martedì 24 giugno 2014

Magia Protettiva per il cane e il gatto. (Skayler - Post Office)

Skayler - Post Office


 Devo fare un'incantesimo di guarigione, il problema è che non lo devo fare su una persona ma sul mi cane. .... 
-A. 

 
Ho mandato la mia risposta in privato ad A. ma prendo spunto per lasciare a tutti voi questo piccolo rituale per la protezione dei vostri animali domestici

Magia Protettiva per il cane e il gatto.


Se il vostro animale domestico ha un collare, procuratevi una piccola pietra adatta alla protezione dell' animale Fatevi guidare dal vostro intuito o fate una ricerca tra i libri di cristalli.
Comprate poi una capsula porta nome , dove solitamente potete mettere tutti i dati del cane, indirizzo numero di telefono del proprietario ecc..
oppure potete procuravi una pietra bucata o ancora una piccola gabbietta di quelle che comunemente portiamo al collo.
Deve comunque essere qualcosa di piccolo e discreto così che non di fastidio al vostro animale ne inciti altri a giocarci.


* Portate la pietra nel luogo in cui solitamente eseguite i rituali, se il vostro animaletto vuole partecipare è il benvenuto per questo rito. Tenete la pietra in mano, e se avete con voi anche il vostro amico, ponete l'altra mano su di esso, come per collegarli.
* chiudete gli occhi e rilassatevi
Visualizzate la pietra che dalla vostra mano protegge il vostro animale. Visualizzate il vostro amico sano e felice e sicuro che scorrazza con la pietra al collare.
* Quando siete certi di aver infuso abbastanza energia, prendete la pietra in entrambe le mani e soffiateci sopra mentre pensate " Così Sia"
* Tornate alla normalità al vostro stato percettivo consueto e fate indossare la pietra al vostro animale domestico.


 Consigli personali :. Purificate la pietra prima di utilizzarla e energizzarla, la consueta pulizia dei cristalli andrà bene. Personalmente ho usato un ametista di un braccialetto come pietra da infilare nella capsula porta nome, presa da quai bracciali fatti di frammenti di pietre che sono facilmente reperibili su bancarelle e negozi che trattano cristalli, fate solo attenzione che non sia plastica ;D 

 Il libro della strega moderna Ulrike Ascher

Skayler Nattfödd Ulver - Post Office



Proprio oggi ho aperto la posta sulla mia pagina Facebook avevo mille domande come sempre, e mi spiace se tardo nel rispondervi. Ho pensato però che sarebbe carino qual' ora mi chiedete qualcosa in cui posso davvero aiutarvi, postare in qualche modo qui le vostre richieste. O meglio per proteggere il vostro anonimato visto che me le mandate in privato, semplicemente riportare la richiesta e quindi sviluppare la risposta che potrebbe essere d'aiuto ad altri.
Ovviamente se posso rispondervi con qualcosa che ho già scritto non farò altro che proporvi il mio link, altrimenti, bhè ecco inguaiamo questa nuova rubrica sul mio blog, così lo mantengo anche un po' vivo, e magari qualche volta ci fate un salto anche voi per leggere.

Inviatemi le vostre richieste su » Skayler • Hägse Ulver. Vi aspetto li. appena avrò tempo vi comunicherò una risposta


martedì 25 marzo 2014

Miele fatto in casa 2.0. Un anno dopo

Ci ho riprovato, il parto dove porto a spasso Logan era pieno zeppo di "piccoli soli " (cit. che un giorno capirete tutti) e non ho saputo resistere, ho riempito un sacchetto, sperando di raccoglierne abbastanza o perlomeno più di un anno fa.
Arrivata a casa ho deciso di farne un video, mi sembrava una cosa carina visto che con ogni probabilità il blog non lo legge nessuno. In oltre era una vita che non giravo un video e sopratutto non facevo un Witch-Craft.
Ebbene questo è quanto. Ora spero che non faccia come un anno fa e che quindi resista un po senza fare la muffina. Brava me.


 

mercoledì 12 marzo 2014

Uova e Divinazione

Ostara si sta avvicinando ed ecco una divinazione semplice e a tema con questa festività:



Se tra i vosti animali Totem, guida o maestri avete un uccello a maggior ragione potreste utilizzare quasta tecnica per sviluppare una comprensione più intuitiva di questi animali.
L' oomanzia, è la divinazione, che consiste nell’osservazione di un uovo intero o nelle modifiche del bianco e del rosso, che esso rotto, genera.
Una branca dell oomanzia è l' ooscopia che veniva impiegata per predire il sesso del futuro nascituro, questa tecnica consisteva che la donna gravida tenesse tra i seni un uovo fecondato fino alla sua schiusa, dal sesso del pulcino che ne sarebbe nato, si sarebbe svelato il sesso del proprio bambino.

