggetto di trasformarsi fisicamente in un altro essere o forma. Normalmente ciò viene ottenuto attraverso le facoltà  sciamaniche inerenti ad una creatura mitologica, l'intervento divino, o l'uso di magia o talismani.
L'idea di mutaforma è presente fin dall'antichità e può essere comune a molte culture. E 'presente in forme più antiche di totemismo e sciamanesimo, così come nella più antica letteratura e poemi e poesie epiche, tra cui opere come l'Epica di Gilgamesh e l'Iliade o le saghe Nordiche, dove il mutar forma è generalmente indotto dall'intercessione di una divinità. L'idea persistette attraverso il Medio Evo, queste doti erano spesso imputate a maghi e streghe, ancora tutt'oggi anche nell'immaginario fantastico persiste quest’idea, basti pensare al duello tra Maga Magò e Mago Merlino nella spada nella roccia! O ancora all'ultima Maleficnet.
La forma più comune di shapeshifting menzionato nei miti è quello del teriomorfismo, che è la trasformazione di un essere umano in un animale o viceversa, di un animale in forma umana. Le Leggende prevedono anche le trasformazioni in piante e oggetti, e l'assunzione del viso di un altro essere umano.
Numerosissime sono le tracce mitologiche, alcuni esempi sono: Vertumno, sotto forma di una vecchia donna, corteggiamento Pomona. Zeus si travestì da Artemis, al fine di avvicinarsi abbastanza a Callisto. Sia Odino e Loki  hanno preso forma femmine nella Lokasenna. Zeus trasformò Licaone in un lupo. Athena trasforma Aracne in ragno; Artemide trasformò Atteone in cervo etc…

Uno dei motivi più ovvi che apprendiamo per cui si ricorre questa pratica, è il cambiar forma per ottenere una nuova abilità, che tenderà a migliorare la nostra prestazione. Un esempio sono i guerrieri nordici che cambiano forma in lupi, orsi e talvolta in cinghiali, per combattere in modo più efficace / feroce e terrorizzare il nemico. Se ci soffermiamo a pensare questo ci fa pensare ai travestimenti dei super eroi moderni. Non a caso per altro spesso lo Shapeshifting viene fatto con l’ausilio di parti dell’animale in cui si vuole mutar forma, come per esempio le pelli, le piume, le ossa…
In alcune fiabe il famiglio della strega ha una connotazione di shapeshifter, trattasi di un animale che può diventare un essere umano per aiutare la strega o il mago, o l’eroe della fiaba.
Si trovano tracce del mutar forma persino negli antichi testi Maya, dove lo Shapeshifter, o Mestaclocan, ha la capacità di cambiare il suo aspetto e di manipolare le menti degli animali.
Anche figure come il lupo mannaro possono essere riconducibili a questa pratica, ma diciamo che sono una sotto-categoria, infatti, questi Shapeshifter non sono in grado di cambiare forma a piacimento, ma hanno bisogno di un oggetto o di qualcosa, come della luna nel caso del lupo mannaro, per poterlo fare. Sotto questa categoria troviamo anche una creatura la scozzese: la selkie, che perde la sua pelle di foca per vivere da umana sulla terra.

