martedì 3 gennaio 2017

Medicina e Magia nell' Havamal || Discorso di Loddfáfnir.

CXXXVII. Discorso di Loddfáfnir.

Ráðumk þér, Loddfáfnir,
en þú ráð nemir,
njóta mundu, ef þú nemr,
þér munu góð, ef þú getr:
hvars þú ǫl drekkir,
kjós þér jarðar megin,
því at jǫrð tekr við ǫlðri,
en eldr við sóttum,
eik við abbindi,
ax við fjǫlkynngi,
hǫll við hýrógi,
heiftum skal mána kveðja,
beiti við bitsóttum,
en við bǫlvi rúnar,
fold skal við flóði taka.
Ti consiglio, Loddfáfnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se l'accetti,
bene ti verrà se l'accogli.
Dovunque tu beva birra,
invoca per te la forza della terra!
perché la terra agisce contro la birra,
il fuoco contro la malattia,
la quercia contro la dissenteria,
la spiga contro la stregoneria,
il sambuco contro le liti in famiglia,
per l'ira devi invocare la luna,
l'erica contro la rabbia,
e contro il male le rune,
il terreno agisce contro le inondazioni.



kjós þér jarðar megin: Secondo Reichborn Kjennerud, questo verso si riferirebbe la birra avvelenata. Lle strofe dell Havamal, LXXXI ECXXXI. alluderebbero proprio a questo. Nei tempi antichi, oltre ai normali ingredienti con cui la birra veniva fabbricata poteva capitare che del Lolium temulentum venisse introdotto accidentalmente nel miscuglio, avvelenando la bevanda. Ecco spiegata la consuetudine di benedire la birra prima di berla, come testimoniato nella Biskupa saga. Contro la birra avvelenata sarebbe esistito un medicamento, la cui efficacia sarebbe dipesa dalla forza della Terra. E' una prassi questa che va inquadrata nel contesto magico-religioso tipico delle società arcaiche. La forza della Terra sta nella sua capacità generativa, nella sua fertilità. La Terra che tutto genera e alla quale tutto ritorna, la Grande Madre, custode dell'equilibrio universale. Si ricordi l'uso dei germani di porre neonati sulla terra nuda affinché si impegnassero della forza tellurica. Del resto la Terra non è solo la madre dolce e generosa dispensa attrice di frutti. Essa ha anche il volto terribile della Morte che tutto prende, la Terra alla quale tutto ritorna.
La sua potenza nello Stato allo stato puro non è in e buona né malvagia, dipende dalle circostanze. Anche la birra e intrisa di tale potenza, kjós þér jarðar megin.
La Terra che tutto prende e che ogni male neutralizza. Dello stesso ordine di idee deve essere il senso dei tre sputi (in terra) di un antico formulario danese.
Allo stesso modo riferendosi al verso seguente því at jǫrð tekr við ǫlðri, e all'ultimo fold skal við flóði taka, il vomito di chi è intossicato, libera dalla materia peccans un essere debole e finito e la riversa sulla Terra forte ed infinita.
Tornando alla strofa è probabile che con essa si faccia riferimento a un antico preparato naturale, la terra di Lemno, conosciuto anche come terra sigillata il cui effetto sarebbe stato quello di provocare il vomito ristabilendo l'equilibrio organico. In generale, essa sarebbe stata efficace come antidoto contro i veleni e inoltre contro la diarrea e dissenteria.
Non possiamo escludere anche un'interpretazione "allegorica". Si parla di birra, dunque, di "estasi", "ebbrezza", di un senso di distacco di il rapimento di sè. Ed al vagare rapiti, trasportati fuori da sè violentemente con poca consapevolezza, dominati piuttosto che dominanti, che cosa è meglio contrapporre se non il senso della terra? Un senso di staticità per ritornare in sé e sentirsi fermi.

