domenica 16 febbraio 2014
La Baba Yaga
"Questa è una storia raccontata dalla mia bisnonna. Viveva in un luogo in cui il deserto era ovunque, i vampiri vagavano per le cime degli alberi, e diavoli scambiavano oppio e vodka per le anime umane sul ciglio della strada .... Sapeva di streghe che praticavano l'alchimia occulta, e con i suoi occhi ha visto animali prendere forma umana. Baba Yaga e il Lupo è un vero racconto dei vecchi tempi, quando i cieli e la il mondo di sotto erano molto vicini alla terra rispetto ad oggi. "
- La Baba Yaga e il Lupo di Pat Shewchuk e Marek Colek 2010
C'era una volta, e una volta non c'era, una giovane madre che giaceva sul letto di morte, il volto bianco come le rose di cera della sagrestia della chiesa accanto. La figlioletta e il marito sedevano in fondo al letto di legno e pregavano Dio. La madre chiamo a sé Vassillissa e la piccola dagli stivaletti rossi e dal grembiulino bianco s'inginocchiò accanto alla mamma.
"Ecco, questa bambola è per te, tesoro mio" sussurrò la mamma. E da sotto le coperte tirò fuori una bambolina che come Vassillissa indossava stivaletti rossi, grembiulino bianco, gonna nera e corsetto ricamato. "Se ti perderai o avrai bisogno di aiuto, domanda a questa bambola che fare. Tienila sempre con te, non parlarne a nessuno e nutrila quando ha fame". E il respiro le ricadde nelle profondità del corpo, dove raccolse l'anima e sfuggì dalle labbra.
La bambina e suo padre a lungo piansero e si disperarono. Ma poi, come il campo crudelmente sconvolto dalla guerra, la vita del padre rinverdì e sposò una vedova che aveva due figlie.
Sebbene esse avessero modi educati e sorridessero sempre come vere signore, dietro ai loro sorrisi c'era qualcosa del roditore che il padre di Vassillissa non notava. Quando le tre donne erano sole con Vassillissa la tormentavano, la costringevano a servirle, la mandavano a tagliare la legna. La odiavano perché c'era in lei una bellezza ultraterrena.
Un giorno la matrigna e le sorellastre non la sopportarono più. "Facciamo in modo che il fuoco si estingua, e poi mandiamola nella foresta dalla Baba Yaga a chiedere il fuoco. Così la Baba Yaga la ucciderà e se la mangerà". Squittirono come esseri che vivono nell'oscurità. Così quella sera, quando Vassillissa tornò da aver raccolto la legna, la casa era tutta al buio. Domandò alla matrigna: "Come faremo a cucinare? Come faremo a rischiarare le tenebre?"
"Stupida ragazza, ovviamente non abbiamo fuoco. Devi andare a cercare la Baba Yaga a chiederle un carbone per riaccendere il fuoco". "Benissimo lo farò" rispose Vassillissa, e si avviò. Nel bosco l'oscurità si faceva sempre più fitta, e i ramoscelli che le scricchiolavano sotto i piedi la riempivano di paura. Infilò la mano nella tasca del grembiule, dove nascondeva la bambola che la mamma le aveva dato, e subito si sentì meglio. E a ogni biforcazione Vassillissa infilava la mano nella tasca e consultava la bambola, e la bambola le indicava da che parte andare.
Improvvisamente un uomo vestito di bianco su un cavallo bianco passò al galoppo, e si fece più chiaro. Poi passò un uomo vestito di rosso su un cavallo rosso, e sorse il sole. Cammina, cammina Vassillissa arrivò alla tana della Baba Jaga, e proprio in quel momento un cavaliere vestito di nero su un cavallo nero penetrò nella baracca. Subito si fece notte.
La Baba Jaga era veramente una creatura spaventosa. Viaggiava su un mortaio che si spostava da solo. Guidava questo veicolo con un remo a forma di pestello, e intanto cancellava le tracce alle sue spalle con una scopa fatta con i capelli di persone morte da gran tempo. E il mortaio volava nel cielo con i capelli grassi della Baba Jaga che svolazzavano dietro. Il lungo mento era ricurvo verso l'alto e il lungo naso verso il basso, così si incontravano al centro. Aveva una barbetta a punta tutta bianca e verruche sulla pelle. Le unghie nere erano spese e ricurve e tanto lunghe che non poteva chiudere la mano a pugno..
Ancora più strana era la casa della Baba Jaga. Posava su un mucchio di zampe gialle di gallina, camminava da sola e qualche volta volteggiava come una ballerina in estasi. Le maniglie delle porte e delle finestre erano fatte con dita umane di mani e di piedi e il chiavistello era un grugno di denti appuntiti.
Vassillissa consultò la bambola e lei le rispose che quella era la casa che cercava. E d'improvviso la Baba Jaga nel suo mortaio calò su Vassillissa urlandole: "Cosa vuoi?". La fanciulla tremava: "Nonna, sono venuta per il fuoco…ho bisogno di fuoco". " Oh, sìììì ti conosco, e conosco i tuoi. Dunque, essere inutile…hai lasciato spengere il fuoco. E che cosa ti fa pensare che io ti darò la fiamma?" Vassillissa consultò la bambola e rispose. "Perché chiedo". La Baba Jaga disse soddisfatta. "Sei fortunata. E' la risposta giusta". E Vassillissa si sentì fortunatissima per aver dato la risposta giusta.
Baba Jaga la minacciò: "Non potrò darti il fuoco finchè non avrai fatto del lavoro per me. Se adempirai questi compiti per me, avrai il fuoco. Se no…". E Vassillissa vide gli occhi della Baba Jaga trasformarsi in braci ardenti. "Se no, cara bambina, morirai".
La Baba Jaga ordinò a Vassillissa di portarle quello che stava cuocendo nel forno. Nel forno c'era cibo per dieci persone e la Baba Jaga lo mangiò tutto, lasciando una piccola crosta e un cucchiaio di minestra per Vassillissa. "Lavami i vestiti, scopa il cortile e la casa, e separa il grano buono da quello cattivo e vedi che tutto sia in ordine. Se quando torno non avrai finito sarai tu il mio banchetto". E la Baba Jaga volò via sul suo mortaio. E cadde di nuovo la notte.
Quando la Baba Jaga se ne fu andata la bambola rassicurò Vassillissa che ce l'avrebbe fatta, le disse di mangiare qualcosa e di andare a dormire. Vassillissa rifocillò anche la bambola e si addormentò.
Al mattino la bambola aveva fatto tutto, e non restava che preparare il pasto. La sera la Baba Jaga tornò e trovò che non era rimasto nulla da fare. In parte contenta, e in parte no, sibilò: "Sei una ragazza molto fortunata". Chiamò poi i suoi fedeli servitori perché macinassero il frumento, e tre paia di mani comparvero a mezz'aria e cominciarono a raschiare e a pestare il frumento. La pula volava per la casa come una neve dorata. Quando fu tutto finito la Baba Jaga si sedette a mangiare. Mangiò per ore e ordinò a Vassillissa di pulire di nuovo tutta la casa, di scopare il cortile e lavarle i vestiti. "In quel mucchio di sporcizia ci sono molti semi di papavero. Per domattina voglio una pila di semi di papavero e una pila di sporcizia, ben separati".