L'uovo ha sempre conservato un forte misticismo, il dio egizio RA era nato da un uovo, nella tradizione indù, l'uovo d'oro del mondo Hiranyagarbha diede alla luce Brahma. Il P'an Ku cinese, il primo essere umano emerse dall' uovo cosmico.
Nella tradizione greca, l'intero universo aveva la forma dell' uovo orfico. L'antico simbolo del serpente e dell' uovo si riscontra presso molte culture ecc... L'uovo è un antico simbolo di fertilità e rinascita. Simbolo di resurrezione, ed è sempre stato usato come talismano contro il male. Nei geroglifici egizi rappresenta spesso la potenzialità.

Molti popoli hanno usato l’uovo per poter trarre premonizioni o segnali per il futuro, questo perché, esso rappresentava, secondo gli antichi popoli il simbolo di generazione universale e di vita. Ognuno di questi popoli aveva però metodi diversi di usare questa particolare divinazione, e ora ne vedremo qualcuno.
I persiani, ad esempio, usavano mettere l’uovo direttamente sul fuoco, se scoppiava era segno di pericolo, se rimaneva intero era un segno favorevole. Nel medioevo, invece, esistevano due metodi differenti:
- il primo consisteva nel mettere un uovo di gallina nera, unto con dell’olio, che veniva poi esposto, al sole del novilunio recitando un particolare scongiuro (di esso se né perso traccia), dopodiché si fissava la superficie dell’uovo e doveva far vedere la risposta;
- il secondo metodo, consisteva nell’appendere un uovo fresco sull’acqua, si eseguiva poi un rituale altamente complicato, e da lì si poteva conoscere la sorte di una persona lontana o in viaggio. Se l’uovo appariva bianco la persona era ancora in vita ed in buona salute, se si mostrava nero la persona era malata o defunta.

Fino a qualche anno fa in Europa, si usava la oomanzia, mischiando il bianco e il rosso dell’uovo, quattro erano i metodi più diffusi;
- il primo consisteva, nel mettere tre bianchi d’uovo in tre bicchieri di acqua salata, dopo ventiquattro ore, si andava ad osservare le immagini o le figure, che venivano lette da sinistra a destra, e se ne traevano risposte;
- il secondo metodo, consisteva nel mettere il seme dell’uovo in un bicchiere d’acqua salata, per poi osservare le trasformazioni, e trarre anche qui un responso;
- il terzo veniva usato perlopiù, per accertare la verginità di una fanciulla, e veniva posto, in una bacinella contenente dell’acqua, l’uovo intero. Se l’uovo andava a fondo la verginità era integra, se galleggiava la sua verginità non c’era o era dubbia;
- il quarto metodo, consisteva nel mescolare il bianco ed il rosso dell’uovo con dell’acqua bollente, per poi rovesciare il tutto su un piatto, e vedere e interpretare le figure.

Fonti: http://esoterismo.esoterya.com/
Wade Baskin, The Srceror's Handbook.
Ted Andrews , Animal Speak

www.facebook.com/pages/-Skayler-Hägse-Ulver/
http://sacerdotessediavalon.forumcommunity.net/?t=56060483

domenica 16 febbraio 2014

La Baba Yaga



"Questa è una storia raccontata dalla mia bisnonna. Viveva in un luogo in cui il deserto era ovunque, i vampiri vagavano per le cime degli alberi, e diavoli scambiavano oppio e vodka per le anime umane sul ciglio della strada .... Sapeva di streghe che praticavano l'alchimia occulta, e con i suoi occhi ha visto animali prendere forma umana. Baba Yaga e il Lupo è un vero racconto dei vecchi tempi, quando i cieli e la il mondo di sotto erano molto vicini alla terra rispetto ad oggi. "
-  La Baba Yaga e il Lupo di Pat Shewchuk e Marek Colek 2010 

