domenica 23 dicembre 2012

Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega: O come Odino



Modern Witch League 5#:  
Alfabeto di strega: O come Odino




Ho ritardato la lettera “O” perché avevo bisogno di tempo e d’ispirazione, per scrivere, ovviamente non avrei potuto usare questa lettera diversamente dal parlare di Odino- Woden.
Non è facile parlare di lui, Egli è tante cose, molte di queste probabilmente ancora non le conosco e non volevo assolutamente “buttar” via questo post con la solita pappardella che si può trovare ovunque in riferimento a Odino.
Così era mio desiderio scrivere qualcosa di leggermente diverso, che in primo luogo fosse una”offerta” a Woden, se pur misera e in secondo luogo, un utile nota ai posteri su una delle “maschere” che Odino può indossare. Una maschera tra le meno conosciute.
Scrivere di quest’aspetto nascosto, meno espresso non è per niente facile, a molti tradizionalisti nordici potrà sembrare forse pura invenzione, ma non mi importa, è cosi che Odino ha deciso di apparire nella mia vita perché perlomeno lo accettassi e solo questo per me conta, averlo potuto riconoscere, aver visto oltre una maschera.

Prima di poter parlarne un po’ e forse con il tempo ampliare questo post (poiché aspetto nozioni in più al riguardo), credo sia doveroso fare un piccolo preambolo: attraverso le informazioni raccolte