Altro passo in letteratura in cui compare la jarðar megin, si trova nella Volsugna saga, dove essa è mischiata, nel corno portorio, con acqua di mare, sangue ed ogni genere di segni (magici). Questo è il miscuglio che Grimhild fa bere a Guðrùn, sua figlia al fine di riconciliarsela, dopo la morte del marito per mano dei suoi fratelli.
en eldr við sóttum: le virtù terapeutiche del fuoco sono note fin dai tempi antichi: 'Quel che i medicamenti non sanano, il ferro sana, quel che il ferro non sana, al fuoco sana. Quel che il fuoco non sana, bisogna stimare insanabile.' Gli islandesi, allo stesso modo: 'Pochi escono con tutto il male dal fuoco.' L'uso indiretto del fuoco in medicina avveniva attraverso i ferri roventi usati per cauterizzare o aprire foruncoli. Direttamente invece, esso veniva usato contro le ustioni alcuni farmici venivano preparati col fuoco. Inoltre, noto l'uso della fumigazione con diversi materiali organici, soprattutto bacche di ginepro, contro le malattie dell'utero alcune malattie contagiose. Tali fumigazioni sarebbero state operate anche per scacciare i demoni responsabili delle malattie. RK osserva, tra l'altro, la prassi del Vesland in  Norvegia di accendere un fuoco nel luogo dove si credeva, si fosse originata la malattia per cause sovrannaturali. Per finire, interessante notare che prima di toccare un neonato, bisognasse fyre hender, cioè purificarsi le mani col fuoco.
Per Cederschiold, invece, questa strofa sarebbe riferimento di fuoco sacro Gnideeld che veniva acceso nei paesi germanici in caso di pericolo grandi epidemie.Questo veniva ha portato in processione, di casa in casa, ma non fin sotto il tetto; da esso si attingeva per accendere un nuovo fuoco in ogni abitazione. E' una sorta di rituale di purificazione.

eik við abbindiabbindi anticamente appare solo qui è in AM 194 8vo: 'Prendi bile di toro spalma la sull'ano, allora migliorerà con l'abbindi'. Sembra, dunque che tale termine indichi qualcosa come tenesmo o dissenteria. Eik è la Quercia. I suoi prodotti, radici, corteccia, foglie e ghiande, in particolare una sorta di caffè di ghianda, sono ben noti per le loro proprietà astringenti.

ax við fjǫlkynngi, Cederschiold proponeva di leggere ǫx, ascia in un luogo di ax e riferire questo verso l'uso di inchiodare un'ascia sopra la porta per tenere lontano il incantesimi. Ma RK fa notare che in Gudrunarkivida II, strofa 22, appare ax òskirit in un contesto magico, per cui questo emendamento è da ritenersi improbabile. fjǫlkynngi, deve evidentemente esprimere la causa interna, sovrannaturale di un male. RK cita tanti nomi di malattie e malanni in cui compaiono gli appellativi di esseri sovrannaturali malefici come ad esempio (noi diciamo colpo della strega). Cita, inoltre alcune testimonianze norvegesi e svedesi in cui la spiga veniva adoperata contro il mal di denti e l'orzaiolo (tipo di infiammazione della palpebra). In un libro svedese si legge: 'Contro i vermi della carne umana o nelle membra. Prendi la segale che è a lungo è stata sul letto.'

Del il resto, la spinga e simbolo di rigoglio e felicità. L'oro delle messi riflette loro del sole, come l'azzurro del mare è specchio del colore del cielo e del cielo celeste. Il rigoglio del nostro campo spirituale e la raccolta intensità interiore spezzano i malefici.

hǫll við hýrógi: questo verso ha suscitato qualche perplessità negli studiosi. Se effettivamente la parola havll sul manoscritto è da leggersi hǫll, casa allora non possiamo esprimerci come segue: le contese familiari si dissolvono intorno al fuoco della casa, della famiglia, della stirpe. Si revoca il senso di unione della gens, come una meteora che attraversa il firmamento e sulle cui linee si compie il destino del demone della stirpe: trovare la vita verso il cielo.
Ma alcuni studiosi intendono diversamente lo spirito di questo verso e credono che in quella havll debba esserci il nome di una pianta capace di allontanare gli spiriti malefici che apportano astio nel clima familiare. Dunque, BMO' e proponeva di leggere havll come sambuco. L'appellativo norvegese moderno per tale pianta è hyll. Snorri recitava hallarr come nome di pianta, che con ogni probabilità doveva indicare proprio il sambuco. E' possibile che sia esistita una forma di hollr, oppure hǫll, collaterale ad hallarr e di pari significato; lo scriba islandese avrebbe troncato la r finale in quanto non avrebbe conosciuto il nome di questa pianta - che sarebbe arrivata in Islanda solo nel 1885 - scrivendo hǫll, parola invece di sua conoscenza. Per la verità Asgeir non esclude che la forma collaterale di hallarr sia potuta essere proprio hǫll. Queste considerazioni sono tutt'altro che da rigettare in quanto la proprietà medicinali del sambuco erano note i popoli germanici. Tale albero soprattutto per i popoli germanici meridionali, è stato oggetto di grande venerazione, divinizzato in Germania nella celeberrima figura di Frau Holle. E poteva scrivere ancora RK: il sambuco è ancora l'albero della famiglia dei tedeschi. Inoltre, in Danimarca era di uso chiedere aiuto nel parto al buono spirito del sambuco, abbracciando l'albero

