martedì 7 maggio 2013

Ricamando - Un arte Magica.


Cucire, tessere filare, ricamare è qualcosa che mi piace  fare, fin da quando ero piccola. Cucire è una cosa normale per me e mi stupisce sempre quando la gente mi chiede come faccio o dove ho imparato. Mia nonna era anche sarta, credo di aver preso un ago in mano prima delle scuole elementari, per questo mi sembra una cosa innata che chiunque possa fare. Notate bene, io non sono una sarta, non credo sarei in grado di cucire da me dei vestiti, tanto meno senza un modello e senza studi.
Oggi giorno questo genere di mestiere si è un po perso, ma personalmente trovo che il cucito e il ricamo sia uno splendido atto devozionale, per dedicare qualcosa fatto con le nostre mani alle divinità, e quindi possa far parte della nostra paratia.

Cercando informazioni su quest'arte che abbraccia una buona fetta di tradizione stregonica antica sono incappata su molti titoli di libri in inglese che non ho trovato reperibili sul web. Ho trovato qualche riflessione carina sul solito blog tanto amato.
Il libro The Knitting Sutra: Craft as a Spiritual Practice by Susan Gordon Lydon, (Sutra del lavoro a maglia:  Cucire come una pratica spirituale) ha a alcuni pensieri che possono racchiudere la sensazione di qualsiasi artigiano "spirituale" sia che questo cucia, ricami, tessa o plasmi, intagli, forgi ecc... 
Cucire è una forma di meditazione e pertanto da essa si  riceve ispirazione e idee per nuovi lavori, io spesso mi ritrovo a dirigermi su un tipo di lavoro diverso rispetto a quello iniziale. Lascio che sia l'istinto o forse qualche forza superiore, a guidarmi già nella progettazione di un qualsiasi lavoro (cucito o non) e se il lavoro cambia in corso d'opera è perché cosi doveva essere.

Dal libro sopracitato:
"[...] E 'possibile che la spiritualità femminile attraverso i secoli sia stata nascosta nelle minuzie della vita domestica, piuttosto che espressa nella grandiosità e nella pomposità di chiese e sermoni?"
"Se siamo davvero fatti ad immagine del nostro Creatore, è ovvio che noi siamo più simili al nostro Creatore, quando stiamo creando qualcosa per noi stessi. Quindi l'atto stesso è sacro, dalla più umile toppa di tessuto per una trapunta patchwork alla pietra innalzata delle grandi cattedrali gotiche ".
"[...] laborare est orare , il lavoro è preghiera ".
"La tessitura è tra le più antiche e quasi mitologiche forme di artigianato. Chi può dimenticare l'immagine delle Parche che tessono il loro elaborato arazzo, e decidono il destino o la durata della vita di questa o quella persona. Una vita può essere messa a fine con il semplice atto di catturare un filo?"
[...] Una donna che tesse può creare l'universo. Nancy Rosoff presso il Museo Nazionale degli Indiani Americani scrive: 'Attraverso il processo di tessitura, una donna raggiunge una più profonda comprensione del suo mondo fisico, sociale e spirituale. Il tessere, quindi, è una simbolica ri-creazione di questa conoscenza.'"
 "Ogni artigiano, quando inizia a fare qualcosa, si collega a un patrimonio così antico e  esteso che la sua mente diviene una bobina. L'artigianato si collega al mondo fisico e al mondo spirituale. Come le 'lovely hula hands' della sacra danzatrice hawaiana, le mani di magliaie e artigiani riempiono i racconti della creazione, della vita, della morte, della genealogia e della storia, si collegano al cielo, all'età, e alla terra stessa in una sola volta. [...] L'umile magliaia si trova al centro tra cielo e terra. Mentre gira il filo per fare il sacro telo, fili invisibili collegano lei a Dio e Madre Terra. "

Tessere e ricamare, cosi come filare sono attività antiche che concedevano visioni a coloro che possedevano la vista, proprio per questo gioco di trance meditativa che questo tipo di lavoro concede.
Ma non solo, tessere e cucire era un modo per legare incantesimi e preghiere cosi come avine per la  magia dei nodi. I nodi come le impunture, sono un modo semplice per contenere e allentare l'energia ed è evidente che entrambi, usati in magia, indichino l'intenzione di legare qualcosa o qualcuno.
La magia dei nodi con ogni probabilità trae origine proprio dall'arte di tessere e cucire e perfino dalla pesca. Dove il filo "si annoda" in una direzione o in un altra, in ogni fibra tessuta e in ogni punto cucito si imprime la magia, per esempio un maglione può proteggere, cosi come un pescatore potrebbe annodare il proprio filo da pesca per aggiudicarsi  il pesce migliore, come fosse una scala della strega.
È possibile utilizzare questo tipo di arte per attrarre o bandire in particolare persone, spiriti, malattie o più generalmente energie negative. Incanalare energia in una posizione specifica, (persino gli stendardi potrebbero sfruttare lo stesso tipo di principio di magia), un lavoro può essere creato per incanalare l'energia e può essere disfatto (cosi come un nodo) per rilasciarla.
Anticamente anche i nastri da matrimonio potevano essere ricamati con simboli, iniziali e promesse, in questo caso il ricamo ha a che fare con il 'consolidare' il rapporto, l'unione. (nel caso i suddetti nastri legavano le mani in un ' nodo ' ulteriore durante la cerimonia).
Si può ricamare un intenzione, semplicemente anche un atto devozionale come il ricamare /tessere/ una tovaglia d'altare, un arazzo ecc..
Si può essere 'posseduti' durante il lavoro, quindi può essere come ho già detto, un mezzo per accedere a uno stato di trance e ricevere visioni o contatti con le divinità e altri spiriti.