Ma senza confondervi ulteriormente, a livello sciamanico cos'è lo Shapeshifting?
Partiamo dal presupposto che Lo Sciamanesimo è diffuso in molte parti del mondo e abbraccia culture differenti. Vi è Sciamanesimo in tutte le pratiche antiche e sopra vi ho fornito tracce di esempi concerti, prossimo quindi parlare di sciamanesimo in modo generico in questo articolo, senza escludere niente e nessuno. Comprendiamo quindi lo sciamanesimo dei nativi americani, dei mongoli, dei suomi, dei curanderos, delle streghe tradizionali, del popolo vichingo etc…
La caratteristica principale dello sciamano è quella di “viaggiare” in condizioni di estasi nel mondo degli spiriti e di utilizzarne i poteri per il singolo o per l’intera comunità. Le tecniche per far questo sono essenzialmente il sonno estatico (trance mistica) e la trasformazione in animale del proprio spirito attraverso animali psicopompi, trasformazione zoomorfica e quindi  Shapeshifting
Mutare forma come pratica magica comporta una trasformazione di una parte dell'anima nello spirito di un animale per lasciare il corpo e viaggiare sia nel mondo sensibile che in quello sovrasensibile. Un'altra tecnica consiste nel lasciare il proprio corpo e prendere possesso del corpo di un animale vivente (o per viaggiare nell'oltretomba prendendo possesso dello spirito di un animale).
In questo modo lo sciamano "cavalca", cioè prende come mezzo per spostarsi, i corpi degli animali che sono anche suoi spiriti-guida. In alcuni rituali si utilizzano piante psicoattive oppure il battito del tamburo, oppure si indossano le pelli o la maschera dell'animale che si desidera "cavalcare".
 Tale pratica non è indenne da rischi: può accadere che lo sciamano non possa più ritornare al suo corpo perché si dimentica di sé, del suo essere umano, oppure viaggia troppo lontano dal corpo e cade in coma o il corpo fisico muore perché troppo debilitato dalla separazione.
Lo spirito può essere catturato nell'aldilà o l'animale può essere ferito o ucciso sul piano terreno e quindi, come l'anima dello sciamano è catturata o ferita o uccisa, così il suo corpo ne riporta le conseguenze.

Da questo è quindi comprensibile che lo Shapeshifting non è per tutte le persone, ma solo per coloro che hanno un ampio grado di esperienza, ma che soprattutto sono in grado di governare questo stato, attraverso una profonda conoscenza del, passatemi il termine, “mestiere”. Non avventuratevi in pratiche sconsiderate, questo articolo non ha la pretesa di essere una lezione, come nessuno dei mie articoli, ma darvi una piccolissima, misera spiegazione, che sia un imput per proseguire nei vostri studi e ricerche.
Mi è stato chiesto di parlare di questo argomento a proposito dei suggerimenti offerti nel lavoro con gli elementi, ebbene, visto che si tratta di una pratica riservata a pochissimi, potreste semplicemente immergervi in una meditazione, dove, potete prendere la forma di qualsiasi animale che sia affine a voi.
Questo è qualcosa di più “leggero” che potete provare a fare anche solo attraverso la visualizzazione e l’immaginazione, magari scoprirete che c’è anche un motivo specifico se avete pensato ad un animale in particolare.
Ho intenzione, non so quando di inserire un approfondimento a tema norreno su questo argomento. Quindi se siete interessati a questa tradizione continuate a seguirmi.


Fonti:
wikipedia.org
http://ontanomagico.altervista.org/sciamani.htm
NON COPIARE SENZA CITARE LA FONTE DELL ARTICOLO. GRAZIE!


giovedì 21 maggio 2015

Visione dualista o Panteista?

Yeah un altro Post Office... Grazie per tutti i commenti al precedente.
Questa volta la domanda è molto più difficile da affrontare e per questo motivo dopo i miei sproloqui senza senso e confusionari,  da pazza analfabeta che prova a spiegare qualcosa di davvero semplice,  ma difficile. Vi lascio un post stupendo che reputo una punta di diamante del mio Forum, scritto tempo fa da un amica.


Skayler - Post Office


....Ciò che più mi interessa nella pratica pagana e il rapporto con le divinità, il ciclo delle stagioni e quindi il contatto con la natura, e ho un dubbio che nonostante cerchi di colmare con ricerche e quant'altro non mi è del tutto chiaro.
Io ho una visione prettamente dualistica, quindi vedo appunto il divino sotto l'espressione del Dio e della Dea, ma ultimamente sto cercando di avvicinarmi al pantheon greco-romano, perché è quello che più sento affine alla mia personalità. La domanda è come conciliare la visione dualistica con l'adottare un pantheon? So che tutti gli Dei sono un Dio e tutte le Dee una sola Dea, ma a volte questa teoria mi stona un po'...so che magari potrà sembrarti una domanda stupida, ma sono ancora agli inizi e questo è un dubbio che mi tormenta abbastanza, potresti aiutarmi a chiarire? Come è realmente vista la divinità? Non mi è nemmeno molto chiara la questione degli archetipi, insomma se io invoco il Dio Apollo per esempio è come invocare il Dio in generale, o qualche altro Dio? Scusa per il disturbo, spero potrai aiutarmi, te ne sarei infinitamente grato. Spero di essere stato abbastanza chiaro...
-A. 

