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giovedì 23 luglio 2015

Offerte agli Dei, Antenati e Vaettir -Havamal


Prendo spunto da un video visto recentemente per scrivere questo articolo, poiché mi interessa dare un punto totalmente diverso da ciò che ho sentito, con cui non mi trovo d'accordo.
Probabilmente a questo scopo devo partire dal concetto di divinità che ho bene espresso in uno dei mie Post Office che trovate qui, Visione dualista o Panteista?
Se avete letto l'articolo sapete che senza alcuna remora la mia è una visone panteistica, e sebbene mi renda conto che non è per tutti cosi, e che alcuni addirittura si sentono in difficoltà con questo concetto, questo è ciò che vale per me oggi. Vale per me per la mia esperienza. Lungi da me criticare a spada tratta chi ha una visione dualista, o chi concepisce un unico grande spirito, o ancora ha una visione centrica dell essere umano come portatore del divino dentro di se, ma siccole sono passata da questi concetti anche io, ad oggi posso dire che queste visoni sono concepite da tradizioni moderne correnti new age, e pastrocchi vari senza arte ne parte, ma sopratutto senza esperienza.
Come ho detto nelle articolo questo non è un critica di per se, è solo un dirvi "date tempo al tempo" alcuni di voi un giorno scopriranno che è così. Ovviamente questo dipende dalla vostra pratica e dalla profondità dell esperienza.
Ad ogni modo, dicevo, le divinità esistono, governano aspetti propri come se fossero esseri reali, essi esitino in altre dimensioni e se questo concetto vi stona, sicuramente non potete seguire una vera tradizione antica, almeno questo sappiatelo. Vivendo come realtà a se stanti, necessitano di attenzioni precise e offerte adeguate, così come delle parole scelte per pregarli (ad esempio nella tradizione nordica anche quando si chiama una divinità è uso chiamare anche la linea genealogica di questa. esempio: Odino figlio di Bestla e Bor, proseguendo poi con appellativi e nomi.)
L' Offerta come la preghiera è quindi un qualcosa che noi doniamo ad una divinità in cambio di qualcosa, sia esso anche un ringraziamento. Non è qualcosa di buttato a casao, di lasciato a marcire, di scelto senza un motivo ma solo per comodità.
Le offerte come le parole, possono essere di vario genere, dagli incensi, al cibo, da erbe a animali , vino, latte, ma anche oggetti realizzati. Insomma si può offrire qualsiasi cosa, ma è necessario ricordate due cose importanti:

Primo: non ha grande valore la quantità di materiale offerto, piuttosto la qualità. Se dovete scegliere fra acquistare un incenso da 4 soldi per usarne a palate, e allo stesso prezzo acquistarne 4 pezzetti di qualità inestimabile per usarne mezzo alla volta, optate per la seconda scelta.
Inoltre nella qualità c'è anche il cuore che ci mettete (quindi evitate la taccagneria, ma attenzione: evitate anche di spendere più di quanto vi possiate permettere... il giusto mezzo dovete spendere).
Il vostro animo deve essere puro, e ci dovete credere davvero a quello che state facendo, altrimenti non serve a nulla, meglio non farlo vi porterebbe benefici maggiori.

Secondo: osservate le preferenze della divinità a cui vi riferite. Immaginate che sia come se qualcuno vi donasse qualcosa che non vi piace a confronto di qualcosa che invece gradite, e voi ricordate siete solo esseri umani. Documentatevi per capire cosa è gradito, questo è ciò che le culture antiche hanno insegnato ed hanno sempre fatto ed ha sempre funzionato, non cambiatelo ora.


In molte tradizioni si crede che ad ogni offerta corrisponda una richiesta precedente, e che quindi non si offra nulla per nulla.
Questo non è vero in tutte la tradizioni, è pur vero che in genere un offerta è scaturita da qualcosa di ricevuto o da uno scambio con il divino, ma questa può nascere dal cuore anche per qualcosa di ricevuto senza averlo chiaramente richiesto.
Ovviamente nel caso di una richiesta è nostro dovere, gentilezza, e gratitudine ricambiare il favore degli Dei con un offerta adeguata. Anche il solo estere ed essere sani, è un motivo sufficiente per essere grati.

Nell' aspetto qualitativo dell'offerta si potrebbe anche inserire un fatto "ideologico"... ad esempio: "ti offro il primo frutto della stagione che trovo", e anche se non coltivate direttamente dovreste fare in modo di donare come offerta il primo frutto di stagione che riceverete o comprerete.
In passato si eseguivano grandi sacrifici, è importante capire il mondo antico per poterlo relazionare oggi, in un modo dove abbiamo tutto e non ci sembra di privarci di nulla.
Un tempo, ma ancora oggi in altri paesi presso le tribù si sacrificava cibo raccolto, il primo covone di grano, parte del bestiame. Questo sacrifici erano di enorme portata e avevano e hanno un impatto enorme sulla comunità o sulla famiglia. Privarsi di un capo di bestiame perche il suo sacrifico possa ingraziare gli dei al fine di concederci la terra fertile, era la privazione della carne (del latte) da parte della comunità, quindi del proprio sostentamento, della vita.
Ad oggi cosa potrebbe essere così paragonabile? Cosa può equivalere le offerte antiche?Questo lo può sapere solo ognuno di noi. Per un fumatore per esempio un offerta che arreca un vero sacrificio può essere lo smettere di fumare, oppure riuscire a fare pasti semplici e frugali per un certo periodo senza abbondare e eccedere. Aiutare i bisognosi portando cibo, coperte vestiti, insomma privarvi di una parte di vostro benessere, poiché collegato al concetto di offerta ce sempre quello del sacrificio, rinunciare a qualcosa per ottenere qualcosa.

La maggior parte i seguaci della tradizione del Nord studiano le saghe e i miti sugli dei per comprendere questo sentiero. Di particolare rilievo in ambito di comprensione su come comportarsi nell'etica nordica è l'Havamal . L'Havamal è una delle tante saghe poetiche, che diviene una vera fonte di consulenza etica, poiché in essa si parla di vagabondi, degli ospiti, di quando si va fuori da un paese conosciuto, parla del corretto comportamento al di là delle regole della propria casa, e mette in guardia il viaggiatore a diffidare in modo che egli possa finalmente tornare a casa dopo aver subito alcuni atti di malizia o la sfortuna.

Il Havamal è divisa in sezioni:

  • Gestaþáttr - linee guida per il viaggiatore e l'ospite, in quanto si applica all'ospitalità
  • Donne - l'amore romantico e la natura delle donne; racconta anche la storia di come Odino seduce una gigantessa per ottenere l'idromele della poesia
  • Loddfafnismal - la morale, l'etica, il codice di condotta
  • Runatal - trasmette la storia di come Odino ha appreso le rune
  • Ljodatal - fa riferimento a una serie di "fascini" o "magie", di cui solo una parte è esplicitamente collegata alle rune, molti credono che visto il nome, questa parte sia totalmente dedicata a loro invece no..

L'Havamal si dipinge quindi per alcuni come le linee guida su come onorare religiosamente gli Dei, gli antenati, e i Vaettir. Non discuterò se questo è giusto o no, partendo comunque dal presupposto che si tratta di una saga che serve, come una fiaba, a spiegare un concetto attraverso una metafora. Tuttavia, ci tengo a dire che letto nel tempo cose strane al riguardo, ovvero uno stravolgimento vero e proprio dell'intento che perlomeno ha per me questa parte, che bene s'addice a questo articolo:

N: "Betra er óbeðit 
en sé ofblótit, 
ey sér til gildis gjǫf; 
betra er ósent 
en sé ofsóit..."

ITA: "È meglio non essere invocato
che [ricevere] troppi sacrifici:
un dono è sempre per un compenso.
È meglio essere senza offerte
che [ricevere] troppe immolazioni..."

Questo particolare strofa viene dalla sezione dell'Havamal dove Odino apprende le rune che pendono dall'albero. Questa strofa, nello specifico, arriva alla fine del Runatal ha una struttura poetica diversa rispetto alle strofe precedenti. In questa sezione, quindi c'è un grande dibattito nel mondo accademico. E 'anche importante notare che alcune traduzioni dell'Havamal cambiano l'ordine delle strofe, perché i traduttori sentivano avesse più senso ordinata in altri modi.
Ad ogni modo, il significato per me di questa frase racchiude l'essenza della serietà dell'offerta.
Innanzitutto, non promettere di dare qualcosa in cambio di un favore. Questo dovrebbe essere una regola morale anche tra persone, ma tuttavia è bene non scherzare con una divinità.
Fate in modo che voi possiate essere in grado di mantenere fede all'offerta promessa. Può capitare certo di non essere in grado, a quel punto confidate nella bontà divina, ma non tirate la corda altre volte.
Attraverso questo insegnamento io ho appreso l'importanza del chiedere e del dare in cambio, dell'esprimere una preghiera anche attraverso un offerta. Del sentire davvero il bisogno di ciò che chiedo in un determinato modo. Odino mi ha insegnato attraverso il suo sacrifico a se stesso (appeso ad un albero per nove notti e nove giorni) e alla perdita dell'occhio, di quanto bisogna esser coscienti di quello che si fa. Di cosa si può dare, di non prendere in giro una divinità, ne se stessi, ma sopratutto di cosa si deve essere disposti a perdere, talvolta anche attraverso un calvario di sofferenza. Guardate, se persino Odino ha dovuto patire per ottenere qualcosa, nonostante sia il padre degli Dei, figuriamoci noi.
Perdere, ha anche un duplice senso, sia a livello effettivo,attraverso l'offerta, ma anche in conseguenza a qualcosa di donato per cui non si osserva il giusto ringraziamento, quindi come un avviso.
Non chiedete se non potete dare, davvero!