Devo ammettere che questo genere di lavoro ha un alto grado di 'influenza' persino su una persona come me, poco incline al 'partire e perdersi', personalmente addirittura più influente del suono di un tamburo. E' facile sentirsi scivolare almeno un po', quando la mano fa passare avanti e indietro l'ago e il filo in modo automatico.
Infine, forse parlerò così perché amo questo genere di cose, e probabilmente molte mie coetanea non condivideranno affatto questo amore, ma vorrei portarvi in evidenza il valore inestimabile che può avere un lavoro che si tramanda da generazioni, come una semplice coperta, una tovaglia, ecc..
Non ho la fortuna di possedere certi cimeli di famiglia, sebbene le mie nonne e chi prima di loro e persino mia mamma a suo modo, sono state "lavoratrici del filo", questo denota anche l'importanza di questo mestiere come devozione e collegamento per e con gli antenati.
Spero nel tempo di recuperare diversi modi per eseguire quest'arte (tessere, filare, ricamare, cucire, lavorare a maglia, all'uncinetto, punto croce, ricamo ecc..) tutti appartenuti a qualcuno della mia famiglia e lasciare qualcosa, un idea che coltivo da anni (e non vi dirò) in eredità.
Per ora mi tolgo le mie piccole soddisfazioni come le mie tovaglie d'altare, di cui vi lascio l'immagine sopra, la mia nata, i miei diari e agendine varie, come questa che vi lascio in foto che è un piccolo moleskine per una strega on the road.



venerdì 3 maggio 2013

Il tuo Suono

Secondo argomento per la Modern Witch League: The Pagan Path Project– T2P - 


* Il tuo Suono * - lasciate un canto canzone legata al percorso, o una che richiama una sensazione / emozione relativa alla vostra spiritualità. Può essere in forma di parola, ma anche il video sarebbe sicuramente interessante. A livello spirituale, qual è la vostra musica del momento? Si tratta di un brano bloccato nella vostra testa che continuate a canticchiare, o la colonna sonora di un rituale? Spiegalo.







Cummer go ye before, Cummer go ye 
If ye willna go before, Cummer let me 
Ring-a-ring-a-widdershins 
Linkin lithley widdershins, 
Cummer Carlin Crone and Queyn 
Roun gae we 

Cummer go ye before, Cummer go ye 
If ye willna go before, Cummer let me 
Ring-a-ring-a-widdershins 
Loupin' lightly widdershins 
Kilted coats and fleein' hair 
Three times three 

Cummer go ye before, cummer go ye 
If ye willna go before, cummer let me 
Ring-a-ring-a-widdershins 
Whirlin' skirlin' widdershins 
De'il tak the hindmost 
Wha'er she be


Questa canzone arriva dalla Scozia ed è stata datata per l'anno 1591. Le parole sono tratte dal processo per stregoneria del conte di Bothwell Francis Stewart, accusato di usare la magia per  uccidere re Giacomo VI. Egli fù stato giudicato colpevole, ma sfuggì dal castello dove era detenuto e causò ogni sorta di putiferio - si sa che sollevò piccoli eserciti per uccidere il re - o roba del genere ... 
La litania in lingua scozzese  ed appare incomprensibile per chei non consoce la lingua, "Ring-A-ring uno Widdershins" non sembra infatti avere senso. Tuattavia essa rivela molto di piu una volta che si studia e viene tradotta.

In primo luogo è una danza popolare (una danza da strega) accompagnata da una melodia e / o una canzone. In The Witches 'Reel le istruzioni per la danza sono riportate nella canzone stessa . Il brano è cantato per tre volte mentre si gira in senso antiorario nove volte in totale, una volta per ogni verso, sempre più veloce ogni volta. Le streghe non si tengono per mano quando ballano, ma piuttosto stendono le braccia per prendere sotto braccio a strega  accanto, cambiando man mano compagna. 

In oltre il termine Widdershins è una vera e propria "formula" per aprire una porta nel mondo sotterraneo, o con altri mondi, per chiamare divinità come Nicnevin regina del Elphame e il giudice unseelie su una scogliera poiché alcuni popoli ritenevano che il mare fosse la porta degli inferi.
Personalmente ho usato questa canzone in un rituale/ danza nato dall'istinto. Ballare  queste note ha cambiato la mia percezione e ha dato vita a una vera e propria iniziazione che porterò nel cuore così come quell'incontro tanto bramato, per sempre.

Witchy Books Challenge



Witchy Books Challenge


Diario di una Sciamana di Città
Corine Sombrun
Editore: Piemme
Data pubblicazione: Febbraio 2008
Formato: Libro - Pag 222 - 13x21

Tre anni prima, un lutto lacerante aveva condotto Corine lontano, via da Parigi, via dall'Europa, in cerca di conforto, o piuttosto di una via di scampo. Uno sciamano peruviano le aveva detto che anche lei aveva poteri sciamanici. E lei, pur scettica, ci aveva creduto. Avrebbe creduto a tutto pur di trovare la strada per ricongiungersi al suo amore perduto.
Invece, prima in Amazzonia e poi in Mongolia, ha deciso di accettare il dono degli spiriti. È diventata sciamana. Ha superato le notti cupe della disperazione e ha deciso di rispondere al richiamo della vita. Con, in più, la forza dei suoi nuovi poteri.
Il ritorno a Parigi non è facile. Lì, dove tutto la riconduce al passato, il contrasto tra i due mondi la assale. Nelle strade caotiche della capitale, nei locali che riprende a frequentare, con gli amici di un tempo, tutto sembra sfasato, contaminato, e i cuori troppo appesantiti dalla ragione.
Oppure troppo schiavi della superstizione. Lentamente, però, Corine imparerà a intrecciare cerimonie sciamaniche e modernità, finché un giorno riuscirà come un tempo ad ascoltare il battito della pioggia e a ricavarne una sinfonia di luce. Quello è il giorno che aspettava.