heiftum skal mána kveðja, RK, intende leggere insieme questo verso con i due precedenti e interpreta fjǫlkynngi, hýrógi, e heiftume come espressioni di male sottil, apportato 'magicamente', volgarmente diremmo malocchio.
La connessione con la Luna con la magia era nota anche nei paesi nordici, dove le maghe venivano concepite come spose o amanti della Luna (Màni nordico nome maschile) e la mezza Luna era di grande importanza nella medicina popolare germanica. Del resto si esprime anche AM: 'Nelle atroci ire la Luna deve essere invocata.' Freya, Dea dell'amore e della notte, fa riferimento alla Luna. non ci si stupisce se il suo nume abbia potuto placare le ire.' Chi non ha provato questa grande sensazione di calma di fronte alla sterminata tranquillità del limpido cielo notturno dominato dal sole della notte: la Luna, astro che dona serenità risveglia la gioia nel cuore?

beiti við bitsóttum: è passo più controverso della strofa. Alcuni hanno inteso che beiti nel suo significato comune di pascolo e intendono bitsòttum come malattia causata da puntura di insetto traducendo così: il pascolo guarisce dalle malattie causate da punture; ragion per cui il verso sarebbe rivolto alla cura del bestiame e alluderebbe alla necessità di liberare le bestie e mandarle nel pascolo per guarire dalle punture di insetto.
Cederschiold, invece, propone di leggere e beiti come allume e di intende bitsòtt come malattia da riferirsi all'uomo, non al bestiame. Si riporterebbe in tal modo all'uso dell'allume contro ferite, ascessi e foruncoli sulla pelle dell'uomo, conosciuto anche in tempi moderni. Tuttavia, riteniamo più probabile la lettura di RK. Egli intendenbitsòtt come ferita, ascesso. Inoltre, un altro significato di beiti è esca, verme (come usato come esca). Egli riporta che ancora in tempi moderni il termine Telemark in Norvegia, beitel veniva adoperato per indicare verme in senso generico e analogamente accadeva nel Vest agder per beite. Le proprietà curative dei vermi medicina sono note fin dall'antichità. Essi venivano impiegati come anestetizzanti, analgesici, per chiudere le ferite, come pomate ed era noto pure un oleum lombricorum. In Norvegia, i vermi venivano utilizzati non solo per scopi curativi, ma anche diagnostici. Essi venivano a posti sulle ferite; la morte del verbo indicava che il male era sanabile, mentre se il verme non moriva il male veniva diagnosticato come incurabile.

fold skal við flóði taka. La terra argina la fiumana. La Terra, col suo carattere di solidità fa da argine alla furia devastante delle acque, le raccoglie le confina delineandone le forme, così come un animo forte ordina le proprie passioni incatenandole nella nella direzione che più gli aggrada.


Fonti:
Havamal. La voce di Odino. Diana Edizioni.
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martedì 27 dicembre 2016