C'era una volta, e una volta non c'era, una giovane madre che giaceva sul letto di morte, il volto bianco come le rose di cera della sagrestia della chiesa accanto. La figlioletta e il marito sedevano in fondo al letto di legno e pregavano Dio. La madre chiamo a sé Vassillissa e la piccola dagli stivaletti rossi e dal grembiulino bianco s'inginocchiò accanto alla mamma.
"Ecco, questa bambola è per te, tesoro mio" sussurrò la mamma. E da sotto le coperte tirò fuori una bambolina che come Vassillissa indossava stivaletti rossi, grembiulino bianco, gonna nera e corsetto ricamato. "Se ti perderai o avrai bisogno di aiuto, domanda a questa bambola che fare. Tienila sempre con te, non parlarne a nessuno e nutrila quando ha fame". E il respiro le ricadde nelle profondità del corpo, dove raccolse l'anima e sfuggì dalle labbra.
La bambina e suo padre a lungo piansero e si disperarono. Ma poi, come il campo crudelmente sconvolto dalla guerra, la vita del padre rinverdì e sposò una vedova che aveva due figlie.
Sebbene esse avessero modi educati e sorridessero sempre come vere signore, dietro ai loro sorrisi c'era qualcosa del roditore che il padre di Vassillissa non notava. Quando le tre donne erano sole con Vassillissa la tormentavano, la costringevano a servirle, la mandavano a tagliare la legna. La odiavano perché c'era in lei una bellezza ultraterrena.
Un giorno la matrigna e le sorellastre non la sopportarono più. "Facciamo in modo che il fuoco si estingua, e poi mandiamola nella foresta dalla Baba Yaga a chiedere il fuoco. Così la Baba Yaga la ucciderà e se la mangerà". Squittirono come esseri che vivono nell'oscurità. Così quella sera, quando Vassillissa tornò da aver raccolto la legna, la casa era tutta al buio. Domandò alla matrigna: "Come faremo a cucinare? Come faremo a rischiarare le tenebre?"
"Stupida ragazza, ovviamente non abbiamo fuoco. Devi andare a cercare la Baba Yaga a chiederle un carbone per riaccendere il fuoco". "Benissimo lo farò" rispose Vassillissa, e si avviò. Nel bosco l'oscurità si faceva sempre più fitta, e i ramoscelli che le scricchiolavano sotto i piedi la riempivano di paura. Infilò la mano nella tasca del grembiule, dove nascondeva la bambola che la mamma le aveva dato, e subito si sentì meglio. E a ogni biforcazione Vassillissa infilava la mano nella tasca e consultava la bambola, e la bambola le indicava da che parte andare.
Improvvisamente un uomo vestito di bianco su un cavallo bianco passò al galoppo, e si fece più chiaro. Poi passò un uomo vestito di rosso su un cavallo rosso, e sorse il sole. Cammina, cammina Vassillissa arrivò alla tana della Baba Jaga, e proprio in quel momento un cavaliere vestito di nero su un cavallo nero penetrò nella baracca. Subito si fece notte.
La Baba Jaga era veramente una creatura spaventosa. Viaggiava su un mortaio che si spostava da solo. Guidava questo veicolo con un remo a forma di pestello, e intanto cancellava le tracce alle sue spalle con una scopa fatta con i capelli di persone morte da gran tempo. E il mortaio volava nel cielo con i capelli grassi della Baba Jaga che svolazzavano dietro. Il lungo mento era ricurvo verso l'alto e il lungo naso verso il basso, così si incontravano al centro. Aveva una barbetta a punta tutta bianca e verruche sulla pelle. Le unghie nere erano spese e ricurve e tanto lunghe che non poteva chiudere la mano a pugno..
Ancora più strana era la casa della Baba Jaga. Posava su un mucchio di zampe gialle di gallina, camminava da sola e qualche volta volteggiava come una ballerina in estasi. Le maniglie delle porte e delle finestre erano fatte con dita umane di mani e di piedi e il chiavistello era un grugno di denti appuntiti.
Vassillissa consultò la bambola e lei le rispose che quella era la casa che cercava. E d'improvviso la Baba Jaga nel suo mortaio calò su Vassillissa urlandole: "Cosa vuoi?". La fanciulla tremava: "Nonna, sono venuta per il fuoco…ho bisogno di fuoco". " Oh, sìììì ti conosco, e conosco i tuoi. Dunque, essere inutile…hai lasciato spengere il fuoco. E che cosa ti fa pensare che io ti darò la fiamma?" Vassillissa consultò la bambola e rispose. "Perché chiedo". La Baba Jaga disse soddisfatta. "Sei fortunata. E' la risposta giusta". E Vassillissa si sentì fortunatissima per aver dato la risposta giusta.