Quella notte la Baba Jaga dormì come un ghiro. Vassillissa cercò…di raccogliere…i semi di papavero…tra la sporcizia. Dopo un po' la bambola le disse: "Ora dormi. Andrà tutto bene". di nuovo la bambola si occupò di tutto e quando la vecchia tornò a casa era stato tutto fatto. La Baba Jaga chiamò i suoi fedeli servitori perché spremessero l'olio dai semi di papavero.
Mentre la Baba Jaga si insudiciava le labbra con il grasso dello stufato, Vassillissa le stava accanto. "Posso farti qualche domanda, nonna?". "Domanda pure, ma ricordati che troppo saprai, presto invecchierai". Vassillissa chiese dell'uomo bianco sul cavallo bianco. "Quello è il mio giorno", rispose la baba Jaga intenerita. "E l'uomo in rosso sul cavallo rosso?". "Oh, quello è il mio sole nascente". "E l'uomo sul cavallo nero?". "Quello è il terzo, ed è la mia notte. Vieni qui, vuoi farmi altre domande?", le disse con tono suadente. Vassillissa stava per chiederle di quelle strane mani, ma la bambola cominciò ad agitarsi nella tasca e allora disse: "No nonna. Come tu stessa hai detto, troppo saprai, presto invecchierai".
"Ah" disse la Baba Jaga "sei più saggia dei tuoi anni. E come hai fatto a diventare così?". "Grazie alla benedizione della mia mamma" disse sorridendo Vassillissa. "Benedizione?! Non abbiamo bisogno di benedizioni qui! Meglio che tu te ne vada" e la spinse fuori. Ma prima le dette un teschio dagli occhi ardenti e lo infilò su un bastone. "Ecco, prendi il tuo fuoco e portatelo a casa".
Vassillissa corse a casa, seguendo il percorso che la bambola le indicava. Era notte, e Vassillissa attraversò la foresta con il teschio sul bastone, con il fuoco che usciva dall'orecchio, dall'occhio, dal naso e dalla bocca del teschio. D'improvviso provò paura di quella luce fantastica e pensò di gettarlo, ma il teschio le parlò e la invitò a calmarsi e proseguire.
La matrigna e le sorellastre si avvicinarono alla finestra e videro una strana luce danzante nei boschi. Sempre più si avvicinava. Vassillissa si avvicinava sempre di più e quando la matrigna e le sorellastre la riconobbero le corsero incontro e le dissero che non avevano avuto più fuoco da quando se n'era andata.
Vassillissa entrò in casa con un senso di trionfo. Ma il teschio sul bastone osservava ogni mossa delle sorellastre e della matrigna, e la mattina dopo aveva bruciato e ridotto in cenere il malvagio terzetto
Vassillissa è la storia del passaggio di madre in figlia, da una generazione all'altra, del potere femminile dell'intuito. Tutti gli aspetti della storia appartengono ad un'unica psiche nel suo processo di iniziazione.
-Tratto dal libro " DONNE CHE CORRONO CON I LUPI " di: C. P. Estès
Etichette:
folklore,
hedgewitchcraft,
piccolo popolo,
stregoneria tradizionale,
tradizioni
mercoledì 8 gennaio 2014
La bufonite
Un potente amuleto
Nel Medioevo, era considerata un grande amuleto, veniva indossata intorno al collo o come anello incastonata come una pietra preziosa.
Vecchi rospi, fossili e pietre magiche
A lungo si è creduto che queste pietre venissero dalla testa di vecchi rospi da qui il suo nome bufonite – da bufo – rospo. In realtà essa è un fossile, più precisamente si tratta di denti di pesce pietrificati. Nonostante la realtà la tradizione vuole che questa pietra fosse vomitata da un vecchio rospo maschio dopo che lo si fosse strofinato con un panno rosso.
Spesso appare in forma tondeggiante e non sono di grandi dimensioni, talvolta la loro forma può essere allungata e appaiono di colore nero/marrone ma ne esistono anche di bianche, ruggine, grigio, verde e marrone / rosso.
I suoi nomi
Crapaudine. Bufonite. Thimble, Pietra Toad. Batrachite. Chelonite. Occhio di Lupo .Pietrificata, Occhio di serpente, Occhio d’ uccello.
Credenze e superstizioni
Nel Medioevo, la Crapaudine, è stata chiamata pietra del "veleno".
E 'stato utilizzato come profilassi in caso di avvelenamento, vertigini e epilessia.
Oltre ad essere un antidoto contro il veleno, si credeva che fosse capace di cambiare temperatura diventando molto calda o di cambiare colore, quando si testava un paziente avvelenato, o in presenza di un simile pericolo.
Era indossata come protezione da malattie renali e contro la formazione dei calcoli. Ancora, poteva guarire una fistola se veniva sfregata su questa per una dozzina di giorni.
Durante la Grande Peste, è stato utilizzata ponendola sul cuore per rafforzarlo. Perché avrebbe il potere di estrarre il veleno dal cuore guarire quindi le bolle e la pestilenza.
Avevano un effetto protettivo contro ogni incantesimo su bestiame, bambini e donne in gravidanza.
Ha una forte somiglianza con il rospo vista la sua forma, ed è per questo forse che si son sviluppate tante assonanze partendo dal nome con questo animale.
Intesa in tal senso la pietra poteva e può esser questa per la magia simpatica : nel folklore rane e rospi hanno un significato molto profondo e ricco, ma talvolta son stati visto come esseri malvagi e velenosi, da qui la probabile credenza che essa curi dall’avvelenamento e che fosse impiegata in filtri contro il veleno.
Che in alcune parti del mondo i rospi siano velenosi è una realtà essi sono pericolosi per gli animali domestici e predatori, poiché il loro veleno è emesso attraverso la pelle come meccanismo di difesa, ma difficilmente lo sono per l’uomo a meno ché il veleno non entri in contatto con le mucose della bocca. A tal proposito si potrebbe aprire un lungo argomento su pratiche sciamaniche e uso del rospo come enterogeno.
Fu solo nel XVII secolo che si scoprì in ogni caso che questa pietra non proveniva affatto dalla testa di un rospo ma che in realtà fosse un fossile.
Nonostante ciò alcune credenze sono sopravvissute e ancora oggi si pensa che essa abbia poteri curativi.
Nel XIX secolo alcuni folkloristi scoprirono quanto si estendevano le sue capacità, tra queste: fermare emorragie, prevenire aborti spontanei, stimolare la lattazione, curare dolori al petto, poteri afrodisiaci, proteggerete bestiame, neonati e madri.
Walter Scott scrisse che La Pietra Toad è un famoso amuleto, che non è mai alla portata di qualcuno se non in cambio di 1.000 monete d'argent. E 'sovrano nel proteggere i neonati e le loro madri dalle fate, tanto che fu preso in prestito da sua madre più volte per questa virtù.( Tratto da una Lettera datata 4 aprile 1812 Sir Walter Scott a Joanna Baillie)
Fonti antiche
Plinio la cita nella sua Storia Naturale (37: 55, 149) (I secolo dC), senza troppi dettagli sul suo folklore o sul suo uso medicinale e probabilmente confonde questa pietra con un'altra poiché egli, spesso confonde rane e rospi. Si ferma a menzionare il colore di tre rane.