Cercherò di rispondere meglio di quanto abbia fatto di getto via privata con l'interessato, toccando anche punti ben oltre la domanda ed essendo più generica. Mi scuso se i "puristi" "perfezionisti" (o qualsiasi categoria di cagacazzo, voi facciate parte) troveranno alcuni esempi forzati o addirittura assurdi. Appunto per questo motivo alla fine citerò l'articolo di Elena, io cercherò di essere il più semplice e terra terra possibile, mettendomi nei panni di un neofita che legge e magari si ritrova più confuso di prima. Sappiate che non è facile ed io sto scrivendo all'una di notte.

Iniziamo con dire che la visone dualistica è puramente neopagana e Wiccan, ed è a mio parere, una visone troppo semplicistica della concezione divina, ma purtroppo capisco la difficoltà ad abbandonarla e a comprendere tutto in discorso Dio-Dea, rispetto al pantheon. Cercherò di aiutarvi, spero, ma è per lo più, ve lo dico per esperienza personale, è solamente una questione di cultura e abitudine, di ciò che avete imparato e preso per vero, ciò che avete interiorizzato, rispetto a ciò che magari non sapete.
Ho visto, sopratutto la mia generazione, ma anche gli ultimi di voi che si approcciano a questo cammino, esser continuamente imboccati dalla wicca e dai testi neopagani, i più diffusi e quelli con più facile accesso (nonché portati avanti da seminaristi e co) e questa confusione è il risultato di anni e anni (da Gardner a oggi) di informazioni "errate" o filtrate in modo sbagliato.
Ancora mi chiedo cosa abbia spinto ai tempi, gli illustri precursori del neopaganesimo, a decidere deliberatamente cosa portare e cosa nò dal paganesimo. Se per alcuni versi, alcune cose le capisco, come per esempio tutta la parte di pratica oscura (un esempio banale, la Luna Nera) altre cose meno e questa è una di quelle che proprio non capisco, poiché ha influenzato me per prima, per molto tempo. La spiegazione unica e plausibile che mi dò e l'aver voluto rendere semplice la comprensione di una realtà diversa da quella a cui si era abituati, dopo le persecuzioni delle streghe e che volessero eliminare del tutto figure mitologiche simili a personaggi delle fiabe, come potevano forse, sembrare gli Dei per rendere tutto più legittimo, ma non so... In ogni caso, è andata così, non voglio sindacare nulla, ne screditare la Wicca, poiché se mi seguite, sapete che arrivo anche io da lì.
Pertanto, anche per me è stato difficile abbandonare l'idea della dualità divina e il concetto che negli anni si era insinuato dentro di me ovvero: « tutti gli dei sono un Dio e tutte le dee sono una Dea » 
Sono forse stata fortunata, perche ho abbandonato questo "falso" concetto, attraverso l'esperienza di una divinità patrona e il lavoro con essa. Lavorare con una divinità specifica ti fa capire quanto parlare genericamente di Dio e Dea voglia dire poco, è come fermarsi alla superficie, è far perdere la parte più succosa della nostra vita!
In oltre, parlare di dualità e di « tutti gli dei sono un Dio e tutte le dee sono una Dea »  esclude automaticamente il lavoro con un pantheon specifico. Potrei addirittura, quasi azzardarmi a dire che è quasi parlare di due religiosità diverse. Insomma per fare il primo esempio, è come parlare di Grande Spirito per gli sciamani e di Divinità per i pagani.