Tuttavia, come dicevo prima, ce chi ha pensato di trarre un significato opposto a questa parte, ovvero non offrire troppo agli Dei, dal momento che l'Havamal, offre consigli per l'uomo ed è destinato alle persone (in particolare uomini dell'antichità), che viaggiano tra gli altri uomini viventi ... queste "parole di saggezza" sono irrilevanti se usate per codificare il culto degli Dei e Dee, Antenati, e Vaettir.
Non ho idea di come questo possa essere possibile per alcuni, che forse peccano di superbia, la semplice idea che potremmo essere troppo generosi nelle nostre offerte a loro è ridicolo. Gli Dei e Dee, gli antenati, e sì, anche la terra e gli spiriti Vaettir, rendono la nostra stessa esistenza possibile; Senza di loro o le loro benedizioni non potremmo esistere affatto. MAI potremmo offrire abbastanza per compensare il dono dell'esistenza che Hanno riversato su di noi.
Per questo stesso motivo non mi trovo d'accordo sul concetto New Age e non pagano del
"noi siamo le divinità, perche il divino è dentro di noi." No, noi abbiamo la scintilla divina che ci ha dato la vita, ma noi non siamo dio, altrimenti saremmo esseri assai più elevati, non portai all'ignorante autodistruzione. Lo saremmo tutti. A noi come "portatori di divino" spetta elevarci attraverso la saggezza quanto più possiamo, e comportarci in modo giusto, questo è avere in divino dentro di se (è una metafora). Ma come è ben noto questa non è una conoscenza a cui tutti accedono, anzi,la maggior parte non lo fa, e se la divinità fosse in noi sarebbe normale compiere ciò, invece, come scopo di vita. Trovo che questo concetto visto dal mio punto di vista e da come l'ho visto far intendere,sia solo un concetto arrogante dell'era moderna, qualcosa che esula qualsiasi religione e spiritualità!
Se guardiamo all'antichità, come dicevo prima, vediamo esempi di grandi sacrifici in riti antichi e numerose pratiche quotidiane di tradizioni folkloristiche che sono sopravvissuti a tempi più recenti che dimostrano invece il valore del sacrificio-offerta, alle divinità.
Un esempio può essere il sacerdozio di qualsiasi religione, per non parlare della chiesa vi cito un sacerdozio di elitè, l' Hrimskringla la cui unica funzione era quella di servire gli dei, e siamo in grado di vedere una varietà di altre persone in ruoli religiosi per tutta la larghezza della tradizione di queste culture, un altro esempio le sacerdotesse di Brigidh, o le Melisse etc.
Come ho detto, ovviamente gli Dei, Antenati e Vaettir capiscono quando non abbiamo i mezzi finanziari per riversare su di loro grandi e importanti regali come parte della nostra pratica regolare e quotidiana, in questi casi la condivisione di ciò che si può è comunque di grande importanza, anche se è solo un boccone o due dal vostro pasto, o un sorso o due di quello che si ha a disposizione per bere, o ancora appunto rinunciare a parte del nostro benessere. ognuno di noi conosce le nostre vere possibilità. Apportare un grande cambiamento, come la semplice offerta di essere persone più dinamiche e sportive quando fate una vita poltrona e sedentaria, è di per se una grande offerta. Ci sono alcune divinità come Skadi per esempio, ma anche altre come gli dei selvaggi dei boschi, cacciatori etc. che vedono questa come una grande offerta per essere a loro iniziati.
Gli antenati potrebbero gradire un bicchiere di Acqua molto più di una statua per loro comprata.
Se pensate di dover avere molto denaro per fare offerte adeguate avete ancora bisogno di prendervi cura delle nozioni di base della vita: cibo e bevande, vestiti caldi, e buon riparo sono cose che il vostro vicino di casa potrebbe non avere, di cui spiriti numinosi potrebbero bearsi nel vedervi concedere, ed elargire per voi quanto sperato e chiesto.
Possiamo onorare non solo con offerte fisiche, ma anche con sincera, sincera devozione, la preghiera e la grande riflessione del loro impatto sulla nostra vita.Ecco perche io mi dilungo anche nello scrivere un blog, questo è parte della mia offerta.
Detto questo, è impossibile per noi riuscire ad essere più generosi del dovuto con Dei, Antenati e Vaettir.

Altra questione sulla quale secondo me va spesa qualche parola, è la questione dell'offerta di sangue.
Ricordate che il sangue è l' offerta di maggior valore che possiamo fare, quindi evitate di fare offerte di sangue per motivi futili e non ben ponderati. Vi potrebbe sembrare facile, privarsi di un po di sangue "costa meno" che rinunciare a qualcosa o fare attivamente qualcosa, ma no, magicamente e spiritualmente No!
Non fatevi neppure tanto guidare dall'istintivo del momento, perché a voi li per lì sembra una cosa adeguata, pensateci bene, e non regalate in giro o per nulla questo vostro prezioso ingrediente, almeno tanto quanto capelli unghie e altre vostre" cose personali"
In oltre il potere che ne scaturisce potrebbe essere deleterio e specie se siete all'inizio potreste non saperlo gestire. Restate quindi su offerte di altro genere piuttosto che questa.
Vale anche per il sangue altrui, in alcune culture come il woodoo, il sangue di animali è molto impiegato, ed è mia personale credenza che non sia affatto necessario. almeno non oggi.
In oltre il sacrificio cruento si definisce, e attualmente è considerato illegale perché viola la legge sulla violenza verso gli animali. Molti di noi hanno risolto acquistando animali già morti, ma integri, in macelleria, ma in ogni caso benché credo che pochi di voi siano propensi, chiedervi che senso ha, che valore avrebbe un offerta simile? Voi non vi state privando di quell'animale come fonte di sostentamento, voi l'avete solo comprato senza neppure spendere chissà quanto. Non ha valore, piuttosto cucinate qualcosa per una divinità il vostro tempo, l'amore, la vostra arte sarà la vera offerta che mette nel cibo. in ogni caso ripiegate su altri tipi di offerta.



Qualsiasi sia la vostra offerta, tenete a mente che, nonostante il carattere di reciprocità del nostro rapporto con il divino, non è una questione di "ti sto offrendo questa cosa così potrai esaudire il mio desiderio." E 'più "Ti onoro e il rispetto te, così io ti do questa cosa per mostrarti quanto apprezzo il tuo intervento nei mie confronti."
Sembra un concetto elementare, ma sono sicura che invece siamo un po tutti, per lungo tempo ed educazione cattolica, a chiedere e chiedere. Diventando pagani, abbiamo solo aggiunto la postilla del dover offrire qualcosa di tanto in tanto, spesso quasi mai nulla di adeguato alle nostre possibilità pur pretendendo molto.
Pensate sempre la mondo antico. Non stupitevi se offrendo una candela di paraffina non ottenete nulla in cambio, non stupitevi se comprando dei biscotti al discount non avete risposte. Ricordate che potenzialmente tutti possiamo offrire molto, il sacerdozio citato prima è un esempio, provate anche solo a programmarvi ogni giorno minuti di preghiera e mantenete il proposito...se riuscite. Il "non ho tempo" non è una scusa valida, prendete in giro solo voi stessi.

Cosa possiamo offrire però materialmente?
Diversi tipi di divinità sembrano rispondono meglio ai diversi tipi di offerte. Ad esempio, non si offrono fiori a un dio della guerra (almeno cosi sembrerebbe) come vi ho detto all'inizio.
Quando si effettua un offerta, è importante pensare a ciò che il dio rappresenta. Si recita: "Il romano Catone è custode della prosperità agricola: farete a lui un offerte per mantenere il vostri buoi in buona salute. Fare i sacrifici per Marte prevede tre libbre di grano, quattro e mezzo di lardo, quattro e mezzo di carne e tre pinte di vino."
Anche se probabilmente non è necessario andare così lontano e offrire cibo a sufficienza per alimentare un piccolo esercito del tuo dio, ne magari è così "fattibile" il passaggio ci illustra e ci fa capire come i nostri antenati pretendevano abbastanza le preferenze loro dèi, e quindi davano loro offerte molto serie.

In generale, pane, latte e il vino (birra idromele) sono quasi sempre appropriati per qualsiasi divinità. Ecco alcune idee per specifiche offerte che potete fare alla divinità, in base al tipo di divinità che sono:

Focolare domestico :
Cibo: pane e cereali, olio da cucina, sale
Bevande: latte, vino, sidro
Erbe aromatiche: rosmarino , timo

Offerte per amore e passione:
Cibo: uova, miele, mele
Bevande: vino, succo di frutta
Erbe aromatiche: lavanda , legno di sandalo

Giardino / Natura Divinità:
Cibo: pane , farina di mais, di frutta
Bevande: latte, acqua
Erbe: Bay

Offerte per prosperità e abbondanza:
Alimentare: cereali, prodotti caseari come il formaggio o uova
Bevande: latte, birra
Erbe aromatiche: menta, mentuccia, catnip

Spiriti Antenati :
Cibo: ogni pasto dal tavolo della tua famiglia
Bevande: Bevande da tavola con la famiglia
Erbe: salvia , Sweetgrass

Offerte per il Parto o Fertilità :
Cibo: uova, dolci da forno come biscotti
Bevande: Latte (incluso il latte materno)
Erbe: Rose, legno di sandalo, fiori di melo

Ad ogni modo per fare offerte appropriate è bene conoscere la divinità con cui avete a che fare, documentandovi attraverso i miti, scoprirete facilmente cosa può gradire. Lo stesso vele per gli spiriti del luogo e per gli antenati, specie se questi li conoscevate , potrete magari sapere quel'era un alimento gradito o qualcosa che piaceva come magari un genere di musica.