Bellissimo! Io adoro i libri scritti come fossero dei diari, sopratutto quando riportano storie vere. Essendo l'ultimo di una seri di  diari ha lasciato in me la curiosità di leggere anche tutti gli altri: Il canto della sciamana, Il segreto della sciamana,  Il cammino della sciamana. Purtroppo l'ultimo , l'inizio del viaggio dell' autrice è introvabile.
E' una lettura piacevole, che nasconde qualche insegnamento almeno a livello di comprensione verso lo sciamnesimo in particolare di quello mongolo. Definisce molto bene tra le pagine le difficoltà che si trova nel percorrere questo tipo di sentiero se si appartiene a una cultura totalmente differente come quella occidentale.
Credo sia illuminate sotto il punto di vista di 'realtà dei fatti' contro i sedicenti sciamani dell'ultima ora. Non vi è spazio per approcci semplici, sciamano è chi riceve la chiamata, chi per qualche motivo nasce o diventa tale, l'accesso al mondo degli spiriti non è una cosa che si raggiunge con qualche meditazione, ma è un percorso lungo e difficile che richiede un apprendistato molto lungo e una motivazione molto alta.


Frigg - The Beloved


.Frigg.


Frigg- Frigga (nota anche come Frigg, The Beloved) è la dea norrena dell'amore, del matrimonio, del focolare e del destino.
Tra i suoi appellativi troviamo quello di "La più saggia tra le dee" e di "Signora degli dei" poiché Ella è moglie del potente dio norvegese Odino, l'All-Father, con il quale condivide il seggio di Hlindskialf dal quale vede tutto l'universo e quindi i nove mondi.
A sua disposizione ha la dimora Fensalir, o "Marsh Hall", una delle regioni di Asgard, e ha un seguito impressionante di dodici "ancelle", molte delle quali, originariamente potrebbero essere state dee regionali indipendenti, assorbite poi dalla dea stessa in seguito, tra le sue piu conosciute troviamo Hlín, Gná, e Fulla..
Si accompagna spesso con Eir, una dea con abilità mediche.
L'origine e i collegamenti con il termine Figga sono riconoscibili in molte culture nordiche, come la parola svedese fria ("candida al matrimonio") o nell'islandese frijà ("amare") particolare è il suo collegamento con la parola prīyā che in sanscrito indica "moglie".  La radice appare anche in antico sassone fri che significa "donna amata"/"cara".
E' una dea del cielo, conosciuta come "Signora del cielo" poiché avvolta nel suo manto di penne di falco può sfrecciare in esso. E' responsabile della tessitura delle nuvole (e quindi responsabile del sole e della pioggia e infine della fertilità dei raccolti).
Nondimeno è responsabile della tessitura delle sorti. La dea Frigga, che siede al suo mandrino ingioiellato dalla costellazione nota in norreno come Spinning Wheel Frigg ( Friggerock , la cintura di Orione) e tessere il destino degli uomini e gli dei (questo la vede associata alle Norne, lei "gira" i loro fili cambiando i destini) allo stesso modo, era la dea associata all'inizio di ogni nuovo anno e pertanto ancora una volta regolatrice del lavoro di tessitura e filatura delle donne. Come Holda, Frigg insegna, ispira e premia le lavoratrici infaticabili, a volte finisce bobine di una lavoratrice operosa per conto di essa durante la notte, ma punisce le pigre, disfacendo il loro lavoro. Ma in alcune parti della Germania, in generale intorno alla vigilia di Natale o la dodicesima notte, o per tutti e dodici giorni di Natale, regola i divieti in materia di filatura.
Nei tempi antichi, la fine del solstizio d'inverno, quando le ore di luce solare cominciano ad allungarsi,  segnava l'inizio del nuovo anno, un nuovo tempo, in cui si pensava a  nuove possibilità e si riprendevano a lavorare.
La Vigilia del Solstizio d' Inverno, la notte più lunga dell'anno, si chiama "La notte della Madre" nel Nord Europa, perché  nel buio di quella notte che la Frigg ha dato alla luce Baldur, cosi bello e 'raggiante' il più amato tra gli Dei.
La benedizione di questa dea è ancora invocata dalle partorienti per lenire sofferenze e limitare i dolori o i rischi. Il rituale consiste in una candela bianca accesa la notte del solstizio d'inverno, usata come fascino per garantire un parto sereno.
Questo assicurò l'ampiamente riconosciuto attributo di nutrice e madre alla dea nordica.

