venerdì 6 marzo 2015

I'm the witch ...3 anni dopo

Io sono una strega di quelle di vecchio stampo, di quelle prima dell'inquisizione, di quelle che amavano aiutare gli altri con le proprie conoscenze, forse non sempre ci riesco, ma non ho bisogno di ringraziamenti per ciò che faccio o per i consigli che do. E' il mio Essere a rendermi tale, non so fare altro... è la mia natura ed il mio Mestiere.
Sono come colei che faceva nascere i bambini, colei che curava il bestiame e i malati, colei che sapeva quando e dove raccogliere le erbe, solo in chiave moderna e se posso sono felice di aiutare il prossimo anche con la mia Arte, e la mia ancora incompleta conoscenza, mi scuso per questo piuttosto, ma non discendo da una famiglia che mi abbai insegnato queste cose.
Non sono nata a quel tempo dove era normale opera tramandare, non so come si fanno molte di quelle cose, se fossi nata al tempo però sarei stata una di loro già da tempo. Ho avuto una bisnonna un po' maga un po' curatrice, non ha tramandato questo potere di gesti e di parole, scorre forse solo nel sangue, e se lei curava con le mani e gesti strani, io uso il Reiki, mi sono dovuta arrangiare.
Se una volta si bussava alla porta della casa della "Saggia del Paese" oggi bussano su Facebook, su Youtube.. e a me sta bene.
Forse potrebbe sembrare io pecchi di presunzione nel dire questo, ma non è un elogio a me stessa, è solo un futile ragionamento su che tipo di strega sono.
Io rispondo anche alle cose più assurde, ci tengo a polemizzare per onor del vero se serve, anche quando c'è terra sterile ed è inutile.
Quando scopro qualcosa di nuovo, lo rendo disponibile agli altri. Non so altre lingue ma l'arte che bramo ancora di imparare pare avere le sue radici ed essere rimasta in queste terre a me sconosciute, le stesse poi da dove provengono le storie di queste donne che erano quello, che un po' diverso, son io oggi.
Mi cruccio, mi impegno, perdo tempo, levo tempo alle mie cose per imparare anche con gli ostacoli, mordo il sapere, lo cerco di afferrare con le unghie quando posso, ogni parola è una moneta d'oro, non solo per il mio personale bottino, con questo cerco di arricchire anche il prossimo.
Sono antica anche se vivo questo tempo che è diverso da allora, quelle storie mi premono il cuore, sono in un certo senso una pro, pro, pro, nipote delle Donne del Lupo, di Mary, di Deliverance Dane, ma aimè non sono neppure Haria. Io vivo qui tra il cemento, ho poche erbe fresche da raccogliere quando esco da casa, non ho i torrenti che parlano facilmente ai mie orecchi, io devo farmi quello che comunemente si definisce: "Farsi il culo" per ottenere qualcosa, qualsiasi cosa che arricchisca la mia saggezza, devo pagare devo penare, devo viaggiare, devo pregare.
E' sempre stato cosi, ho sempre trovato tanta ostilità soprattutto tra i miei colleghi, tanti se la tirano cosi tanto che poi non puoi nemmeno ben capire se sanno davvero più di te o è solo una recita, altri sono completamente sfasati dalla realtà, altri semplicemente non condividono ciò che imparano, come se pensassero che son in possesso di un tesoro che mai e poi mai anch'io potrò possedere, ed invece io ce la farò, magari piano, magari sbagliando, ma ci arriverò anche io, come sempre. Come quando nessuno conosceva il significato del Rede.
Ma non importa cosa gli altri fanno, ho imparato a caro prezzo che i Pagani non sono migliori delle persone comuni, la maggior parte predica e predica bene ma poi razzola male, "L' essere umano non si eleva.. è umano".
Mi dispiace quando non trovo, quando non c'è confronto, quando c'è cattiveria e non c'è aiuto se non si retribuisce adeguatamente prima e anche dopo,(paragonandole quasi a offerte divine) che sia perché leggi le carte o perché hai scritto un libro, o quando non hai fatto un cavolo, ma ti senti di saperne sempre di più tanto da poter giudicare gli altri, definire a che tipo di classe stregonica appartengono.
Noi pagani abbiamo coniato il termini poco carini per riferirci ai nostri colleghi, denigrando con questi tradizioni che magari sono portate avanti con serietà nel mondo (vedi la Wicca) e questo la dice lunga sulla guerra che solo noi ci facciamo da soli, cercando poi di farci riconoscere quando ancora non si è stabilito chi ha vinto la gara del "sentiero più antico e più vero".
Tanti si dimenticano che siamo tutti figli dello stesso Dio e che importa come lo preghi e quando, o come lo chiami e lo disegni. Molti si sono dimenticata cos’è il servizio verso gli Dei e pensano di fare il loro dovere con qualche Celebrazione o qualche rito? O troppo spesso con le sole parole?
Nessuna candela accesa sarà ardente quanto un cuore colmo di amore, di comprensione e comprensione; "conoscenza e riverenza" non è una cosa che diceva solo il trio di Streghe.
Io ritengo che noi Pagani siamo eletti in un certo senso e abbiamo tanta responsabilità in tanti ambiti, ma che spesso l'abito non fa il monaco come in tutte le cose della vita. C'è gente che non ha capito forse, o se persa per strada, tra nuovi idoli che a volte sono fatti di se stessi.
Io sono contenta di essere la moderna levatrice della porta accanto, nonostante definirmi tale per me sia troppo, sono felice di essere la donna saggia dagli antichi rimedi, quella che ti fa entrare e accomodare, che sà che saresti arrivato, quella che ti prepara il thè o la tisana, che da una fetta di torta o di focaccia calda quando le parli anche solo dei tuoi problemi, dei tuoi timori.
Sono colei che svela e che ispira, mi rendo conto di esserlo molto più di quanto mi ci senta realmente, ed ogni lavoro che vedo fatto da altri, anche sia una copia del mio è un grande ringraziamento come le parole di gratitudine espresse per piccole cose che ho donato.
Sono quella che interroga pietrine dipinte se me lo chiedi, senza voler nulla in cambio, ma che non ti dirà cosa vuoi sentirti dire, ma solo ciò che i miei simboli mi dicono.
Soprattutto con chi mi sta più vicino sono onesta e brutale quando serve, non riempio la testa degli altri di scuse o fesserie più di quanto non riempia la mia. Non sono un’illusione, sono più che altro una spina di una rosa. Spesso capita che qualcuno si punga e sangue esca, talvolta questo fiore da bellissimo che era, diventa come la pece. Mi importa poco, di delusioni ne ho avute e sempre ne avrò, sono pronta, fa parte del mettersi in gioco, essere fraintesa non capita, nonostante gli sforzi, e pagare pegno per ogni parola detta in un certo modo, o per non “essere stata all'altezza”. Non ha importanza non più, lascio andare, a volte con qualche fastidio, sono umana anche io, ma poi sinceramente quando dimentico, dimentico per sempre. Non credo che le cose rotte si possano aggiustare. La colla lo scotch sullo strappo si vedrà sempre anche quando sei la più brava delle rammendatrici.
Sono l'amica, la consigliera, l' aiutante, l'alunna e la maestra, e sono felice che sia cosi. Dico questo con grande umiltà perché in questo sentiero io mi sento umile al di la di cosa possa sembrare magari. Sempre pronta a tornare sui miei passi, sempre pronta a scoprire cose nuove, a confrontarmi con intelligenza e fermezza, sempre pronta a stupirmi di ciò che ancora non so e di camminare lungo questa lunghissima via.
Sono dispiaciuta per tutti coloro che invece hanno perso questi sentimenti. E' vero le streghe sono sempre state di tanti tipi, ed oggi non sarà diverso, c'è chi lo farà per vocazione, chi per denaro, chi per fama o potere. Cuori aridi non imparano l’amore nemmeno con piogge torrenziali.
Vorrei però che ci fosse più amore, più disponibilità, che ci fossero altre levatrici a cui bussare alla porta, perché a volete anche io ho bisogno di chiedere aiuto.
Insomma, mi auguro che nonostante tutto io resti sempre cosi almeno in questo, che io sia sempre la "donna di conoscenza" a cui ci si può rivolgere per una magia, per un consiglio, per imparare qualcosa o solo per sfogarsi..
Dicevo oggi il Paese non c'è più, il paese è il web, e alla fine cambiano i mezzi ma non i bisogni delle persone, vedo che la gente arriva a me anche senza conoscermi, quindi deduco che la mia funzione sia proprio un po' quella delle donne che una volta per quel che faccio io, vennero bruciate.
E come loro ribadisco, dopo aver donato una parte di me, se qualcosa non va vengo portata al patibolo additata in piazza. Chi era un “cliente o amico” oggi spiffera alle mie spalle, non so nemmeno a quale scopo, certamente vedermi bruciare farebbe piacere. Forse appianerebbe del tutto quella coscienza, dalla quale nasce il fastidio per me. Perché sono diversa, provate ad odiarmi ma una parte ricorderà sempre che tanto male non ero. Giratevi pure dall'altra parte io sono la Strega! Fingete pure di non avere colpe. Io non brucio!
La differenza sta nel fatto che io ancora ho le gonne tra le mani perché possa alzarle un po’ mentre percorro questa faticosa salita che gli Dei hanno voluto che fosse il mio sentiero, mentre per voi è terra sterile da cui non nascerà nulla.
Non lo so e non importa, serro i denti e vado avanti, non mi curo di coloro che non capiscono o che non hanno fiducia nella mia persona, ma mi riempie di felicità ricevere un grazie se cerco di essere d'aiuto o se ho aiutato, almeno ogni tanto visto che capitano anche i pugni in faccia come ringraziamento.
Grazie è un altissima ricompensa, e son io che ringrazio coloro che mi stimano che mi conoscono davvero, che si sforzano di capire la mia Essenza, che mi cercano e che chiedono il mio consiglio.
Io vado avanti chinando la testa davanti a ciò che ancora non so, sperando di poter accedere alla conoscenza sempre di più. Io ho votato la mia vita a questo quattordici anni fa, "la natura mi ha fatta strega", forse non darà da mangiare ma questo è il mio primo mestiere, che svolgo con amore, e non fraintendete questo termine per cortesia, la mia è vocazione.
Un giorno spero di conciliare questo mio modo di essere anche con un lavoro vero, un po’ ci sto riuscendo con ciò che oggi mi permette di vivere,  non è molto, ma la passione che ci metto e il risultato che ottengo non l’avrei mai sperato. Creare magia, anche in senso molto giocoso e di aiutare cosi le perone su molti piani, più di quelli nelle quali posso aiutarle ora.
A tutti voi che mi cercate e mi Trovate, perché mi stimate o credete in me come persona e come strega.. Grazie... a tutti coloro che mi hanno già Trovata e capita, ma soprattutto scelta come Sorella Grazie di più .

Avevo scritto questo pezzo anni fa su questo stesso blog dopo aver aiutata una persona che poi non ho mai più sentito, ma che ricordo sempre. Ho cambiato qualche frase, aggiunto qualcosina, ma in sostanza questo discorso con piacere è sempre attuale.
E in questa riflessione in questa notte di luna piena, dove invece che seminare vedo attraverso me stessa cosa ho raccolto, vi narro come tutto è nato, se avete piacere di continuare a leggere.
Anche questa parte la scrissi tempo addietro, ora la modifico con qualcosa di oggi, ma rileggendola ancora sono fiera di essere sempre sul percorso nel quale mi sono incamminata.