Fonti
paganwiccan.about.com

Riti; Offerte; Preghiere; Altro nella Via Romana, Differenze di Marzio de li Trabucchi
www.esoterya.com
web.tiscali.it/Keridwen
www.patheos.com/
NON COPIARE SENZA AUTORIZZAZIONE E SENZA CITARE LA FONTE!

venerdì 22 maggio 2015

Game of Thornes e spose bambine

Post del tutto fuori tema rispetto al mio blog. Ma mi sentivo di doverne parlare. Ho provato a inviare l'articolo anche a Bossy.it, ma non ho idea ne se riuscirò a inviarlo, ne se verrà preso in considerazione, visto che non credo sia scritto bene. in ogni caso è una pura riflessione su notizie di questi giorni:


Mentre il mondo femminista ancora s’indigna per l’ultima puntata di Game of Thrones, trasmessa sul canale via cavo HBO, dove si intuisce una scena di stupro da parte di Ramsay Bolton, nei confronti di Sansa Stark, io mi chiedo dove siano tutte queste presunte femministe oggi, davanti a una notizia come quella di Kheda costretta a sposarsi a 17 anni con un uomo di 50.
La giovane Kheda ha dovuto dire sì a un uomo di 30 anni piu grande di lei, è accaduto in Cecenia, dove il leader locale Ramzan Kadyrov ha concesso le controverse nozze poligame di un suo capo della polizia con una ragazzina. Lei si chiama Kheda Goilabieva oggi sposa di Nazhud Gucigov, di età presunta tra i 46 e i 57 anni.
Un matrimonio forzato, denunciano i telegiornali, ma nonostante questo, nozze benedette da da Kadyrov, che continua a sfidare gli scandali e la legge russa per rafforzare il suo ruolo di leader anche nel mondo islamico. L'unione, infatti, sarebbe stata registrata anche sul passaporto, nonostante la legislazione federale. Kadyrov ha assicurato che sono state rispettate tutte le norme legali, le prassi religiose e le tradizioni locali. La poligamia viene tollerata nel mondo islamico, ma è vietata dalla legge russa, che tuttavia non prevede punizioni dal 1996.
Precedentemente alle nozze il poliziotto a cui si è dovuta congiungere Kheda, aveva minacciato la famiglia della giovane imponendo di consegnargliela una volta compiuti i 17 anni.
I video pervenuti in rete e ai telegiornali, nonché quello diffuso via instagram dallo stesso  “dolce maritino”, mostrano la giovane sposina vestita di bianco con lo sguardo triste, il capo chino, tra sospiri di rassegnazione per una vita che non ha scelto.
Dopotutto ” Le bambine si possono sposare dall'età di nove anni, le ragazze dovrebbero comunque arrivare al matrimonio entro i 16 o 17 anni e non devono andare a lavorare, le ragazze devono restare chiuse in casa e uscire solo in circostanze eccezionali. Si devono dedicare agli studi religiosi legati al Corano e alla comprensione delle norme che regolano il matrimonio e il divorzio. Inoltre devono imparare i lavori di cucina, saper tessere e cucire. Dai 13 ai 15 anni devono concentrarsi sulla sharia, ma anche sulle attività manuali, in particolare quelle legate a crescere e allevare i figli. Inoltre devono studiare la storia dell'Islam, la vita del profeta e dei suoi seguaci.”
E’ questo che si legge in un documento realizzato da un gruppo di donne combattenti dell'Isis in Iraq e in Siria, solo qualche mese fa (Febbraio 2015). Il testo, un vero e proprio "Manifesto delle donne dello Stato islamico", detta una serie di regole e comportamenti che devono scandire la vita della "perfetta musulmana".
Sebbene questo sia per il momento un documento non ufficialmente adottato dall'Isis, resta comunque un testo utile a "chiarire il ruolo delle donne musulmane e la vita che si desidera per loro". Il documento boccia quindi, il modello della donna occidentale, la donna che esce e che lavora, venendo a contatto con "idee corrotte e scadenti e non con il credo religioso".
Se qualcuno potrebbe pensare che siano “pratiche” appartenenti solo al mondo mussulmano e portate avanti da gruppi estremisti come l’Isis (che di religioso hanno ben poco) si sbaglia. Le spose bambine sono incredibilmente diffuse nei paesi in via di sviluppo. Secondo le Nazioni Unite una bambina su nove è già sposata a 15 anni, stimando circa 14,2 milioni di nuove spose bambine ogni anno da qui al 2020.
Questo accade in gran parte per colpa della povertà e tradizioni culturali e come avveniva un tempo, anche per convenienza. I matrimoni infatti, sono combinati dalle famiglie, annientando totalmente il parere della donna/bambina in questione.
Le ripercussioni fisiche ed emotive di questi matrimoni a volte risultano anche mortali. Queste ragazze, private di una vita normale, dei giochi dell’infanzia, vengono svestite della loro innocenza prima ancora di entrare nella fase della pubertà tipica dell’adolescenza. Ne conseguono altre problematiche di non poco conto come: la pedofilia, la mortalità materna ed infantile e ovviamente, la violenza contro le donne.
Come ha detto qualcuno durante il convegno CSW: cerchiamo di essere onesti, quando una bambina di otto anni fa sesso con un ventenne, è stupro. È stupro di minori. È qualcosa che non possiamo accettare!
Nonostante gli sforzi e le campagne di sensibilizzazione di vari enti, associazione, giornali ecc… I progressi in questo senso sono minimi. La notizia di spose bambine o spose obbligate come Kheda, ci fa capire quanto ancora c’è da fare.
Concludo proponendovi solo di riflettere su questo, che non vuole assolutamente essere un attacco raziale nei confronti di nessuna religione o nessuna etnia.  Sansa Stark è solo un personaggio di un libro, ambientato in un universo Fantasy medievale, se volete indignarvi e urlare per qualcosa, fatelo per le bambine, ragazze e donne reali, che oggi, nel 2015, sono costrette a subire esattamente ciò che avete visto attraverso un telefilm. Questa non è finzione, le nozze di Kheda non si concluderanno con un applauso perché la scena è andata a buon fine! Ricordate circa 14,2 milioni di nuove spose bambine ogni anno.


Aggiungo una nota che non è presente nell'articolo redatto per Bossy, queste femministe cosi scandalizzate per Sansa-maiunagioia-Stark dove erano quando Kal Drogo Violentava durante la prima notte di nozze Daenerys Targaryen? Piu che femministe mi sembrano delle gran furbacchione. Capisco che Jhason Momoa abbia talmente tanto sexapill da far sparire Iwan Rheon, ma date una possibilità anche a lui, apprezzatelo in Mistfit, Saimon è davvero un personaggio delizioso!

Fonte della notizia: http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/grozny-kheda-sposa-per-forza-a-17-anni-costretta-alle-nozze-con-un-uomo-di-50_2112548-201502a.shtml
Dati sulle spose bambine: Nationalgeographic.it

giovedì 21 maggio 2015

Visione dualista o Panteista?

Yeah un altro Post Office... Grazie per tutti i commenti al precedente.
Questa volta la domanda è molto più difficile da affrontare e per questo motivo dopo i miei sproloqui senza senso e confusionari,  da pazza analfabeta che prova a spiegare qualcosa di davvero semplice,  ma difficile. Vi lascio un post stupendo che reputo una punta di diamante del mio Forum, scritto tempo fa da un amica.


Skayler - Post Office


....Ciò che più mi interessa nella pratica pagana e il rapporto con le divinità, il ciclo delle stagioni e quindi il contatto con la natura, e ho un dubbio che nonostante cerchi di colmare con ricerche e quant'altro non mi è del tutto chiaro.
Io ho una visione prettamente dualistica, quindi vedo appunto il divino sotto l'espressione del Dio e della Dea, ma ultimamente sto cercando di avvicinarmi al pantheon greco-romano, perché è quello che più sento affine alla mia personalità. La domanda è come conciliare la visione dualistica con l'adottare un pantheon? So che tutti gli Dei sono un Dio e tutte le Dee una sola Dea, ma a volte questa teoria mi stona un po'...so che magari potrà sembrarti una domanda stupida, ma sono ancora agli inizi e questo è un dubbio che mi tormenta abbastanza, potresti aiutarmi a chiarire? Come è realmente vista la divinità? Non mi è nemmeno molto chiara la questione degli archetipi, insomma se io invoco il Dio Apollo per esempio è come invocare il Dio in generale, o qualche altro Dio? Scusa per il disturbo, spero potrai aiutarmi, te ne sarei infinitamente grato. Spero di essere stato abbastanza chiaro...
-A. 

Cercherò di rispondere meglio di quanto abbia fatto di getto via privata con l'interessato, toccando anche punti ben oltre la domanda ed essendo più generica. Mi scuso se i "puristi" "perfezionisti" (o qualsiasi categoria di cagacazzo, voi facciate parte) troveranno alcuni esempi forzati o addirittura assurdi. Appunto per questo motivo alla fine citerò l'articolo di Elena, io cercherò di essere il più semplice e terra terra possibile, mettendomi nei panni di un neofita che legge e magari si ritrova più confuso di prima. Sappiate che non è facile ed io sto scrivendo all'una di notte.

Iniziamo con dire che la visone dualistica è puramente neopagana e Wiccan, ed è a mio parere, una visone troppo semplicistica della concezione divina, ma purtroppo capisco la difficoltà ad abbandonarla e a comprendere tutto in discorso Dio-Dea, rispetto al pantheon. Cercherò di aiutarvi, spero, ma è per lo più, ve lo dico per esperienza personale, è solamente una questione di cultura e abitudine, di ciò che avete imparato e preso per vero, ciò che avete interiorizzato, rispetto a ciò che magari non sapete.
Ho visto, sopratutto la mia generazione, ma anche gli ultimi di voi che si approcciano a questo cammino, esser continuamente imboccati dalla wicca e dai testi neopagani, i più diffusi e quelli con più facile accesso (nonché portati avanti da seminaristi e co) e questa confusione è il risultato di anni e anni (da Gardner a oggi) di informazioni "errate" o filtrate in modo sbagliato.
Ancora mi chiedo cosa abbia spinto ai tempi, gli illustri precursori del neopaganesimo, a decidere deliberatamente cosa portare e cosa nò dal paganesimo. Se per alcuni versi, alcune cose le capisco, come per esempio tutta la parte di pratica oscura (un esempio banale, la Luna Nera) altre cose meno e questa è una di quelle che proprio non capisco, poiché ha influenzato me per prima, per molto tempo. La spiegazione unica e plausibile che mi dò e l'aver voluto rendere semplice la comprensione di una realtà diversa da quella a cui si era abituati, dopo le persecuzioni delle streghe e che volessero eliminare del tutto figure mitologiche simili a personaggi delle fiabe, come potevano forse, sembrare gli Dei per rendere tutto più legittimo, ma non so... In ogni caso, è andata così, non voglio sindacare nulla, ne screditare la Wicca, poiché se mi seguite, sapete che arrivo anche io da lì.
Pertanto, anche per me è stato difficile abbandonare l'idea della dualità divina e il concetto che negli anni si era insinuato dentro di me ovvero: « tutti gli dei sono un Dio e tutte le dee sono una Dea » 
Sono forse stata fortunata, perche ho abbandonato questo "falso" concetto, attraverso l'esperienza di una divinità patrona e il lavoro con essa. Lavorare con una divinità specifica ti fa capire quanto parlare genericamente di Dio e Dea voglia dire poco, è come fermarsi alla superficie, è far perdere la parte più succosa della nostra vita!
In oltre, parlare di dualità e di « tutti gli dei sono un Dio e tutte le dee sono una Dea »  esclude automaticamente il lavoro con un pantheon specifico. Potrei addirittura, quasi azzardarmi a dire che è quasi parlare di due religiosità diverse. Insomma per fare il primo esempio, è come parlare di Grande Spirito per gli sciamani e di Divinità per i pagani.