Nota come una 'veggente' per via delle doti di chiaroveggente, Frigg è una dea che conosce il futuro, anche se non potrebbe mai cambiarlo, si dice per altro che "conosca ogni cosa ma tuttavia ella non profeteggi", e che veda cose che sfuggono persino ad Odino, se pur non le rivela mai.
C'è un velo di mistero su Frigga, che si dice conosca il destino di tutti, anche se Lei non lo racconta a chi è interessato, così come una tristezza inquietante.
Snorri asserisce che Lei 'possiede doni di profezia profondi, come le radici di Yggdrasil il cui corso e i tracciati non si conoscono'. È probabile che Lei non parlarli delle cose che vede e che sà, perché nessun altro, forse con la sola eccezione di Odino stesso, sarebbe in grado di comprenderle.
Lei è una madre che può estendere la sua protezione ai suoi devoti, su Suo marito, durante i suoi viaggi, ma che non è bastata per salvare il proprio figlio.
Una notte Baldur sognò la propria uccisione e quando Frigg, sua madre, seppe del sogno si spaventò moltissimo e per evitare che diventasse realtà andò dall'Aria, dal Fuoco, dall'Acqua e dalla Terra e da tutti gli animali e le piante, chiedendo la promessa che nulla di male sarebbe capitato a suo figlio.
Dimenticò solo una pianta, apparentemente insignificante, il vischio, e fu proprio questo a uccidere Balder attraverso l'inganno di Loki. Egli confezionò un dardo con la pianta velenosa e lo consegnò a Hodor il dio cieco fratello di Baldur e si offri di guidare il suo tiro, che colpì il cuore di Baldur.
Le lacrime abbondanti di Frigg diedero cosi vita alla bacca bianca del vischio, come segno di lutto e vergogna per sventura causata.
In alcune versioni la storia di Baldur finisce con la sua resurrezione. Frigg quindi, inverte la sua maledizione trasformando la "pianta malefica" in un simbolo di pace e amore, promettendo un bacio a tutti coloro che passano sotto di essa.

Oltre ad essere una protettrice delle partorienti, Frigga assicura ad esse la fertilità, era anche invocata per portare l'amore alle donne e quindi il matrimonio. In particolare aiuta le donne sterili (ciò la collega anche al ciclo mestruale) e le donne ancora aliene degli atti d'amore. E' stata anche invocata da coloro che giacevano morenti, per favorire il trapasso e per passare facilmente nella dimensione del "dopo la vita".


Il suo animale sacro era l'oca ed è stata venerata come "Mother Goose"- "Madre Oca". In Germania questa dea si sovrappone spesso come la dea Holda e Bertha, quando essa scuote le coperte comincia a nevicare.
Tra le sue piante troviamo la Galium verum, Betulla, Alchemilla, Borsa del pastore, Timo, Reseda luteola e Lino.

Come dea degli inizi, ci tiene in contatto con la nostra natura intuitiva e ci aiuta nelle transizioni e neli nuovi inizi appunto.
Come dea dell' amore e della divinazione, Frigg aiuta a mantenere la nostra vita in linea con il nostro sé spirituale.

E 'anche descritta come "fanciulla/serva di Fjorgynn", e mentre vi è un certo dibattito sul significato di questo nome, la più comune interpretazione è che Fjorgynn essendo un nome secondario di Jord, la dea della terra, designa Frigg come sua figlia (e sorella e matrigna di Thor).
In questo modo la relazione con Odino sembra essere una sorta di successione: Jord si unì come Madre Terra,al Padre di Tutto che rivestì il ruolo di Padre Cielo, dalla loro relazione nacque il dio del Tuono. Quando Jord lasciò Odino (poiché troppo selvaggia per restare con un solo uomo/dio per sempre) concesse a lui sua figlia, come suo degno successore.
Nonostante tutti questi molteplici ed eccelsi aspetti, Frigg non è una dea poi cosi conosciuta o venerata nelle tradizioni nordico-germaniche, probabilmente questo "basso profilo" fa parte del suo fascino.
Ella può essere elusiva, ma per i suoi protetti è una presenza formidabile, sicuramente non è una dea che si "concede" a chiunque la corteggi, e sa tenere lontano chi non sa percepire il suo potere tranquillo.
Lei resta sempre volentieri un passo indietro rispetto a Odino, eseguendo comunque tutte la funzioni che spettano ad una regina, come per esempio (ricollegandoci alla tessitura) riallacciare e mediare i rapporti di conflitto ( nel Medioevo spesso i matrimoni avevano proprio questa funzione) intercedere (consentendo al re di mostrare misericordia senza sembrare debole) aiutare in tutti i modi che le sono possibili.

Frigg è spesso definita come una dea domestica e c'è qualcosa di vero in questo, Lei ama la sua casa, così come i mestieri (come la filatura e tessitura) che tradizionalmente appartengono alla sfera femminile.
Eppure Ella è anche un amministratrice esperta: personalmente sovrintendere alla gestione della famiglia e si occupa del comfort dei suoi ospiti e residenti, un compito, tanto più importante se si considera che Odino è lontano per lunghi periodi di tempo a causa dei suoi viaggi.
Le chiavi che Lei indossa alla cintura (il distintivo tradizionale di una casalinga del nord, con la quale è stato solennemente presentata al suo matrimonio) simboleggiano non solo il suo status di donna sposata, ma anche il suo dominio sulla casa, sul marito e sulla proprietà.