Nasco come strega nel 2001, sebbene l'interesse per la stregoneria fosse nato già qualche anno prima. Per molti anni sono stata Wiccan, fiera di esserlo e tutt'oggi non è qualcosa che rinnego.
Ho avuto durante i primi anni di pratica un piccolo coven formato da 4 persone, ma le cose non sono andate come uno sperava e oggi credo di essere l'unica a praticare ancora (o quasi). Anni da solitaria, anni in cui i forum a tema sono stati di rilevante importanza per la mia formazione almeno quanto i libri, ma anche lì i tempi son poi cambiati, e molte situazioni mi andavano strette, cosi ho cercato di fondare qualcosa di mio che ancora oggi vive: Sacerdotesse di Avalon, prima il blog poi il forum.
Ho avuto (e ho) alcuni "compagni" distanti da me, ma con i quali ho avuto piacevoli confronti e lezioni, qualche anno fa ho deciso di mettere su un associazione culturale pagana, ma anche li le cose sono andate piuttosto male, è difficile trovare persone compatibili vicino, questo sembra un ritornello costante per ogni aspetto della mia vita, anche al di fuori dell’ambito pagano. Ho sorelle saprese in ogni dove, trovate, perse e sicuramente ce ne ancora di nuove che mi aspettano.
Sono arrivata al dunque capendo di essere una strega solitaria prima di tutto e più passano gli anni, piu conosco certi ambienti dai quali preferisco star fuori, ma soprattutto il mio percorso ha preso una piega per cui a meno che non trovo persone strettamente affini, per me ora è impensabile formare una congrega con un culto generico del Dio e la Dea. Tutta via anche se mi definisco solitaria ho una compagna in questo viaggio da un annetto circa, (anche se ci conosciamo da molto tempo) la persona che ha saputo mostrami cosa sia sorellanza e amicizia più di chiunque altro, con la quale ogni tanto mi trovo.
Da wiccan quale ero, ho avuto un cambiamento di rotta ormai  7 anni fa circa , non mi vergogno nel dire che illuminate fù un blog di una ragazza straniera, Sarah Lewis, che ha aperto il mio percorso a nuove conoscenze, nuovi approcci e un nuovo modo di volermi vivere come strega.
Da lì è partita una continua ricerca e uno studio molto più intenso di quello avuto nei primi anni di pratica, o come wiccan, una ricerca di me stessa, attraverso testi e saperi lontani da quelli che per molti dovrebbe essere la "tradizione di una strega italiana ", ma che sono esattamente ciò che con ogni probabilità mi definisce una strega tradizionale!
Ho iniziato ad interessarmi a pratiche più sottili, a conoscere gli spiriti che abitano i luoghi, ho iniziato a vivere fuori e scoprire l'essenza del tutto, piuttosto che stare in casa a leggere soltanto, mi sono riscoperta in parte animista e in parte semplicemente me stessa nel modo giusto. Ho imparato a sentire un sabba davvero, a riconoscere fauna e flora autoctona, a servire gli spiriti che mi permettono di camminare in un parto o in un bosco, ad ascoltare le parole di maestri spirituali e ancestrali, a lavorare con i sogni, con gli alleati e scoprire tradizioni antiche.
Detto cosi potrebbe sembrare forzatamente poetico forse, ma è vero, benché io viva in città e non mi conceda quasi mai immersioni bucoliche, ho scoperto la mia pratica vivendola fuori soprattutto, e di questo devo ringraziare anche un altro compagno di viaggio, il mio cane.
Ho studiato, cercato e imparato molto sebbene io non sia soddisfatta e probabilmente non lo sarò mai, c’è sempre cosi tanto da sapere, cosi tanti mondi da vedere… ma la cosa più importante che ho interiorizzato in questo processo di crescita è che non esitino schemi nè definizioni certe, ti devi sentire, devi calzare a pennello un abito che il destino ha disegnato per te e davanti a questa forza non puoi combattere, non puoi opporti, nè indossare una maschera per darti un tono o per fuggire.
Non amo definirmi se non come eclettica e questo non per paura, ma perché altrimenti causerei dei torti soprattutto a me stessa, principalmente mi interessa il percorso dell' Hedgewitchcraft ovvero una combinazione di un percorso stregonico e sciamanico, il mio personalmente è per altro fortemente influenzato da tradizioni del Nord Europa, Stregoneria Scozzese, Cornica, Tradizionale e in fine Tradizioni Nordiche, e non posso definirmi se non altro che con questo nome straniero che più si avvicina a ciò che sono e a ciò che già ero prima di conoscerlo.
Non so perché io infine mi sia scoperta e sentita adatta e realizzata in queste tradizioni "lontane" e le vie che le influenzano, forse ha un sapore antico, forse trovo che faccia semplicemente vibrare la mia anima durante certi rituali o nel sentire i simboli di una saggezza popolare antica, come qualcosa che mi appartiene da sempre e a cui naturalmente vado incontro.
Non conoscendo l'inglese, faccio una gran fatica a studiare questo genere di tradizione e quelle che la influenzano, internet lo ammetto, è la prima fonte per lo studio perché al momento ancora leggo pochissimo in lingua originale.
Negli anni ho imparato che leggere e conoscere è importantissimo, ma che non deve comunque far venire meno il sentire e il farsi guidare dall'istinto. Non sono una tradizionalista e non lo sarò mai, forse perché vengo da molti luoghi, e benché abbia anche io i miei "paletti" entro i quali le persone devono stare secondo me per non fare pasticci o semplicemente quello che gli pare ( uno zoccolo e una scarpa), mi ripeto sempre che la religione la fanno gli uomini e non da dio, e per tanto si deve ricercare il giusto modo e mezzo per sentirsi completi in questo campo. Mischiare non è mai un bene, e lo dice una che di confusioncine ne ha fatte, ma non è giusto nemmeno limitarsi dopotutto, bisogna trovare un giusto equilibrio, una saggia guida interiore che scelga i giusti mattoncini da porre uno sull'altro nel palazzo della nostra spiritualità.
Sicuramente oggi è meno facile di ieri dove la tua tradizione era la sola cosa che conoscevi data dalla tua stessa famiglia, dalla società. In un mondo moderno le radici sono perdute e recuperate e veniamo continuamente a conoscenza di cose nuove di percorsi che forse sarebbero i più giusti per noi. Sperimentare non è un male, così come sbagliare, perdersi, sentirsi soli per poi ricominciare.
Altri elementi che fortemente influenzano oggi il mio percorso sono l'osservanza del culto degli antenati, con i quali lavoro in modo abbastanza costante ma meno di quanto dovrei/vorrei, il rapporto con l'animale guida e quello con gli alleati di potere, eccellenti maestri, compagni, guardiani con cui ci si può trovare a lavorare in determinati periodi della nostra vita, e da cui si impara tantissimo e ancora il rapporto con il proprio spirito guida, essenziale quando si resta confusi o si è incerti ma anche per capire determinate cose rilevanti di se e del proprio passato.
Non da meno e per questo l'ho tenuto per ultimo, è il legame e il mondo che si apre davanti quando inizi una "relazione" con una divinità patrona, nel mio caso sono ormai tre anni che vivo questa esperienza, che mi ha portato a fare scelte, a incontrare gente e attuare cambiamenti non solo nel modo di pensare e vedere certe cose, ma anche relativi a parte della mia pratica, della mia disciplina e del vivere la mia spiritualità. Sono stata "Chiamata" da una divinità che prima conoscevo a malapena e che sto scoprendo ogni giorno un po' di più sempre con emozione e assoluta meraviglia, una divinità che ad essere sinceri non amavo neppure particolarmente e che non avrei mai scelto se fosse stata una cosa di mia competenza, eppure ha rotto gli argini del mio sentimento finché non l'ho capito e accettato.
Ad oggi questa è l'esperienza più bella, emozionate e forgiante che ho avuto in tutta la mia vita, viene da se dire "se l'avessi saputo prima" ma questo genere di cose non accadono per nostra volontà, giunge semplicemente un momento in cui accade tutto e tu non puoi evitarlo, solo goderne.
Dunque è qui che mi trovo oggi, sono una Strega, figlia di un Dio Nordico, che cerca di imparare a camminare sopra e sotto, fuori e dentro la siepe, alla ricerca di se stessa, della conoscenza e della realizzazione del proprio spirito.

mercoledì 4 marzo 2015

Matrimonio Sacro con la Divinità, "Godspousery"

Si tratta della pratica di prendere i voti di Matrimonio Sacro con un Dio (o in alcuni casi con una Dea) nonostante sia un fenomeno ancora molto “piccolo” e inusuale, è molto presente nel paganesimo e gli aderenti sono sempre di più negli ultimi anni. Di solito si tratta di qualcosa che si verifica tra i pagani che intraprendono un percorso sciamanico unendolo alla loro tradizione di base o alla loro pratica magica, e che hanno una certa di abilità con pratiche di Hadgecrossing, trance, camminare tra i mondi e / o che parlano con gli spiriti direttamente o tramite intermediario, utilizzano per questo scopo: rune, la visione di presagi, lavorano con i sogni, utilizzano tavole ouija, la scrittura automatica, il pendolo ecc.. o addirittura hanno talenti naturali per pratiche di veggenza e di medianità. Queste abilità (oltre a molte altre) rientrano in quello che comunemente viene chiamato "lavoro dello/con lo spirito", nonostante queste facoltà non siano strettamente necessarie per un Matrimonio Sacro con il Divino è bene sottolinearle, ma tuttavia potrebbe essere possibile farlo in maniera strettamente devozionale, come un sacerdozio pari a una prete o una suora cristiana per intenderci, soprattutto se non si ha famigliarità con le pertiche sopra elencate.
"Godspousery" è un termine che si può vedere applicato al matrimonio tra il Dio e partner umani, tali rapporti popolarmente vengono chiamati "godspouses". Penso che sia importante notare, che per entrare nella condizione di questa “pratica” sia necessario essere assolutamente politeisti. Pertanto il termine coniato da Dion Fortune “tutte le Dee sono Una e tutti gli Dei sono Uno” tipico dell’ ideologia wiccan non permette di applicare una tale pratica se non adattandola. In parole povere: anche se si parte da questa concezione, bisognerebbe avere la propensione per una particolare divinità. Considerare semplicemente il Dio o la Dea potrebbe essere motivo di confusione e di smarrimento ad un certo punto del proprio cammino proprio per come questi rapporti- pratica son soliti evolversi.
Molte persone che scelgono di eseguire questa dedicazione, devozione ecc.. chiamiamola come volete sono spesso e sovente quelle che ritengono che gli dei siano reali ed unici come voi ed io in un'altra dimensione, in modo che quando dicono di essere sposati con un Dio specifico ( vi è grande propensione per gli Dei Nordici) non stanno parlando di metafisica o in termini figurativi , simbolici, ma stanno parlando di un vero matrimonio in cui interagiscono con questo Dio ( Dea) nello stesso modo che interagirebbero con un marito (moglie) umano. ( Ovviamente la mancanza di un corpo vero è proprio è tenuta in conto). Tuttavia, non posso parlare di godspouses gli altri che non partono da questa considerazione degli Dei anche se, può darsi che alcuni che hanno abbracciato questa strada la vedano in un modo più figurativo, con un sapore più morbido , più simbolico più da sacerdozio rispetto a questa teoria. Un altro dato di riscontro è quello di aver notato che molte più donne “sposerebbero un Dio” rispetto agli uomini una Dea.
Un po’ come tutti le “nuove scoperte” e le nuove sferzate di novità nel mondo pagano, anche questa cosa ha colpito e destato interesse in molti, diventando quasi una moda. Nonostante possa sembrare nuovo, il “matrimonio con un Dio” non è una pratica estremamente recente, per molti negli anni passati è stata forse una scelta fatta senza neppure sapere che esistesse un termine per definirla e che altri nello stesso modo avessero preso questa decisione.
Pare che i “privilegi” ottenuti da questi rapporti tuttavia non siano sempre positivi, come ho già detto se è da considerarsi alla stregua di un vero matrimonio è dunque facile intuire che non è una scelta che va fatta sull’onda dell’emozione o sull’onda della novità. E’ una decisione che cambia la vita e chi l’ha presa nonostante tutto non incoraggia il prossimo a fare altrettanto. Nel momento in cui si prendono i voti, non si sa a cosa si va incontro, ovviamente ne dipende dal Dio che avete scelto o che vi ha scelto, ma la strada di questa relazione non può essere altro che in salita. Molto lavoro, molto studio, doversi spingere oltre il limite e saper tornare indietro intatti, essere disposti talvolta a fare a pezzi la propria esistenza e ricostruirla, non in nome del Dio che avete sposato, ma semplicemente perché è giusto che cosi fosse, e lui ve lo avrà mostrato.
Solitamente si parte impreparati, ma anche se si presumesse di conoscere tutto o abbastanza su un dio, ciò non dovrebbe comunque incoraggiare tale scelta soprattutto se le motivazioni sono per sfizio, o per appartenere a una “comunità”( ovviamente qui non è cosa usuale, ma all’ estero ne esistono) ecc.. questo cambierà la vostra vita irrevocabilmente, e non avete idea di come potrebbe finire. Pensate a quanti amici sono rimasti lì con voi per sempre, anche se ve lo avevano giurato e spergiurato? Come spesso nella vita e soprattutto in amore le situazioni che avete idealizzato quante volte si sono verificate davvero? Quante volte soprattutto l’amore, procedere secondo una logica stabilita su cui noi abbiamo il controllo? Quante volte vi siete impegnati in qualcosa che poi vi ha fatti sentire svuotati, senza merito, scoraggiati e a pezzi? Questi sono domande semplici per pensare alla domanda essenziale: Un Matrimonio Sacro dove potrebbe portare? Quanto di bello, quanto di orribile può esserci? Sono disposta ad assumermi un tale impegno?