Nel paganesimo parlare di divinità patrone, o comunque di divinità specifiche che compongono un Pantheon, equivale a parlare esattamente di quella divinità specifica e non di un archetipo funzionale a tutte quelle racchiudibili sotto un genere, sia questo maschio, femmina (come appunto nel neopaganesiomo con il Dio e la Dea) o sia più specifico con forze/poteri/domini ( come: amore, guerra, inferi, bellezza ecc...)
Quindi possiamo dire che nella visone panteistica, anche la realtà dell'archetipo diventa meramente superficiale; per definizione:
"Archetipo deriva dal greco archè - governo, principio e tupos - primitivo, originario. Gli archetipi sono dei principi primitivi che vanno al di là delle culture, dei simboli, sono delle forme senza contenuto. 
Gli archetipi sono più che simboli: sono l'essenza che dà vita al simbolo e sono la potenza che permette al simbolo di esistere nel tempo. Gli archetipi si manifestano in ogni cultura, prendendo voce nei miti, nelle favole, nelle leggende che racchiudono in sé i principali temi dell'uomo dall'origine dei tempi. I sogni ci permettono di entrare in contatto con gli archetipi: se sappiamo leggerli ci aiutano nel processo di costruzione di una coscienza individuale. Ma anche le emozioni, con la loro espressione, ci mostrano un aspetto più superficiale degli archetipi. "
Questo già potrebbe bastarci a capire, poiché si  evidenzia come questo concetto racchiuda un insieme di elementi e non qualcosa di specifico. Si parla di un "idea" che prende forma, e assume potere grazie all'idea umana, non a una realtà a se stante, indipendente dall'uomo.
In parole povere e spicciole, sarebbe come dire che attraverso l'archetipo esiste una Divinità, quindi attraverso noi che creiamo l'archetipo Ella esiste, altrimenti no. Questo è un disocrono che può essere fatto da una persona non credente... e non è il nostro caso.
Tuttavia, il neopaganesimo ci insegna che i pantheon non sono altro che archetipi di un unico spirito divino, appunto espresso al massimo nella dualità Dio e Dea. Da questa figura unica (inteso come solo questa) e doppia, otteniamo gli archetipi, definiti come forze/poteri/domini Divini e quindi  per deduzione i vari Dei dell'amore, della guerra, della bellezza, degli inferi, ecc...
E' come se queste caratteristiche che definiscono la divinità in poco, fossero solo le sfaccettature dello stesso diamante e ancora, da questo ne deduciamo che pregare un Dio equivale a pregare una totalità di archetipi divini; fate attenzione, archetipi divini, non Divinità a se stanti. Equivale quindi a pregare e venerare un energia, non un qualcosa che vive indipendentemente da noi su qualche piano dell'esistenza.
In questo modo, in oltre, si raggruppano tutte le divinità, di qualsiasi cultura, sotto una stessa dicitura, il che è sbagliato, anche se forse voi ancora non lo vedete.
Per farvi un esempio un po' forzato, sarebbe come dire che le donne umane sono tutte uguali, senza nessuna specificità e ancora se si guarda all'archetipo femminile, ogni femmina è uguale, invece sappiamo bene che non è così. Io non sono uguale a voi, al mondo esistono le specie, animali, vegetali, esseri umani che a loro volta si distinguono in razze, etnie, culture e lingue diverse, ed è inconcepibile dire che io sono uguale a una donna che vive in Africa, si lo siamo, ma solo superficialmente, solo perché siamo entrambe donne. Se parliamo di caratteristiche specifiche di una persona, anche qui possiamo evidenziare ulteriori differenze sostanziali, se io sono un artista perché creo statue, non sono uguale a un artista che suona e compone musica, capite?
A chi di voi farebbe piacere essere considerato solo superficialmente?
Quindi, per quale motivo dovrebbe essere così per gli Dei? Gli Dei! Ciò che noi consideriamo quanto di piu  superiore esista. Perché ridurlo a una visione semplice?
Quando voi fate magia, non usate erbe e pietre a caso, le scegliete nello specifico, più conoscete un ingrediente meglio lo potete utilizzare, questi sono strumenti che una strega usa, perché mai allora se non buttiamo erbe a caso in un calderone, dobbiamo riferirci alle Divinità in modo casuale?
Io, data la mia esperienza, non mi sognerei mai di pensare che parlando con Odino mi stia riferendo automaticamente a tutti gli dei maschili di tutti i pantheon e purtroppo questo è l'altro grave errore in cui si incorre attraverso la dualità.
In oltre, Odino che figura anche come padre degli Dei, non è comunque uguale a un Dio come Zeus, anch'esso padre degli Dei. Sarebbe come dire (esempio forzato) che mio padre è come vostro padre, se parlo ad un padre generico, può ascoltarmi il vostro come il mio, poco importa, ma questo non accadrebbe mai.
Eliminare la specificità delle divinità equivale a eliminare la divinità stessa.
Capisco che sia difficile da capire per chi non ha esperienza diretta con una divinità, perché questo aiuta molto a capire la loro unicità, così come esattamente la conoscevano gli antichi prima del neopaganesimo; ma nella visone pagana panteistica, pregare e invocare una specifica divinità vuol dire esattamente pregare quella divinità, che esiste cosmologicamente in qualche piano dell'esistenza, con le sue caratteristiche specifiche e con il suo linguaggio.
Ed è importante conoscere queste caratteristiche e questo linguaggio, perché non si può parlare lingue differenti, o fare esperienze approssimative o a casaccio, guidati dalla nostra curiosità.
Qui sia apre un altro problema, il mischiare divinità di pantheon diversi. 

Alcuni, ormai lo vedo di frequente, lo fanno abitualmente con un alzata di spalle definendosi eclettici. Essere Eclettico non vuol dire niente! Questo è un altro errore "del libero arbitrio neopagano". Non si può essere qualsiasi cosa si voglia solo perché ci piace, non si può adottare una divinità solo perché ci affascina.
Si, se volete siete liberi di farlo, gli unici a perderci siete voi, perché il vostro lavoro sarà un estenuante ricerca, una fatica immane nel adattare linguaggi diversi, o l'errore di adottarne uno proprio pensando che basti, con nessun vero risultato.
Non dico questo da maestrina, lo dico per esperienza. Una divinità non è un famiglio e come ho già detto ampiamente, è unica e specifica. Non rispettare questa unicità equivale a non rispettare la Divinità.
Fare offerte ad un altare dove presenziano Dei di diversi pantheon, è se ci pensate, sciocco. Come potete credere che Cernunnos e Freya si possano trovare l'uno ad accettare l'offerta dell'altro, l'uno nel modo di pregare dell'altro, l'uno le credenze della tradizione dell'altro.
Sono concetti semplici, pensateci, riflettete. Capirete!
Questa che potrebbe sembrare una sottile differenza tra pantheon che si assomigliano, resta comunque un enorme differenza specifica.
Sappiamo tutti che esistono Dei simili in culture diverse, ma se gli analizzate ognuno nello specifico, la loro essenza non può essere minimizzata ad un unico aspetto. Come dicevo prima, Odino e Zeus sono entrambi padri degli Dei, ma a parte questo appellativo, in comune non hanno niente.
A cosa servirebbero libri scritti e culture tramandate, se tutto potesse essere una accozzaglia di similitudini?
Ripeto, capisco la difficoltà, era difficile anche per me capire e cambiare il modo di pensare da dualista a panteista, ma è stato obbligato, così come è stato di obbligo prendere una direzione unica (di tradizione) e smetterla di pasticciare. Ciò non toglie che nella vita si possa avere a che fare con Divinità differenti, provenienti da pantheon diversi. Questo accade proprio perché Essi esistono, e non sono un unica cosa.
Con questo non voglio nemmeno arrestare la vostra crescita chiedendovi di buttarvi subito su un pantheon specifico, anzi, conoscere tutto ciò che vi stimola è importante. Come potete vedere dai mie video e dal mio blog, ho spesso parlato di Tradizione Nordica, come di woo-doo, di Santeria, di sciamanesimo, di Curanderos, di stregoneria Cornica, scozzese ecc...
Sono tutte cose che mi hanno attratta o mi attraggono, le studio, ve le faccio conoscere quando reputo che sia qualcosa di meritevole, ma non fanno tutte parte della mia tradizione. In passato cercando la mia strada son passata in tanti contesti, fatto tanti studi e ancora oggi è così, è naturale. Un tempo sicuramente non circolavano le informazioni di cui disponiamo oggi e la propria tradizione si apprendeva dal contesto in cui si nasceva. Mi vien da dire che si faceva molta meno fatica, ma è comunque un dono grande quello di cui noi disponiamo, dobbiamo solo farne buon uso.
Toccherò un ultimo punto prima di lasciarvi all'articolo di Elena.
Scegliere tradizione e pantheon. Molto brevemente, alcuni storcono il naso a vedere per esempio, nel mio caso, un'italiana senza alcun retaggio culturale o discendenza, seguire una tradizione così lontana come quella nordica, lo stesso per l'indirizzo da Hedgewitch di cui mi appello per definirmi più concretamente, poiché non sono una strega norrena ma nordica, tradizionale, con pantheon norreno.
Dovrei, per alcuni, sicuramente seguire qualcosa di più vicino alla mia terra di origine e ai mie antenati (che si dal il caso non fossero vichinghi ma nemmeno streghe italiane, pertanto, se così fosse, dovrei essere cattolica). Non mi sento cosi tradizionalista da trovarmi in accordo. Non credo sarebbe nemmeno più semplice. Per onor di cronaca, sono passata anche dalle tradizioni Italiche, semplicemente non erano per me, semplicemente non sono stata chiamata da queste.
Questo è il punto essenziale, io sono stata chiamata dal pantheon Norreno, sorprendentemente, visto che all'epoca ne ero particolarmente ignorante, non so i motivi, non so se ce una spiegazione riconducibile ad un altra vita, o a discendenze cosi antiche da essersi perse nella mia linea famigliare, so solo che così è! Quindi ascoltate al di fuori delle vostre preferenze, cercate, studiate, ma tenete teso l'orecchio. Quasi tutto quello che vi ho detto sta notte, sarà da voi meglio compreso quando verrete chiamati da una Divinità. Ci potrebbero volere molti anni, i mie non sono molti ma nemmeno pochi, l'importante e che voi continuiate, in modo da essere preparati a poter sostenere un simile e meraviglioso rapporto!