Più tardi, Cyranides parla più chiaramente di una pietra dalla testa di rospo e di come farne un ottimo amuleto:
Il Rospo terrestre, chiamato saccos, il cui respiro è velenoso, contiene una pietra nelle ossa della testa. Se si afferra in luna calante, mettetela in un pezzo di biancheria per 40 giorni, quindi apritelo e prendete la pietra, si otterrà un potente amuleto. Appendetelo alla cintura, cura edema e la milza, come io stesso ho sperimentato. (Evans 1922: 19). ( la parola "milza" può anche significare il veleno).)
La pietra che invece ci possono donare le fate è chiamata bufonite, da bufo, nome scientifico del rospo. Secondo la tradizione infatti queste pietre si formano nel corpo di tale animale.
Alla vigilia del giorno di San Giovanni o durante la notte stessa, oppure in una qualsiasi splendida notte dell'anno, soprattutto quando c'è la luna piena, potete offrire un dono alle Fate. Se donate con cuore sincero, sicuramente conquisterete la loro fiducia ed il loro favore. Preparate un dolce di avena o mettete del miele e del vino in una tazza oppure, ancora meglio, offrite alle Fate un canto, una danza o una poesia creati da voi o che trovate piacevoli. Prima di iniziare dite ad alta voce: "Questo è per le Fate"; ditelo nuovamente dopo aver offerto il dono, cosa che andrà fatta all'aperto, in un luogo appartato, selvaggio e solitario.
Ben presto, probabilmente il giorno dopo, scoprirete che le Fate vi hanno dato qualcosa in cambio; siate vigili, ma non offrite i vostri doni pensando di ricavarne qualcosa né aspettatevi nulla. Rimanete semplicemente all'erta. Sicuramente molto presto scoprirete nella natura un qualche oggetto strano e grazioso, oppure potrete trovare delle monete d'argento. Qualunque cosa troviate, conservatela per sempre, perché si tratta di un dono sacro e vi porterà fortuna e felicità.
Nella maggior parte dei casi l'oggetto che troverete sarà una bufonite, un ciottolo rotondo e venato di disegni splendidi e misteriosi, che sembra mandare bagliori, dalle tinte delicate. Tenetelo con voi e ponetelo sotto il guanciale; secondo la saggezza popolare, queste pietre sono gioielli mistici che si trovano nella testa di un rospo. Coloro che possiedono questa pietra saranno fortunati in amore, saggi nella divinazione e la loro vita sarà benedetta.
Etichette:
amuleti e talismani,
Cristalli,
folklore,
hedgewitchcraft,
tradizioni
giovedì 31 ottobre 2013
domenica 20 ottobre 2013
Cristalli e pietre
Aria: ametista, ametrino, apatite blu, azzurrite, selenite, sodalite, tanzanite, tormalina blu, lapislazzuli, zaffiro blu, zaffiro bianco, giada blu, charoite, chiaro calcite, calcite blu, angelo aura quarzo, Angelite, blu avventurina, celestina , Danburite, diamanti, turchese, trasparente fluorite, zircone, quarzo chiaro
Terra: muschio agata, avventurina verde, apatite verde, diaspro sanguigno, celestina, epidoto, selce, salgemma, ematite, giada nera, giada verde, crisoprasio, diaspro, jet, magnetite, onice, legno pietrificato, peridoto, pirite, quarzo fumé, verde quarzo (prasiolite), Shiva lingnam, marrone tormalina, agata, smeraldo, tormalina verde, malachite, labradorite, verde fluorite, quarzo chiaro
Fuoco: citrino, corniola, agata di fuoco, rubino, rosso granato, quarzo rosa, pietra del sole, diaspro rosso, rosso calcite, sardonica, ametrino, rosso avventurina, larimar, ambra, cinabro, calcite arancione, occhio di tigre rosso, occhio di tigre, tigre di ferro , oro topazio, opale di fuoco, Rhodonite, Rodocrosite, mandarino quarzo, ossidiana, quarzo chiaro
Acqua: acquamarina, amazzonite, aqua aura quarzo, blu tormalina, avventurina blu, tormalina anguria, blu fluorite, opale, bianco opale, Kunzite, larimar, Alessandrite, blu aragonite, dioptase, agata blu del merletto, pietra di luna, perle, tormalina rosa, lepidolite , calcedonio blu, topazio azzurro, quarzo chiaro
Terra: muschio agata, avventurina verde, apatite verde, diaspro sanguigno, celestina, epidoto, selce, salgemma, ematite, giada nera, giada verde, crisoprasio, diaspro, jet, magnetite, onice, legno pietrificato, peridoto, pirite, quarzo fumé, verde quarzo (prasiolite), Shiva lingnam, marrone tormalina, agata, smeraldo, tormalina verde, malachite, labradorite, verde fluorite, quarzo chiaro
Fuoco: citrino, corniola, agata di fuoco, rubino, rosso granato, quarzo rosa, pietra del sole, diaspro rosso, rosso calcite, sardonica, ametrino, rosso avventurina, larimar, ambra, cinabro, calcite arancione, occhio di tigre rosso, occhio di tigre, tigre di ferro , oro topazio, opale di fuoco, Rhodonite, Rodocrosite, mandarino quarzo, ossidiana, quarzo chiaro
Acqua: acquamarina, amazzonite, aqua aura quarzo, blu tormalina, avventurina blu, tormalina anguria, blu fluorite, opale, bianco opale, Kunzite, larimar, Alessandrite, blu aragonite, dioptase, agata blu del merletto, pietra di luna, perle, tormalina rosa, lepidolite , calcedonio blu, topazio azzurro, quarzo chiaro
martedì 17 settembre 2013
La stregoneria nelle isole Orcadi
Il folklorista Walter Traill Dennison documentò un rituale praticato dalle streghe appartenenti alla tradizione stregonica delle Orcadi, per ottenere i poteri magici
Il suo racconto descrive un rituale sofisticato attraverso il quale la strega sarebbe entrata in contatto con i poteri delle tenebre.
Il praticante avrebbe dovuto attendere la luna piena poi si sarebbe recato su una spiaggia, a mezzanotte, dove avrebbe dovuto girare in senso antiorario “contro il sole” dopo essersi postato sul riflusso della marea.
Avrebbe quindi disposto sette pietre intorno al cerchio, sulla sua testa e sul suo cuore
Una volta chiuso il cerchio di sette pietre, la strega avrebbe detto ad alta voce:
La persona sarebbe quindi rimasta in silenzio per un po, poi aprendo gli occhi si sarebbe girata sul fianco sinistro dove avrebbe ripetuto la chiamata, così per tutte le pietre disposte. Questa esecuzione è stata paragonata a quella del lanciare una maledizione, in tutte le direzioni.
Lo studioso Hugh Marwick, ha esaminato gli elementi del rito - il riflusso, i giri in senso antiorario e il posizionamento delle pietre – convenendo che esse rappresentano effettivamente la pratica tradizionale delle Orcadi .