Il Venerdì è un giorno anticamente consacrato alla dea Frigg, così come le sono consacrate le celebrazioni dei matrimoni  e l'unione feconda della coppia di sposi. L'unica "macchia" appare essere l'accusa di Loki che la vede come una ninfomane traditrice, un adultera, per aver consumato un rapporto incestuoso con i due fratelli di Odino (durante la sua assenza) Vili e Vè.
Un altro aspetto che la vede protagonista è quello delle somiglianze con la dea Freyja. Frigg è la prima fra le dee Æsir, così come Freyja è la prima fra le dee Vanir. Ci sono molte scuole di pensiero che affermano, con varie argomentazioni, che Frigg e Freyja possano essere effettivamente la stessa divinità. Alcuni studi sono basati su analisi linguistiche, altre sul fatto che Freyja non era conosciuta nella Germania del sud, ma solo a nord; in alcuni paesi dell'estremo settentrione, le due dee erano considerate la stessa divinità, mentre in altri erano invece considerate due entità differenti.
Ci sono molte somiglianze fra le due: entrambe, per esempio, posseggono mantelli in grado di farle volare fatti di piume di falco ed usati solamente per i viaggi, Frigg è sposa di Odino, mentre Freyja è sposa di Óðr, entrambe posseggono collane magiche, ed entrambe hanno una personificazione della Terra come genitore, entrambe venivano invocate per proteggere le partorienti, e così via…
Storicamente, la dea Frigg è un doppione della dea Freyja, essendo entrambe le figura sviluppatesi da un archetipo comune (la *Frigja protogermanica), di cui due esiti diversi sarebbero giunti in Scandinavia in tempi diversi, dando vita a due figure distinte, anche se in buona parte sovrapponibili.
Se questo fosse vero  Frigg condividerebbe anche altri aspetti come quello di dea della seduzione, e della guerra, che sicuramente sono inconfutabili in una dea regina, Signora di tutte le donne.







Fonti varie -( tra cui: Wikipedia, Runemal, Miti Nordici, northernshamanism, goddessgift)  Ho raccolto diverse informazioni con varie ricerche e ho cercato di trascrivere quanto più correttamente mi fosse possibile (visto che alcune fonti erano straniere), una scheda esauriente su questa divinità.Non è una traduzione da un un unico testo e nello scrivere ho aggiunto espressioni personali, e parti che son frutto di vecchi post di cui vi ho lasciato link cliccabili (insiem a altri collegamenti) per approfondire.In oltre si prega di non copiare, ma nel caso in cui lo facciate riportate almeno il link - Grazie :P

giovedì 2 maggio 2013

Miele fatto in casa 1.0

Oggi finalmente ho fatto questo esperimento, sebbene il vasetto sia mezzo vuoto. Tempo fa avevo riportato la ricetta del Miele handmade.. si, senza api! e mi ero ripromessa di farlo appena mi fosse possibile.
Non ho potuto raccogliere la quantità indicata, oramai tutti i tarassaco della zona sono esplosi in meravigliosi soffioni, e il maltempo non mi ha aiutata con le tempistiche. Speravo in oltre di avere l'opportunità di raccoglierli in un campo di montagna, tra aria pura e terreno 'sano' ma anche questa possibilità per il momento non si è ancora verificata.
Così ho pensato di fare innanzitutto una prova, raccogliendo alcuni fiori vicino casa. Ovviamente questo miele non lo userò per preparazioni alimentari da consumare personalmente, dal momento che i prati qui intorno sono "sporchi" e impregnati di inquinamento... ma piuttosto mi sembrava una bell'idea da usare come offerta visto che spesso impiego questo fanatico prodotto nei rituali come offerta alle divinità, alla Terra e al genius loci. Si è vero il fatto che non sia di una qualità ottima per le persone probabilmente sminuisce un po il prodotto in se...ma non credo che sminuisca il lavoro l'impegno o l'amore che ci ho messo per preparalo. Oltretutto gli spiriti del luogo purtroppo son abituati a quest'aria e questo terreno, forse ci baderanno meno di quanto me ne stia preoccupando io.
Mi sono divertita molto nel preparalo, dovrò perfezionarmi ancora per renderlo piu denso, ma non vedo l'ora di rimpolpare il barattolino e preparane altri per avere una scorta, magari con del tarassaco doc questa volta, cosi che possa goderne anche io.

Bhè se lo preparate anche voi fatemi sapere :)

martedì 30 aprile 2013

Walpurgisnacht


Walpurgisnacht

La notte di Valpurga è una notte di festa e baldoria, si esce finalmente dalle tenebre dell’ inverno e della cattiva stagione. Molti popoli specialmente al nord celebravano questa festa come “l’arrivo della primavera”.
Le nove notti che intercorrono tra il 22 e il 30 (durante le quali cade anche la moderna Festa della Terra, proprio il 22) sono venerate in ricordo dei nove giorni in cui Odino “ All Father” rimase appeso a Yggdrasil l’albero del mondo. Durante la nona notte Walpurgisnacht (30 Aprile) Egli vide le rune, le afferrò nella sua morte rituale momentanea. In quel momento tutta la luce dei nove mondi si spense e per un istante regnò il caos più totale. Allo scoccare della mezzanotte poi, la luce tornò in modo abbagliante, così come tornò la vita del Dio dopo il suo sacrificio e in onore di ciò ci sono fuochi danzanti accesi ancora oggi. Durante la notte di Walpurgisnacht i morti hanno spazio sulla terra e in oltre in questa data si conclude anche la Caccia Selvaggia.
Il primo Maggio è invece la festa di Thirimilci ( nome germanici del mese di Maggio) – l’inizio dell’ estate, festa di gioia e di fertilità quanto Ostra, in questo periodo la maggior parte della gente del Nord era finalmente uscita dal freddo e dalla neve.