Detto questo vi saluto lasciandovi questo bellissimo articolo di Elena, scritto in maniera assolutamente piu accademica del mio, e sicuramente vi aiuterà a capire meglio tutto il mio sproloquio.
Mi piacerebbe sapere la vostra opinione qui sotto! Vi aspetto. Grazie!



Divinità e Numen, si è scelti o si sceglie?
12 febbraio 2013 alle ore 14.03
Questa riflessione nasce da un confronto  costruttivo avvenuto all’interno di un gruppo di Facebook, e per l’occasione ringrazio vivamente Skayler di avermi dato l’opportunità di scrivere al riguardo.
Devo inoltre annotarvi che io personalmente non seguo la Wicca, ma la tradizione di Paganesimo legata al mio territorio, pertanto qui vi parlerò dalla mia formazione storica con la passione grande dell’onorare gli Antichi Dei sempre Beati . (il testo è mio vi prego di non copia-incollarlo)
Vorrei partire da una differenziazione importante che un neopagano in quanto “nuovo pagano” ovvero “dei nostri giorni” dovrebbe conoscere , ovvero la differenza fra il concetto religioso e storico-mitologico di Divinità, Numen, Deità e dualismo archetipico. La Religione Romana, ovvero Religio, secondo Cicerone è .
Solitamente la Wicca è la corrente spirituale maggiormente diffusa e molti neofiti si lamentano della mancanza di libri adeguati che possano spiegare loro alcuni concetti, anche teologici se vogliamo, riguardo l’entità degli Dei, pertanto si ritrovano con un buco nero informativo che tentano di riempire come meglio possono e con buona volontà. Il problema sorge dal momento in cui questo buco viene riempito con accozzaglia di informazioni non sempre corrette ed il più delle volte errate. Non voglio ergermi nella cattedra dell’insegnamento “pagano” (sebbene ci siano diversi personaggi di dubbia reputazione che continuano a farlo) ma voglio unicamente dare qualche buon consiglio valido alle persone che avranno la pazienza di leggere le mie parole. Ritornando alla Wicca, essa  in generale concepisce le divinità in modo dualistico, ovvero racchiude tutte le divinità di tutte le culture mondiali in due unici archetipi di “maschile” e “femminile” , la complementarietà fra i due principi cosmici rappresentati dal Dio e dalla Dea in modo generico e senza una caratterizzazione specifica. Questa concezione è stata illustrata dal padre della Wicca moderna, Gerald Gardner  e dalla correnti seguenti come l’Alexandriana, mentre  un’altra concezione è ben espressa dal concetto di Dryghten, come definito da Patricia Crowther, ovvero il Monismo che vede i due principi cosmici del Dio e della Dea come le due forze di un unico principio universale.  Pertanto il Dio e la Dea sono forze cosmiche ed armoniche che permettono la costruzione e l’equilibrio del Mondo, ovvero « Tutti gli dèi sono un Dio; tutte le dee sono una Dea. » Il Dualismo monistico invece si applica alla dualità polare del Dio-Dea sintetizzando nella frase « tutti gli dei sono un Dio e tutte le dee sono una Dea » la sua concezione, ovvero che nelle grandi categorie Dio-Dea si ritrovano all’interno tutti i nomi di tutte le divinità di tutte le mitologie mondiali e pertanto le varie divinità sono dunque forze archetipali, attraverso cui si manifestano il Dio e la Dea. Questo può creare qualche problema sincretistico, in quanto sarebbe ridicolo associare  ad una divinità greca il suo “corrispettivo” per affinità di attributi, di altre culture. Non mi cimenterò nell’analisi critica della teologia Wicca perché non mi compete, ne tantomeno penderò in esame le varie correnti Wicca e le  loro differenze. Gli Dei Antichi erano  unici, sui generis. Erano concepiti a livello immanente nel mondo e nella Natura delle cose, degli uomini, della Vita stessa. La concezione del divino era solitamente panteistica, ovvero tendeva ad identificare la Divinità  come quell’ ente che permea e costituisce la natura del cosmo, degli uomini, del mondo al quale si associa l’enoteismo ovvero la capacità del Divino  di manifestarsi nel mondo fisico nei vari suoi aspetti, le divinità sebbene gli dèi non venissero concepiti come una pluralità di principi, ma piuttosto come pluralità di esseri divini, mai assoluti. Gli Dei sono allegorie dell’Essere e dell’Esistenza, e sono particolari, non generali o generici, ovvero ogni territorio, ogni società, ogni cultura aveva sviluppato una Cultus alle Forze della Natura che erano proprie di quei territori. Un esempio esplicativo valido è il concetto di Numen nel mondo latino. Il Numen esprime la Potenza Divina , ovvero la Forza Vivificatrice e portentosa che è alla base di ogni manifestazione naturale ed anche della natura umana. Non era associata ad un dio o dea precisi, ma era legata ai fenomeni naturali nei quali si vedeva la Potenza in se. Il Numen era nei laghi, nelle grotte oscure, nei Luci Sacri (Boschi), nel mare tormentoso ma anche fonte di vita , nei lampi, dei tuoni, nella neve gelida e nel sole cocente. Il Numen era, ed è, lo Spirito che anima il Mondo vivente, la natura, che anima il territorio, ovvero QUEL territorio specifico.
A questo punto molti si chiedono se sia possibile avere una divinità “patrona”. Ma cosa vuol dire avere una Divinità Patrona? Per gli antichi popoli , soprattutto dell’area mediterranea, le divinità patrone erano specifiche di alcuni aspetti della vita quotidiana ovvero di arti e mestieri, della politica, di un evento naturale o una caratteristica umana. L’uomo antico non aveva una divinità unica che vegliasse unicamente su di lui, questo è un concetto monoteistico, ma aveva più entità, più Numen ai quali poteva rivolgersi attraverso rituali ben specifici e sacrifici che fossero graditi. Un esempio sono i Lares ed i Penates (gli spiriti protettori della casa, gli spiriti degli Antenati), il Genius Loci (ovvero il Numen  che presiedeva la protezione di quello specifico territorio o zona) per citare solo alcune entità del culto romano, oppure l’Agathòsdaimon, il “Buon serpente” che propiziava la casa greca. Altri “Numen” possono essere identificati con il kami shintoist, il maban degli australiani aborigeni,  il mana dei Polinesiani, il silap inua degli Inuit,
il maban degli aborigeni, il seid nella mitologia  della cultura nordica…
I Sacerdoti e le Sacerdotesse invece votavano la loro intera esistenza al Culto di tutti gli Dei ed in special modo di un’unica divinità, della quale dovevano quotidianamente occuparsi eseguendo la ritualistica e l’offertoria specifica, ed era un Voto alla Divinità che legava in modo indissolubile, pertanto non tutti i pagani antichi erano sacerdoti, ma solamente alcuni, mentre tutti i pagani antichi potevano rivolgersi direttamente alle Divinità, in quanto esse erano manifeste nella Vita quotidiana e nella Terra dove essi vivevano.
Quando ci si chiede se si ha o meno una divinità patrona, si dovrebbe riflettere sul significato di questo termine in un culto pagano politeista (Wiccan o meno). Gli antichi associarono ad ogni singolo aspetto della natura e della loro vita ad una Divinità specifica preposta a regolarlo, esistevano dunque numerosi Dei e numerose Dee, tuttavia se si ritiene opportuno avere una divinità patrona alla quale consacrarsi si deve aver ben chiaro in mente che un Voto non è un gioco. Molte persone chiedono come fare per trovare la divinità patrona, e l’unico consiglio che posso dare, in modo esterno e senza condizionamento ideologico personale, è di studiare molto ed ampliare  le proprie conoscenze in modo continuo ed evitando la macchina del pregiudizio ma soprattutto della moda e dell’autoconvincimento che possono trarre in inganno le persone anche in modo grave. E’ mia personale opinione maturata in anni di studio, ricerca e pratica religiosa, che spesso siano le Divinità, o meglio le Deità (in quanto principi divini) a manifestarsi nei nostri riguardi, a manifestare il loro desiderio di essere onorate , e per farlo, è necessario FARLO IN MODO CORRETTO, ovvero eseguire quelle pratiche e quei sistemi di ritualistica che siano adatti a quella precisa divinità. È necessario fare le giuste offerte gradite, non inventarsele di sana pianta, perché ciò che molte persone purtroppo non hanno ancora capito è che gli Dei sono Potenze antiche quanto il mondo, codificate da quando l’uomo ha avuto coscienza di se e del Mondo, pertanto basarsi solamente sull’istinto o sul “faccio da me” può essere corretto se viene associato ad una conoscenza (anche frammentaria per mancanza di fonti storiche) della ritualistica corretta, ma è profondamente controproducente se il “fai da te” viene applicato in modo pedissequo e continuo per volontaria pigrizia nel RICERCARE  e nello studiare.   Il percorso spirituale pagano, wiccan, tradizionalista, neopagano che sia è molto difficile e soprattutto lungo. Non si è mai “arrivati” poiché ogni giorno è una nuova scoperta e nuova consapevolezza di noi stessi e del Mondo. Infine, per citare Dragon Rouge “La differenza sostanziale con il monoteismo è che nonostante si scelga di rendere il Culto interamente o principalmente ad UNA Divinità Patrono, ciò non implica disconoscere e denigrare o demonizzare le Divinità Patrono venerate da altri.”
Con questo concludo, e spero di essere stata d’aiuto a qualcuno, in caso contrario rimedio subito elencandovi qualche libro interessante sul paganesimo greco-romano in quanto ricade negli studi della mia specializzazione anche a livello universitario.