Nel paganesimo parlare di divinità patrone, o comunque di divinità specifiche che compongono un Pantheon, equivale a parlare esattamente di quella divinità specifica e non di un archetipo funzionale a tutte quelle racchiudibili sotto un genere, sia questo maschio, femmina (come appunto nel neopaganesiomo con il Dio e la Dea) o sia più specifico con forze/poteri/domini ( come: amore, guerra, inferi, bellezza ecc...)
Quindi possiamo dire che nella visone panteistica, anche la realtà dell'archetipo diventa meramente superficiale; per definizione:
"Archetipo deriva dal greco archè - governo, principio e tupos - primitivo, originario. Gli archetipi sono dei principi primitivi che vanno al di là delle culture, dei simboli, sono delle forme senza contenuto. 
Gli archetipi sono più che simboli: sono l'essenza che dà vita al simbolo e sono la potenza che permette al simbolo di esistere nel tempo. Gli archetipi si manifestano in ogni cultura, prendendo voce nei miti, nelle favole, nelle leggende che racchiudono in sé i principali temi dell'uomo dall'origine dei tempi. I sogni ci permettono di entrare in contatto con gli archetipi: se sappiamo leggerli ci aiutano nel processo di costruzione di una coscienza individuale. Ma anche le emozioni, con la loro espressione, ci mostrano un aspetto più superficiale degli archetipi. "
Questo già potrebbe bastarci a capire, poiché si  evidenzia come questo concetto racchiuda un insieme di elementi e non qualcosa di specifico. Si parla di un "idea" che prende forma, e assume potere grazie all'idea umana, non a una realtà a se stante, indipendente dall'uomo.
In parole povere e spicciole, sarebbe come dire che attraverso l'archetipo esiste una Divinità, quindi attraverso noi che creiamo l'archetipo Ella esiste, altrimenti no. Questo è un disocrono che può essere fatto da una persona non credente... e non è il nostro caso.
Tuttavia, il neopaganesimo ci insegna che i pantheon non sono altro che archetipi di un unico spirito divino, appunto espresso al massimo nella dualità Dio e Dea. Da questa figura unica (inteso come solo questa) e doppia, otteniamo gli archetipi, definiti come forze/poteri/domini Divini e quindi  per deduzione i vari Dei dell'amore, della guerra, della bellezza, degli inferi, ecc...
E' come se queste caratteristiche che definiscono la divinità in poco, fossero solo le sfaccettature dello stesso diamante e ancora, da questo ne deduciamo che pregare un Dio equivale a pregare una totalità di archetipi divini; fate attenzione, archetipi divini, non Divinità a se stanti. Equivale quindi a pregare e venerare un energia, non un qualcosa che vive indipendentemente da noi su qualche piano dell'esistenza.
In questo modo, in oltre, si raggruppano tutte le divinità, di qualsiasi cultura, sotto una stessa dicitura, il che è sbagliato, anche se forse voi ancora non lo vedete.
Per farvi un esempio un po' forzato, sarebbe come dire che le donne umane sono tutte uguali, senza nessuna specificità e ancora se si guarda all'archetipo femminile, ogni femmina è uguale, invece sappiamo bene che non è così. Io non sono uguale a voi, al mondo esistono le specie, animali, vegetali, esseri umani che a loro volta si distinguono in razze, etnie, culture e lingue diverse, ed è inconcepibile dire che io sono uguale a una donna che vive in Africa, si lo siamo, ma solo superficialmente, solo perché siamo entrambe donne. Se parliamo di caratteristiche specifiche di una persona, anche qui possiamo evidenziare ulteriori differenze sostanziali, se io sono un artista perché creo statue, non sono uguale a un artista che suona e compone musica, capite?
A chi di voi farebbe piacere essere considerato solo superficialmente?
Quindi, per quale motivo dovrebbe essere così per gli Dei? Gli Dei! Ciò che noi consideriamo quanto di piu  superiore esista. Perché ridurlo a una visione semplice?
Quando voi fate magia, non usate erbe e pietre a caso, le scegliete nello specifico, più conoscete un ingrediente meglio lo potete utilizzare, questi sono strumenti che una strega usa, perché mai allora se non buttiamo erbe a caso in un calderone, dobbiamo riferirci alle Divinità in modo casuale?
Io, data la mia esperienza, non mi sognerei mai di pensare che parlando con Odino mi stia riferendo automaticamente a tutti gli dei maschili di tutti i pantheon e purtroppo questo è l'altro grave errore in cui si incorre attraverso la dualità.
In oltre, Odino che figura anche come padre degli Dei, non è comunque uguale a un Dio come Zeus, anch'esso padre degli Dei. Sarebbe come dire (esempio forzato) che mio padre è come vostro padre, se parlo ad un padre generico, può ascoltarmi il vostro come il mio, poco importa, ma questo non accadrebbe mai.
Eliminare la specificità delle divinità equivale a eliminare la divinità stessa.
Capisco che sia difficile da capire per chi non ha esperienza diretta con una divinità, perché questo aiuta molto a capire la loro unicità, così come esattamente la conoscevano gli antichi prima del neopaganesimo; ma nella visone pagana panteistica, pregare e invocare una specifica divinità vuol dire esattamente pregare quella divinità, che esiste cosmologicamente in qualche piano dell'esistenza, con le sue caratteristiche specifiche e con il suo linguaggio.
Ed è importante conoscere queste caratteristiche e questo linguaggio, perché non si può parlare lingue differenti, o fare esperienze approssimative o a casaccio, guidati dalla nostra curiosità.
Qui sia apre un altro problema, il mischiare divinità di pantheon diversi. 