Baba Jaga la minacciò: "Non potrò darti il fuoco finchè non avrai fatto del lavoro per me. Se adempirai questi compiti per me, avrai il fuoco. Se no…". E Vassillissa vide gli occhi della Baba Jaga trasformarsi in braci ardenti. "Se no, cara bambina, morirai".
La Baba Jaga ordinò a Vassillissa di portarle quello che stava cuocendo nel forno. Nel forno c'era cibo per dieci persone e la Baba Jaga lo mangiò tutto, lasciando una piccola crosta e un cucchiaio di minestra per Vassillissa. "Lavami i vestiti, scopa il cortile e la casa, e separa il grano buono da quello cattivo e vedi che tutto sia in ordine. Se quando torno non avrai finito sarai tu il mio banchetto". E la Baba Jaga volò via sul suo mortaio. E cadde di nuovo la notte.
Quando la Baba Jaga se ne fu andata la bambola rassicurò Vassillissa che ce l'avrebbe fatta, le disse di mangiare qualcosa e di andare a dormire. Vassillissa rifocillò anche la bambola e si addormentò.
Al mattino la bambola aveva fatto tutto, e non restava che preparare il pasto. La sera la Baba Jaga tornò e trovò che non era rimasto nulla da fare. In parte contenta, e in parte no, sibilò: "Sei una ragazza molto fortunata". Chiamò poi i suoi fedeli servitori perché macinassero il frumento, e tre paia di mani comparvero a mezz'aria e cominciarono a raschiare e a pestare il frumento. La pula volava per la casa come una neve dorata. Quando fu tutto finito la Baba Jaga si sedette a mangiare. Mangiò per ore e ordinò a Vassillissa di pulire di nuovo tutta la casa, di scopare il cortile e lavarle i vestiti. "In quel mucchio di sporcizia ci sono molti semi di papavero. Per domattina voglio una pila di semi di papavero e una pila di sporcizia, ben separati".
Quella notte la Baba Jaga dormì come un ghiro. Vassillissa cercò…di raccogliere…i semi di papavero…tra la sporcizia. Dopo un po' la bambola le disse: "Ora dormi. Andrà tutto bene". di nuovo la bambola si occupò di tutto e quando la vecchia tornò a casa era stato tutto fatto. La Baba Jaga chiamò i suoi fedeli servitori perché spremessero l'olio dai semi di papavero.
Mentre la Baba Jaga si insudiciava le labbra con il grasso dello stufato, Vassillissa le stava accanto. "Posso farti qualche domanda, nonna?". "Domanda pure, ma ricordati che troppo saprai, presto invecchierai". Vassillissa chiese dell'uomo bianco sul cavallo bianco. "Quello è il mio giorno", rispose la baba Jaga intenerita. "E l'uomo in rosso sul cavallo rosso?". "Oh, quello è il mio sole nascente". "E l'uomo sul cavallo nero?". "Quello è il terzo, ed è la mia notte. Vieni qui, vuoi farmi altre domande?", le disse con tono suadente. Vassillissa stava per chiederle di quelle strane mani, ma la bambola cominciò ad agitarsi nella tasca e allora disse: "No nonna. Come tu stessa hai detto, troppo saprai, presto invecchierai".
"Ah" disse la Baba Jaga "sei più saggia dei tuoi anni. E come hai fatto a diventare così?". "Grazie alla benedizione della mia mamma" disse sorridendo Vassillissa. "Benedizione?! Non abbiamo bisogno di benedizioni qui! Meglio che tu te ne vada" e la spinse fuori. Ma prima le dette un teschio dagli occhi ardenti e lo infilò su un bastone. "Ecco, prendi il tuo fuoco e portatelo a casa".
Vassillissa corse a casa, seguendo il percorso che la bambola le indicava. Era notte, e Vassillissa attraversò la foresta con il teschio sul bastone, con il fuoco che usciva dall'orecchio, dall'occhio, dal naso e dalla bocca del teschio. D'improvviso provò paura di quella luce fantastica e pensò di gettarlo, ma il teschio le parlò e la invitò a calmarsi e proseguire.
La matrigna e le sorellastre si avvicinarono alla finestra e videro una strana luce danzante nei boschi. Sempre più si avvicinava. Vassillissa si avvicinava sempre di più e quando la matrigna e le sorellastre la riconobbero le corsero incontro e le dissero che non avevano avuto più fuoco da quando se n'era andata.
Vassillissa entrò in casa con un senso di trionfo. Ma il teschio sul bastone osservava ogni mossa delle sorellastre e della matrigna, e la mattina dopo aveva bruciato e ridotto in cenere il malvagio terzetto