Vi è da sottolineare ancora qualcosa prima di entrare nel dettaglio di questo rapporto sacro ( cercherò di non dilungarmi ancora molto anche se è un argomento nuovo e in scoperta anche per me.): il matrimonio con un dio NON è sinonimo di lavoro con lo spirito nonostante la premessa fatta (anche se solitamente questo sopraggiunge comunque per vivere tale rapporto) , Avere un “Dio coniuge" non è sinonimo di lavoratore con lo spirito come strega, sacerdotessa, seidhrkona, volva, sciamana o qualsiasi altra varietà spirituale tipica di queste forme di lavoro, anche se è certamente possibile che queste figure intraprendano questo tipo di legame con il divino. Dire che si tratti soltanto di lavoro con lo spirito sarebbe inutile proprio perché non è solo questo. E’ importante mantenere la distinzione tra chi opera con lo Spirito e fa il lavoro, ( ha un lavoro da fare) dalla relazione che si ha con una divinità coniuge. Se si tratta di un matrimonio, il matrimonio deve essere al centro di ogni altra cosa, e deve essere mantenuto anche se e quando siamo costretti dalla vita (o gli dei) ad abbandonare altre cose.

1. Un godspouse è un ponte tra l'umano e il non umano, tra il mondo mortale e il non mortale. Per partecipare in questo tipo di rapporto si deve saper attraversare la soglia in qualche modo, avere una modalità d’accesso per interagire tra i due mondi. Sovente diventa cruciale per il rapporto con il Divino. Dal momento che capitare che lavorando con un Dio esso necessita di una porta per comunicare e agire nel mondo fisico direttamente e senza alcuno sforzo. Si potrebbe anche vedere questo come essere una specie di agente o ambasciatore per il dio in questione.

2. Dal punto di vista civile, un godspouse è una compagna, tanto quanto un coniuge mortale , almeno in teoria dovrebbe esserlo. Il termine medievale per questa funzione, applicata a mogli mortali, era "supplementarità." Non si tratta di fare del lavoro per il Dio, anche perché non essendo noi divini sarebbe inutile qualsiasi mezzo, ma da esso si impara, e in un certo senso si acquisisce la stessa modalità, modo di fare, rendendosi disponibili se Esso necessita di noi. Potrebbe essere necessario essere d’ aiuto per altri devoti, o persone che sono in cerca di Esso. Parlare ad altri per volere sua ecc..

3. Tuttavia, quanto detto sopra non significa che un godspouse è la portavoce di quel dio, o l'unica persona in comunicazione diretta a lui, o ha il diritto di fare dichiarazioni in nome del dio influenzando la vita degli altri fedeli, soprattutto, se “questi consigli o dichiarazioni” non sono nemmeno volute o cercate dagli altri, questo sarebbe solo un atteggiamento invadente e maleducato, che potrebbe mettere oltremodo in difficoltà altre persone non pronte o non disposte.
Anzi i Godspouses, come chiunque altro che cammina sul sentiero dell’ Arte dovrebbe essere una persona buona, con una grande dose di umiltà e disponibilità. Bisognerebbe lasciare i pregiudizi e le considerazioni personali da parte, per esempio detestare Tizio non vuol dire che questi non possa essere meritevole di avere il vostro stesso ruolo per lo stesso dio. Potrebbe essere che lo stesso Dio sia affezionato “o interessato” ad entrambi.

5. Un Godspouse, anche se idealmente ha molta dimestichezza con i miti sul suo dio, conosce leggende, simboli e modalità storiche e moderne del culto, o non è necessariamente l'esperto in quel dio, e può anche non essere molto più di uno studioso o simpatizzante sul “tema”. Amare una divinità è un bene, non vi è un livello di espressione che valga “l’ammissione” tra i protetti o gli eletti di quella divinità, non esistono esami da superare per essere accettati come coniugi o semplici devoti.

6. Come ogni agente o ambasciatore, un Godspouse dovrebbe idealmente essere un esempio di buon comportamento. Questo vuol dire ricercare della gentilezza, la compassione, la disponibilità, e in generale il comportamento degno di un regale consorte, poiché si è consorte umana di un dio o di una dea: che godspouse sarebbe senò?

7. Il ruolo di godspouse può variare, in termini di lavoro con lo spirito, anche se come ho già detto la maggior parte si definisce tale di un tipo piuttosto che un altro (strega, sacerdotessa, seidhrkona, volva, sciamana). Possiamo essere sacerdoti o sacerdotesse, sciamani, streghe, guaritori, maestri, indovini, o un qualsiasi altra cosa.

8. Tuttavia, eventuali ulteriori incarichi di lavoro con lo spirito sono subordinati al ruolo di godspouse si deve avere la capacità di tenere a mente in ogni momento che la priorità è la relazione coniugale. Essa potrebbe vacillare o avere bisogno di attenzione in più, e quindi viene spesso richiesto di lasciare da parte altri tipi di lavoro di secondaria importanza rispetto a questo rapporto. La ragione di questo è semplice: il rapporto è la nostra terra, le nostre fondamenta, la base di tutto ciò che facciamo.

9. Con ovvietà ci si può chiedere se quindi gli dei hanno molti coniugi mortali, e se questo è poligamia. Basta considerare che in ogni caso in concetto di “matrimonio”- “monogamia” -“fedeltà” sono del tutto nostri, mai nessuna divinità presentandosi potrebbe mai dirvi anche sono ipoteticamente: ” oh comunque sono anche sposato con quello, quella e quell’altro.” Perché non è un concetto che appartiene ad essi. Dall’altro lato abbiamo l’esempio di miti e leggende che parlano espressamente di Dei poligami, e che anche quando non sono cosi menzionati è presumibile che lo siano stati. Gli dei non “vivono” sotto regole umane, che hanno ovviamente influenzato tali testi a seconda della cultura e del tempo in cui sono state scritte, e se proprio vogliamo si possiamo definirli poligami.

10. Altra cosa ovvia è chiedersi se si può essere un godspouse e avere un coniuge mortale allo stesso tempo. Ciò per molti è assolutamente possibile, talvolta il proprio coniuge mortale non sa nemmeno che l’altro è sposato con un Dio/Dea, o lo scopre per caso e questo non compromette nulla, o non crea nessun problema essendo essenzialmente poi due cose abbastanza diverse ( soprattutto se si ha un approccio molto più devozionale ). Per altri non è cosi, e questo dipende dalla divinità a cui ci si è legati: Esso/a potrebbe non approvare il coniuge mortale che avete scelto e invitarvi a cambiarlo. Altri Dei non condividono proprio che non gli si dedichi totalmente. In caso di dubbio, chiedete al vostro Dio cosa lui o lei vorrebbe. Se siete particolarmente legati a un amore mortale, molti saranno disposti a tenerne conto, a condizione che il coniuge mortale sia un bene per voi.
Potrebbe inoltre capitare di domandasi dunque se anche noi stessi siamo quindi poligami, a volte un Dio che accetta un essere umano al vostro fianco potrebbe indurvi a dichiarare questa cosa al vostro compagno/a , quindi cercate di capire che cosa la situazione richiede. Purtroppo, l'apertura completa è quasi impossibile, accade solo in alcune di queste situazioni. Si può avere un rapporto poligamo senza considerarsi tali. O considerarsi monogami con un rapporto speciale in più.

Se sapete di più scrivete o commentate, se riuscirò a reperire altre informazioni ve le metterò qui sotto.


Strega del Nord e altre fonti

lunedì 2 marzo 2015

Pomi d’oro e d’immortalità. Da Iðunn ad Era.

Tantissimo tempo fa avevo scritto questo Post, per il giornale di Sacerdotesse di Avalo "Il Tempio" quel numero non è mai uscito e così rendo pubblica questa ricerchina qui. Buona Lettura

Gli Elleni e i Troiani, avevano incontrato il melo in ogni dove durante le loro migrazioni, prima di stabilirsi in Grecia, in Asia Minore o in Italia. Secondo quanto attestato da Plinio, i Romani del primo secolo già conoscevano questo albero in ben trenta delle sue specie, differenti sia nell’impiego sia nell’alimentazione, ma anche nella medicina.
Le parole per indicare Mela, in latino Melum, e in greco Mḗlon, avevano in origine un senso più generico, indicavano infatti, tutti i frutti esotici che più o meno si assomigliavano, accompagnati allora da un aggettivo che ne indicava la provenienza. Mḗlon kydōnion, era la mela cotogna, da Kidōnia, Mḗlon persikòn la pesca, Mḗlon armeniakòn, l’albicocco perché, sebbene provenisse dalla Cina come il pesco, i greci l’avevano visto crescere in Armenia nel primo secolo d.C. e ancora Mḗlon kìtrion che era il limone, il Mḗlon mēdicòn il cedro e così via.
Il mito delle mele ha numerosi corrispettivi in molte tradizioni, dove si trovano spesso frutti dai poteri miracolosi, sorvegliati da guardiani, o oggetto di contesa. Dalla leggenda irlandese dei figli di Tuirenn, che rubarono le mele dal giardino di Hisberna, al ben noto racconto biblico dell'albero della conoscenza del bene e del male, sino a quella greca del giardino delle Esperidi simili alle leggendarie mele dell’immortalità degli dei nordici, custodite nel giardino della dea Iðunn. E sarà proprio di questi ultimi due racconti che parleremo.