La società tradizionale vichinga



Nessuna fonte del tempo ci fornisce notizie precise e dettagliate sulla società del periodo vichingo. Le testimonianze offrono solo brevi scorci, e il quadro deve essere ricostruito pezzo per pezzo in base alle pietre runiche, ed altre fonti scritte e ai reperti archeologici. Data quindi la difficoltà intrinseca nel delineare una visione completa del sistema sociale vichingo questo articolo sarà notevolmente sintetico, proponendosi il solo scopo di fornire uno schema di riferimento sicuro circa la vita quotidiana in Scandinavia, nell'alto Medioevo nordico, basato su quelle poche nozioni ormai attestate. La consetu ripartizione della società vichinga (800 -1050) in schiavi (trœll), uomini liberi (karl), e nobili (jarl), di cui sembra esistere un mito di fondazione (le parole tra parentesi sono infatti anche i nomi popri dei figli di Tyr) è stata spesso proposta, in modo in modo quasi scontato, mentre in relatà una divisione così netta di ruoli può essere messa in discussione. Innanzitutto il trœll nordico non corrisponde esattamente alla nostra idea di "schiavo" e sicuramente non esistevano è vera e propria "classe" di persone private della loro libertà. Sappiamo che in certi crimini potevano essere puniti con la schiavitù e figli di due schiavi potevano avere la posizione dei genitori, inoltre i prigionieri delle spedizioni vichinghe potevano essere considerati schiavi una volta giunti in Scandinavia. A volte il padrone poteva decidere di liberare uno schiavo oppure questi poteva affrancarsi dalla sua condizione con il lavoro o qualcuno poteva comprargli la libertà con il denaro. Il problema fondamentale però nel definire la l'esatta condizione sociale del trœll, come anche l'individuo comunemente denominato come "hauldr" (o "thegn" o " landsmadhr") consiste principalmente nel fatto che i poveri in Scandinavia non avevano alcuna influenza politica ed economica per cui ne rimangono pochissime tracce. Uguale cautela, dovrebbe essere usata per definire in modo troppo categorico l'uomo libero e lo Jarl.
Alcune cose possiamo invece affermare con maggiore sicurezza la famiglia in senso lato ("ætt". "kyn") era la cellula di base della società nordica. Essa comprendeva, oltre ai consanguinei, gli amici intimi, e i fratelli giurati, i parenti adottivi e i poveri a carico della famiglia. Quindi circa una cinquantina di persone dipendenti a gradi diversi dal capo famiglia (hùsbòndi) è da sua moglie (hùsfreyja). Il capofamiglia, come del resto qualsiasi vichingo, non esisteva di per se, lo stretto vincolo che lo legava la propria famiglia si riflettevano il valore connotativo del patromimico: la scelta del nome non era mai lasciata al caso: talvolta formava allitterazione con quella del padre, Bjorn figlio di Bjorni ecc.; oppure riproduceva una parte di quello di uno dei genitori, Sigfridhr figlio di Siggeirr; ovvero se si tratta di un figlio maggiore, ripeteva il nome di un antenato celebre, ecc.. Attenzione però: in passato si supponeva che legame di parentela determinassero il funzionamento delle comunità vichinghe e quelli familiari o di lignaggio creassero un grande un nucleo omogeneo in base alla discendenza per linea maschile. In realtà non era così. Le iscrizioni runiche e altre testimonianze dimostrano che i parenti di una persona consistevano nelle famiglie sia del padre che della madre, e di solito erano i rapporti tra le coppie separate, i fratelli e le sorelle, i genitori e i figli, il nucleo familiare ristretto, a determinante le occasioni che si avevano nella vita.
Il concetto fondamentale circa il sistema sociale vichingo del quale possiamo parlare con relativa sicurezza e quello di "bòndi". Lo scandinavo tipico, il vichingo di base, il vichingo medio, e il grande vichingo lo erano tutti "bœndr". Il termine "bòndi" è una formazione dotta che deriva dalla forma contratta di un principio presente sostantivo "buandi" del verbo "bua" il cui significato originale e "preparare la terra per renderla adatta e a fruttificare". Il senso "dimorare, abitare" è secondario. Praticamente il bòndi era il coltivatore-pescatore-proprietario libero di cui parlano tutti i testi. Il bòndi era un uomo tuttofare, in grado di offrire tutte prestazioni che si possono chiedere a un uomo completo: agricoltore, pescatore, artigiano, fabbro e tessitore e anche giurista, operatore sacrale, o scaldo (poeta). Nella Scandinavia retta da assemblee pubbliche stagionali o "things", il bòndi aveva il diritto di dire la sua opinione, di sollevare cause legali e di esigere una compensazione perché la legislazione, che comprendeva la pena di morte, prevedeva riparazioni di ogni tipo in tutte le forme per qualsiasi trasgressione.
Diciamo per inciso, che l'assemblea (thing) era il luogo (e la forma) principale di governo in cui discutevano questioni di pubblico interesse e si prendevano decisioni. Prima dell'età vichinga probabilmente c'erano stati in molti regni in Scandinavia, ma non è chiaro quanto fossero grandi loro territori, che poteri avessero i re ho i capi, ne come esercitassero la loro autorità. Lo stesso vale in una certa misura per il periodo vichingo, e sappiamo molto poco dell'unificazione dei tre Paesi così come essi appaiono oggi (Svezia, Norvegia e Danimarca). Una cosa e certa: il potere era lungi dall'essere centralizzato nei regni Vichinghi. Le singole regioni mantenevano le loro usanze, e le loro leggi e un elevato grado di indipendenza. Il potere di un sovrano dipendeva sempre dalle interazioni con i capi della politica internazionale. Il concetto stesso di "re" come noi lo intendiamo, ovvero in riferimento a quella categoria formatasi storicamente nella nostra società, è probabilmente assai in proprio per designare un "capo" vichingo. In certi casi l'eredità stessa del padre in figlio (si diventa re perché si è figli di un re ) è rispettata, ma in molti altri no. Il termine norreno "kinungr" che a nostro avviso impropriamente viene tradotto da alcuni autori con "re", si riferisce invece ho una sorta di "capo" eletto dai grandi  bœndr all'interno di alcune famiglie ("kyn", da cui appunti "konungr"), ma non sappiamo quali fossero i criteri che dirigevano tale preferenza. I vari "thing" locali mantenevano sempre il potere massimo in quanto allora si doveva alla rettifica ufficiale del neo-eletto "re"e sempre thing locali potevano destituirlo in qualsiasi momento se egli non soddisfava l'assemblea, ad esempio nel caso che egli non avesse operato a dovere "per un anno fecondo e per la pace". Ma torniamo al bòndi: dunque, il vero cardine attestato dal sistema sociale vichingo.