Walpurgisnacht inoltre, pare essere una festa nata dopo la conversione cristiana in Germania e quindi, una delle poche feste che i pagani avrebbero adottato, derivante da una festa cristiana, anziché viceversa. Nel diciassettesimo secolo in Inghilterra furono soppresse la maggior parte delle celebrazioni. Nell’ aprile del 1644 il governo decretò lo sradicamento di tutti i Pali di Maggio permanenti, fortunatamente sebbene molti non son stati distrutti, molti altri non son più stati eretti.
Famosa per i falò che illuminarono le colline di Svezia, i brindisi di champagne in Finlandia, e gli scherzi della Germania meridionale, fu conosciuta come festa di santi ma anche di streghe.
Secondo vecchie tradizioni germaniche le streghe, nella notte tra il 30 aprile e il 1º maggio, uscivano dai loro rifugi per danzare in onore della luna( o con il diavolo) sul monte Bocker. Questa tradizione si sovrappose alla festa di santa Valpurga, fino a divenire la "notte di Valpurga".
Vi sono voci, senza alcuna prova storica certa, che vedrebbero come antica protagonista di riti pagani di questa festa invece una dea, Valburga.
Alcune correnti (come l’Asatru) celebrano questo festival proprio in onore di Odino e della sua morte. Si spengono le luci a mezzanotte e si riaccendono non appena si passa al giorno nuovo in onore della sua rinascita.
Alcune persone iniziano le celebrazioni nove giorni prima, iniziando il 22 Aprile e finendo appunto il 30, giorno conosciuto anche come Yggdrasill Day.
Con l’inizio del primo Maggio, conosciuto come Beltane, Walpurgis – i festeggiamenti sono ricchi di fuochi luminosi, invitando la luce a rinascere e la grazia dell’estate avvolgere di ricchezza, fertilità, salute e gioia.

Questa festa rappresenta l’unione mistica, la pianta che cresce in perfetta armonia con l’ambiente circostante. E’ in oltre il momento in cui vengono celebrati gli spiriti domestici.
In Germania è consuetudine raccogliere alberi caduti portati poi in luoghi tradizionali dove vengono eretti e adornati proprio alla vigilia del primo maggio. Alcune varianti di questo simbolo prevedono la potatura massiccia di conifere, il taglio di alberi o alberi dipinti in spirali. Solitamente su ogni palo viene posta una corona-ghirlanda, o più ghirlande a rappresentare i piani dell’ asse cosmico. In cima ad alcuni Pali di Maggio veniva attaccato un manico di scopa al posto del fogliame non tagliato. In altre occasioni venivano eretti su dei gradini al fine di riprodurre la corrispondenza tra Asse Cosmico e Montagna Terrestre.

Fonti Varie

Modraniht -Notte delle Madri.


Modraniht
 [Notte delle Madri]


Un importante esempio del ruolo sacro della donna nel passato viene dal culto della Matres o Matronae. Diffuso tra i Germani, presso i quali ebbe l'epicentro, estendendosi anche in Gallia.
Alcuni sostengono non vi sia analogia tra i due significati di Matres e Matronae, si ipotizza che il secondo termine non sia uno sviluppo del primo. Ciò non è comunque condiviso da tutti, sostenendo che non esistono differenze concrete, ma solo variazioni di carattere formale.

Modraniht nell'antico inglese sta per 'madri-notte', è un antica festa anglo-sassone di cui racconta il Venerabile Beda in temporum ratione XIII, e di cui la testimonianza conferma l'origine autoctona del culto delicato appunto alle Matronae.
Pare che i pagani Anglo-Sassoni facessero un sacrificio per il nuovo anno nel modraniht matrum nocturum id est ["il Modraniht, cioè, nella notte delle madri [matrone ]"]
Questa festa corrisponde ad altri festival germanica Yule. Una volta si ipotizzava che questo fosse un festival solamente celtico, ma questo è in gran parte smentito oggi giorno. C'è chi sostiene che l'origine Germanico Nordica del culto, basò la sua convinzione sul fatto che "la grande maggioranza" degli epiteti delle dee appare, dal punto di vista etimologico, di chiaro ceppo germanico e non celtico (..)

Modraniht può essere associata con il culto delle madri o delle matrone in gran parte seguito fra le tribù germaniche Occidentali e le Dìsir celebrate dalle tribù germaniche del nord della Scandinavia. Finendo con le Parche di corrispondenza Greca come divinità del destino.
Le matrone o Matronae sono madri-dee alle quali sono state istituiti  pietre votive e altari tra I e il V secolo A.C.
Ci sono circa 1100 iscrizioni che danno nomi alle matrone germaniche. Sono divinità strettamente collegate alle "stirpi germaniche" e vengono, perciò, indicate con gli epiteti della stessa origine: Matribus Suebis, Matribus meis Gramanis, Matribus Frisiavis paternos ecc.. difficile stabilire quali iscrizioni riportano nomi autenticamente germanici e quali invece siano trascrizioni germaniche di nomi stranieri.
 Legate al mondo germanico son anche alcune iscrizioni trovate a Roma, datate con certezza alla prima metà del II secolo d.C. La zona dalla quale arriva il massimo numero di iscrizioni è la riva sinistra del Reno e da Grips wald a Remegen, con la massima diffusione tra la Colonia Bonn e Julich-Blankenheim.

Quasi dappertutto queste matrone sono stati divise in gruppi di tre.
"donatrici" , " dispensatrici" , "generose";  ricorre spesso anche il legame con il culto delle Acqua.
Le loro funzioni erano quelle legate a: fertilità, parto, la tutela della famiglia e, occasionalmente come dee guerriere.  Così come avvenne per le Dìsir nelle aree del Nord germanico.
Il la lode alle Disa "disabolt" appare due volte in due saghe islandesi dalla metà del 13 ° secolo d.C.
Nella saga di Viga-Glums 6 la disablot viene celebrata in una fattoria norvegese a inizio inverno a metà ottobre. Mentre nell Egils-saga 44 menziona un disablot durante un festival autunnale in Norvegia.
Snorri Sturluson scrive nella saga degli Ynglingar 33 di una festa simile a quelle tenute a Uppsala in Svezia.
Le fonti letterarie indicano che il culto delle Disir era più comune in Svezia che nelle regioni occidentali nordiche.