In questo lavoro, per parlare dell'aspetto “Selvaggio e cornuto” di questo dio non mi riferirò all’Odino Scandinavo tradizionale cosi come lo si conosce, ma più generalmente alWoden Anglosassone ed è proprio da lì che parte la ricerca:
Su un gesso, nel sud dell'Inghilterra troviamo una descrizione: 
“una figura scura si trova nell'ombra, è avvolta in un mantello nero mortale, il volto nascosto da un cappello a tesa larga, il suo aspetto rivela saggezza, incute timore, forse anche a causa del suo unico occhio che osserva scintillante ogni cosa, la sua barba grigia incolta è degna di rispetto e lo pretende. In mano porta una lancia antica, intagliata con strani simboli angolari.  In lontananza, due lupi e un paio di corvi gli guardano le spalle e volano davanti alla luna piena sopra di lui. Osserva con interesse il piccolo insediamento in lontananza, quindi passa davanti alla forca su quella collina e si fonde nel buio della notte.”
Per qualsiasi anglosassone di quel periodo questa descrizione poteva essere solo quella di Woden, non tanto diversa dalle altre conosciute.
Per i nostri predecessori era molte cose, Dio dei Morti e della forca, Signore della Caccia Selvaggia, Dio della Saggezza, della Magia e del Maestro delle Rune, sciamano e mutaforma, astuto, difficile e tortuoso,  antenato di Theign e di molte delle Case Reali dei primi Angli, Sassoni e Juti. Ed è probabilmente il più enigmatico degli Dei  conosciuti.
Tra i tanti aspetti vi anche quello di dio guerriero e forse il meno conosciuto, dio del vento, della tempesta, dell’aria e del respiro come ricorda la storia di Ask e Embla – Odino e i suoi fratelli Hǿnir e Lóðurr, hanno modellato i corpi dei progenitori del genere umano donando a loro l’anima (Hǿnir), il calore vitale e il colorito (Lóðurr) ed il respiro (Odino).
Quindi abbiamo un Dio del vento e del furore, aspetti che furono ben noti non solo nella guerra e nella creazione dell’umanità, ma anche ben espressi in una delle pratiche più comuni nei tempi passati- la caccia. Odino fu spesso visto come il capo della Caccia Selvaggia e di tutto ciò che essa rappresenta nei suoi altrettanti innumerevoli aspetti. La caccia combina entrambi gli aspetti di vento e furia, elementi imprescindibili nei racconti di quel periodo, fù quindi noto presso gli Anglo-Sassoni come 'Wodenream'. La sua associazione con la Caccia Selvaggia è anche la prova che la storia ci fornisce per collegare Woden alle antiche divinità indo-europee, anche molto più antiche di Odino stesso, come Herne, conosciuto in forma latinizzata come 'Cernunnos'; 'il Cornuto'.
Woden nei miti della Caccia Selvaggia di cui ho ampiamente parlato ( si vede che questo mito mi piace parecchio?) è spesso descritto come colui che vaga per tutta la notte con la sua spettrale muta cacciatrice, fatta di cani infernali, alla ricerca di anime perdute. Questo mito è vissuto nel folklore inglese per un lungo periodo, ed ancora sopravvive tutt’oggi. Tale mito ha subito moltissime variazioni nel tempo, i leader sono mutati e cambiati a seconda delle tradizioni e dei luoghi dove tale storia ha messo le sue radici.
E 'interessante notare che nessuna leggenda della Caccia Selvaggia esiste in contemporanea nella mitologia nordica del periodo. L’Odino vichingo - scandinavo, affonda le sue radici nel Woden germanico, guerriero e non vi è traccia di tale aspetto di “cacciatore selvaggio” nel mito scandinavo.
Nessun riferimento della Caccia Selvaggia può essere rintracciato nell’Edda Poetica di  Snorri Sturlsons, allora perché nonostante sia difficile e quasi impossibile vi sono differenze di carattere tra il Woden Sassone e Odino norvegese? Cos’è che fa nascere l’aspetto di dio Selvaggio paragonato ad Herne?
La risposta la troviamo attraverso le tribù nomadi che si sono spostate dai luoghi d’origine portando con se i propri miti e dei. In Germania, Tacito cita diverse tribù, tra cui gli Svevi e gli Ingaevones che pare abbiano contribuito ad associare divinità preesistenti e inglobandole in Wodan- Odhinn. Gli Svevi, per esempio pare assimilarono Tiwaz (poi divenuto Tiuw) a Woden, poiché entrambi erano “Padri del Cielo”(divinità principale di questo popolo). Questo non sembra essere però accaduto anche per gli Ingaevones e ai loro dei; tuttavia è molto probabile che “adottarono” Wodan nel suo aspetto di  'All-Father', e Tyr ( il loro Tiwaz ), che fino ad allora era la loro divinità principale divenne una divinità di guerra secondaria. I discendenti degli Ingaevones e i loro parenti, tra cui i Sassoni, Angli e Juti, si avvicinarono alla costa occidentale, dove Woden a questo punto potrebbe aver assorbito da tribù native costiere, molti degli aspetti dell’ indo-europeo Dio Cornuto. Tiuw sembra aver continuato a mantenere la sua posizione di supremo 'Padre Celeste' in alcune di queste tribù e in altre assunse invece, una posizione di parità con Woden.
Esiste ancora, la possibilità che molti degli aspetti del Cacciatore Selvaggio furono assorbiti da Woden da tribù celtiche, dopo il periodo della migrazione in Gran Bretagna. Qui Woden certamente non sembra essere la figura dell’onnicomprensivo 'All-Father' norvegese vi sono alcune lettere del tempo senza riferimenti certi, che sembrano attestare questo.
E 'anche interessante notare a questo proposito anche, i continui paragoni che vedono  Woden come Mercurio, anche alla fine della letteratura anglo-sassone (come ad esempio il riferimento Kemble,). Se Woden fosse stato visto come il principale 'Padre Celeste' sarebbe stato sicuramente messo a confronto con Giove, piuttosto che con Mercurio. Inoltre non esiste nessuna corrispondenza equivalente Valhalla, per l’Odino Anglosassone, quindi si deve presumere che Woden, in questi luoghi,  ebbe un ruolo primario che non fù quello di dio della guerra. Brian Branston, nel suo libro 'Gli dei perduti di Inghilterra' riassume le differenze tra Woden e Odino così:
“Mai il Woden della vecchia Inghilterra divenne il re-guerriero dal casco d'oro,patrono dei principi e dei re, come Snorri lo ha rappresentato nella sua Edda, egli non si è mai preoccupato del problema di organizzare i battaglioni, o degli uccisi di un esercito condannato, o del ruolo di oppositore dei figli di Muspell e protagonista del Ragnarok. Invece, l'anglosassone Woden ha viaggiato in alto e in basso, con un occhio solo, ed saggio al di là di ogni sapere, con il mantello e il cappuccio, quando il tempo era bello, fermandosi ai crocevia, penzolante dalla forca, e quando infuriava la tempesta invece, attraversava il cielo a capo della sua muta selvaggia per raccogliere le anime perdute."
A consolidare ancora la tesi e i collegamenti che vedono Odino come Dio Cornuto o Dio Selvaggio, il testo che segue tratto dal libro 'Credo di ferro' (McVan, 1997) , ha un capitolo intitolato “Dei cornuti" (pagine 38-41) dice: 