Alcuni, ormai lo vedo di frequente, lo fanno abitualmente con un alzata di spalle definendosi eclettici. Essere Eclettico non vuol dire niente! Questo è un altro errore "del libero arbitrio neopagano". Non si può essere qualsiasi cosa si voglia solo perché ci piace, non si può adottare una divinità solo perché ci affascina.
Si, se volete siete liberi di farlo, gli unici a perderci siete voi, perché il vostro lavoro sarà un estenuante ricerca, una fatica immane nel adattare linguaggi diversi, o l'errore di adottarne uno proprio pensando che basti, con nessun vero risultato.
Non dico questo da maestrina, lo dico per esperienza. Una divinità non è un famiglio e come ho già detto ampiamente, è unica e specifica. Non rispettare questa unicità equivale a non rispettare la Divinità.
Fare offerte ad un altare dove presenziano Dei di diversi pantheon, è se ci pensate, sciocco. Come potete credere che Cernunnos e Freya si possano trovare l'uno ad accettare l'offerta dell'altro, l'uno nel modo di pregare dell'altro, l'uno le credenze della tradizione dell'altro.
Sono concetti semplici, pensateci, riflettete. Capirete!
Questa che potrebbe sembrare una sottile differenza tra pantheon che si assomigliano, resta comunque un enorme differenza specifica.
Sappiamo tutti che esistono Dei simili in culture diverse, ma se gli analizzate ognuno nello specifico, la loro essenza non può essere minimizzata ad un unico aspetto. Come dicevo prima, Odino e Zeus sono entrambi padri degli Dei, ma a parte questo appellativo, in comune non hanno niente.
A cosa servirebbero libri scritti e culture tramandate, se tutto potesse essere una accozzaglia di similitudini?
Ripeto, capisco la difficoltà, era difficile anche per me capire e cambiare il modo di pensare da dualista a panteista, ma è stato obbligato, così come è stato di obbligo prendere una direzione unica (di tradizione) e smetterla di pasticciare. Ciò non toglie che nella vita si possa avere a che fare con Divinità differenti, provenienti da pantheon diversi. Questo accade proprio perché Essi esistono, e non sono un unica cosa.
Con questo non voglio nemmeno arrestare la vostra crescita chiedendovi di buttarvi subito su un pantheon specifico, anzi, conoscere tutto ciò che vi stimola è importante. Come potete vedere dai mie video e dal mio blog, ho spesso parlato di Tradizione Nordica, come di woo-doo, di Santeria, di sciamanesimo, di Curanderos, di stregoneria Cornica, scozzese ecc...
Sono tutte cose che mi hanno attratta o mi attraggono, le studio, ve le faccio conoscere quando reputo che sia qualcosa di meritevole, ma non fanno tutte parte della mia tradizione. In passato cercando la mia strada son passata in tanti contesti, fatto tanti studi e ancora oggi è così, è naturale. Un tempo sicuramente non circolavano le informazioni di cui disponiamo oggi e la propria tradizione si apprendeva dal contesto in cui si nasceva. Mi vien da dire che si faceva molta meno fatica, ma è comunque un dono grande quello di cui noi disponiamo, dobbiamo solo farne buon uso.
Toccherò un ultimo punto prima di lasciarvi all'articolo di Elena.
Scegliere tradizione e pantheon. Molto brevemente, alcuni storcono il naso a vedere per esempio, nel mio caso, un'italiana senza alcun retaggio culturale o discendenza, seguire una tradizione così lontana come quella nordica, lo stesso per l'indirizzo da Hedgewitch di cui mi appello per definirmi più concretamente, poiché non sono una strega norrena ma nordica, tradizionale, con pantheon norreno.
Dovrei, per alcuni, sicuramente seguire qualcosa di più vicino alla mia terra di origine e ai mie antenati (che si dal il caso non fossero vichinghi ma nemmeno streghe italiane, pertanto, se così fosse, dovrei essere cattolica). Non mi sento cosi tradizionalista da trovarmi in accordo. Non credo sarebbe nemmeno più semplice. Per onor di cronaca, sono passata anche dalle tradizioni Italiche, semplicemente non erano per me, semplicemente non sono stata chiamata da queste.
Questo è il punto essenziale, io sono stata chiamata dal pantheon Norreno, sorprendentemente, visto che all'epoca ne ero particolarmente ignorante, non so i motivi, non so se ce una spiegazione riconducibile ad un altra vita, o a discendenze cosi antiche da essersi perse nella mia linea famigliare, so solo che così è! Quindi ascoltate al di fuori delle vostre preferenze, cercate, studiate, ma tenete teso l'orecchio. Quasi tutto quello che vi ho detto sta notte, sarà da voi meglio compreso quando verrete chiamati da una Divinità. Ci potrebbero volere molti anni, i mie non sono molti ma nemmeno pochi, l'importante e che voi continuiate, in modo da essere preparati a poter sostenere un simile e meraviglioso rapporto!