Primo canto Merseburg  

Una volta che Idisi vista questo luogo in cui;
Alcuni ceppi serrati; alcuni ostacolato l'orda,
Alcuni sciolgon i legami dal coraggioso
Balzo in avanti dalle catene! Fuggo dai nemici!





parte di "le Tradizioni Nordiche, dèi e culti del Grande Nord"

martedì 16 aprile 2013

Trataka (sguardo concentrato)


Trataka (sguardo concentrato)

La tecnica del trataka viene tradizionalmente considerata come parte dell’hatha yoga. Poiché è più simile ad un mudra può essere anche considerata come parte del raja yoga, ma tuttavia è un meraviglioso esercizio utile a tutti, dal semplice studente, al "praticante" di qualsiasi tradizione per affinare concentrazione e visualizzazione.
Questa potente tecnica può essere definita come il fissare lo sguardo in un punto (la parola trataka significa “guardare o fissare”).
Questa pratica che consiste nell'osservazione di un punto luminoso quale la fiamma di una candela, ci permette di sperimentare come la mente divenga calma purificandosi dalle sue divagazioni. Il potenziale latente all'interno della mente  è in grado di sorgere spontaneamente attraverso questa tecnica. In questo modo la mente sviluppa la capacità di concentrazione, fermezza, creatività. Dal punto di vista fisico il Trataka rende gli occhi chiari e luminosi, migliora il sonno  e la qualità dei sogni.
Se praticata regolarmente sviluppa il potere di concentrazione ad un grado quasi illimitato.
Da questo deriva il risveglio delle facoltà latenti che sono in tutti noi.
La seguente descrizione di trataka è la più facile ed usuale, sebbene vi siano numerose differenti tecniche.

Tecnica
Sedetevi in una comoda posizione, preferibilmente un’asana meditativa, in una stanza buia.
Mettete una candela accesa all’altezza degli occhi, ad una distanza di 70 cm circa dal viso.
Mantenete la colonna vertebrale eretta, rilassate tutto il corpo e chiudete gli occhi.
Siate consapevoli solo del corpo fisico.
Fate in modo che il corpo diventi fermo come una statua.
Cercate di non muovere il corpo per nessuna ragione ed in nessun modo per tutto l’esercizio.
Quando siete pronti aprite gli occhi e fissate intensamente il punto più luminoso della fiamma, proprio sopra la cima dello stoppino.
Con la pratica dovreste essere in grado di fissare per alcuni minuti la fiamma senza movimento delle pupille o battito delle ciglia.
Continuate a fissare la fiamma con concentrazione totale.
La totalità della vostra coscienza deve divenire centrata sugli occhi fino a perdere la consapevolezza del resto del corpo.
Lo sguardo dovrebbe essere assolutamente fissato su un punto.
Non appena gli occhi diventano stanchi, forse dopo alcuni minuti, o se cominciano a lacrimare, chiudeteli e rilassateli.
Non muovete il corpo ma siate coscienti dell’immagine complementare della fiamma davanti agli occhi chiusi.
Tutti avrete guardato verso il soleo una fonte di luce intensa e visto, chiudendo gli occhi per alcuni minuti, la chiara impressione di quella luce sulla retina dell’occhio.
Allo stesso modo sarà chiaramente visibile l’immagine complementare della fiamma della candela.
Dovreste praticare trataka su questa immagine, mantenendola direttamente di fronte o leggermente più in alto del centro fra le sopracciglia.
Non appena inizia a svanire, aprite nuovamente gli occhi e continuate a concentrarvi sulla fiamma della candela, per poi tornare a concentrarvi sull’immagine interiore visibile ad occhi chiusi.

Varianti
Trataka può essere praticato su un piccolo punto, sulla luna piena, sull’ombra, su una sfera di cristallo, sulla punta del naso, sull’acqua, sull’oscurità, sul vuoto (vedi bhuchari mudra), su shivalingam, su un oggetto lucente che non sia eccessivamente luminoso e su molte altre cose.
Coloro che hanno una divinità personale (Ishta devata) o un guru possono praticare trataka sulla loro immagine, mentre cercano di sentire la sua grazia e presenza spirituale.
Trataka può anche essere praticato sul sole nascente, sulla propria immagine in uno specchio o sugli occhi di un’altra persona.
Tuttavia queste forme dovrebbero essere eseguite sotto la guida di un guru poiché vi sono implicazioni rischiose.
Vi sono due tipi di trataka, bahiranga (esterno) e antaranga (interno).
I metodi brevemente menzionati fanno tutti parte del trataka esterno.
Il trataka interno è la visualizzazione interiore su un chakra o su una vostra personale divinità.
Gli occhi vengono generalmente tenuti chiusi.
Se vengono tenuti aperti la concentrazione dovrebbe essere diretta interiormente, a tal punto da non percepire alcun oggetto esterno.

Durata
Per scopi generali sono sufficienti da 15 a 20 minuti.
Per scopi spirituali o per rettificare difetti degli occhi la durata dovrebbe essere prolungata.
I sofferenti di insonnia e tensione mentale dovrebbero praticare trataka la sera per 15 minuti prima di dormire.
Tempo e sequenza
Il momento migliore per trataka è fra le 4 e le 6 del mattino, dopo asana e pranayama.
Può anche essere praticata in ogni momento.
Lo stomaco dovrebbe essere vuoto in modo che la concentrazione sia più intensa.