Vi ringrazio Elena

Paganesimo Romano
G. Dumezil, La religione romana arcaica, Rizzoli
R. Bloch, La religione romana, in Le religioni del mondo classico, Laterza
J. Champeaux, La religione dei romani, Il Mulino
R. Del Ponte, La religione dei romani, Rusconi
R. Del Ponte, Dei e miti italici. Archetipi e forme della sacralità romano-italica, ECIG
Paganesimo Greco
Mircea Eliade Storia delle credenze e delle idee religiose
Robert Graves, I Miti greci
Le Garzantine
Ugo Bianchi. Religione greca ed ellenistica in Storia delle religioni (a cura di Giuseppe Castellani) vol.III. Ileana Chirassi-Colombo. La religione in Grecia. Laterza
Walter Burkert. La religione greca. Milano, Jaca Book
Mircea Eliade. Zeus e la religione greca in Storia delle credenze e delle idee religiose, vol. 1., Rizzoli
Paolo Scarpi. La religione greca in Storia delle religioni. 1. Le religioni antiche (a cura di Giovanni Filoramo). Laterza


(tutti i diritti sono riservati e protetti da Copyright ©)


NON COPIATE QUESTO POST, NELLO SPECIFICO L'ARTICOLO DI ELENA, DI PROIETà DELL AUTRICE CHE LO HA GENTILMENTE CONCESSO A ME E A Sacerdotessedi Avalon Forum.

giovedì 26 giugno 2014

La Luna Nera


Tramontata è la luna
e le Peiadi a mezzo della notte; 
anche la giovinezza già dilegua, 
e ora nel mio letto resto sola. 
Scuote l'anima mia Eros, 
come vento sul monte 
che irrompe entro le querce; 
e scioglie le membra e le agita, 
dolce amara indomabile belva. 
Ma a me non ape, non miele; 
e soffro e desidero

Quando il sole e la luna sono in perfetto allineamento, la Luna diventa invisibile e il cielo notturno, illuminato solo dalle stelle. Non solo spesso e sovente questa fase lunare spesso non è neppure menzionata nei calendari, ma per molti praticanti è una fase nefasta in cui è vietata qualsiasi pratica. Non fare magie, non fare rituali, non fare nulla di nulla finché questa fase non è passata. Il motivo è che per una infondata credenza popolare questa luna portasse sfortuna e durante il suo, “passaggio” potessero accadere cose orribili; così come avviene per le eclissi ( questo discorso può essere applicato anche ad esse).
Se ci soffermiamo a ragionare, sappiamo benissimo che ogni cosa positiva ha una controparte negativa che bilancia l’universo e mantiene l’Equilibrio, è così in molti mestieri dell’Arte, pensate ai Tarocchi, si lavora sia con le carte positive che con quelle che non lo sono, e nessuno si sognerebbe mai di scartare alcune lame per questo.
Se onorate la luna piena dovete anche onorare le altre fasi lunari, o quantomeno le principali ( visto che vi sono fasi intermedie tra le note : calante, crescente, nera e piena)
In tempi antichi il tempo dei sabba e dei rituali era contato con le fasi lunari e i sommi riti venivano solitamente eseguiti in luna piena o in luna nera, mentre la prima veniva prediletta per  la fertilità e il bestiame, la seconda era adatta all’incontro con gli spiriti, all’ incontro con divinità e all’esecuzione di magie sia nel bene che nel male. (pensiamo ai sabba non solo come le otto feste ma come raduni di streghe). L’oscurità per altro creava il vantaggio di essere maggiormente nascosti.
Nel neopaganesimo, con le tradizioni tutte cuoricini”, con l’influenza di pensieri di bontà e amore new age, questo genere di ritualità è stata dimenticata, e ai più forse anche bandita, come se si trattasse di pratiche negative, pertanto ci si chiede spesso cosa fare in luna nera?
La luna è come una porta, quando è piena resta chiusa, ma quando è nera, lascia spazio nel buio, diviene una porta verso altri mondi, in particolare un passaggio per il mondo sotterraneo, una porta aperta ideale per il culto degli antenati. E l’incontro con divinità ctonie, saturnali, infere e del bivio.
La luna oscura è ideale per maledire, ma anche per rompere maledizioni, per fare negromanzia, mutare forma, esorcismi, riti divinatori, incontri con esseri notturni, incontri con divinità dell’oltretomba, onorare gli antenati della vostra linea di sangue come quelli di altre vite, o dell’arte sacra( per esempio ricordare le streghe morte sui roghi), pratiche da psicopompo  e lavori con lo spirito, ecc… Insomma  tutto ciò che spesso spaventa sia le streghe che i “non addetti ai lavori”. Il timore che alcune streghe nutrono, non ha ragione d’esistere, probabilmente bisogna prendere solo un po’ di confidenza con questa parte meno “nota” che è stata resa meno accessibile e infamata. Attraverso l’esperienza,  acquisirete famigliarità e dunque noterete come queste pratiche, o almeno alcune di esse, possano far parte del vostro percorso naturale, possano regalarvi gioia e soddisfazione.
Iniziate piano piano, per esempio onorando l’aspetto ctonio della divinità a cui siete più legati, alcuni durante questa fase lunare praticano in senso antiorario e si muovono in questo senso durante il rituale. Potete lasciare offerte, cantare, pregare, suonare uno strumento. Potete riferirvi al vostro altare ancestrale o praticare, e lasciare le offerte ad un bivio.
Attraverso il calderone e il vostro bastone potete chiamare gli Spiriti Antichi che abitano in tutte le cose, le “genti” delle grotte, dei pozzi, delle tombe, degli alberi cavi, dei sentirei selvatici, delle piante velenose, gli animali notturni e quelli legati all’oltretomba o/e gli inferi, la figura della Cacciatrice e del Cacciatore, i leader della Caccia selvaggia, ecc…
Acquisita più famigliarità  potreste passare ad onorare gli antenati, o viceversa se vi fa sentire più a vostro agio. Fortunatamente il culto degli antenati è qualcosa che grazie alla diffusione di blog ed esperienze altrui sta  man mano prendendo il giusto spazio nella pratica di ogni strega, ma spesso è qualcosa ancora che si esclude totalmente dal proprio sentiero, e questo è molto triste non credete?
Sicuramente avere a che fare con gli spiriti dei nostri defunti non è neppure una passeggiata e bisogna ritenersi pronti. Essi potrebbero non avere nessun interesse nei nostri confronti, in rituali molto intensi potrebbero verificarsi intromissioni, a volte potrebbero raccontarvi cose non vere, o fingersi quant’altro, persino divinità che risulterà comunque facilmente riconoscibile da chi lavora con loro. Una volta gli antenati erano onorati davvero come dei.
Questa luna a livello astrologico ci permette di entrare in contatto con la parte più intima e profonda della nostra psiche, pertanto è possibile anche fare regressioni o compiere trasformazioni al fine di realizzarvi nel modo migliore possibile come persone.

Se sei una Strega verde, una giardiniera/e questo momento, in luna nera potete piantare bulbi e radici, raccogliere le piante velenose, inventare ricette per i vostri incensi, confezionarli, preparare olii e unguenti, da usare proprio durante la luna nera.
Se sei una strega animista, questo è il momento in cui tirare fuori le ossa raccolte, e consacrale, infondergli vita, conciarle con l’ocra e evocare gli spiriti, mutare forma, occuparvi dei vostri totem e dei vostri famigli lasciando le offerte più gradite.
Abbiamo quindi decantato il potere dlela luna nera, rendendole una veste meno proibitiva, ma dal momento che l’abbiamo paragonata e considerata una porta sui mondi 8in particolare sugli inferi) non dimenticate di proteggervi per bene durante questa luna, quando e se decidete di praticare. La porta è aperta e non solo spiriti benevoli possono venirvi a far vista. Costituisci bene il tuo spazio protettivo, lancia il cerchio in modo efficacie, siate chiari nei vostri inviti, indossate un amuleto protettivo, fosse anche solo un ciondolo o gioiello consacrato, e tenete a portata di mano resine ed erbe efficacia per scacciare qualsiasi cosa non si gradita ( le erbe puzzolenti, lo zolfo, son quelle che funzionano meglio).
Se non vi sentite di affrontare a pieno questa luna, potete semplicemente ricordare che ella rappresenta un punto di contatto con la morte e per tanto ci insegna ad onorare la vita.


Post liberamente ispirato dagli scritti di Lolair e da Gli influssi della Luna -S. Marorca

martedì 25 marzo 2014

Miele fatto in casa 2.0. Un anno dopo

Ci ho riprovato, il parto dove porto a spasso Logan era pieno zeppo di "piccoli soli " (cit. che un giorno capirete tutti) e non ho saputo resistere, ho riempito un sacchetto, sperando di raccoglierne abbastanza o perlomeno più di un anno fa.
Arrivata a casa ho deciso di farne un video, mi sembrava una cosa carina visto che con ogni probabilità il blog non lo legge nessuno. In oltre era una vita che non giravo un video e sopratutto non facevo un Witch-Craft.
Ebbene questo è quanto. Ora spero che non faccia come un anno fa e che quindi resista un po senza fare la muffina. Brava me.