Detto questo vi saluto lasciandovi questo bellissimo articolo di Elena, scritto in maniera assolutamente piu accademica del mio, e sicuramente vi aiuterà a capire meglio tutto il mio sproloquio.
Mi piacerebbe sapere la vostra opinione qui sotto! Vi aspetto. Grazie!



Divinità e Numen, si è scelti o si sceglie?
12 febbraio 2013 alle ore 14.03
Questa riflessione nasce da un confronto  costruttivo avvenuto all’interno di un gruppo di Facebook, e per l’occasione ringrazio vivamente Skayler di avermi dato l’opportunità di scrivere al riguardo.
Devo inoltre annotarvi che io personalmente non seguo la Wicca, ma la tradizione di Paganesimo legata al mio territorio, pertanto qui vi parlerò dalla mia formazione storica con la passione grande dell’onorare gli Antichi Dei sempre Beati . (il testo è mio vi prego di non copia-incollarlo)
Vorrei partire da una differenziazione importante che un neopagano in quanto “nuovo pagano” ovvero “dei nostri giorni” dovrebbe conoscere , ovvero la differenza fra il concetto religioso e storico-mitologico di Divinità, Numen, Deità e dualismo archetipico. La Religione Romana, ovvero Religio, secondo Cicerone è .
Solitamente la Wicca è la corrente spirituale maggiormente diffusa e molti neofiti si lamentano della mancanza di libri adeguati che possano spiegare loro alcuni concetti, anche teologici se vogliamo, riguardo l’entità degli Dei, pertanto si ritrovano con un buco nero informativo che tentano di riempire come meglio possono e con buona volontà. Il problema sorge dal momento in cui questo buco viene riempito con accozzaglia di informazioni non sempre corrette ed il più delle volte errate. Non voglio ergermi nella cattedra dell’insegnamento “pagano” (sebbene ci siano diversi personaggi di dubbia reputazione che continuano a farlo) ma voglio unicamente dare qualche buon consiglio valido alle persone che avranno la pazienza di leggere le mie parole. Ritornando alla Wicca, essa  in generale concepisce le divinità in modo dualistico, ovvero racchiude tutte le divinità di tutte le culture mondiali in due unici archetipi di “maschile” e “femminile” , la complementarietà fra i due principi cosmici rappresentati dal Dio e dalla Dea in modo generico e senza una caratterizzazione specifica. Questa concezione è stata illustrata dal padre della Wicca moderna, Gerald Gardner  e dalla correnti seguenti come l’Alexandriana, mentre  un’altra concezione è ben espressa dal concetto di Dryghten, come definito da Patricia Crowther, ovvero il Monismo che vede i due principi cosmici del Dio e della Dea come le due forze di un unico principio universale.  Pertanto il Dio e la Dea sono forze cosmiche ed armoniche che permettono la costruzione e l’equilibrio del Mondo, ovvero « Tutti gli dèi sono un Dio; tutte le dee sono una Dea. » Il Dualismo monistico invece si applica alla dualità polare del Dio-Dea sintetizzando nella frase « tutti gli dei sono un Dio e tutte le dee sono una Dea » la sua concezione, ovvero che nelle grandi categorie Dio-Dea si ritrovano all’interno tutti i nomi di tutte le divinità di tutte le mitologie mondiali e pertanto le varie divinità sono dunque forze archetipali, attraverso cui si manifestano il Dio e la Dea. Questo può creare qualche problema sincretistico, in quanto sarebbe ridicolo associare  ad una divinità greca il suo “corrispettivo” per affinità di attributi, di altre culture. Non mi cimenterò nell’analisi critica della teologia Wicca perché non mi compete, ne tantomeno penderò in esame le varie correnti Wicca e le  loro differenze. Gli Dei Antichi erano  unici, sui generis. Erano concepiti a livello immanente nel mondo e nella Natura delle cose, degli uomini, della Vita stessa. La concezione del divino era solitamente panteistica, ovvero tendeva ad identificare la Divinità  come quell’ ente che permea e costituisce la natura del cosmo, degli uomini, del mondo al quale si associa l’enoteismo ovvero la capacità del Divino  di manifestarsi nel mondo fisico nei vari suoi aspetti, le divinità sebbene gli dèi non venissero concepiti come una pluralità di principi, ma piuttosto come pluralità di esseri divini, mai assoluti. Gli Dei sono allegorie dell’Essere e dell’Esistenza, e sono particolari, non generali o generici, ovvero ogni territorio, ogni società, ogni cultura aveva sviluppato una Cultus alle Forze della Natura che erano proprie di quei territori. Un esempio esplicativo valido è il concetto di Numen nel mondo latino. Il Numen esprime la Potenza Divina , ovvero la Forza Vivificatrice e portentosa che è alla base di ogni manifestazione naturale ed anche della natura umana. Non era associata ad un dio o dea precisi, ma era legata ai fenomeni naturali nei quali si vedeva la Potenza in se. Il Numen era nei laghi, nelle grotte oscure, nei Luci Sacri (Boschi), nel mare tormentoso ma anche fonte di vita , nei lampi, dei tuoni, nella neve gelida e nel sole cocente. Il Numen era, ed è, lo Spirito che anima il Mondo vivente, la natura, che anima il territorio, ovvero QUEL territorio specifico.