Tuttavia, molti pensano che invece alcune parti del rituale siano state aggiunte successivamente per incrementare un aria “malefica” del’ rituale stesso.
Marwick trovò che la chiave dell’ incantesimo risiedeva in queste parole:
I rifermanti alla chiamata del “Re Maestro- Satana” sembrano quindi forzati, Marwick suggerì che le prime strofe erano infatti state aggiunte in un secondo momento e che il Diavolo non è mai stata una figura compresa nella tradizione originale.
Tuttavia, la parola "Wallowa" o "Wallaway" si trova comunemente nel dialetto scozzese proprio ad indicare il diavolo, si pensa quindi, che sia un errata traduzione derivante da un termine norreno “scotticizzato” malamente. In origine infatti questa parola poteva riferirsi in realtà alla figura della Volva norrena – profetessa e strega- scambiata e modificata poi complice la lingua scozzese in Wallowa.
In questo modo il rituale riprende la sua dimensione folcloristica naturale e antica, dove non vi è nessun riferimento a Satana, ma al potere di una grande strega oscura.
Non solo, il "Master King" può essere Manannan o Shoni, Dio Gael del mare, del mondo sotterraneo, e dei morti. Mentre la "grande strega oscura" è più probabile Nicneven conosciuta anche come "Gyre Carline" e "Regina del Elphame", l'equivalente scozzese di dee oscure altri come Ecate, Hel, Holda, e possibilmente legate alle Norne.
L’intento finale di questo rituale visto come una sorta di dedicazione/ iniziazione è quello di donari se stessi a queste divinità e all'unseelie
Alla luce di questo la traduzione in italiano potrebbe essere qualcosa di simile a questo:
Il suo racconto descrive un rituale sofisticato attraverso il quale la strega sarebbe entrata in contatto con i poteri delle tenebre.
Il praticante avrebbe dovuto attendere la luna piena poi si sarebbe recato su una spiaggia, a mezzanotte, dove avrebbe dovuto girare in senso antiorario “contro il sole” dopo essersi postato sul riflusso della marea.
Avrebbe quindi disposto sette pietre intorno al cerchio, sulla sua testa e sul suo cuore
Una volta chiuso il cerchio di sette pietre, la strega avrebbe detto ad alta voce:
O’ Mester King o’ a’ that’s ill,
Come fill me wi’ the Warlock’s Skill,
An’ I shall serve wi’ all me will.
Trow take me gin I sinno!
Trow take me gin I winno!
Trow take me win I cinno!
Come take me noo, an take me a’,
Take lights an’ liver, pluck and ga,
Take me, take me, noo I say,
Fae de how o’ da heed, tae da tip o’ da tae.
Take a’ dats oot an’ in o’ me.
Take hare an hide an a’ tae thee.
Take hert, an harns, flesh, bleud and banes,
Take a’ atween the seeven stanes,I’ de name of da muckle black Wallowa!
La persona sarebbe quindi rimasta in silenzio per un po, poi aprendo gli occhi si sarebbe girata sul fianco sinistro dove avrebbe ripetuto la chiamata, così per tutte le pietre disposte. Questa esecuzione è stata paragonata a quella del lanciare una maledizione, in tutte le direzioni.
Lo studioso Hugh Marwick, ha esaminato gli elementi del rito - il riflusso, i giri in senso antiorario e il posizionamento delle pietre – convenendo che esse rappresentano effettivamente la pratica tradizionale delle Orcadi .
Tuttavia, molti pensano che invece alcune parti del rituale siano state aggiunte successivamente per incrementare un aria “malefica” del’ rituale stesso.
Marwick trovò che la chiave dell’ incantesimo risiedeva in queste parole:
"Tak me noo, an tak me a',
Tak lights an' liver, pluck an' ga',
Tak a' dats oot an' in o' me,
Tak hide an' hair an a' tae thee,
I' de nam o' de muckle black Wallowa!"
Tuttavia, la parola "Wallowa" o "Wallaway" si trova comunemente nel dialetto scozzese proprio ad indicare il diavolo, si pensa quindi, che sia un errata traduzione derivante da un termine norreno “scotticizzato” malamente. In origine infatti questa parola poteva riferirsi in realtà alla figura della Volva norrena – profetessa e strega- scambiata e modificata poi complice la lingua scozzese in Wallowa.
In questo modo il rituale riprende la sua dimensione folcloristica naturale e antica, dove non vi è nessun riferimento a Satana, ma al potere di una grande strega oscura.
Non solo, il "Master King" può essere Manannan o Shoni, Dio Gael del mare, del mondo sotterraneo, e dei morti. Mentre la "grande strega oscura" è più probabile Nicneven conosciuta anche come "Gyre Carline" e "Regina del Elphame", l'equivalente scozzese di dee oscure altri come Ecate, Hel, Holda, e possibilmente legate alle Norne.
L’intento finale di questo rituale visto come una sorta di dedicazione/ iniziazione è quello di donari se stessi a queste divinità e all'unseelie
Alla luce di questo la traduzione in italiano potrebbe essere qualcosa di simile a questo:
O Maestro, Re di tutto ciò che è male,
Veni a riempirmi con i poteri dalla strega
Mi devi servire con tutta la mia volontà.
Il Diavolo mi porti se ho peccato!
Il Diavolo mi porti se posso volare!
Il Diavolo mi porti quando non posso!
Vieni a prendermi, venite tutti,
Prendi i polmoni e il fegato, organi e i piedi,
Prendetmi, prendimi, ora io dico!
Dalla fronte del capo, alla punta del dito.
Prendete tutto ciò che è fuori e dentro di me.
Prendere i capelli e nascondete tutto a te.
Prendere il cuore e cervello, carne, sangue e ossa,
Prendete tutto tra le sette pietre!
Nel nome della grande strega oscura!
Fonti:http://witchofforestgrove.com/
http://www.orkneyjar.com/folklore/witchcraft/charm.htm
Per ascoltare la canzone http://dianaandpansson.tumblr.com/post/53960993672/me-singing-the-orkney-witchs-charm-the-tune-is
Ho raccolto diverse informazioni con varie ricerche e ho cercato di trascrivere quanto più correttamente mi fosse possibile (visto che alcune fonti erano straniere).
Si prega di non copiare, ma nel caso in cui lo facciate riportate almeno il link - Grazie :P
Etichette:
folklore,
rituali,
Stregoneria Scozzese,
stregoneria tradizionale
mercoledì 21 agosto 2013
Luna Piena di Agosto
Sotto la Luna
dell'Agrifoglio,
Guerriero di ferro delle bacche
rosso sangue,
Invito Syn il Testimone
Una volta sanciti i
vincoli, devon esser combattuti
E il più difficile nemico
dell'integrità
Non senza menzogne, ma
senza la mia anima.
Chiudo le porte della mia
volontà contro quelle voci
Che sussurrano e tentano
dall'interno
Questo mi conduce ad un
percorso più conveniente
dove la mia autostima ha la
via spianata
Ieri notte ce stata Luna Piena, mi son trovata a celebratala proprio nell'orario giusto una volta tanto, quindi ho fatto tradissimo e oggi e sconto un po le conseguenze. Ma non importa è stato bello e mi ci voleva.