 

mercoledì 21 agosto 2013

Luna Piena di Agosto



Sotto la Luna dell'Agrifoglio,
Guerriero di ferro delle bacche rosso sangue,
Invito Syn il Testimone
Una volta sanciti i vincoli, devon esser combattuti
E il più difficile nemico dell'integrità
Non senza menzogne, ma senza la mia anima.
Chiudo le porte della mia volontà contro quelle voci
Che sussurrano e tentano dall'interno
Questo mi conduce ad un percorso più conveniente
dove la mia autostima ha la via spianata

Ieri notte ce stata Luna Piena, mi son trovata a celebratala proprio nell'orario giusto una volta tanto, quindi ho fatto tradissimo e oggi e sconto un po le conseguenze. Ma non importa è stato bello e mi ci voleva.
Ultimamente batto un po' la fiacca in quanto pratica, motivo per cui ho anche deciso di render pubbliche queste due righe di riflessione a vuoto. Faccio le mie solite cosine di routine, ma a parte questo ho anche mollato libri e la spasmodica ricerca di cose da imparare. Va così, son presa da altre cose che mi fanno stare altrettanto bene.
Dicevo, ho celebrato la luna piena in modo abbastanza semplice, ho lasciato una piccola preghiera generica, ho ringraziato gli antenati e lasciato loro un messaggio attraverso i fumi dell'incenso, bandito quelle cosine che non fa mai male trascrivere e bruciare ed infine ho fatto un piccolo incantesimo, una piccolissima Witchers' ladder, sfruttando i "temi stagionali" e l'istinto.
Questa Luna è sempre stata un po speciale per me, probabilmente perché se guardo indietro a dodici anni fa, è stata la prima vera e propria celebrazione che ho eseguito. Me lo ricordo ancora anche se vagamente: ero nella cucina della mia vecchia casa, prima dei libri, prima di essere Skayler, con poco sapere e qualche nozione di internet, con una candela bianca in un porta candele che ho ancora e il mio quarzo rosa tondo caricato ai raggi lunari. L'ho sentita... per quanto inesperta fossi, e forse proprio grazie all'emozione che si prova le prime volte, ho sentito quell'energia speciale fluire dentro di me e stordirmi un po'.
Credo che quella notte di Agosto sia iniziata definitivamente questa nuova-altra vita, senza più farmi avere dubbi sull'esistenza di dio, quel giorno ho trovato me stessa e quanto di più sicuro posso sentire di essere, perché se c'è una cosa su cui non ho mai dubitato è proprio l'essere una strega.
Non perché io abbia chissà quali poteri anzi, ovviamente intendo strega come pagana, come credente e praticante, piuttosto che colei che fa la fattucchiera ;)

Questa luna è sempre stata un po speciale, perché per anni ho seguito i consigli della Morrison sul suo libro L'arte della Strega, e mi ha sempre lasciato un po di "amaro" (forse) la nota dove suggerisce di pregare per propiziare la possibilità di riallacciare un rapporto.
Qualche nome l'ho sempre avuto in mente, poi per la poca sicurezza di volere davvero una cosa del genere, ho sempre evitato di pronunciarmi. Quest' anno tuttavia, non c'è stato bisogno di nuovo, perché è successo ancora prima della luna, forse sotto la sua influenza, forse perché in segreto l'avevo desiderato tanto. Una persona che è stata davvero speciale è torna nella mia vita, con la sua semplicità, senza i rancori con cui c'eravamo lasciate, cercandomi, ricordandomi esattamente come io ho sempre fatto in questi quattro anni. Mi ha riempito il cuore e per questo ho ringraziato ieri notte.
In ultimo avevo qualcosina da chiedere, veri e propri desideri, abbastanza nuovi, abbastanza... vabbè lo terrò per me. Ho pensato quindi di fare una scaletta della strega utilizzando tre spighe di grano e formando con esse una treccia sulla quale ho legato un foglietto con la mia richiesta, un osso dei desideri e tre piume di Gheppio; ho associato queste piume proprio per il legame con questo rapace, che appartiene alla famiglia delle aquile e dei falchi:
Il Falco è legato al Sole e agli spiriti mercuriali. Recapita i messaggi riguardanti il ​​quadro più grande, quelli che influenzeranno la tua vita e il  percorso spirituale. Quando il falco porta un messaggio è tempo di prendere in prestito i suoi acuti occhi che tutto vedono e volare abbastanza alto con le sue forti ali per visualizzare dall'alto una situazione o un percorso e comprendere il quadro completo - il passato, presente e futuro. Altre volte il Falco recapita i messaggi da e verso gli Dei e gli spiriti del mondo di sopra. Appartenere però al mondo di sopra non significa dolcezza e luce, Il Falco è un predatore e un guerriero, dopo tutto. - S.L
Sono quindi soddisfatta ed è stata anche la prima volta che ho impiegato le mie bellissime nuove carte " i Tarocchi del Cerchio della Vita" che ho desiderato tanto e la mia migliore amica, nonché sorella, non che la donna più meravigliosa che conosco me li ha regalati.
Infine sempre ieri, visto che sono in vena di chiacchiere, ho trovato un nuovo Stang. Ne cercavo uno da parecchio e mi sarebbe piaciuto trovarne uno altro da usare come bastone ma evidentemente andrò in crescendo. Questo mi è piaciuto tanto perché proviene da un albero che è stato abbattuto dalla tempesta durante un forte temporale che c'è stato nel periodo di Lammas. 
Ieri mi sono messa a spulciare tra i rami che giacevano a terra e con un po' di fatica ho staccato questo pezzetto ( 83 cm circa) e me lo sono portato a casa, ho iniziato a lavorarlo subito, pulendolo dalla corteccia e guadagnandomi cosi una bella bolla sul dito da brava artigiana, poi ho tagliato le sporgenze e ridimensiono la forcella (mio papà mi ha dato una mano e anche questo mi piace molto... condividere con lui la lavorazione di alcuni dei miei strumenti, come fù per il mio primo Athame dodici anni fa). Ho pirografato pochissime cose, a differenzia del mio vecchio stang: ho segnato tre rune sulle appendici, un vegvisir e sul fondo ho fatto la runa del wyrd e una rappresentazione dell'albero del mondo. L'ho lucidato e nutrito con c'era d'api e fumo d'incenso, ho appeso su di esso il dentino di "un animale che cavalca tra i mondi" e una piuma di corvo e una di gheppio (sperando di aggiungerne presto una di gufo) ora riposa vicino al tamburo.
Bhè detto questo vi lascio, se leggete ogni tanto lasciate un commentino, non siate vagabondi su!

giovedì 2 maggio 2013

Miele fatto in casa 1.0

Oggi finalmente ho fatto questo esperimento, sebbene il vasetto sia mezzo vuoto. Tempo fa avevo riportato la ricetta del Miele handmade.. si, senza api! e mi ero ripromessa di farlo appena mi fosse possibile.
Non ho potuto raccogliere la quantità indicata, oramai tutti i tarassaco della zona sono esplosi in meravigliosi soffioni, e il maltempo non mi ha aiutata con le tempistiche. Speravo in oltre di avere l'opportunità di raccoglierli in un campo di montagna, tra aria pura e terreno 'sano' ma anche questa possibilità per il momento non si è ancora verificata.
Così ho pensato di fare innanzitutto una prova, raccogliendo alcuni fiori vicino casa. Ovviamente questo miele non lo userò per preparazioni alimentari da consumare personalmente, dal momento che i prati qui intorno sono "sporchi" e impregnati di inquinamento... ma piuttosto mi sembrava una bell'idea da usare come offerta visto che spesso impiego questo fanatico prodotto nei rituali come offerta alle divinità, alla Terra e al genius loci. Si è vero il fatto che non sia di una qualità ottima per le persone probabilmente sminuisce un po il prodotto in se...ma non credo che sminuisca il lavoro l'impegno o l'amore che ci ho messo per preparalo. Oltretutto gli spiriti del luogo purtroppo son abituati a quest'aria e questo terreno, forse ci baderanno meno di quanto me ne stia preoccupando io.
Mi sono divertita molto nel preparalo, dovrò perfezionarmi ancora per renderlo piu denso, ma non vedo l'ora di rimpolpare il barattolino e preparane altri per avere una scorta, magari con del tarassaco doc questa volta, cosi che possa goderne anche io.

Bhè se lo preparate anche voi fatemi sapere :)

martedì 15 gennaio 2013

Miele handmade.. si, senza api!

Grazie ad un amica ho ripreso la lettura per quanto concerne il Miele e le Api, non credo che nemmeno i mie più affezionati amici sappiano che da molto tempo che sogno un piccolo spazio da apicoltrice e immagino che tale resterà, benché mi venga rabbia dal momento che a due passi da casa ci sono 6-7 casette abbandonate sul fondo di un immenso giardino di una casa che vedo quando torno dal parco.
Se fosse tutto come una volta potrei chiedere ai proprietari perché non le usano più e se qualcuno di loro è capace potrebbe insegnarmi ed io potrei andare ad occuparmene in cambio di insegnamenti e di un vasettino di miele... ma immagino che se gli suonassi anche solo mi potrebbero sparare.
Coque, leggo un blog di una ragazza canadese (paese dei sogni) che ha le sue casette per le api in giardino, e produce in piccolo più per il gusto di salvaguardare queste splendide operaie che sono le apine piuttosto che per il miele che di fatto raccoglie.
Cosi insomma, di quando in quando se mi è possibile leggo qualcosa sulle sacerdotesse melisse, sul culto della dea ape, su questo prezioso dono di madre natura, che mi ha vista del tutto coinvolta da quando anni fa ho assaggiato l'Idromele e questo poi ha preso una considerazione di rilievo nella mia pratica come"bevanda sacrificale" come "offerta divina" come l'unica cosa di cui Odino si nutre (oltre la conoscenza)- lui "il sangue di Kvasir". Per altro l'ape è un alleato meraviglioso con cui lavorare. Inizio a considerarla tale visto che di totem non potrei proprio parlare.
In ogni caso, sono molti anni che vorrei provare a produrre il mio idromele, ma vivendo ancora con i mie e avendo risorse limitate non mi sono mai decisa a fare un piccolissimo investimento per provarci. Ho optato per un' alternativa very fast, tra le altre di cui ho sentito parlare, io lo chiamo l' IdromielVino, poiché è un vino bianco cotto qualche minuto a bagno maria con il miele. Il gusto è decisamente simile a quello dell' idromele e conserva anche la gradazione alcolica del vino.

Percorrendo la via dell' handamde, mi sono imbattuta or ora in una ricetta stuzzicante , sicuramente da provare prima o poi: Miele fatto con il tarassaco, una pianta che amo poiché è mia alleata nel regno vegetale e da essa proviene il mio alraun.