Vassillissa è la storia del passaggio di madre in figlia, da una generazione all'altra, del potere femminile dell'intuito. Tutti gli aspetti della storia appartengono ad un'unica psiche nel suo processo di iniziazione.

-Tratto dal libro " DONNE CHE CORRONO CON I LUPI " di: C. P. Estès

mercoledì 8 gennaio 2014

La bufonite



Un potente amuleto
Nel Medioevo, era considerata un grande amuleto, veniva indossata intorno al collo o come anello incastonata come una pietra preziosa.

Vecchi rospi, fossili e pietre magiche
A lungo si è creduto che queste pietre venissero dalla testa di vecchi rospi da qui il suo nome bufonite – da bufo – rospo. In realtà essa è un fossile, più precisamente si tratta di denti di pesce pietrificati. Nonostante la realtà la tradizione vuole che questa pietra fosse vomitata da un vecchio rospo maschio dopo che lo si fosse strofinato con un panno rosso.
Spesso appare in forma tondeggiante e non sono di grandi dimensioni, talvolta la loro forma può essere allungata e appaiono di colore nero/marrone ma ne esistono anche di bianche, ruggine, grigio, verde e marrone / rosso.

I suoi nomi
Crapaudine. Bufonite. Thimble, Pietra Toad. Batrachite. Chelonite. Occhio di Lupo .Pietrificata, Occhio di serpente, Occhio d’ uccello.

Credenze e superstizioni
Nel Medioevo, la Crapaudine, è stata chiamata pietra del "veleno".
E 'stato utilizzato come profilassi in caso di avvelenamento, vertigini e epilessia.
Oltre ad essere un antidoto contro il veleno, si credeva che fosse capace di cambiare temperatura diventando molto calda o di cambiare colore, quando si testava un paziente avvelenato, o in presenza di un simile pericolo.
Era indossata come protezione da malattie renali e contro la formazione dei calcoli. Ancora, poteva guarire una fistola se veniva sfregata su questa per una dozzina di giorni.
Durante la Grande Peste, è stato utilizzata ponendola sul cuore per rafforzarlo. Perché avrebbe il potere di estrarre il veleno dal cuore guarire quindi le bolle e la pestilenza.
Avevano un effetto protettivo contro ogni incantesimo su bestiame, bambini e donne in gravidanza.

Ha una forte somiglianza con il rospo vista la sua forma, ed è per questo forse che si son sviluppate tante assonanze partendo dal nome con questo animale.
Intesa in tal senso la pietra poteva e può esser questa per la magia simpatica : nel folklore rane e rospi hanno un significato molto profondo e ricco, ma talvolta son stati visto come esseri malvagi e velenosi, da qui la probabile credenza che essa curi dall’avvelenamento e che fosse impiegata in filtri contro il veleno.
Che in alcune parti del mondo i rospi siano velenosi è una realtà essi sono pericolosi per gli animali domestici e predatori, poiché il loro veleno è emesso attraverso la pelle come meccanismo di difesa, ma difficilmente lo sono per l’uomo a meno ché il veleno non entri in contatto con le mucose della bocca. A tal proposito si potrebbe aprire un lungo argomento su pratiche sciamaniche e uso del rospo come enterogeno.

Fu solo nel XVII secolo che si scoprì in ogni caso che questa pietra non proveniva affatto dalla testa di un rospo ma che in realtà fosse un fossile.
Nonostante ciò alcune credenze sono sopravvissute e ancora oggi si pensa che essa abbia poteri curativi.
Nel XIX secolo alcuni folkloristi scoprirono quanto si estendevano le sue capacità, tra queste: fermare emorragie, prevenire aborti spontanei, stimolare la lattazione, curare dolori al petto, poteri afrodisiaci, proteggerete bestiame, neonati e madri.
Walter Scott scrisse che La Pietra Toad è un famoso amuleto, che non è mai alla portata di qualcuno se non in cambio di 1.000 monete d'argent. E 'sovrano nel proteggere i neonati e le loro madri dalle fate, tanto che fu preso in prestito da sua madre più volte per questa virtù.( Tratto da una Lettera datata 4 aprile 1812 Sir Walter Scott a Joanna Baillie)

Fonti antiche
Plinio la cita nella sua Storia Naturale (37: 55, 149) (I secolo dC), senza troppi dettagli sul suo folklore o sul suo uso medicinale e probabilmente confonde questa pietra con un'altra poiché egli, spesso confonde rane e rospi. Si ferma a menzionare il colore di tre rane.
Più tardi, Cyranides parla più chiaramente di una pietra dalla testa di rospo e di come farne un ottimo amuleto:
Il Rospo terrestre, chiamato saccos, il cui respiro è velenoso, contiene una pietra nelle ossa della testa. Se si afferra in luna calante, mettetela in un pezzo di biancheria per 40 giorni, quindi apritelo e prendete la pietra, si otterrà un potente amuleto. Appendetelo alla cintura, cura edema e la milza, come io stesso ho sperimentato. (Evans 1922: 19). ( la parola "milza" può anche significare il veleno).)




La pietra che invece ci possono donare le fate è chiamata bufonite, da bufo, nome scientifico del rospo. Secondo la tradizione infatti queste pietre si formano nel corpo di tale animale.
Alla vigilia del giorno di San Giovanni o durante la notte stessa, oppure in una qualsiasi splendida notte dell'anno, soprattutto quando c'è la luna piena, potete offrire un dono alle Fate. Se donate con cuore sincero, sicuramente conquisterete la loro fiducia ed il loro favore. Preparate un dolce di avena o mettete del miele e del vino in una tazza oppure, ancora meglio, offrite alle Fate un canto, una danza o una poesia creati da voi o che trovate piacevoli. Prima di iniziare dite ad alta voce: "Questo è per le Fate"; ditelo nuovamente dopo aver offerto il dono, cosa che andrà fatta all'aperto, in un luogo appartato, selvaggio e solitario.
Ben presto, probabilmente il giorno dopo, scoprirete che le Fate vi hanno dato qualcosa in cambio; siate vigili, ma non offrite i vostri doni pensando di ricavarne qualcosa né aspettatevi nulla. Rimanete semplicemente all'erta. Sicuramente molto presto scoprirete nella natura un qualche oggetto strano e grazioso, oppure potrete trovare delle monete d'argento. Qualunque cosa troviate, conservatela per sempre, perché si tratta di un dono sacro e vi porterà fortuna e felicità.
Nella maggior parte dei casi l'oggetto che troverete sarà una bufonite, un ciottolo rotondo e venato di disegni splendidi e misteriosi, che sembra mandare bagliori, dalle tinte delicate. Tenetelo con voi e ponetelo sotto il guanciale; secondo la saggezza popolare, queste pietre sono gioielli mistici che si trovano nella testa di un rospo. Coloro che possiedono questa pietra saranno fortunati in amore, saggi nella divinazione e la loro vita sarà benedetta.