Il bòndi, che poteva assumere varie "specializzazioni professionali"- "lœknir", medico; "lagamadhr", giurista; "smidhr",fabbro o artigiano; "godhi", sacerdote - al momento giusto si imbarcava sullo "skidhr", e partiva "i vikingu", ovvero in spedizione (di) vichingo. Le qualità preminente del bòndi fu probabilmente quella di ottimo marinaio e navigatore di primo ordine. La velocità e la maneggevolezza delle "lunghe navi" ("knörr" i "langskip") permisero agli uomini del Nord di navigare sempre più in fretta e più lontano fino a giungere, cinque secoli prima di Colombo sulle coste nordamericane. Con efficace timone fissato al fianco destro poppiero, la prua e la coppa rialzate e decorate, basse sull'acqua, con la chiglia a fendere le onde e la vela quadrata coloratissima ascoltare i venti, le navi vichinghe furono la massima realizzazione dei popoli del Nord, il vertice della loro civiltà materiale. Il coraggio e l'abilità dimostrata intraprendendo lunghi e pericolosi viaggi per commercio, colonizzazione arricchimento (pirateria) conferivano massimo prestigio al bòndi, una volta tornato in patria.
Un'ultima annotazione. Nella società scandinava anche ben prima delle epoca vichinga, la donna, pur non partecipando ne  al thing ne alle battaglie, godeva di molta considerazione: questo ci sembra attestato.
L'agricoltura era la principale occupazione e quasi ovunque, in Scandinavia, nel periodo che ci interessa. Molti vichinghi avevano fattorie ne lavoravano la terra, ma alcuni possedevano enormi apprezzamenti di terreno che probabilmente erano suddivisi in fondi di i media dimensioni e affittati. La terra assicurava posizione e sicurezza in se stessi, e spesso le pietre runiche parlavano anche di grandi poderi, un elemento essenziale sul quale si fondava il potere del re dell'aristocrazia. Conosciamo ad esempio il termine "bryti" (affittuario, fattore) dalle pietre runiche e dai toponimi, e le ricerche archeologiche confermano che le fattorie variavano notevolmente per dimensioni e ricchezza. Ma esaminiamo più in dettaglio l'organizzazione quotidiana. Lo scandivinista francese R. Boyer afferma: "Ancora fino a pochissimi tempo fa il mondo scandinavo stato di 'natura' e 'struttura' profondamente 'rurali'. E' una verità ovvia è indispensabile dire che è la nozione di città era sconosciuta fino al secolo scorso con una possibile eccezione per la Danimarca, geograficamente meglio integrata nell'Europa centrale". La sua unità territoriale mai esistita, sicuramente da millenni, in Scandinavia è quella che i Norvegesi continuano a chiamare "bygd", un'entità geografica talvolta di estensione considerevole, che ragruppa delle abitazioni, spesso molto sparse, sotto una comune amministrazione, che inizialmente doveva a consistere in un 'bing', luogo in cui, in date prestabilite, avevano luogo le riunioni degli uomini liberi, per discutere in comune tutte le questioni di interesse generale.
L'unità abitativa essenziale era costituita dalla fattoria ("bœr") composta in una molteplicità di edifici delimitati da muri obliqui e incurvati, fatti di blocchi di torba disposti a strati alternativamente inclinati a destra e a sinistra. Ciascun edificio aveva un impiego particolare. Gli esseri umani vivevano nella "skàli" o "stofa", l'edificio principale, di dimensioni varie di forma rettangolare. Come si presentava all'interno di uno skàli vichinga? Non c'erano finestre, ma solo feritoie chiuse da frammenti tesi di intestino di maiale; nè camino che era sconosciuto da un semplice foro praticato sul terreno da cui usciva il fumo. Al centro della kàli un focolare longitudinale di alcuni metri serviva a scaldare, a illuminare e a cuocere i cibi quando alla skàli non si affiancava un locale apposito per la cucina ("eldshus", "eldaskàli"). Una struttura di travi delimitava due spazi paralleli lungo le pareti longitudinali che erano di solo di solito rivestite di intonaco contro l'umidità. Questi spazi erano occupati da panche, e dotate di un coperchio che si poteva sollevare al cui interno si riponevano i panni del letto. La panca serviva da sedile di giorno e da letto durante la notte se la skàli non era dotata, come spesso accadeva, di alcova ("lokrekkja"). In mezzo a ciascuno delle file di panche stava un sedile sopraelevato ("öndvegi") sul quale potevano sedersi più persone e che era rivestito riservato al padrone di casa. Praticamente non esistevano mobili: forse uno o due armadi a muro nell'angolo dove si riponevano i viveri soprattutto pesce secco. I tavoli erano mobili, il pavimento di terra battuta talvolta coperta ma solo parzialmente da una specie di pavimentazione ("gòlf").
L'illuminazione era fornita dalle lampade costruite da un lungo e sottile paletto di ferro attorno alla parte alta che veniva piantato a terra e culminava in un recipiente semisferico dove bruciava del sego o dell'olio di pesce. La luce che emanava da quelle lampade non doveva essere granché viva. Lunghe catene pendevano dalle travi del tetto sostenevano le pentole disposte sopra il fuoco, che si otteneva strofinando tra loro le selci incastrate in appositi sostegni. I materiali da costruzione (il legno, l'argilla e la pietra o le zolle d'erba e varie combinazioni di queste), oltre alle tecniche costruttive, venivano a seconda delle risorse locali; i primi edifici di pietre legate con malta sono chiese del XI secolo. L'assenza di camini fa inoltre pensare che spesso il fumo doveva aver riempito le stanze e molte persone dovevano soffrire con sentimenti di avvelenamento da anidride carbonica, soprattutto nell'inverno quando erano costrette a trascorrere lunghi periodi in casa.