A questo punto molti si chiedono se sia possibile avere una divinità “patrona”. Ma cosa vuol dire avere una Divinità Patrona? Per gli antichi popoli , soprattutto dell’area mediterranea, le divinità patrone erano specifiche di alcuni aspetti della vita quotidiana ovvero di arti e mestieri, della politica, di un evento naturale o una caratteristica umana. L’uomo antico non aveva una divinità unica che vegliasse unicamente su di lui, questo è un concetto monoteistico, ma aveva più entità, più Numen ai quali poteva rivolgersi attraverso rituali ben specifici e sacrifici che fossero graditi. Un esempio sono i Lares ed i Penates (gli spiriti protettori della casa, gli spiriti degli Antenati), il Genius Loci (ovvero il Numen  che presiedeva la protezione di quello specifico territorio o zona) per citare solo alcune entità del culto romano, oppure l’Agathòsdaimon, il “Buon serpente” che propiziava la casa greca. Altri “Numen” possono essere identificati con il kami shintoist, il maban degli australiani aborigeni,  il mana dei Polinesiani, il silap inua degli Inuit,
il maban degli aborigeni, il seid nella mitologia  della cultura nordica…
I Sacerdoti e le Sacerdotesse invece votavano la loro intera esistenza al Culto di tutti gli Dei ed in special modo di un’unica divinità, della quale dovevano quotidianamente occuparsi eseguendo la ritualistica e l’offertoria specifica, ed era un Voto alla Divinità che legava in modo indissolubile, pertanto non tutti i pagani antichi erano sacerdoti, ma solamente alcuni, mentre tutti i pagani antichi potevano rivolgersi direttamente alle Divinità, in quanto esse erano manifeste nella Vita quotidiana e nella Terra dove essi vivevano.
Quando ci si chiede se si ha o meno una divinità patrona, si dovrebbe riflettere sul significato di questo termine in un culto pagano politeista (Wiccan o meno). Gli antichi associarono ad ogni singolo aspetto della natura e della loro vita ad una Divinità specifica preposta a regolarlo, esistevano dunque numerosi Dei e numerose Dee, tuttavia se si ritiene opportuno avere una divinità patrona alla quale consacrarsi si deve aver ben chiaro in mente che un Voto non è un gioco. Molte persone chiedono come fare per trovare la divinità patrona, e l’unico consiglio che posso dare, in modo esterno e senza condizionamento ideologico personale, è di studiare molto ed ampliare  le proprie conoscenze in modo continuo ed evitando la macchina del pregiudizio ma soprattutto della moda e dell’autoconvincimento che possono trarre in inganno le persone anche in modo grave. E’ mia personale opinione maturata in anni di studio, ricerca e pratica religiosa, che spesso siano le Divinità, o meglio le Deità (in quanto principi divini) a manifestarsi nei nostri riguardi, a manifestare il loro desiderio di essere onorate , e per farlo, è necessario FARLO IN MODO CORRETTO, ovvero eseguire quelle pratiche e quei sistemi di ritualistica che siano adatti a quella precisa divinità. È necessario fare le giuste offerte gradite, non inventarsele di sana pianta, perché ciò che molte persone purtroppo non hanno ancora capito è che gli Dei sono Potenze antiche quanto il mondo, codificate da quando l’uomo ha avuto coscienza di se e del Mondo, pertanto basarsi solamente sull’istinto o sul “faccio da me” può essere corretto se viene associato ad una conoscenza (anche frammentaria per mancanza di fonti storiche) della ritualistica corretta, ma è profondamente controproducente se il “fai da te” viene applicato in modo pedissequo e continuo per volontaria pigrizia nel RICERCARE  e nello studiare.   Il percorso spirituale pagano, wiccan, tradizionalista, neopagano che sia è molto difficile e soprattutto lungo. Non si è mai “arrivati” poiché ogni giorno è una nuova scoperta e nuova consapevolezza di noi stessi e del Mondo. Infine, per citare Dragon Rouge “La differenza sostanziale con il monoteismo è che nonostante si scelga di rendere il Culto interamente o principalmente ad UNA Divinità Patrono, ciò non implica disconoscere e denigrare o demonizzare le Divinità Patrono venerate da altri.”
Con questo concludo, e spero di essere stata d’aiuto a qualcuno, in caso contrario rimedio subito elencandovi qualche libro interessante sul paganesimo greco-romano in quanto ricade negli studi della mia specializzazione anche a livello universitario.