Precauzioni
Non vi sono rischi nella forma semplice di trataka sulla fiamma di una candela, ma inizialmente si dovrebbero evitare sforzi eccessivi.
La capacità di mantenere gli occhi aperti senza battere le palpebre sarà gradualmente sviluppata con la pratica.

Benefici
A livello fisico trataka corregge debolezza ed alcuni difetti degli occhi come la miopia.
A livello mentale aumenta la stabilità nervosa, rimuove l’insonnia e rilassa anche la mente più agitata.
Trataka dovrebbe essere praticato come sadhana.
Sviluppa concentrazione.
Gli occhi sono la porta di ingresso verso la mente.
Quando gli occhi sono fissi e fermi, anche la mente è fissa e ferma.
Man mano che la concentrazione aumenta, il procedimento del pensiero cessa automaticamente.
Trataka è uno dei metodi più potenti per controllare la tempestosità della mente e delle onde dei pensieri.


http://suryanamaskara.altervista.org e appunti personali

lunedì 15 aprile 2013

Witchy Books Challenge Poject 7 MWL 6#



Witchy Books Challenge


L'Oracolo delle Rune: una moderna interpretazione di un antichissimo metodo di divinazione
Nigel Pennick
Prezzo € 21,50
Armenia Edizioni
Tipo: Libro
260 - 25 carte
25 carte a colori

Presso gli antichissimi popoli nordici le rune consistevano in legnetti dalle diverse forme simboliche, parallele nel loro significato alle figure dei tarocchi e venivano consultate come un oracolo, per osservare il futuro e lo stadio di evoluzione spirituale.
Nigel Pennick ripropone le rune immutate nella loro struttura rispetto a 2200 anni fa, ma disposte su 25 carte disegnate da Hermann Haindle arricchite dalla simbologia dei colori e dei numeri.
Nel mare immenso dei sistemi di divinazione, l’autore indica dunque la rotta delle rune sulla cui isola d’approdo non soltanto è possibile osservare il futuro, ma anche raggiungere l’ideale stadio di evoluzione spirituale e vivere in armonia con gli altri.

E' uno dei libri che mi sento di consigliare a chi si appresta a voler studiare le rune, mi sembra un buon punto di partenza, e anche un buon testo per integrare lo studio delle stesse anche per chi non è propriamente all'inizio. Ogni scheda runica è ben curata e da informazioni utili per poter addentarsi nel profondo significato di ogni segno, non è solo una guida mirata alla divinazione ma anche al conoscere le corrispondenze e l'anima profonda di questo antico e misterioso strumento.
Le carte illustrate da Haindle non le ho amate particolarmente sebbene abbia apprezzato il ricco contenuto di significati e simboli di ognuna, ma tuttavia ritengo che per chi non possiede altri mazzi o non abbia delle rune da utilizzare siano utili e incentivino la "pratica" nonché lo studio profondo e riflessivo.
Nel panorama italiano ci sono pochi libri sulle rune e pochi sono da ritenersi validi, questo a mio parere può ritenersi tale.

Witchy Books Challenge Poject 7 MWL 5#

Witchy Books Challenge

Gli Ultimi Curanderos
Hernàn Huarache Mamani
Prezzo € 12,50
Piemme Edizioni
Tipo: Libro
Pagine 176
Formato: 13x21
Anno: 2012

Sulle cime delle Ande, un curandero va in cerca degli ultimi guaritori dell'anima e del corpo. Uomini e donne di straordinaria competenza, i curanderos ricevono ancora oggi nei villaggi di montagna migliaia di pazienti e da generazioni tramandano gli antichi segreti della medicina peruviana.
Un viaggio affascinante sulle orme di una civiltà che ha faticato a conservarsi, il cui prezioso tesoro di saggezza e tradizione non può andare perduto.
I curanderos non sono solo medici come noi li intendiamo in Occidente. Il loro approccio alle patologie consiglia infatti l'uso di rimedi e piante medicinali, ma soprattutto aiuta il malato a guardare se stesso e a individuare la propria personale via di guarigione.
I più famosi curanderos, nascosti in luoghi impervi, tramandano una vasta conoscenza medicinale a pochi discepoli. La loro competenza è tale che alcuni ricevono ancora oggi da ogni parte del mondo.
Migliaia di malati, anche in fase terminale, preferiscono l'aiuto di questi specialisti invece delle lunghe trafile nei sofisticati ospedali moderni. Insieme alle terapie, questi taumaturghi del terzo millennio insegnano un modo diverso di concepire la vita: meno affannato, meno consumistico, più umano.

Nella sua documentata ricerca, Hernàn Huarache Mamani restituisce dignità a queste figure che da tempo immemorabile incarnano l'arte del "prendersi cura" e di cui la modernità non può più fare a meno.

Libro carino, e particolarmente esaudiente se si è interessati a conoscere in modo più approfondito  la cultura andina e la tradizione dei curanderos. A differenza di altri libri dello stesso autore infatti, questo appare come un saggio e non è un romanzo sebbene ogni capitolo sia aperto da brevi racconti.
L'ho apprezzato molto sebbene la pratica di questi popoli non corrisponda affatto al mio sentiero spirituale, tuttavia questi colori, sapori, e insegnamenti restano cari al mio cuore senza un motivo preciso e pertanto sono contenta di aver appreso di più avere spunti di riflessione e insegnamenti di cui tornare a leggere.