domenica 20 ottobre 2013

Cristalli e pietre

Aria:  ametista, ametrino, apatite blu, azzurrite, selenite, sodalite, tanzanite, tormalina blu, lapislazzuli, zaffiro blu, zaffiro bianco, giada blu, charoite, chiaro calcite, calcite blu, angelo aura quarzo, Angelite, blu avventurina, celestina , Danburite, diamanti, turchese, trasparente fluorite, zircone, quarzo chiaro

Terra:  muschio agata, avventurina verde, apatite verde, diaspro sanguigno, celestina, epidoto, selce, salgemma, ematite, giada nera, giada verde, crisoprasio, diaspro, jet, magnetite, onice, legno pietrificato, peridoto, pirite, quarzo fumé, verde quarzo (prasiolite), Shiva lingnam, marrone tormalina, agata, smeraldo, tormalina verde, malachite, labradorite, verde fluorite, quarzo chiaro

Fuoco: citrino, corniola, agata di fuoco, rubino, rosso granato, quarzo rosa, pietra del sole, diaspro rosso, rosso calcite, sardonica, ametrino, rosso avventurina, larimar, ambra, cinabro, calcite arancione, occhio di tigre rosso, occhio di tigre, tigre di ferro , oro topazio, opale di fuoco, Rhodonite, Rodocrosite, mandarino quarzo, ossidiana, quarzo chiaro

Acqua:  acquamarina, amazzonite, aqua aura quarzo, blu tormalina, avventurina blu, tormalina anguria, blu fluorite, opale, bianco opale, Kunzite, larimar, Alessandrite, blu aragonite, dioptase, agata blu del merletto, pietra di luna, perle, tormalina rosa, lepidolite , calcedonio blu, topazio azzurro, quarzo chiaro

martedì 17 settembre 2013

La stregoneria nelle isole Orcadi

Il folklorista Walter Traill Dennison documentò un rituale praticato dalle streghe appartenenti alla tradizione stregonica delle Orcadi, per ottenere i poteri magici
Il suo racconto descrive un rituale sofisticato attraverso il quale la strega sarebbe entrata in contatto con i poteri delle tenebre.
Il praticante avrebbe dovuto attendere la luna piena poi si sarebbe recato su una spiaggia, a mezzanotte, dove avrebbe dovuto girare in senso antiorario “contro il sole” dopo essersi postato sul riflusso della marea.
Avrebbe quindi disposto sette pietre intorno al cerchio, sulla sua testa e sul suo cuore
Una volta chiuso il cerchio di sette pietre, la strega avrebbe detto ad alta voce:

O’ Mester King o’ a’ that’s ill,
Come fill me wi’ the Warlock’s Skill,
An’ I shall serve wi’ all me will.
Trow take me gin I sinno!
Trow take me gin I winno!
Trow take me win I cinno!
Come take me noo, an take me a’,
Take lights an’ liver, pluck and ga,
Take me, take me, noo I say,
Fae de how o’ da heed, tae da tip o’ da tae.
Take a’ dats oot an’ in o’ me.
Take hare an hide an a’ tae thee.
Take hert, an harns, flesh, bleud and banes,
Take a’ atween the seeven stanes,I’ de name of da muckle black Wallowa!

La persona sarebbe quindi rimasta in silenzio per un po, poi aprendo gli occhi si sarebbe girata sul fianco sinistro dove avrebbe ripetuto la chiamata, così per tutte le pietre disposte. Questa esecuzione è stata paragonata a quella del lanciare una maledizione, in tutte le direzioni.
Lo studioso Hugh Marwick, ha esaminato gli elementi del rito - il riflusso, i giri in senso antiorario e il posizionamento delle pietre – convenendo che esse rappresentano effettivamente la pratica tradizionale delle Orcadi .
Tuttavia, molti pensano che invece alcune parti del rituale siano state aggiunte successivamente per incrementare un aria “malefica” del’ rituale stesso.
Marwick trovò che la chiave dell’ incantesimo risiedeva in queste parole:

"Tak me noo, an tak me a', 
Tak lights an' liver, pluck an' ga', 
Tak a' dats oot an' in o' me, 
Tak hide an' hair an a' tae thee, 
I' de nam o' de muckle black Wallowa!"