Questa Luna è sempre stata un po speciale per me, probabilmente perché se guardo indietro a dodici anni fa, è stata la prima vera e propria celebrazione che ho eseguito. Me lo ricordo ancora anche se vagamente: ero nella cucina della mia vecchia casa, prima dei libri, prima di essere Skayler, con poco sapere e qualche nozione di internet, con una candela bianca in un porta candele che ho ancora e il mio quarzo rosa tondo caricato ai raggi lunari. L'ho sentita... per quanto inesperta fossi, e forse proprio grazie all'emozione che si prova le prime volte, ho sentito quell'energia speciale fluire dentro di me e stordirmi un po'.
Credo che quella notte di Agosto sia iniziata definitivamente questa nuova-altra vita, senza più farmi avere dubbi sull'esistenza di dio, quel giorno ho trovato me stessa e quanto di più sicuro posso sentire di essere, perché se c'è una cosa su cui non ho mai dubitato è proprio l'essere una strega.
Non perché io abbia chissà quali poteri anzi, ovviamente intendo strega come pagana, come credente e praticante, piuttosto che colei che fa la fattucchiera ;)
Questa luna è sempre stata un po speciale, perché per anni ho seguito i consigli della Morrison sul suo libro L'arte della Strega, e mi ha sempre lasciato un po di "amaro" (forse) la nota dove suggerisce di pregare per propiziare la possibilità di riallacciare un rapporto.
Qualche nome l'ho sempre avuto in mente, poi per la poca sicurezza di volere davvero una cosa del genere, ho sempre evitato di pronunciarmi. Quest' anno tuttavia, non c'è stato bisogno di nuovo, perché è successo ancora prima della luna, forse sotto la sua influenza, forse perché in segreto l'avevo desiderato tanto. Una persona che è stata davvero speciale è torna nella mia vita, con la sua semplicità, senza i rancori con cui c'eravamo lasciate, cercandomi, ricordandomi esattamente come io ho sempre fatto in questi quattro anni. Mi ha riempito il cuore e per questo ho ringraziato ieri notte.
Qualche nome l'ho sempre avuto in mente, poi per la poca sicurezza di volere davvero una cosa del genere, ho sempre evitato di pronunciarmi. Quest' anno tuttavia, non c'è stato bisogno di nuovo, perché è successo ancora prima della luna, forse sotto la sua influenza, forse perché in segreto l'avevo desiderato tanto. Una persona che è stata davvero speciale è torna nella mia vita, con la sua semplicità, senza i rancori con cui c'eravamo lasciate, cercandomi, ricordandomi esattamente come io ho sempre fatto in questi quattro anni. Mi ha riempito il cuore e per questo ho ringraziato ieri notte.
In ultimo avevo qualcosina da chiedere, veri e propri desideri, abbastanza nuovi, abbastanza... vabbè lo terrò per me. Ho pensato quindi di fare una scaletta della strega utilizzando tre spighe di grano e formando con esse una treccia sulla quale ho legato un foglietto con la mia richiesta, un osso dei desideri e tre piume di Gheppio; ho associato queste piume proprio per il legame con questo rapace, che appartiene alla famiglia delle aquile e dei falchi:
Il Falco è legato al Sole e agli spiriti mercuriali. Recapita i messaggi riguardanti il quadro più grande, quelli che influenzeranno la tua vita e il percorso spirituale. Quando il falco porta un messaggio è tempo di prendere in prestito i suoi acuti occhi che tutto vedono e volare abbastanza alto con le sue forti ali per visualizzare dall'alto una situazione o un percorso e comprendere il quadro completo - il passato, presente e futuro. Altre volte il Falco recapita i messaggi da e verso gli Dei e gli spiriti del mondo di sopra. Appartenere però al mondo di sopra non significa dolcezza e luce, Il Falco è un predatore e un guerriero, dopo tutto. - S.L
Sono quindi soddisfatta ed è stata anche la prima volta che ho impiegato le mie bellissime nuove carte " i Tarocchi del Cerchio della Vita" che ho desiderato tanto e la mia migliore amica, nonché sorella, non che la donna più meravigliosa che conosco me li ha regalati.
Infine sempre ieri, visto che sono in vena di chiacchiere, ho trovato un nuovo Stang. Ne cercavo uno da parecchio e mi sarebbe piaciuto trovarne uno altro da usare come bastone ma evidentemente andrò in crescendo. Questo mi è piaciuto tanto perché proviene da un albero che è stato abbattuto dalla tempesta durante un forte temporale che c'è stato nel periodo di Lammas.
Ieri mi sono messa a spulciare tra i rami che giacevano a terra e con un po' di fatica ho staccato questo pezzetto ( 83 cm circa) e me lo sono portato a casa, ho iniziato a lavorarlo subito, pulendolo dalla corteccia e guadagnandomi cosi una bella bolla sul dito da brava artigiana, poi ho tagliato le sporgenze e ridimensiono la forcella (mio papà mi ha dato una mano e anche questo mi piace molto... condividere con lui la lavorazione di alcuni dei miei strumenti, come fù per il mio primo Athame dodici anni fa). Ho pirografato pochissime cose, a differenzia del mio vecchio stang: ho segnato tre rune sulle appendici, un vegvisir e sul fondo ho fatto la runa del wyrd e una rappresentazione dell'albero del mondo. L'ho lucidato e nutrito con c'era d'api e fumo d'incenso, ho appeso su di esso il dentino di "un animale che cavalca tra i mondi" e una piuma di corvo e una di gheppio (sperando di aggiungerne presto una di gufo) ora riposa vicino al tamburo.
Bhè detto questo vi lascio, se leggete ogni tanto lasciate un commentino, non siate vagabondi su!
Bhè detto questo vi lascio, se leggete ogni tanto lasciate un commentino, non siate vagabondi su!
Etichette:
about me,
celebrazioni,
esbat,
libro specchio,
riflessioni
lunedì 29 luglio 2013
Loaf Fest -Pan Fest (Freyrfaxi)
Loaf Fest
Molte sono le descrizioni di pratiche simili a quella del "primo covone", tra esse troviamo sicuramente la bambolina di mais, o come una parte delle messi fosse lasciata sul campo come nutrimento per gli animali. Il primo covone veniva lasciato sdraiato sul campo, gettato in acqua corrente, bruciato nel fuoco, o appeso in casa o sopra la porta, "perché era come offerta sacra, possedeva la forza per mantenere fortuna nella casa o nell'intera corte". Anche le uova e il pane erano offerte che venivano lasciate nei campi come ringraziamenti propizi atti a attirare una buona sorte.
In Islanda, questo era il tempo delle fiere dove si dava inizio a tornei di combattimento tra cavalli che si protraevano fino in autunno. Da questo sport ne deriva il nome "Freyfaxi" (Freyr's-Mane) altro appellativo con cui viene conosciuta questa festa, in quanto questo era il nome di uno dei più famosi cavalli islandesi, lo stallone che Hrafnkell Freysgoði ha dedicato al suo dio. Questi combattimenti erano visti come atti rituali in tutto e per tutto, possiamo considerarne una testimonianza la raffigurazione su pietra nella chiesa Häggeby (Uppland, Svezia - ca 400-600 CE.) in cui si vedono sia i cavalli che gli uomini che li incitavano, con copricapi decorati con spicchi di mezzaluna raffigurati anche sulle medaglie del tempo (bracteate-horses). Un consistetene numero di alte pietre ritraggono immagini di cavalli in duello, solitamente attorno a una grande ruota solare con braccia a spirale, e questo spiega ancor più il significato religioso di tale duello.