Vi ringrazio Elena

Paganesimo Romano
G. Dumezil, La religione romana arcaica, Rizzoli
R. Bloch, La religione romana, in Le religioni del mondo classico, Laterza
J. Champeaux, La religione dei romani, Il Mulino
R. Del Ponte, La religione dei romani, Rusconi
R. Del Ponte, Dei e miti italici. Archetipi e forme della sacralità romano-italica, ECIG
Paganesimo Greco
Mircea Eliade Storia delle credenze e delle idee religiose
Robert Graves, I Miti greci
Le Garzantine
Ugo Bianchi. Religione greca ed ellenistica in Storia delle religioni (a cura di Giuseppe Castellani) vol.III. Ileana Chirassi-Colombo. La religione in Grecia. Laterza
Walter Burkert. La religione greca. Milano, Jaca Book
Mircea Eliade. Zeus e la religione greca in Storia delle credenze e delle idee religiose, vol. 1., Rizzoli
Paolo Scarpi. La religione greca in Storia delle religioni. 1. Le religioni antiche (a cura di Giovanni Filoramo). Laterza


(tutti i diritti sono riservati e protetti da Copyright ©)


NON COPIATE QUESTO POST, NELLO SPECIFICO L'ARTICOLO DI ELENA, DI PROIETà DELL AUTRICE CHE LO HA GENTILMENTE CONCESSO A ME E A Sacerdotessedi Avalon Forum.