Iðunn è ricordata nel mito del suo rapimento da parte del gigante Þjazi. La vicenda ha inizio con un viaggio di Odino, Hœnir e Loki, durante il quale le tre divinità desiderano cucinarsi un arrosto, ciò però viene impedito dai poteri magici di un'aquila, sotto il cui aspetto si cela il gigante trasformato. Loki tenta di colpire l'aquila con un bastone, ma questo rimane incastrato nel corpo del rapace, che spicca il volo trascinandosi dietro il dio. Loki, per salvarsi, stringe un patto con Þjazi, promettendog di consegnargli Iðunn e le sue mele.
In seguito Loki riesce a convincere Iðunn a uscire da Ásgarðr e a recarsi in un bosco, dove Þjazi, sempre in forma d'aquila, la rapisce, portandola nella sua dimora montana di Þrymheimr. Privi delle mele di Iðunn gli dèi cominciano a invecchiare e, saputo dell'intrigo di Loki, lo mandano a chiamare per costringerlo a rimediare.
Loki ottiene quindi dalla dea Freyja un travestimento da falco, tramite il quale raggiungere la dimora del gigante, dove trova Iðunn, sola, mentre il padrone di casa si trova momentaneamente sul mare. Loki trasforma Iðunn in una noce, portandola via con sé, ma Þjazi, che si è ben presto accorto dell'incursione, muta di nuovo in aquila volando all'inseguimento. Gli dèi, allora, una volta che Loki ha fatto ritorno ad Ásgarðr con Iðunn, creano una barriera di fuoco tra le cui fiamme Þjazi perisce. In seguito Odino dovrà affrontare la figlia di Þjazi, Skaði, decisa a vendicare il padre: ad ella verrà offerto, in riparazione, il matrimonio con uno degli dèi.
Alcuni studiosi hanno affermato che la presenza delle mele nel mito di Iðunn ha provenienza straniera. Difatti, nei testi più antichi che lo riportano, le mele non sono nominate, e di Iðunn si dice solo genericamente che possiede la medicina per impedire agli dèi di invecchiare. Inoltre, le coltivazioni di mele non furono note in Scandinavia almeno sino al tardo Medioevo. C'è tuttavia, chi fa notare che il termine con cui vengono chiamate le mele di Iðunn (epli) si può riferire in senso generico a qualsiasi tipo di frutto tondeggiante, non necessariamente alle mele proprio come Melum, e Mḗlon. Il suo nome è anche riconducibile forse nel toponimo danese Enø (>Jthænø) e in altri, di origine scandinava.
Si fa riferimento alle sue preziose mele anche laddove Skirnir, per indurre Gerdr (figlia di un gigante) a cedere all'amore di Freyr, le offre “undici mele"(epli ellidu/ epli, ellilyf "le mele medicina” contro la vecchiaia), di tali mele fu detto che erano tutte d'oro (algullin) e se ne sottolinea il simbolo di fecondità; queste ricordano il mito di Afrodite, dove Paride le fece omaggio di una mela, sebbene in questo caso si tratti di un “pomo della discordia”.
Nei pomi delle Esperidi invece, si sono voluti riconoscere le arance, o i limoni, invece che le mele, perché nel quinto secolo a.C. Sofocle aveva chiamato questi frutti “pomi d’oro”, sebbene questo termine non si riferisca a una specie in particolare, ma indica frutti mitici “frutti d’immortalità”, e il “risultato non cambi”.
Il mito narra che Eracle aveva già compiuto le sue dieci fatiche, inflitte da Euristeo, sotto consiglio dell’oracolo di Delfi per purificarsi dai delitti perpetrati durante la sua follia e per così ottenere l’immortalità. L’undicesima fatica doveva essere decisiva sotto questo aspetto, poiché nella dodicesima e ultima fatica, l’eroe sarebbe sceso negli Inferi ponendo fine alla sua servitù.
L’albero da cui Euristeo pretese che Eracle gli portasse i frutti d’oro apparteneva ad Era, la quale l’aveva avuto in dono dalla Terra Madre e l’aveva piantato in un giardino divino situato alle pendici del monte Atlante, dove il dio omonimo vegliava con grande orgoglio i frutti d’oro. Ma poiché Egli era impegnato a tenere sulle proprie spalle le “colonne del cielo”, Era aveva affidato alle figlie dello stesso la custodia dell’albero. La loro madre era Esperide, figlia del dio Espero, dio del sole calante, che altri non era che Ade che regnava sui morti, perché le anime di questi, seguendo il sole nella sua corsa, scomparivano con lui a occidente.
Le Esperidi erano tre: Esperia, Egle “lucentissima” ed Eritea, “terra rossa”; belle e spensierate cantavano con “voce sonora”, ma Era si accorse che le rubavano le mele d’oro. Perciò ordinò a Ladon, il drago, di chiudere nelle sue spire il tronco dell’albero e vietarne l’accesso a ogni straniero.
Tale immagine evoca immediatamente la forte similitudine con il serpente di Adamo ed Eva.
La fatica di Eracle, era un’impresa doppiamente difficile se si pensa che Era lo perseguitava fin dalla nascita, ed egli ignorava dove si trovasse l’albero dai frutti d’oro, di cui con certezza sapeva solo che sicuramente si trovava a occidente.
L’eroe si impadronì di Nereo, il dio marino oracolare, con l’aiuto delle ninfe del fiume, e malgrado le diverse forme che il dio cerò di assumere per sfuggirgli, infine, Eracle carpì il suo segreto: come impadronirsi delle mele d’oro. Tuttavia, secondo altri autori invece fu Prometeo ad aiutare Eracle: non doveva cogliere le mele direttamente, poiché troppo ben protette da Ladon, ma farsi aiutare da Atlante promettendogli un aiuto nel sostenere il suo gravoso fardello.
Nonostante Atlante fosse stato avvisato da un oracolo, “La Fatidica”, l’idea di un attimo di tregua ebbe la meglio sulla diffidenza che avrebbe dovuto mantenere. Atlante però temeva il drago, che venne abbattuto dalle frecce di Eracle il quale sostituì il dio, mentre Egli raccoglieva tre mele. Tale avvenimento venne commemorato con le famose “colonne di Eracle o Ercole”.
Apprezzata la libertà, però Atlante cerò di approfittarne, ma l’astuzia di Eracle ebbe nuovamente la meglio sul dio.
Portate le mele a Euristeo, queste le offrì ad Atena, ma Ella le restituì ad Era “perché sarebbe stato illecito che a Era venisse tolta la sua proprietà”. La dea deplorò la morte del suo protetto Ladon e lo mise in mezzo alle stelle, dove è diventato la costellazione del Dragone.

Con questo secondo racconto mitologico è possibile non solo trovare corrispondenza in culture e tempi diversi sui “frutti d’oro dell’immortalità” ma l’albero appare anche come Albero Cosmico che sostiene la volta celeste, impedendo di schiacciare gli uomini, come succede presso i Celti e i Germani. Forse è proprio grazie a questo compito, sostenere i celi, che i suoi frutti  permettono di arrivare all’immortalità .


Fonti:
Jacques Brosse, Mitologia degli alberi. Dal giardino dell’Eden al legnod ella Croce, Bur Rizzoli, 2010
Chiesa Isnardi Gianna, I miti nordici, Longanesi, 2008.
Teogonia di Esiodo.
Pseudo-Apollodoro, Biblioteca.
Igino, Fabulae.
www.skayler-ulver.blogspot.it - Modern Witch League

martedì 24 febbraio 2015

Giorno Pagano Europeo della Memoria


Tu per Vesta non intendere altro che la viva fiamma
Vedi che dalla fiamma non è mai nato alcun corpo.

Ma è il fuoco ad animare il corpo,
Passione e volontà che dal corpo nascono;

Ma è il fuoco che riscalda
quel crogiolo di vita che la terra diviene
quando Giunone, sorella di Vesta, Natura imponente
su di essa si stende e ne fa la sua sede.

Vesta come la Terra: il mio corpo sia questa terra
Vesta è il fuoco: il mio cuore arda di questo fuoco.

Che io possa essere il mio focolare, la mia casa, il mio rifugio
Riaccendendo giorno dopo giorno
E mantenendola viva e scoppiettante
La Vesta che nel mio cuore risiede.

Il fuoco di Vesta ardeva a Roma eternamente
Adesso bruci nel mio cuore ininterrottamente,
là dove nessun Teodosio assassino
arrivi mai a spegnerlo
finché la mia volontà ne sarà la legna
e come Vesta si conservi per i sentieri della vita.
L’idea della celebrazione di un Giorno Pagano Europeo della Memoria è nata nel 2006, per stabilire un momento ufficiale in cui ricordare le radici del passato pagano a cui tutti i pagani odierni, chi più e chi meno, si riallacciano e ricordare anche le cause e gli avvenimenti della frattura tra noi e quelle radici. E’ proprio quel distacco infatti che spinge i pagani di oggi a definirsi in questo modo, nobilitando una parola nata come insulto.
Come giornata della celebrazione è stato scelto, con un sondaggio tra pagani di diversa provenienza, il 24 febbraio: in questa data, nel 391 e.v., Teodosio emanò un editto di condanna delle pratiche pagane, in seguito al quale il fuoco di Vesta che doveva bruciare eternamente a Roma fu spento. Data la sacralità del fuoco in tutte le religioni cosiddette pagane, è stato scelto questo evento come simbolo dell’inizio dei tentativi di eliminazione delle religioni pagane.
Presto però è diventato chiaro che una giornata sola non era sufficiente: nella situazione attuale un Pagano in Europa (soprattutto quella occidentale, mentre per gli altri continenti, fatta eccezione per quel Nord America che si ritiene "spiritualmente" di ascendenza europea) deve costruire il proprio percorso, il proprio "paganesimo" ogni giorno e ogni giorno si confronta con il richiamo alle radici pagane cui ha scelto di riallacciarsi. La frattura di cui parlavamo prima rende però difficile una simile operazione.
Da qui l’idea di trasformare il Giorno Pagano Europeo della Memoria in un progetto, che portasse comunque il nome "Giorno" perché quella celebrazione è comunque il simbolo del nostro impegno pagano, ma che fosse in realtà un insieme di iniziative e di strumenti affinché tutti i pagani potessero guardare al passato pagano per costruire il futuro del paganesimo
-Manuela Simeoni

[http://www.giornopaganomemoria.it/]
[Credit: http://delllice.livejournal.com/]

lunedì 2 febbraio 2015

Devozione 3# : Antenati

Oggi riprendo quella specie di rubrica iniziata nel 2013 dove parlavo di atti devozionali che un qualsiasi praticante neo-pagano, indipendentemente dalla tradizione, potrebbe integrare nella propria pratica. Avevo deciso di parlare degli antenati come prima parte per un lavoro di devozione, sopratutto perché da anni ormai lavoro e faccio esperienza in questo campo.Le altre lezioncine in merito le trovate in questi link:             Devozione 1# : Antenati    Devozione 2# : Antenati