I rifermanti alla chiamata del “Re Maestro- Satana” sembrano quindi forzati, Marwick suggerì che le prime strofe erano infatti state aggiunte in un secondo momento e che il Diavolo non è mai stata una figura compresa nella tradizione originale.
Tuttavia, la parola "Wallowa" o "Wallaway" si trova comunemente nel dialetto scozzese proprio ad indicare  il diavolo, si pensa quindi, che sia un errata traduzione derivante da un termine norreno “scotticizzato” malamente. In origine infatti questa parola poteva riferirsi in realtà alla figura della Volva norrena – profetessa e strega- scambiata e modificata poi complice la lingua scozzese  in Wallowa.
In questo modo il rituale riprende la sua dimensione folcloristica naturale e antica, dove non vi è nessun riferimento a Satana, ma al potere di una grande strega oscura.
Non solo, il "Master King" può essere Manannan o Shoni, Dio Gael del mare, del mondo sotterraneo, e dei morti. Mentre la "grande strega oscura" è più probabile Nicneven conosciuta anche come "Gyre Carline" e "Regina del Elphame", l'equivalente scozzese di dee oscure altri come Ecate, Hel, Holda, e possibilmente legate alle Norne.
L’intento finale di questo rituale visto come una sorta di dedicazione/ iniziazione è quello di donari se stessi a queste divinità e all'unseelie
Alla luce di questo la traduzione in italiano potrebbe essere qualcosa di simile a  questo:

O Maestro, Re di tutto ciò che è male,
Veni a riempirmi con i poteri dalla strega
Mi devi servire con tutta la mia volontà.
Il Diavolo mi porti se ho peccato!
Il Diavolo mi porti se posso volare!
Il Diavolo mi porti quando non posso!
Vieni a prendermi, venite tutti,
Prendi i polmoni e il fegato, organi e i piedi,
Prendetmi, prendimi, ora io dico!
Dalla fronte del capo, alla punta del dito.
Prendete tutto ciò che è fuori e dentro di me.
Prendere i capelli e nascondete tutto a te.
Prendere il cuore e cervello, carne, sangue e ossa,
Prendete tutto tra le sette pietre!
Nel nome della grande strega oscura!

Fonti:http://witchofforestgrove.com/
http://www.orkneyjar.com/folklore/witchcraft/charm.htm
Per ascoltare la canzone http://dianaandpansson.tumblr.com/post/53960993672/me-singing-the-orkney-witchs-charm-the-tune-is
Ho raccolto diverse informazioni con varie ricerche e ho cercato di trascrivere quanto più correttamente mi fosse possibile (visto che alcune fonti erano straniere).
Si prega di non copiare, ma nel caso in cui lo facciate riportate almeno il link - Grazie :P

mercoledì 21 agosto 2013

Luna Piena di Agosto



Sotto la Luna dell'Agrifoglio,
Guerriero di ferro delle bacche rosso sangue,
Invito Syn il Testimone
Una volta sanciti i vincoli, devon esser combattuti
E il più difficile nemico dell'integrità
Non senza menzogne, ma senza la mia anima.
Chiudo le porte della mia volontà contro quelle voci
Che sussurrano e tentano dall'interno
Questo mi conduce ad un percorso più conveniente
dove la mia autostima ha la via spianata

Ieri notte ce stata Luna Piena, mi son trovata a celebratala proprio nell'orario giusto una volta tanto, quindi ho fatto tradissimo e oggi e sconto un po le conseguenze. Ma non importa è stato bello e mi ci voleva.
Ultimamente batto un po' la fiacca in quanto pratica, motivo per cui ho anche deciso di render pubbliche queste due righe di riflessione a vuoto. Faccio le mie solite cosine di routine, ma a parte questo ho anche mollato libri e la spasmodica ricerca di cose da imparare. Va così, son presa da altre cose che mi fanno stare altrettanto bene.
Dicevo, ho celebrato la luna piena in modo abbastanza semplice, ho lasciato una piccola preghiera generica, ho ringraziato gli antenati e lasciato loro un messaggio attraverso i fumi dell'incenso, bandito quelle cosine che non fa mai male trascrivere e bruciare ed infine ho fatto un piccolo incantesimo, una piccolissima Witchers' ladder, sfruttando i "temi stagionali" e l'istinto.
Questa Luna è sempre stata un po speciale per me, probabilmente perché se guardo indietro a dodici anni fa, è stata la prima vera e propria celebrazione che ho eseguito. Me lo ricordo ancora anche se vagamente: ero nella cucina della mia vecchia casa, prima dei libri, prima di essere Skayler, con poco sapere e qualche nozione di internet, con una candela bianca in un porta candele che ho ancora e il mio quarzo rosa tondo caricato ai raggi lunari. L'ho sentita... per quanto inesperta fossi, e forse proprio grazie all'emozione che si prova le prime volte, ho sentito quell'energia speciale fluire dentro di me e stordirmi un po'.
Credo che quella notte di Agosto sia iniziata definitivamente questa nuova-altra vita, senza più farmi avere dubbi sull'esistenza di dio, quel giorno ho trovato me stessa e quanto di più sicuro posso sentire di essere, perché se c'è una cosa su cui non ho mai dubitato è proprio l'essere una strega.
Non perché io abbia chissà quali poteri anzi, ovviamente intendo strega come pagana, come credente e praticante, piuttosto che colei che fa la fattucchiera ;)