Gli esemplari più adatti al combattimento, con ogni probabilità venivano selezionati per rappresentare la battaglia tra il Signore dell'Inverno e quello dell'Estate (un po come il Re Quercia e il Re Agrifoglio) rappresentavano la vita e la morte della natura, e con altrettanta probabilità potevano essere anche legati a riti di fertilità (Svezia fino al XVII secolo).
Il cavallo, è un animale legato sia alla fecondità che alla morte e quindi si presta bene ad essere un elemento simbolico per i riti del tempo del raccolto. Il cavallo luminoso dell'estate è ancora il sovrano durante questa festa, ma questo non durerà ancora a lungo.
Anche il duello in sè poteva avere un legame con il raccolto, la forza possente esibita dagli animali poteva mostrare al raccolto quanto forte doveva crescere e la stessa energia scaturita dal duello andava a benedire i campi.
Grønbech racconta che nel mese di agosto in Norvegia, due stalloni venivano portati in presenza di una femmina, inducendo così i due maschi al combattimento e una volta decretato un vincitore questo si sarebbe accoppiato con la cavalla. 'quando i cavallo montano bene significa che ci sarà un buon raccolto'. Abbiamo quindi l'ennesima dimostrazione di come questi riti simbolici e sacrificali racchiudessero i se molti aspetti: virilità, forza, assicurarsi la buona fortuna e un buon raccolto.
Nigel Pennick in Tradizione Nordica menziona la Loaf-Fest come un momento in cui i pozzi e le altre acque sacre erano particolarmente venerati e venivano lasciate numerose offerte ad essi. Egli suggerisce anche che la canzone popolare inglese "John Barleycorn Must Die" come canzone rituale o dramma rituale di questa festa, è una descrizione esplicita del mistero della morte e della rinascita che è alla base dello sciamanesimo e della magia della Tradizione Nordica.
John Barleycorn è la realtà fisica e spirituale del grano, la cui morte e resurrezione è alla base del nostro sostentamento. La vita di John Barleycorn è il ciclo delle stazioni dell'anno mistico. Vine dichiarato morto e viene sepolto, ma a primavera risorge e cresce durante la primavera stessa e durante l'estate, fino a raggiungere l'età virile, simboleggiata dalla sua barba. Ma alla fine dell'estate anche lui comincia ad invecchiare e a languire e viene nuovamente abbattuto.
E' questo il momento in cui acqua e fuoco lo sottopongono alla dura prova dello smembramento sciamanico. Ma attraverso la sua second a morte John Barleycorn si trasforma nella bevanda sacra - la birra.
In oltre fuoco e acqua contribuiscono anche al processo di macinazione del mulino per trasformare il grano in sostentamento- pane.
I dolci il pane e la birra sono il sacramento della tradizione rituale contadina. Il termine per disegnare
ALU è composto da 3 rune As, Lagu e Ur : "dei e potere divino"- "acqua e flusso". "forza primitiva" rendendo così questo termine una kenning che significa "l'acqua degli dei, primitiva e forte".
la birra e ALU ( termine ancora tutt'oggi molto discusso, che va ben oltre la semplicità del suo significato letterale: alu accettato come "ale", ovvero "bevanda inebriante". Guardando più affondo infatti, le prime etimologie proposte collegavano il termine al Proto-Germanico aluh (amuleto, tabù) da alh "proteggere" con altrettante derivazioni che vedrebbero questa parola come una formula magica o che sia una metafora dello stesso.)
Il termine runico per disegnare il pane è HLAF: Hoegl, Laguz, As e Feoh " la traforazione del flusso che porta la ricchezza degli dei".
Magiare pane e bere birra è il mistero della trasmutazione dell' energia presente in natura, modificata per nutrire e per rinascere nei nostri corpi.
In oltre la farina in molte tradizioni del mondo è anche utilizzata per tracciare confini, sigilli e come offerta alla divinità o un genio che permette di aprire il varco tra i mondi.
Un latra bevanda sacra e maggiormente utilizzata è l'idromele la bevanda degli dei per eccellenza.
Il suo termine runico è MEDU: Man, Eh, Dag, Ur "uomo, cavallo, giorno, forza primitiva" ovvero "Magia di trasformazione".
Da questo periodo in poi come abbiamo già detto è usanza confezionare bambole di granoturco, o forgiate dalla paglia dell' ultimo grano d'orzo tagliato durante la mietitura. Questo è un periodo di rinnovamento cosmico e l'inizio di una nuova vita in mezzo alla dissoluzione di ciò che è vecchio.
Nei tempi più antichi, non solo questo periodo era l'inizio della raccolta del grano ma anche la fine della stagione dei combattimenti. I guerrieri che avevano vissuto la stagione di razzie sarebbero tornati a casa con i loro bottini e avrebbero brindato alla loro gloria, deponendo le armi in favore di lavori più utili a portare cibo per l'inverno.
Per i moderni Ásatrú, questa festa è particolarmente legata alla storia dei capelli di Sif, tagliati da Loki, tale sgarro venne pagato dallo stesso dio, non solo portando capelli di oro vero, ma organizzando la realizzazione di molti dei grandi tesori degli Dei (il martello di Thorr, lancia e l'anello di Odino, il cinghiale di Freyr e la nave). Questo racconto è noto per essere un dramma rituale di questa festa.
In questo momento, inoltre, molti vedono Sif come una dea dei campi e Thor con il guardiano degli stessi, i cui lampi muta in grano e tiene lontano ogni sfortuna dal raccolto.
Come suggerito da Pennick i rituali di questa festa vengono svolti solitamente vicino a un corso d'acqua, su una collina. Per il banchetto e le offerte si consumano frutti di bosco, talvolta cotti, fiori da seppellire o da far galleggiare sull'acqua. In questo caso il significato è doppio sopratutto se i fiori son di colore giallo (il caldo estivo viene placato dal fresco delle acque).
Fonti:
-Tradizioni Nordiche Nigel Pennick
-Jahn, Ulrich, Die Deutsche Opfergebräuche bei Ackerbau und Viehzucht
-Jahn,Deutsche Opfergebräuche
-http://heathentemple.tumblr.com/
Ho raccolto diverse informazioni con varie ricerche e ho cercato di trascrivere quanto più correttamente mi fosse possibile (visto che alcune fonti erano straniere), una scheda esauriente su questa festività sotto un punto di vista nordico. Non è una traduzione da un un unico testo e nello scrivere ho aggiunto espressioni personali.
Si prega di non copiare, ma nel caso in cui lo facciate riportate almeno il link - Grazie :P
mercoledì 26 giugno 2013
Alraun
Un Alraun è una radice dalle fattezze umane, o la cui forma può essere intagliata, viene usato come un talismano magico, o come "aiutante".