Gli antenati con cui abbiamo contatto sono solitamente membri della famiglia o amici che non ci sono più, è usanza ricordare le loro gesta, il loro passaggio, sopratutto intorno ala Sabba di Samhain o altri sabba in loro onore, o in date particolari e ricorrenze speciali per la famiglia.
Esistono tuttavia anche altri tipi di antenati, ovvero gli antenati culturali, o quelli che hanno un cammino spirituale comune al nostro e gli antenati spirituali di altre vite, con i quali, è ovvio ora come ora non abbiamo legami di sangue.
Un esempio di ciò può essere il Giorno Pagano della memoria, dove si commemorano tutte le streghe, maschi e femmine, bruciate sul rogo.
Qualsiasi siano questi Antenati non consanguinei, essi possono aiutarvi a progredire  e migliorare la nostra pratica spirituale e magica. Anzi molto spesso sono quelli da cui si trae più aiuto perché come detto nella prima lezione:
Ovviamente i vostri antenati potrebbero essere di religioni differenti rispetto alla vostra, anzi sicuramente sarà così, ma non preoccupatevi di questo, la cosa importante è onorarli. Chiedete loro di divenire una parte della vostra vita e promettete loro di onorarli con regolarità.Potrebbe accadere di avere anche parenti "indesiderati" con cui non avete un legame particolare o peggio, non avevate un buon rapporto quando erano in vita, se questo non è un momento di riconciliazione per voi (o per loro) non è necessario che gli invitate.Potrebbe accadere anche, semplicemente, che non tutti i vostri antenati abbiano voglia di accettare questo collegamento.
E credetemi lo so per esperienza personale quanto sia dura, ho un bis nonno che benché abbia voluto parlare con me, mi ha chiamato "strega", ancora oggi non so bene se come denuncia o riconoscimento, ho ben più paura della prima XD. O una bis nonna, che era anche una curatrice in vita, un po' magica, che non ha la ben che minima intenzione nemmeno ora, di comunicare con me o tramandare quest'arte, ne più ne me no come quando era in vita, dal momento che quelle pratiche antiche non sono state tramandate alle sue figlie e nemmeno alle figlie dei suoi figli, e sono scomparse con essa.
Piuttosto più di una volta ho avuto visita e segni davvero importanti da più parenti di una mia amica che conosco davvero da quando sono nata, e dire che quello che per lei è stato un "nonno" non era in realtà il suo vero nonno. C'è anche da dire, che fortunatamente ho quasi tutti i nonni in vita, unici "antenati" con cui ho un vero rapporto, solo il mio nonno paterno non c'è più, e lui mi ha aiutata a porre un cambiamento nella mia vita davvero importante, e ogni tanto interagisce con me, dandomi delle vere e proprie rivelazioni. Ma bando alle ciance, come dicevo lo spettro di antenati è davvero ampio, potete avere contatti con qualsiasi persona che in questa vita o in un latra abbia avuto a che fare con voi.
Queste usanze erano già ben note ai Celti gli Scandinavi ecc, che onoravano gli spiriti ancestrali, nonché gli eroi leggendari. In Bretagna si dice che i morti creano il calore del focolare durante la notte, in molti paesi si lasciano parti della cena in onore dei defunti, in Francia è usanza per alcuni versare del latte sulle tombe. Anche nell'antica Roma il culto degli antenati era di vitale importanza, e la devozione verso essi si sviluppava nel privato delle famiglie. Ancora oggi in alcune parti della Scandinavia è usanza offrire birra e cibo a loro.
In Grecia, l'attenzione era rivolta principalmente ai capifamiglia e ai leader politici e anche nel loro caso, a coloro le cui gesta furono esemplari ed eroiche.
Nell'antica Grecia, l'attenzione è stata data agli spiriti dei capifamiglia e leader politici, e la spiriti di coloro le cui opere erano eroiche.

Molti pagani, ancora ignorano tutta questa pratica, ma altri, invece riservano parte della loro pratica per entrare in contatto e fare offerte agli antenati almeno una volta ogni tanto, se non con una certa regolarità (io ad esempio riservo la luna nuova a questo) Nello sciamanesimo questo legame continuo è di fondamentale importanza invece, poiché lo sciamano ha bisogno di molti spiriti tra cui anche gli antenati, che lo sostengano nella sua Opera.

Il fuoco,da prima e poi il focolare domestico, sono il centro in cui solitamente ci si radunava per onorare i defunti, alcuni li seppellivano sotto di essi, altri raccontavano leggende e storie attorno ad esso. La credenza che i fantasmi ancestrali giorno vicino al focolare è molto diffusa ancora oggi.
La chiave più moderna, sono piccola altari in qualche angolo della casa, o più semplicemente proprio come si confà a qualsiasi lavoro dello spirito, dare una "casa" all'interno della vostra abitazione. L'immagine più comune vuole sia quella di un teschio umano, ma è abbastanza falsa, nel senso che ( personalmente vi trovo un gusto un po macabro) oggigiorno è impossibile averne uno in casa, ancor più impossibile quello di un parente (tutto ciò è vietato dalla legge, le restrizioni a volte potrebbero esserci anche su ossa animali), quindi è più opportuno trovare " case" o "navi" alternative (Culto dei Morti: Altari ancestrali e rituali ) vasi, case in miniatura, il focolare, la stufa, bottiglie ecc...


Cosa donare agli antenati:


Se volete intraprendere queste pratica è bene che ricordiate di osservare sempre profondo rispetto e ospitalità

E' tradizione donare liquori o bevande che confezionate voi stessi, o cose fatte con le vostre mani, per esempio biscotti, pane, poesie, disegni, canzoni .

Buoni risultati li danno lavori tradizionali, come un lavoro con il cuoio, forgiare oggetti di metallo artigianalmente, confezionare bevande, o tessere e filare.

Qualcosa fatto da voi, con dedizione e tempo speso, è sempre da preferire a qualcosa che comperate in negozio, tuttavia se dovete comprare qualcosa o del materiale cercate sempre di compre il prodotto della miglior qualità che potete permettervi (lo stesso vale per i doni agli dei)

Per alcune streghe cucinare qualcosa ha un valore aggiuntivo sull'offerta stessa, questo ovviamente dipende dalle vostre propensioni, se sete un abile disegnatore, un opera d'arte potrebbe conservare lo stesso valore, e uguale è per poeti e musicisti e così via...

Usare metodo di divinazione per instaurare un contatto, può essere un ottimo modo per comunicare con gli antenati, così come tecniche meditative e sciamaniche.

Molti di noi, con la pratica e pazienza, troverete buoni risultati comunicanti con l'opposto utilizzando metodi di divinazione, meditazione e trance, così come le tecniche sciamaniche.

Prestate attenzione ai segni, spesso non sono solo un messaggio per voi a volte sono richieste di qualcosa che si vuole gli sia donato.



Liberamente tratto da http://walkingthehedge.net/



giovedì 18 dicembre 2014

Mōdraniht - La notte delle Madri Matrone e Disir

Devozione 2# : Antenati


Mōdraniht ( in inglese antico "Mothers Night "o" Mothers'-Night") la cui controparte estiva a volte è conosciuta come Eostur-Monath; è una festività di origine anglosassone, che cade alla viglia solstizio d’inverno. Si presume che durante questa celebrazione si attuasse un sacrificio.
Riferimenti di questa festa sono presenti negli scritti di Beda nella sua opera latina dell’8° secolo De temporum ratione . In oltre gli studiosi attestano somiglianze tra la festività anglosassone e quella germanica, in particolare quelli che coinvolgono le Disir, o le germaniche Matres e Matrones.
Rudolf Simek nel suo Dizionario di Northern Mythology descrive il Mōdraniht "come una festa sacrificale germanica, associata al culto della Matrona, da un lato, e dall'altro lo collega al Dísablót e Disting già noti dalla Scandinavia medievale. Unendo le due cose come un anello di congiunzione cronologico tra le diverse forme di culto germanico”. 
Per quanto riguarda l'attestazione di Beda, lo studioso Philip A. Shaw (2011) commenta che "ciò che è riportato da Beda: il Modranect può essere in qualche misura confermato dalle iscrizioni votive romano-germaniche sulle matrone, e che pertanto non bisogna respingere il collegamento con le divinità anglosassoni forzatamente". 
Tuttavia, sono necessarie delle precisazioni: "Modraniht, id est Matrum noctem", vale a dire "modraniht”, è tradotto come la Notte delle Madri. E' importante notare che la parola anglosassone "modra- (niht)" e il latino “Matrum" sono al plurale, non al singolare. I pagani moderni spesso celebrano questa festa soprattutto come "Notte della Madre", concepito come la notte dell'anno in cui il figlio della Dea rinasce dal suo grembo. Questo è molto bello, ed è certamente un modo adatto per celebrare questo evento, ma non dobbiamo perdere di vista il fatto che Beda fù molto chiaro riportando la dicitura la " Notte delle Madri ", - quella che nei paesi scandinavi è chiamato Dísablót, Disting, o festa del Disir, le tribali anime-madri. E 'anche chiaro che, il festival descritto come un sacrificio, sia destinato principalmente per le madri defunte, rispetto a quelle “divine” o a quelli che vivono. Per madri defunte si intende, quelle donne che hanno vissuto e la morte ha reso fonte di saggezza e di forza per la loro vita di chi resta. Così, La Notte della Madre ha senso perfetto per festeggiare il solstizio, mentre con il Mothernight, è opportuno onorare le madri.
A questo proposito però è necessario operare un ulteriore una precisazione sulle Disir, di cui ho già scritto in passato, esse sono le Madri- Matrone (sebbene tale definizione sia comunque imperfetta) più conosciute nel mondo pagano di oggi. La comprensione di questi esseri è data grazie alle fonti scandinave, anche se le saghe spesso non sono considerate accuratamente veritiere in ogni punto, sembra molto probabile che i riferimenti alla Disarsalr (Disir-sale) e ai frequenti riferimenti ai sacrifici dei Dísablót siano storicamente corretti.  Ciò che è’ importante sottolineare però, è che in Scandinavia, il festival più comune del Disir che ha luogo presso Winternights, cade la metà di ottobre, dopo il raccolto. Ciò è in contrasto con la ricorrenza anglosassone Mothernight a Yule, rispetto alla data, ma le caratteristiche della festa sembrano tuttavia essere molto simili.

Tempo:
Nelle tradizioni nordiche, Yule è la più importante tra le festività. Essa è ben radicata nella tradizione, ed è celebrata dai popoli fin dall'antichitàpre-cristiana, che ha poi cambiato “veste” a questa celebrazione, demonizzando i vecchi culti.
Le decorazioni come, l’albero di Natale, le candele che illuminano la casa, in particolar modo quelle poste sui davanzali, le ricette tradizionali culinarie, fino alla figura di Babbo Natale, come ben noto, hanno tutti origine pagana.
Ciò che forse tutti non sanno è che questa ricorrenza è stata a sua volta modificata nelle stesse tradizioni neopagane, poiché Yule nel passato, aveva una durata di tre giorni, cadendo esattamente con il giorno del solstizio al centro, e si sviluppava ancora per dodici giorni e dodici notti. Le dodici sere rappresentano l’intero anno e dovevano essere passate in famiglia e con gli amici. In questo periodo, in oltre, cosa di cui non si fa mai menzione, è che il contatto con il mondo dei morti è più facile, aiutando così a comunicare con i propri antenati, da qui ecco la Notte delle Madri.
La prima notte di Yule è appunto la Notte delle Madri, alcuni tradizionalisti la celebrano il 20 di Dicembre, appunto alla vigliala della data del Solstizio, che però sappiamo, non cadere sempre esattamente il 21.
Tuttavia, è opportuno celebrare questa festa il 20 di dicembre, affinché le dodici notti consecutive, facciano cadere l’ultimo giorno a Capodanno. In ogni caso, ciò non vieta che le dodici notti termino prima della fine dell’anno o addirittura si prolunghino nel mese di gennaio, poiché l’ultimo dell’anno e capodanno possono essere visti quasi come un unico giorno.
Particolarmente sacre in questa notte sono del Disir, come abbiamo già detto, e la Dea Frigg, nell'aspetto della madre. Durante la Vigilia del Solstizio, la notte più lunga dell'anno, nel Nord Europa, si diceva che nel buio di quella notte, Frigg  diede alla luce Baldur, cosi bello e 'raggiante' il più amato tra gli Dei.
La benedizione di questa dea è ancora invocata dalle partorienti per lenire sofferenze e limitare i dolori o i rischi. Il rituale consiste in una candela bianca accesa la notte del Solstizio d'Inverno, usata come fascino per garantire un parto sereno. Questo assicurò l'ampiamente riconosciuto attributo di nutrice e madre alla dea nordica.
Dall'altra parte invece, durante la dodicesima notte era opportuno stimare liste di ciò che si spera realizzare durante il nuovo anno, si traggono bilanci e auspici.
Non solo durante questa notte proprio per la vicinanza con il mondo degli antenati e dei morti, è possibile scacciare gli spiriti indesiderati. In alcune tradizioni durante questa notte si fa una veglia, dove in compagnia di una fiaccola qualcuno rimane sempre sveglio.