Ingredienti (per un vasetto)
100gr di fiori di tarassaco (pesati soli i petali)
200gr di zucchero integrale di canna
400ml di acqua

Procedimento
Raccogliere i fiori di tarassaco, possibilmente in aperta campagna ;)
Lavarli bene, tamponarli con un panno asciutto e staccate i petali.
Metteteli in un pentolino, aggiungete lo zucchero e l’acqua.
Cuocere a fuoco medio per 40-45 minuti.
Lasciar raffreddare, filtrate il tutto e rimettere sul fuoco per altri 15-20 minuti, finché non si addensa al punto giusto.
Alla fine, risulterà molto denso, toglietelo dal fuoco, prenderà la consistenza giusta una volta raffreddato.

Questo miele è davvero ottimo, si trova anche già confezionato ma la soddisfazione dell'auto produzione è tutta un altra cosa
Risulta un miele aromatico, va benissimo accompagnato ai formaggi ma anche gustato da solo sul pane!

Fonte- https://www.facebook.com/LaStellaVegana

mercoledì 3 ottobre 2012

Lavorare con le rune



Sono tanti anni che mi interesso a questo argomento, ma credo di averlo iniziato a conoscere solo da un anno e ancora la strada è lunga. Basta pensare al II° video del mio canale dove due anni fa ho mostrato le mie rune e qualche metodo divinatorio. Ufficialmente da questa sera quel video non esiste più, era ora di eliminarlo, vista la marea di stronzate (passatemi l'eufemismo) che ho detto. Di tanto in tanto mi arriva qualche commento di correzione e dopo l'ultimo mi sono resa conto dell'effettivo valore di quell'obrorbrio - cacca. Vergognandomi di me stessa ho eliminato tutto. Forse un giorno non tanto lontano rifarò un video simile.
Più studio, o almeno cerco di studiare le rune e la Via Nordica più mi rendo conto di quanto lavoro ci sia da fare e di quanto io poco ne sappia. Purtroppo non esiste un solo libro veramente valido in italia, non faccio parte di chi condanna Runemal, per molte cose con una conoscenza almeno basilare lo trovo un buon libro, con spunti e nozioni interessanti, e per questo chiudo un occhio davanti a cose poco pertinenti o corrette.
Vista la mancanza di riferimenti nella mia lingua, che siano davvero attendibili, cerco di sopperire lavorando in gruppo, con gente più esperta, traducendo quanto mi è possibile.
Mi rendo conto da quando Odino mi ha chiamata a sè, che le rune sono un mondo infinito, e solo lui sà quanto riuscirò a venirne a capo. Ho davvero voglia di imparare e sapere, quella che per mancanza di termini migliori definirò "verità".
Sotto suggerimento, un mese fà ho comprato "Iniziazione alle rune", un buon libro per persone che studiano le rune già da un po, non l'ho trovato esilarante, ma ha compensato in una piccola parte una questione che spesso si trascura: è prediletto l'aspetto magico, iniziatico, piuttosto che quello divinatorio come solitamente i libri fanno. Le schede delle rune sono fin troppo piccine, ma mi hanno insegnato qualcosa.
Verso la fine del libro vi è un passo interessante che ho deciso di condividere con voi, nel caso state iniziando a interessarvi all'argomento.

Prima dell'effettiva pratica c'è un lavoro di base da fare che è sempre il medesimo. A priori se si vuole lavorare con le rune, occorre conoscerle a  memoria, sapere il loro ordine consueto e almeno il loro nome e la loro forma. Pare molto semplice ed elementare ma, tuttavia è provato che non sia così immediato per le persone che "dicono di usarle con conoscenza". Spesso se si parla di una runa molti "esperti" non sono in grado di visualizzarla e nè conoscono ben poco.
Il lavoro preliminare consiste dunque nel far proprie le rune. Ogni tecnica di memorizzazione è valida. C'è anche chi consiglia di disegnarsi un proprio mazzo di rune (disegnare, non farsi i sassolini tutti insieme)in modo semplice, anche su un cartoncino bianco sul quale traccerete la forma della runa.
Il metodo è il seguente:

- Tracciate una runa al giorno;
- Recitate il suo nome mentre la tracciate;
- Lasciatevi impregnare man mano dalla runa, liberando la mente;
- Visualizzate la runa disegnata;
- Smettete di guardare la forma disegnata e tentate di conservare l'immagine davanti agli occhi, facendo salire lo sguardo su un muro liscio;
- conservate l'immagine della runa più a lungo possibile
- Sgombrate la mente e lasciate fluire le sensazioni e i pensieri che derivano dal lavoro.

E' mio persone consiglio quello di leggere anche una breve spiegazione di ciò che la runa rappresenta prima dell' esercizio e associare alla visualizzazione il canto della runa.


mercoledì 5 settembre 2012

Madri del popolo



« Era il giorno di Frya ed in quel momento erano sette volte sette anni che Festa era stata nominata Madre del popolo per desiderio di Frya.....
Ora Festa volle accendere la sua nuova lampada e quando essa ebbe fatto ciò in presenza del popolo, Frya chiamò la sua stella, cosicché ciascuno potesse udirla " Festa, prendi il tuo sito e scrivi le cose, che non potrei dirti"...

Cos' noi figli di Frya, ora disponiamo della nostra storia primitiva.»


Sto leggendo Ura Linda, dopo quasi due anni che giaceva nel mio comodino. E' un po' starno ma mi sta piacendo...  sono a pagina 89 e ho letto il primo "libro" sul popolo di Frya (Freya) il castello di Texland e sulle leggi, cosi giuste, cosi auspicabili... quando le donne erano Madri del popolo era un altro mondo, un'altra vita.
Non mi stupisce quindi, che questo libro sia stato pieno di controversie sulla sua legittimazione, al di là di uno studio storico e antropologo, credo che in se conservi una verità tale che, come per altri testi, si sia voluta cancellare.
Saper leggere oltre e forse sognare, dà un senso di giustizia, di recuperare, di sentire... sperare

Non credo che mai potrebbero tornare tempi in cui si annoveravano donne-capo, è troppo profondo il seme radicato da anni di ingiurie, mistificazioni, soprusi e bugie. Oggi sebbene ci piace credere che il femminismo ci abbia dato la "libertà" la consapevolezza e una parvenza di recupero "del nostro posto", valgono a niente libri come Donne che corrono coi lupi, Il risveglio della Dea, o La luna rossa (per citarne alcuni in mio possesso) perché siamo ancora lì a farci comprare e vendere.
La mia generazione è fatta di persone che viaggiano tra la normalità del doversi fare per forza una famiglia, dei figli, sposarsi, lavorare, pagare un muto ecc.. e tra chi vuole diventare famoso senza avere nessuna abilità, se non sei tra questi, sei strano... che hai che non va?
Nessuno lotta per un paese che va a rotoli, ma figuriamoci! Non abbiamo idea di come si fà, abbiamo tutto infondo, abbiamo i sogni di gloria e successo, quella speranza nello stomaco che non è tutto qui, qualcosa accadrà e cambierà tutto e starai benissimo. Generazioni che non credono in nulla, ma che vivono sperando che qualcuno cambi le loro vite.
Alla fine ti omologhi anche se ti senti una ribelle, anche se si consapevole che forse, forse, forse, tu non sei fatta per questo, accade..per forza...Non siamo liberi, nemmeno per sogno, non riusciamo nemmeno a immaginare una rivoluzione dentro le 4 mura di camera nostra, ma ci consoliamo, con cibo, bevute, droga, sesso... finzione.
Una donna cosa mai potrebbe fare? Siamo disegnate in cassetti stabiliti e non facciamo nulla per uscirne. Non si tratta solo di permettere agli uomini di fare di noi quello che per secoli fanno, no!
Forse ci stiamo talmente degradando l'anima che pensiamo addirittura di avere noi la chiave che apre le porte del mondo! Oh si, ce l'hanno fatto credere e forse è vero, peccato che la usiamo nel modo più inutile che esista, continuando in un vortice di vittime e carnefici senza fine, senza orgoglio, senza vanto.
La bellezza svanisce e quando avrai fatto di tutto per tenerla stretta, alla fine quando lascerai il tuo corpo tirato, sarà l'involucro migliore che esista, ma quello che resta sarà più inutile di esso.
La mia non è una marcia femminista e nemmeno una critica alle donne che si fanno dire che sono grasse dai propri fidanzati, o che vivono male il loro corpo nel segreto delle loro anima perché non corrisponde al modello dei giornali e disperatamente si mettono a dieta.
La mia è una riflessione sull'inutilità del genere umano, non solo dedicata alle donne anzi. Non so se c'è una fine del mondo, un cambio di coscienza, so solo che se leggo la storia vera, quella che disperatamente si cancella, scopro il mio valore inutilizzato.
Se noi donne forse non ci impegnassimo così tanto solo a farci i capelli, la nail-art e il make up, a mostare come ci vestiamo, forse potremmo scoprirci davvero e con noi anche gli uomini. Se tutte le donne scoprissero che la ciccia sul culo è l'ultimo dei problemi e che quello forse è solo un'altra dimostrazione di quello che non và, forse saremmo in grado di darci il giusto valore.
Se capissimo che tutto parte da dentro, che nulla e nessuno deve metterci nell'angolo, se scegliessimo uomini che non hanno bisogno di parole o di dimostrare di essere tali, forse.. forse, forse....Forse ci sarebbero nuovi idoli nuovi esempi da seguire, grandi donne e grandi donne da ammirare per le gesta e non per l'ultimo cd!
Vorrei un Festa, un eletta da Freja che guidi uomini e donne secondo leggi naturali. Che ci sia un posto per tutti, che non ci sia finzione, la voglia di dover sempre sopraffare. Che si possa scegliere chi amare e cosa amare, che ti dia una possibilità di realizzare liberamente la tua vita. Poche regole, non più di tre pagine che siano il cuore palpitante della coscienza degli uomini.
Vorrei una Madre del popolo, perché solo una madre sà amare davvero i suoi figli, senza lotte di potere.
I figli amati non hanno bisogno di usare violenza, di autodistruggersi, di dimostrare...i figli amati, non hanno bisogno di vendette, di legittimazioni,  di gareggiare per esser migliori di altri, non devono dimostrare qualcosa, i figli amati e cresciuti nel e con amore, hanno già il loro posto nel mondo, senza bisogno di fuggire.
Le Madri del popolo rendono liberi, e forse è per questo che non esistono più e in ogni parte del mondo ci sono solo schiavi, qualcuno sicuramente ne godrà.