La più famosa tra le radici usate a questo scopo è la Mandragora, ma molte altre radici sono ugualmente impiegabili e molte di queste come brionia, dente di leone, cardo, così come le radici degli alberi sono state usate nel corso della storia.
Le radici di Mandragora la cui reputazione è stata significativamente compromessa dagli erboristi medievali, al fine di guadagnarci è sicuramente difficilmente reperibile, e costosa anche al giorno d'oggi, ad essa si può preferire la radice di un comunissimo tarassaco. Il dente di leone, spesso odiato dai contadini e visto come una pianta infestante è legato a divinità ctonie e piscopompe, come Ecate, esso risiede "nel buio" e ha poteri divinatori e d è utile nell'evocazione di spiriti.
Nel folklore germanico Alraun è una parola che deriva da "runa" che è un termine antico usato per definire il mistero, la magia, i segreti e la preghiera. Nel 1700 in Germania c'erano streghe che si facevano chiamare Alrune credendo che fosse il nome di una dea del crocevia.
Una volta che un alraun viene creato, esso appartiene unicamente al suo produttore o a colui che lo riceve in dono e non deve essere visto da altre persone.
Un tempo, era comune sia per i pagani che per primi cristiani, avere un alraun da tramandare all'interno delle famiglie, alla morte del proprietario la radice passava a un nuovo famigliare successore. L' Alraun era considerato il protettore della famiglia alla stregua di un totem.
Gli Alraun, sono realizzati con radici ctonie, per fornire un collegamento sia con gli antenati che con divinità degli inferi, o per lavori connessi a queste ragioni. Agiscono come confidenti, consiglieri, veggenti, così come spiriti familiari. Gli Alrauns sono usati per l'amore, la fertilità, aiuto durante il parto, la divinazione, la buona salute, la profezia, la protezione, così come nelle maledizioni.
Gli Alraun, sono realizzati con radici ctonie, per fornire un collegamento sia con gli antenati che con divinità degli inferi, o per lavori connessi a queste ragioni. Agiscono come confidenti, consiglieri, veggenti, così come spiriti familiari. Gli Alrauns sono usati per l'amore, la fertilità, aiuto durante il parto, la divinazione, la buona salute, la profezia, la protezione, così come nelle maledizioni.
Come fare un Alraun
Avrete bisogno di:
* Un bastone per scavare o guanti da giardinaggio.
* Una libagione o offerta.
* Un coltello affilato rituale.
* Una bacchetta, personale, o una polvere sigillo.
La stagione migliore per prelevare un Alraun è in inverno o in primavera. Sono anche il momento migliore per il trapianto senza traumatizzare la pianta.
Per aver il vostro Alraun cercate una pianta adatta, sicuri che la sua radice possa essere utile a questo scopo e preparatevi per lavorare dopo la luna nuova.
Tracciare un cerchio attorno alla pianta con un dito o con la bacchetta, o con una polvere-sigillo. Lasciate che la pianta comprenda il suo scopo ovvero quello di diventare un aiutante, di diventare di proprietà di una strega. Rendete la vostra intenzione chiara, esprimetela con forza così che possa esser recepita con facilità.
Scavate con molta attenzione in modo da estrarre la pianta interamente senza rompere nessuna delle radici o le foglie. Se ci sono diramazioni di radici separate, accuratamente rompetele e lasciare un impianto al posto della pianta che avete preso. In caso contrario, lasciare una offerta adeguata. Alcune piante preferiscono whisky, vino o idromele mentre altri possono preferire l'acqua o semplicemente un oggetto fisico. Versare la libagione o seppellire l'offerta nel buco fatto, senza guardare e andate via senza guardarvi indietro.
Se la radice dovesse essere di dimensioni troppo ridotte e quindi per certi versi "deludente" è possibile portare a casa la pianta viva o portarla al chiuso per trapiantarla. Se la vostra radice non ha già una forma umana potete scolpire in essa il sesso opposto al vostro con il vostro coltello rituale. Può anche essere intagliato un ermafrodito.
Fare attenzione a non rimuovere nessuna delle piccole radici in modo da non uccidere la pianta se questa ha bisogno di essere trapiantata ancora per qualche tempo, con le giuste accortezze il recupero dovrebbe essere abbastanza buono.
E 'meglio ripiantare un Alraun in prossimità di un incrocio, ma se questo non è possibile, il vostro giardino o un vaso sarà lo stesso. Bagnate d'acqua la pianta dopo il trapianto e lasciatela per una durata di tre settimane/ un mese circa. Se le foglie della pianta appassiscono o seccano come se la pianta fosse morta, non disperate, è perché tutta la sua energia sta andando alla radice per guarirla dal trauma - la radice è ancora viva e in crescita. Una volta alla settimana, prima di scavare di nuovo, bagnate con una miscela di latte e miele o latte e una goccia del proprio sangue.
Nella prossima luna scura, dissotterrare la radice, nel caso in cui abbiate optato per un trapianto, e di nuovo lasciare un'offerta nel buco senza guardare.
Sia nel caso in cui l'abbiate presa direttamente o abbiate atteso dopo il trapianto, potete ora portare la vostra radice a casa e lavarla.
Rimuovere i filamenti in eccesso o escrescenze che distorcono la sua forma umana. Avvolgerlo in un panno di fibra naturale all'interno di un sacchetto di carta e lasciatelo cosi in posto caldo e asciutto. In un mese si dovrebbe ottenere un Alraun perfettamente asciutto.
Sia nel caso in cui l'abbiate presa direttamente o abbiate atteso dopo il trapianto, potete ora portare la vostra radice a casa e lavarla.
Rimuovere i filamenti in eccesso o escrescenze che distorcono la sua forma umana. Avvolgerlo in un panno di fibra naturale all'interno di un sacchetto di carta e lasciatelo cosi in posto caldo e asciutto. In un mese si dovrebbe ottenere un Alraun perfettamente asciutto.
Avvolgerlo in stoffa nera, rossa, o bianca di lino, lana o seta e collocatelo poi in una piccola scatola. La tela sarà il suo sudario funebre e la casella la sua bara. Nascondete l'Alraun in un luogo sicuro e al buio finché non venite richiamati da esso.
E' necessario quindi impostare un rituale per dare "vita" al vostro alleato, un po come fosse una bambola.
E' necessario quindi impostare un rituale per dare "vita" al vostro alleato, un po come fosse una bambola.
E' bene anche prefiggere che utilizzo volete farne, per cosa impiegarlo, per esempio come assistente alla divinazione, per facilitare il contato con i vostri antenati, o ancora con il lavoro dello spirito ecc... Sicuramente è meglio dedicarlo a uno scopo preciso e battezzarlo con questa intenzione piuttosto che non assegnargli alcuno scopo (altrimenti sarebbe un vezzo inutile).
Alcuni Alraun potrebbero semplicemente aiutarvi ad essere più diligenti, più ordinati, studiosi ecc. .. Quindi non per forza dovete attribuirgli scopi magici o di alte pretese.
Quando si esegue il rituale, si offrono latte e miele, o vino, o sangue a seconda del vostro scopo o a seconda di ciò che sentite prediligere dalla radice stessa.