Il culto delle Madri Matron, delle Disir e le Ideses:
Il bisogno di fiducia e conciliazione con la divinità materna era molto importante durante questo periodo dell’anno dove il clima rigido, privo del supporto della tecnologia o della modernità di cui ci serviamo oggi, metteva a dura prova i popoli e i loro mezzi di sostentamento.
Le prime testimonianze scritte del culto riservato alle Matrone iniziano durante il primo secolo d.C, predominando soprattutto in Germania, Gallia orientale e Nord d’Italia, raggiungendo poi Scozia, Frisai, Spagna del sud e Roma e prolungandosi per circa cinque secoli, fino alle imposizioni cristiane.
Più di 1100 pietre votive e altari alle "matrone" o le madri sono stati trovati fino ad oggi, oltre la metà dei quali dedicato a esseri con nomi chiaramente germanici; gli altri sono di origine celtica o non è chiaro se celtica o germanica. Il popolo germanico e quello celtico apparentemente condividevano queste credenze come già menzionato, come con una serie di altre somiglianze tra il culto di questi popoli.
Ciò che sappiamo è che presso queste pietre votive improntate sul culto delle madri si lasciavano diverse offerte, da cui oggi possiamo trarre esempio:
-Ciotole brucia incensi
-Sacrifici di frutta, pesce e carene 8in particolare maiale)
-Sacrifici di piante, alberi, neonati, bambini, panni utilizzati per gli infanti, e serpenti.
Generalmente le immagini raffiguranti le Madri di questi altari votivi, le raffiguravano in gruppi di tre, benché siano state raffigurate anche due o una sola di esse. Solitamente tale raffigurazione riportava nelle mani di una delle donne un cesto di frutta o un neonato. Le loro acconciature e i loro vestiti indicavano lo stato di “Matrona”. Ovvero la raffigurazione a cui anche le moderne tradizione ci hanno abituati: Maiden, Mother and Crone – Fanciulla, Madre e Anziana, dove la centrale , ovvero la donna con un età intermedia, aveva i capelli sciolti e portava appunto il cesto o il bambino.
A volte queste pietre votive venivano forgiate da soldati e marinai germanici durante le legioni dell’impero romano, e piuttosto che per donne o divinità femminili, queste pietre venivano erette a nome di tutta la famiglia o del Clan da cui discendeva questa persona. Era evidente dalle iscrizioni come questi invocasse la protezione, la salute, il benessere e la fortuna in battaglia proprio alle Madri, o più semplicemente voleva essere un ringraziamento per ciò che esse avevano già fatto.
Le iscrizioni sono generalmente in latino e nomi della matrona sono latinizzati, anche se la gente che li ha incisi era germanica o celtica.
Le funzioni primarie delle madri, come mostrato nelle iscrizioni, erano aiutare nel momento del bisogno, di proteggere, di vegliare su una famiglia o su un Clan, per aiutare nella fertilità e nel parto, per guarire, e possibilmente dare protezione in battaglia. Inoltre, molte delle iscrizioni sembrano essere dedicate a dee d’acqua o spiriti, che hanno il nome del fiume o del luogo in cui risiedono. Viene semplice immaginare che queste, possano essere state fatte da persone che dovevano viaggiare per mare, o che lavoravano come pescatori, o ancora che chiedevano ad un fiume di non prosciugarsi.
I nomi delle madri sono molteplici; più di 100 nomi diversi, chiaramente germanici sono stati trovati fino ad oggi. Spesso i nomi sono quelli delle madri del Clan, o quelli appartenenti al folclore di un popolo, come si può vedere negli esempi di iscrizioni alle madri sveve, madri tedesche, madri frisone, ecc.. o ancora nomi di dee e spiriti del luogo ad esempio Renahenae del Reno.
Spesso le madri sono chiamate per le loro caratteristiche, per esempio per la protezione: Gabiae, Friagabiae, Alagabiae; o quelle potenti ad esempio Afliae; nel caso del Ahueccaniae, questo nome si riferisce al primo elemento, l'acqua, mentre l’Alaferhviae, raffigurato insieme con alberi, si pensa fosse un antica  parola tedesca che indicava albero o quercia; Altri nomi di Matrone sembrano avere tale combinazione albero/quercia. Ancora, Audrinehae invece, si riferisce probabilmente le potenze amiche del destino, mostrando una connessione con le Norne ecc...
Oltre a Frigg una delle dee con più probabili connessioni con la veste di Matrona, c'era Nehalennia, adorato soprattutto nelle regioni settentrionali germaniche continentali (Frisia, nel nord della Germania, Olanda ),Circa 60 iscrizioni sono a lei collegate, dove Ella viene raffigurata con un cesto di frutta, un cane o un remo o una nave. Si pensa che Nehalennia venisse considerata una dea della fertilità, patrona della materia a scopi pacifici, come la pesca e il commercio, ma anche come dea dei morti.
Taluni credono che Nehalennia potrebbe essere un altro nome che indicasse la dea venerata come Nerthus dalle tribù germaniche, che Tacito descrive come Madre Terra.

Anche in Scandinavia il collegamento tra Madri e luoghi specifici o caratteristiche naturali, se pur meno che in altri luoghi, era sentito, mentre molto più forte era la connessioni ancestrale. Spesso le Disir venivano collegate con la terra o caratteristiche del terreno, alcuni riferimenti parlano di landdisasteinar, o pietre della terra delle Disir, dove appunto questi esseri femminili vivevano all'interno delle rocce stesse. Non è chiarissima tuttavia, la differenziazione su come venivano viste le Disir, se come esseri della natura, spiriti ancestrali, o entrambe le cose.
Questo in ogni caso, accomuna le Disir con le Matrone del resto del continente, che chiaramente funzionano sia come spiriti del luogo/natura, sia come spiriti ancestrali materni. Per approfondire i dettagli  sulle considerazioni specifiche di questi esseri, sarebbe importante indagare nelle fonti e fare ricerche approfondite nel folclore scandinavo, ma tuttavia, si può pensare che la visione di questi spiriti potesse cambiare un po’ da luogo in luogo.
Una chiara differenza invece tra le Disir e le Matrone, è proprio quella delle iscrizioni a loro dedicate, infatti quelle che appartengono alle Disir non riportano quasi mai i loro nomi. Due eccezioni sono Thorgerd e Irpa, Disir molto potenti del clan Hladhr in Halogaland, dichiarati attendibili da Jarl Hakon. Queste Disir avevano un tempio elaborato e riservato, si pensava combattessero in battaglia con i propri parenti, comparendo nei cieli ,tiravano grandine come dardi sulla terra.
Questo esempio comunque è un eccezione, poiché la regola generale era un modello standard di pietra-altare con una rappresentazione indifferenziata di Disir anonime, che venivano in soccorso, spesso in sogno, per dare auspici e presagi o avvertimenti ai parenti, talvolta per aiutare durante il parto, portare fortuna, aiuto in battaglia e dare forza alla linea famigliare.
Nella tradizione scandinava, la caratteristica più dominante delle Disir era la connessione ancestrale con la famiglia, questo giocava un ruolo fondamentale nella quotidianità della fede del popolo.
Le saghe tuttavia, mostrano anche un lato oscuro delle Disir, dove la volontà di esse preannunciava la morte di un membro della famiglia, segnando che la sua fortuna era finita.
A volte questa connessione tra Disir e morte, sembrava essere più forzata dalla rabbia delle Idises, e dal loro bisogno di operare sacrifici, al fine magari, di riparare a un periodo di sfortuna, altre volte invece tale presagio, pare fosse la semplice dichiarazione che il congiunto morente si sarebbe unito alle Disir.
In questa veste, le Disir appaiono diverse dalle Matrone, alle quali non si facevano offerte votive per onorare il loro lato oscuro. Da sottolineare è anche che forse la documentazione che compare nelle saghe in tal merito, potrebbe essere stata esasperata dagli autori per aumentare la drammaticità della storia, più che per un reale aspetto oscuro di questi esseri.

Il culto delle Madri era seguito da tutti, senza alcuna riservatezza per caste sacerdotali: uomini e donne, gente comune e capi, soldati e civili.
Le genti, avevano una considerazione di tale culto molto personale, e molto intima. Le iscrizioni infatti spesso iniziano con aggettivi possessivi come “Mie Matrone” o “Nostre Matrone”; ciò ci collega ancora al Mōdraniht e alle Disir o alle antenate, appartenenti quindi alla propria famiglia o alla propria comunità, e non viste come Dee lontane, fuori dalla portata dei mortali.
Vi era molta fiducia nell'operato delle Madri-Matrone, ciò si evince dai numerosi reperti di ringraziamento.
Un piccolo collegamento doveroso, riguarda le Ideses,  menzionate poc'anzi, collegate alle Disir scandinave, vere  proprie Matrone viventi della tradizione germanico continentale. Esse erano generalmente venerate e rispettate, giocando un ruolo predominate nelle tribù, donne viventi la cui anima, dopo la morte, avrebbe raggiunto quella delle antenate.
Le Ideses erano sacerdotesse capo clan, streghe, sacrificatrici, abili negli attacchi magici, abili con le rune e i misteri. Erano una guida per la tribù, e in questo si distaccavano dall'idea di Matrona spirituale, in quanto erano decisamente più materiali e carenali. Un nome famoso di un Idesa è Veleda.
Se avete la “fortuna” di discendere da questo lignaggio, scoprirete che le Idesa, hanno un fotte legame con i propri discendenti. La riscoperta delle tradizioni etene è come un forte squillo di tromba per le Ideses che appartengono alla vostra linea di sangue, esse si presenteranno nella vostra vita con tutta la loro forza. In particolare sembrano essere interessate ai matrimoni pagani e alla fertilità, poiché questa sono faccende famigliari.
I campi su cui le Ideses operano sono gli stessi di sempre: consiglio, saggezza, protezione, fecondità, cura materna, aiuto nel momento del bisogno.
In oltre le Ideses, intervengono sul destino delle nostre linee famigliari, districando i fili del wyrd aggrovigliati, ripristinando la fedeltà verso una credenza e richiamando alla tradizione le generazioni future.