Questa luna è sempre stata un po speciale, perché per anni ho seguito i consigli della Morrison sul suo libro L'arte della Strega, e mi ha sempre lasciato un po di "amaro" (forse) la nota dove suggerisce di pregare per propiziare la possibilità di riallacciare un rapporto.
Qualche nome l'ho sempre avuto in mente, poi per la poca sicurezza di volere davvero una cosa del genere, ho sempre evitato di pronunciarmi. Quest' anno tuttavia, non c'è stato bisogno di nuovo, perché è successo ancora prima della luna, forse sotto la sua influenza, forse perché in segreto l'avevo desiderato tanto. Una persona che è stata davvero speciale è torna nella mia vita, con la sua semplicità, senza i rancori con cui c'eravamo lasciate, cercandomi, ricordandomi esattamente come io ho sempre fatto in questi quattro anni. Mi ha riempito il cuore e per questo ho ringraziato ieri notte.
In ultimo avevo qualcosina da chiedere, veri e propri desideri, abbastanza nuovi, abbastanza... vabbè lo terrò per me. Ho pensato quindi di fare una scaletta della strega utilizzando tre spighe di grano e formando con esse una treccia sulla quale ho legato un foglietto con la mia richiesta, un osso dei desideri e tre piume di Gheppio; ho associato queste piume proprio per il legame con questo rapace, che appartiene alla famiglia delle aquile e dei falchi:
Il Falco è legato al Sole e agli spiriti mercuriali. Recapita i messaggi riguardanti il ​​quadro più grande, quelli che influenzeranno la tua vita e il  percorso spirituale. Quando il falco porta un messaggio è tempo di prendere in prestito i suoi acuti occhi che tutto vedono e volare abbastanza alto con le sue forti ali per visualizzare dall'alto una situazione o un percorso e comprendere il quadro completo - il passato, presente e futuro. Altre volte il Falco recapita i messaggi da e verso gli Dei e gli spiriti del mondo di sopra. Appartenere però al mondo di sopra non significa dolcezza e luce, Il Falco è un predatore e un guerriero, dopo tutto. - S.L
Sono quindi soddisfatta ed è stata anche la prima volta che ho impiegato le mie bellissime nuove carte " i Tarocchi del Cerchio della Vita" che ho desiderato tanto e la mia migliore amica, nonché sorella, non che la donna più meravigliosa che conosco me li ha regalati.
Infine sempre ieri, visto che sono in vena di chiacchiere, ho trovato un nuovo Stang. Ne cercavo uno da parecchio e mi sarebbe piaciuto trovarne uno altro da usare come bastone ma evidentemente andrò in crescendo. Questo mi è piaciuto tanto perché proviene da un albero che è stato abbattuto dalla tempesta durante un forte temporale che c'è stato nel periodo di Lammas. 
Ieri mi sono messa a spulciare tra i rami che giacevano a terra e con un po' di fatica ho staccato questo pezzetto ( 83 cm circa) e me lo sono portato a casa, ho iniziato a lavorarlo subito, pulendolo dalla corteccia e guadagnandomi cosi una bella bolla sul dito da brava artigiana, poi ho tagliato le sporgenze e ridimensiono la forcella (mio papà mi ha dato una mano e anche questo mi piace molto... condividere con lui la lavorazione di alcuni dei miei strumenti, come fù per il mio primo Athame dodici anni fa). Ho pirografato pochissime cose, a differenzia del mio vecchio stang: ho segnato tre rune sulle appendici, un vegvisir e sul fondo ho fatto la runa del wyrd e una rappresentazione dell'albero del mondo. L'ho lucidato e nutrito con c'era d'api e fumo d'incenso, ho appeso su di esso il dentino di "un animale che cavalca tra i mondi" e una piuma di corvo e una di gheppio (sperando di aggiungerne presto una di gufo) ora riposa vicino al tamburo.
Bhè detto questo vi lascio, se leggete ogni tanto lasciate un commentino, non siate vagabondi su!