Trattate l'Alraun come un figlio amato o di un membro della famiglia. Parlargli dolcemente. E'incredibilmente pericoloso buttarne via uno o vendere un Alraun per meno di quanto è stato acquistato. È uno spirito essenzialmente familiare e non ama essere gettato via. L'Alraun ha il potere di benedire o maledire il suo proprietario, quindi riflettere attentamente sul vostro intento prima di farne uno, scegliere di adottare un alraun è alla stregua dell' adottare un qualsiasi esser vivente, richiede una grande dose di responsabilità e di dedicazione/devozione.
Trattate l'Alraun come un figlio amato o di un membro della famiglia. Parlargli dolcemente. E'incredibilmente pericoloso buttarne via uno o vendere un Alraun per meno di quanto è stato acquistato. È uno spirito essenzialmente familiare e non ama essere gettato via. L'Alraun ha il potere di benedire o maledire il suo proprietario, quindi riflettere attentamente sul vostro intento prima di farne uno, scegliere di adottare un alraun è alla stregua dell' adottare un qualsiasi esser vivente, richiede una grande dose di responsabilità e di dedicazione/devozione.
witchofforestgrove.com e appunti personali
seconda immagine Alraun by Matthew Venus
seconda immagine Alraun by Matthew Venus
venerdì 21 giugno 2013
Midsummer. Solstizio d' Estate
Midsummer, Mezza Estate è la celebrazione del solstizio d'estate. Nota come la notte più corta dell'anno, era (ed è) soprattutto un momento di gioia per i popoli del Nord. Essendo un solstizio, la sua data può variare dal 21 al 23 Giugno, tuttavia, di solito è durante vigilia di mezza estate il momento in cui si svolgono le celebrazioni.
Le celebrazioni tradizionali hanno molto in comune con quelle di Ostara e del Primo Maggio. In Svezia, è usanza piantare un ‘May Pole’ anche durante questa festa. Olaus Magnus, nel 1500, scrisse che ci si recava nei pressi di quest’albero per pregare per la fertilità dei campi, portando poi una croce di foglie come amuleto per propiziare la crescita del proprio raccolto, affinché questo non fosse colpito da fulmini tuoni o grandine. Ai giorni nostri questo rito potrebbe essere riproposto anche in versione puramente spirituale, riferendosi a Thor affinché egli santifichi il raccolto con il suo martello.
Il Midsummer Blot è un tradizionale Gran Hátíð (Festa), dove si onora l’estate e tutti gli dei e le dee.
La ragione per cui si comprendono tutte le divinità è spiegata in un mito di Saxo Grammaticus, la 'Saxonis Gesta Danorun’. Nel mito, Saxo descrive come un mago/dio chiamato Mithotyn usurpa Óðinn capo degli Æsir mentre Egli è in viaggio. Mithotyn istituzionalizza così il concetto di sacrificio agli dei singoli vietando un sacrificio complessivo verso le divinità. Óðinn, naturalmente torna riprende il suo trono e ri- istituisce i sacrifici collettivi.
Grandi falò, feste e giochi si tengono in tutta l’europa del Nord e non solo. In passato sappiamo grazie alle collezioni di manoscritti folkloristici che i funzionari della chiesa non permettevano che questa festa fosse celebrata. Gli Atti di St. Vincent scritti nel IV secolo descrivono come i pagani di Aquitania (Francia) celebrassero questo festival facendo roteare ruote infuocate. Tale usanza comparve anche negli scritti di un monaco di Winchcombe, dove la ruota infuocata era collegata alla festività di mezza estate vicino alla celebrazione cristiana di S. Giovanni Battista.
Thomas Naogeorgus noto scrittore protestante nel suo libro raccoglie le descrizioni di alcuni costumi tipici della festa e di come essa venne celebrata in tutta Europa. Ed ancora un testo dell’ 11° secolo, Lacnunga spiega come in questo tempo venissero raccolte alcune particolari erbe.
Oggi le celebrazioni non sono poi così diverse da quelle di un tempo, comprendono falò ruote infuocate, balli e rappresentazioni dei miti legati a questa festa.Tipici simboli rituali sono appunto i fuochi, che siano di candele a forma di corno, falò o dentro ai glóðker (braciere), l’unica differenza che caratterizza questi fuochi da quelli di Ostara è che i primi erano accesi su montagne e colline, in luoghi selvaggi, mentre questi di solito erano accesi al centro del villaggio nelle piazze nelle strade.
Era usanza disporre alti cumuli di paglia e grano o di creare dei veri e propri fantocci a cui dare fuoco. Anche i norvegesi bruciavano una figura simile all'uomo di paglia, chiamato "Kallen" (il Carle, il vecchio) o "kællingen" (la Carline, la vecchia).
In alcune tradizioni moderne si lasciano bruciare in questa festa delle piccole barchette o navi, questo forse deriva dall'usanza vichinga della nave-funerea e durante questa festa tale rappresentazione può esser legata al mito di Balder. Al di là del concetto di comprender tutte le divinità questa festa è fortemente legata al mito della morte di questo dio.
Altri simboli sono la paglia, il Martello di Balder e gli strumenti per il sacrificio animale (poiché è previsto in questa festività).
Un altro elemento tipico oltre il Palo/ albero menzionato precedentemente era la Skåne, una corona fatta di fiori e piante autoctone. Essa veniva posizionata su un palo che veniva portato in giro a spalle da due uomini. Sotto o sopra il palo era una posizionata l’immagine di una gallina seduta sulle sue uova. I due uomini che scontavano il palo erano accompagnati da sei fanciulle in processione attorno al villaggio.
Le corone di fiori erano anche oggetti che ragazzi e ragazze si scambiavano durante la festa in segno di affetto reciproco.
In Danimarca, prima che il sole tramonti, era tradizionale "adornare" di "betulla o pioppo", i campi di lino. Il periodo di tempo in cui le foglie rimanevano verdi segnava lo stato di buona salute del lino, il pioppo veniva usato anche per scacciare le “streghe” che potevano maledire il lino.
I norvegesi, svedesi, finlandesi e svedesi appendono foglie e fiori di ogni genere, in particolare di sorbo, in tutta la casa per proteggerla in questa notte. Le mucche vengono ornate con ghirlande poste sulle loro corna e le corone poi vengono appese nella stalla e conservate fino all'anno dopo.
In ogni tradizione è tipica di questo tempo la raccolta delle erbe, poiché in questo momento il loro potere è al massimo. In particolare alcune di esse come l’Iperico, pianta simbolo di questa festa venivano anche impiegate nei rituali per bandire o per predire eventi. Si dice che se ci si siede sotto un albero di Sambuco a mezzanotte del giorno di mezza estate, si sarà in grado di vedere il "Re di Fairyland" e tutto il suo esercito.
Durante questa notte anche la raccolta di acqua dalle fonti e pozzi sacri era una consuetudine. La rugiada aveva poteri miracolosi nella guarigione in particolare degli occhi, e anche questa poteva consentire di vedere il popolo fatato.
Etichette:
Festival,
Festività,
folklore,
hedgewitchcraft,
sabba,
Tradizioni Nordiche
Summer Solstice celbration,
Etichette:
celebrazioni,
Festività,
sabba
Iscriviti a:
Post (Atom)