Onorare la linea di sangue:
Come detto, i culti delle Madri contemplano tra i principi della fede quello di onorare attraverso doni  il nostro lignaggio, l’incapacità di donare o di ricevere i doni che esse ci fanno, risulta essere ugualmente offensivo per questi esseri.
Il fatto stesso che molte tradizioni neo-pagane ignorino totalmente la devozione agli antenati (rilegandola a periodi limitati come Samhian) ha donato a questi esseri lati oscuri, rilegandole nel buoi, sottoterra, nel dimenticatoio, è quindi tempo di riportare alla luce, donando nuovo onore, accattando il legame, ricevendo l’antico potere trasmesso nella linea di sangue, ripristiniamo il legame di fedeltà con loro e verso una tradizione, invitandoli  nelle nostre case.
Durante la notte del Mōdraniht, accendete una candela su uno dei posti a tavola, se avete sedie a sufficienza adornatene una a festa, in questo modo date il benvenuto alle Madri al vostro tavolo, ma anche nel vostro cuore. Apparecchiate con le stoviglie migliori che avete, e lasciate il piatto per tutta la notte della loro festa (usanza che si è tramutata con il lasciare biscotti e latte per Babbo Natale la notte della viglia).
Sembra che tra i piatti più apprezzati ci sia porrige con latte, un zuppa o un budino di crema di latte, ale, sidro o idromele. Amano la frutta e il pesce affumicato.
Il giorno successivo alla festività il cibo dovrebbe essere donato agli animali domestici della famiglia, o a quelli selvatici che abitano fuori. Le bevande vanno versate all'aperto sulle radici di un albero.
Piccoli doni per le Madri possono essere appesi all'albero di Yule.
Come dono per voi potete chiedere alle vostre antenate, di mostrarsi a voi, soprattutto chiedere s evi sono Ideises nella vostra famiglia, così da affrontare il nuovo anno con la saggezza e la forza dei vostri antenati.



Fonti:
http://www.friggasweb.org/
L'Anello di Troth, nostro troth 1993 
Schoell, Hans Cristoph, Die Drei ewigen: Eine Untersuchung ueber Germanischen Bauernglauben ., Eugen Diederichs Verlag, Jena, 1936 
Simek, Rudolf, Dictionary of Mythology Nord , DS Brewer, 1993.
http://kadlinw.tripod.com/
www. wikipedia.com
Davidson, H. R. Ellis, Myths and Symbols in Pagan Europe, Syracuse University Press, 1988.
Edred Thorsson, A Book of Troth, Llewellyn Publications, 1992.
Foley, Daniel J., Christmas the World Over: How the Season of Joy and Good Will is Observed and Enjoyed by Peoples Here and Everywhere, page 26, Chilton Co., 1963.
HeimdallR, Listserv posting to "Asatru-FORN-SED," October 20, 2000.
Kvelduf Gundarsson, Teutonic Religion, Llewellyn Publications, 1993.
Tacitus, Germania, paragraph 26, Trans. M. Hutton, Loeb Classical Library, Harvard University Press, 1970.
Thaet Angelseaxisce Ealdriht, Holy Tides 
The Troth, Our Troth 
Simek, Rudolf, Dictionary of Northern Mythology, Trans. Angela Hall, D.S. Brewer, 2000.
Snorri Sturluson, Heimskringla, Trans. Lee Hollander, p. 12, University of Texas Press, 1995.
Jul-Fest -die Wintersonnenwende, visted October 24, 2000. 
Thomastag - Sonnenwende, visited October 24, 2000. 
Foto: L'altare delle "Tre Norne" di Viù (Piemonte)

Si prega di non copiare, ma nel caso in cui lo facciate riportate almeno il link - Grazie :P

sabato 18 ottobre 2014

Il Famiglio



I famigli sono animali il cui legame con la strega va ben oltre il semplice rapporto fra padrone/animale. Il famiglio e la strega sono in un certo senso la stessa persona.
Per definizione è l’ animale domestico della Strega che partecipa alla vita spirituale di questa. Il termine famiglio letteralmente vuol dire "maggiordomo” ciò evoca che sia un animale al servizio della strega.
Nel libro Il dominio della magia nera di Paul Huson, (Mastering Witchcraft) l’autore dedica un paragrafo sui Famigli, dove racconta come potremmo in un certo senso osservare più avanti negli esercizi riportati, che il Famiglio originariamente non era affatto un animale vero e proprio ma bensì un entità probabilmente di tipo “elementare- spirituale”, che per praticità prendeva poi la forma di animale. Questa considerazione non è affatto da scartare, che possa piacere o meno, un esempio molto semplice possiamo averlo se ci riferiamo anche solo ai cartoni animati, vedi Mago Merlino con Anacleto che è un gufo che parlante, come in altre molteplicità di racconti dove vi è un animale, magico, che aiuta attivamente il proprio padrone, in un modo molto più esplicito che istintivo come farebbe un animale normale.
Quindi chiamare Famiglio il proprio animale domestico può essere dubbio, partendo dalla concezione appunto che potrebbe non essere nato come animale vero e proprio fino a considerare che gli animali domestici e non , interagiscono con le persone, non solo streghe nel modo più concerne alla loro natura, dando ad esse l’aiuto nel modo che ad essi è più convenzionale, che sia di tipo e magico o non, per esempio, come l’arrivo di un animale possa essere considerato anche semplicemente soltanto un aiuto per la persona in se senza considerare che questa si una strega o meno.
E noto comunque che gli animali, alcuni di più alcuni di meno, solitamente si pensa che il gatto sia tra i piu sensibili, ma probabilmente solo perchè è una figura di “famiglio” molto comune legata alla strega e all’ occulto, hanno delle capacità sensoriali molto più affinate di quelle dell’ uomo, avvertono pericoli presenze e cataclismi prima di noi, e questa è cosa nota.
In oltre mi trovo d’accordo con la considerazione che non è da considerarsi Famiglio un animale trovato in situazioni particolari, perche in un certo senso a prescinder dal fatto che siano Famigli o meno, la scelta, l’incontro, come in qualsiasi contesto, potrebbe non essere comunque casuale anche se lo comprate.
Quindi gli animali domestici possono essere tutti famigli come non. Questo va visto a seconda della chiave di lettura che si vuole usare, Ce chi considera il proprio animale Famiglio a prescindere, chi perche dopo un osservazione attenta ha visto interagire l’animale in modo spirituale, o chi non ama questa definizione ho a un amico che non è minimamente interessato alla vita spirituale del padrone.



Nella tradizione giudaico-cristiana sono ritenuti demoni minori che fungono da servitori o tramiti alle streghe, normalmente assumono forma di animale: il classico gatto nero.
Non soltanto i gatti erano gli animali indicati come famigli vi erano anche corvi, cornacchie, gufi, civette e furetti.
Tali Famigli venivano affidati alla strega direttamente dal diavolo, comprati o ereditati l'animale più comune era comunque il gatto.
Nel medioevo si assistette anche al massacro di tali animali proprio perchè ritenuti demoniaci, ed una delle conseguenze fu la diffusione dei topi e della peste.
Durante l’isteria collettiva che colpì le streghe nel Medioevo e nel Rinascimento, l’ossessione per i familiari era confinata più che altro in Inghilterra e Scozia, dove sono menzionati in numerosi atti processuali.
Il principale manuale dell’inquisitore, il Malleus Maleficarum (1486) non dava istruzioni specifiche in merito a famigli durante gli interrogatori o nei processi contro le Streghe.
Il libro ne riconosceva solo che un familiare in forma animale "sempre aiuta la Strega in ogni cosa".
I Famigli però non erano considerati soltanto come esseri negativi o demoniaci.
Si pensava, infatti, esistessero famigli più benevoli che servivano uomini e donne particolarmente saggi che erano maghi o capi villaggio.
Questi esseri aiutavano a dia   ncantesimo pronti per invocare lo spirito avrebbe assicurato successo nel gioco, in amore, nel lavoro o in qualsiasi cosa il proprietario desiderasse.
Si riteneva che questi essiri, essendo sensibili alle vibrazioni psichiche fossero particolarmente utili per lavorare all'interno di un cerchio magico o come catalizzatori durante i lavori magici.
I Famigli erano anche tenuti come allarmi in quanto potevano accorgersi dell’ emanazioni negative o malvagie quindi anche le streghe li sfruttavano per proteggersi.
Come abbiamo sopra accennato non erano soltanto i gatti ad essere ritenuti i compagni delle streghe i famigli in diverse parti del mondo le tradizioni popolari riportano diversi animali: in Nuova Guinea gli stregoni o sciamani indicano il serpente, in Malesia il gufo.[www.vampiri.net]

Mi sento di aggiungere, che ai tempi dell’ Inquisizione erano segnati sui “libri neri” anche mosce, topi, scarafaggi,vermi e persino i pappagalli, ritenuti demoniaci per il loro modo di imitare la voce umana.
Quindi da questo si evince come fosse facile diventare Inquisiti per la sola presenza di un “animale” in casa. In campagna era molto improbabile al tempo non avere mosche o topi.



Familiar Household Pets
Animali domestici Familiari
Magical rites from the crystal well di Ed Fitch



Se avete una coppia di animali domestici intorno alla vostra casa, e pensate che volete aiutarli a iniziare a sviluppare la loro formazione psichica - quindi ora partendo dall'inizio proponi loro un programma di formazione psichica! Non c'è tempo da perdere, probabilmente si può iniziare a vederne immediatamente i risultati.
Elencati qui ci sono una serie di test ed esercizi che è possibile eseguire sui vostri animali,ogni volta che si riesce a trovare un momento libero. È anche possibile provare questi esperimenti sugli gli animali domestici di amici.



1.Stabilisci un rapporto di base mentale e contatto telepatico.
Un esercizio molto semplice e comune, può essere provato: sedersi dall’ altra parte della stanza rispetto all’ animale con cui si vuole sperimentare. Rilassatevi mentre mettete a fuoco la vostra attenzione sull’ animale, mentalmente trasmettere ad esso il desiderio di alzarsi e venire a voi. Prova a fare questo con e senza contatto visivo. Una variazione della su questo è piuttosto che trasmettere un messaggio mentale, provare a proiettare un messaggio emotivo. Forma una grande quantità di energia positiva d’amore, e inviarlo verso l'animale, osservando gli effetti che esso può avere. Con un po 'di esperienza, questi esercizi possono anche essere utilizzati per attirare animali selvatici.
Un rovesciamento di questo esercizio è quello di utilizzare poteri telepatici per spaventare un animale di fuori, o semplicemente per farlo scappare via.
Un'altra tecnica interessante è quello di proiettare un'immagine mentale di se stessi, come foste una bestia feroce di grandi dimensioni.
La cosa importante naturalmente è di non mostrare nessuna paura, o l'animale potrebbe sentirla, e la tua proiezione non avere effetto.



2. Carica energetica trasmissione.
In maniera molto simile stabilendo il contatto telepatico, è possibile sperimentare varie forme di costruzione di energia e orientarla verso un animale. L’ approccio con l'animale è calmo e rilassato, usate il vostro mezzo preferito di trasferire l'energia psichica. per esempio, dopo gli esercizi base di respirazione, liberate l'energia guadagnata attraverso le mani, mentre accarezzate l'animale, o trasferirtela attraverso il contatto visivo.
Prendere nota del grado in cui l’animale diventa più attivo. Lo scopo di tale esercizio è il suo uso come base per la guarigione, soprattutto la magia di guarigione che implica l'invio di un carico pesante di energia psichica per "aumentare" la forza.
Una variazione di ciò è dirigere la carica di energia ad una specifica area del corpo, per esempio, cercando di accelerare la ripresa in un animale che ha una gamba rotta o mal di gola. Anche sperimentare di dirigere l'energia nei modelli per stimolare aree sensibili (come ad esempio sul chakra) come un tipo di messaggio "psichico". Queste tecniche possono essere applicate con certezza all'uomo e, dopo aver fatto pratica e perfezionato sul vostro animali domestici.
Ai Familiari spesso piace essere presenti a riti nel cerchio a causa di una grande quantità di potere accumulato. Prestando attenzione alla natura della reazione del tuo animale domestico in queste occasioni, lo si può usare come un misuratore del livello di intensità dell'energia sollevate.