“ Odino, o Wotan, era il dio principale delle antiche tribù teutoniche, mentre Cernunnos era un dio, se non il dio principale del popolo gallico. Essi potrebbero provenire da una fonte comune? Certo, c'era un grande interscambio culturale tra Teutoni e Galli. Il simbolo Triquetra , per esempio, che è stato a lungo associato con le culture celtiche e galliche, è stato utilizzato da alcuni popoli antichi come simbolo di Odino attraverso il simbolo del “Horned triskele” “Triplo Crono di Odino”, ma non solo, la triplicità è anche espressa nel Vlaknut anche conosciuto come “Il Cuore di  Hrungnir”.
Una delle più antiche raffigurazioni di Cernunnos si trova sull’Isola di Gotland in Scandinavia, benché la Scandinavia è la “Terra” di Odino, questo quindi ci suggerisce che le loro similitudini, il loro sovrapporsi, fondersi o il conseguente influenzarsi, può essere reale, vero e lecito e può essere imputato a un normale processo di migrazione avvenuta migliaia di anni fa.Di tutti gli dèi arii che si sono avvicendati, Wotan rimane coerente. Anche se a volte impercettibile, Wotan è sempre pronto a riemergere dalla psiche collettiva del popolo ariano. Egli è un dio dalle molteplici sfaccettature, che ha senza dubbio, si sono consolidate con l’apparizione dei suoi innumerevoli volti. Come il dio cornuto, come Herne il Cacciatore, attraverso l'uso delle corna di cervo, è il simbolo della forza Ur, la forza primordiale della foresta, come caratterizzato dalla runa Uruz. Wotan simile a Herne, ha altre caratteristiche simili a Cernunnos: Signore della Foresta e degli animali. Wotan è, anche, lo spirito dietro le foglie della maschera del "Green Man", che è ampiamente rappresentato nelle belle arti e l'architettura della cultura europea.”
Non solo Odino-Woden ha caratteri simili a Herne, ma Herne stesso viene rappresentato come Woden, nel suo aspetto di guida mistica e come un “Merlino”, che era veggente mistico, come un vagabondo che cammina tra i mondi.
Vi  sono ancora diverse associazioni che collegano Odino a divinità cornute è molto interessante il fatto che a Newlyn, il Troll Tolcarne era conosciuto anche come 'Odin il Wonderer ',  sempre per l’associazione  possibile grazie alla figura di Odino come leader della 'Caccia Selvaggia’ egli è anche stato associato alla divinità Bucca Dhu e con il diavolo della tradizione popolare britannica, anch’essi visti a capo delle mute notturne a cavallo dei loro destrieri.

Un altro aspetto che accomuna queste divinità che vengono messe in relazione è il ruolo di ‘Witchfather’ ovvero il padre delle streghe, il mago primo, il primo vero mutaforma. Egli è la Luce del Signore della Morte. Egli è la conoscenza che le streghe cercano nel buio, la luce scaturita dall'Ombra  la coscienza scaturita dal nulla. In tutte le culture vi è almeno un riferimento a lui. Sebbene molti pagani tradizionalisti storcano il naso ne vedere accomunati Giove e Zeus, Odino e Hermes, ecc. il ruolo di Witchfather è un titolo, un epiteto comune ad ognuno di essi. 


Fonti:

http://camonica-club.blogspot.it
http://www.wicca.utvinternet.com
Appunti personali


Nessun commento:

Posta un commento