3. Rilassanti, calmanti
E’ possibile testare l'abilità psichiche nel tentativo di calmare un animale che è teso, nervoso, o semplicemente in uno stato d'animo molto attivo.
Gran parte di questa tecniche consistono nel proiettare emozioni lenitive, un messaggio telepatico calmante.
Sperimentate con metodi di trasferimento di "potere" che attualmente usate per rilassare aree specifiche. Usare il contatto fisico, il massaggio, ecc.. facendo attenzione a come le reazioni differiscono quando:
1) Usa solo il contatto fisico è utilizzato;
2) Quando non c'è contatto fisico, ma le tecniche telepatiche sono state usate
3) Quando le tecniche psichiche sono combinate con metodi fisici. Esercizi di rilassamento come questi sono utilizzati anche uno a base di guarigione.



4. Reazione dell’ animale a stati d'animo emozionale
Al fine di ottenere una valutazione generale del livello del vostro animale domestico di percettività, prendere attentamente appunti sulla reazione dell'animale al clima emotivo. Se l'animale tendone ad avere determinate reazioni differenti quando è esposto a stati d'animo generale di gioia, euforia, rabbia, ostilità, tensione, ecc? Tenta di proiettare alcuni di questi sentimenti ed esamina le reazioni.



5. L’animale domestico e le interazioni con altri animali.
Può essere molto divertente vedere come i vostri familiari comunicano con altri animali. Come sembrano interagire? Pensi che ci sia qualche possibilità che usino mezzi telepatici paranormali e altri mezzi di comunicazione, oltre ai consueti segnali fisici che gli animali usano? Prendi nota se non vi è alcuna differenza nelle tecniche di comunicazione familiari formati, rispetto agli animali normali.



6. Elementi artificiali.
Un altro modo di testare le percezioni e allo stesso tempo esercitare le proprie capacità, è sperimentare con le reazioni dei vostri famigli e le interazioni con gli elementi artificiali, un "elemento artificiali" è una entità vivente che tu stesso puoi creare. Questa creatura può avere una sua intelligenza o essere solamente una bolla di energia.
Potrebbe diventare "vivo" per un solo secondo, o vivere per anni. E' possibile creare tale entità irradiando energia in un oggetto inanimato, risvegliando alla vita i nostri stessi esperimenti.
Uno dei miei più vecchi famigli è una piccola gomma rossa, che tempo fa ho fatto diventare un piccolo folletto.
Il mio preferito è una volpe giocattolo che è stata la mia compagno di molte avventura . Sembra che ogni volta che prendo Inishkea (la mia volpe) per visitare qualcuno che possiede dei cani, è un ottimo modo per tenere i cani fuori.. Sembra, in qualche modo, che l'antipatia tra la volpe e il cane esista anche a livello psichico .
Una cosa molto insolita è successa una volta in una casa di un mio amico. L'entità di un elemento artificiale venne risvegliato, e in quel momento ho pensato alla mia piccola volpe, con la quale ero uscito di casa. Improvvisamente il cane del mio amico si alzò da dove stava riposando e cominciò a saltare intorno a me, in maniera davvero aggressiva. I miei tre gatti sono stati molto ambigui con Inishkea, tentando qualcosa per spaventarlo, mentre Butchi, la nostra piccola amazzone, lo caccia occasionalmente e cerca di portarlo via.
Gli altri peluche non sembrano interessare i gatti. Una volta che abbiamo deciso di vedere cosa avrebbe fatto i gatti, ci siamo rivolti alcuni giocattoli del bambino. Prima instillammo una carica di energia in una in una papera gialla e, allo stesso momento la paperella proiettò leggermente sentimenti e energie a noi. I gatti divennero subito molto interessati a cogliere paperella, e cercando di trascinarla fuori per ucciderla.
Poi abbiamo preso un coniglietto rosa, e abbiamo versato l'energia in esso, abbiamo instillato proiezioni molto mostruose, formidabili, una sorta di coniglio Frankenstein. Quando i gatti lo videro, fuggirono, e anche se l'abbiamo lasciato lì, non sarebbero mai andati vicino. E 'stato particolarmente interessante per noi per testare il grado di reazione dei gatti: Emilie, per molti versi la più sensibile, ha agito in modo più ombroso, mentre Niki "Fatty Catty" che è circa “psichicamente sensibile come un mattone”, è apparsa la meno disturbato dalla strana creatura. Questi sono solo alcuni esempi del divertimento si può avere quando si gioca con i propri famigli. In realtà, elementi artificiali possono fare piuttosto bene sugli animali domestici se stilate un potete programma di lavoro o semplici compiti magico da fare per voi.




7. Mutaforma.
Un modo assolutamente nuovo di giocare con il vostro animale domestico comporta il mutare forma. Progetta la tua coscienza in modo che si stacchi dal tuo corpo, si stacchi dalla consapevolezza fisica, e visualizza te stesso sotto forma di un altro animale. In questa "forma astrale”, cerca di accompagnare il tuo animale domestico per le sue avventure.



8. Proiezione di Coscienza
Al fine di vedere il mondo da una prospettiva nuova, provare a "mettere sotto" la pelle il vostro familiare. Sotto la condizione giusta di relax e con forte capacità di concentrazione per la visualizzazione, è possibile proiettare la vostra coscienza nella mente del vostro animale domestico. Prima di tutto, è necessario isolare la propria auto consapevolezza dal vostro corpo fisico. Quindi focalizzare l'attenzione sull'animale, visualizzate voi stessi visto che l'animale vede, sentendo tutte le sensazioni che è in grado di esprimere. Su un livello di base, questo esercizio è buono per lo sviluppo di concentrazione. Una maggiore attitudine a una tale capacità che apre nuovi campi di esperienza ed espande la coscienza individuale nel percepire il mondo intorno a voi. Le tecniche sono semplificate per l'uso di base in qualsiasi momento, la maggior parte di questi metodi sono del genere che aiuta di fatto sviluppare le proprie innate capacità oltre a testare la percezione del famiglio. Con tutti questi esercizi, il potenziale può essere maggiormente sviluppato in modo sempre più sofisticato.



Spero che le traduzioni siano accettabili, 
Magical rites from the crystal well di Ed Fitch [ parte sugli esercizi]. 

mercoledì 1 ottobre 2014

Pokeweed (Phytolacca decandra, Phytolacca americana)


Pokeweed (Phytolacca decandra, Phytolacca americana)
Si tratta di una bacca rosso porporache si trova in molte parti del Nord America ma anche in Italia. Negli stati del Midwest, fiorisce in autunno, in genere intorno a metà settembre - giusto in tempo per Mabon. Le bacche velenose, rosse possono essere utilizzate per fornire l'inchiostro per la scrittura. La leggenda vuole che la dichiarazione di indipendenza è stata redatta con inchiostro di Phytolacca Americana, anche se la versione finale che si trova presso l'Archivio Nazionale è stato scritta con inchiostro classico. Molte lettere scritte dai soldati durante le guerre rivoluzionarie e civili sono state scritte con questo inchiostro perché pare fosse molto facile reperirlo. Secondo la Ohio State University, le bacche di questa pianta prendono il nome  da una parola dei nativi americani che indicava il sangue, a causa del colore del succo. La leggenda narra che gli sciamani tribali utilizzati le bacche di Phytolacca per liberare il corpo dagli spiriti maligni - probabilmente ingerendole queste provocavano abbondante vomito e diarrea.


Usi magici:
• Coraggio
• Bando-rottura
• Magia del Fuoco

La Phytolacca è un'erba comune per gli incantesimi di "perdita/ritrovamento”, per recuperare gli oggetti smarriti. Usato in luna nuova, un infuso di Phytolacca spruzzato intorno alla casa può rompere maledizioni e fatture. Aggiungilo all’ “acqua di guerra” ha lo stesso effetto. Portare addosso la pianta per aumentare il vostro coraggio. (Nota: è una pianta molto succosa, le sue bacche macchiano facilmente se intendi indossarlo come amuleto o in una bustina assicuratevi che asciughi benissimo) Quando schiacciate, le bacche producono un succo viola brillante che lo rende un bel inchiostro magico.
(Hanno anche un odore non troppo forte ma che a me personalmente da un pochino la nausea)


Dal libro di Cunningham:
Per trovare un oggetto perduto, mescolare Poke con ortensia, viola, e galangal. Cospargere questo miscuhglio attorno all'area in cui l'oggetto è stato visto l'ultima volta.

Pratica / Usi medicinali:
Secondo 'La guida completa a base di erbe medicinali,' i giovani germogli verdi di Phytolacca sono sicuri da mangiare come verdura (e sono utilizzati per il trattamento di tosse e laringite, e per indurre il vomito), ma quelli maturi sono completamente velenosi, Quindi io NON consiglio di mangiarli, ne prima ne dopo la loro maturazione, tanto per essere sicuri e tranbquilli.
La Phytolacca è allineato con l'energia di Urano .
La Phytolacca può essere utilizzato per gli esorcismi, la sua azione violenta, se ingerita, esprime l’eliminazione simbolica dal corpo spirituale, agendo come un veleno.
Un infuso di Phytolacca può essere utilizzato per rompere sigilli e per proteggere un'area da negatività e altre influenze nocive.

Con il succo delle bacche di Phytolacca si fa un buon inchiostro magico e può essere usato al posto di sangue in un rituale. Questo inchiostro è l’ideale per comporre sigilli, in special modo quelli di bando

L’inchiostro di Phytolacca Americana. 
Con un po 'di lavoro, potete fare il vostro -Pokeweed Inchiostro-  da utilizzare per le lavorazioni magiche, in particolare quelli utilizzati in incantesimi di bando. L'inchiostro sembra essere sensibile alla luce solare e marrone se esposto ai raggi UV, quindi se avete intenzione di conservarcelo, utilizzare una bottiglia scura o/e riponetelo in un armadio lontano dalla luce.
Per farlo? Non basta far altro che spremere le bacche attraverso un colino, e se volete aggiungere un po’ di alcool per conservarlo. Ricordatevi le boccettine scure, e conservatelo in un posto al buio per assicurarvi che duri più tempo possibile.
Il suo colore è davvero delizioso, personalmente è l’inchiostro che preferisco in assoluto, e forse anche il più semplice da fare.
Nomi popolari: Coakum, Cocan, crowberry, garget, Inkberry, Phytolacca, Colombaccio Berry, Pocan, Poke, Pokeberry, Pokeberry Radice, Poke Root, Polk Radice, Scoke, Shang Lu, Virginian Poke, Chubanga.


Attenzione nella scelta delle boccette, il liquido potrebbe essere soggetto a fermentazione e quindi far saltare i tappi! Io ve l'ho detto... esperienza personale.

[Fonti: http://breelandwalker.tumblr.com/ e Wikipedia e appunti personali sul mio blog: http://skayler-ulver.blogspot.it/ il post che è statao ripreso è http://skayler-ulver.blogspot.it/2014/09/inchiostri-darte.html (leggilo per sapere di più in merito agli inchiostri d'Arte)
Enciclopedia delle Erbe Magiche (. 2nd Ed), Scott Cunningham, Llewellyn, 1984; La guida completa a base di erbe medicinali, Charles W. Fetrow (Pharm.D.), Juan R. Avila (Pharm.D.), Pocket Books, 2000; Herbal Grimoire, The Magickal Cat ]

Si prega di non copiare, ma nel caso in cui lo facciate riportate almeno il link - Grazie :P