I vichinghi usavano consumare due pasti al giorno, al mattino e la sera, e la dieta, salvo che in periodi di penuria o in regioni particolarmente inospitali, era piuttosto ricca e varia: pane di segale, minestra di avena di orzo, pesce, carni ovine caprine e suine, cavallo e bue e tutti i derivati del latte. In genere le carni e venivano bollite più che arrostite e i contorni erano formati da cavo le cipolle, mentre mele, bacche o nocciole e rappresentavano i frutti principali. Il miele era il dolcificante per eccellenza, primo ingrediente per la preparazione dell'idromele dolce, fermentato. Esperti della conversazione  degli alimenti, come tutti i popoli navigatori usavano a tale scopo sale e ghiaccio e siero del latte e il sistema dell'essiccazione. La caccia e la pesca aiutavano a completare i pasti il bœr, dunque rappresentava l'unità di base dell'insediamento umano del Nord. Il bœr costituire anche l'unità giuridica: era il luogo dove si risiedeva legalmente un bòndì con la sua famiglia, quindi in un "usbyli". Il bœr inoltre era anche sede di rituali e pratiche culturali.
La famiglia allargata (kyn) oltre che la struttura portante del sistema sociale scandinavo antico associata ad una ben precisa unità territoriale (il bygd), raccolta nella unità abitativa fondamentale (il bœr), retta gestita dal capofamiglia era anche il supporto obbligato del culto. Il bòndi era l'esecutore di tutti i grandi riti stagionali ho dettati dall'evento (nascite, matrimoni e sepolture) e talvolta il "sacerdote" (godhi) in caso di "blòt" o sacrificio. Come abbiamo già ricordato, specie in Islanda, in date prestabilite, esistevano delle assemblee generali o thing in cui venivano prese all'unanimità le decisioni di interesse collettivo e in cui, verosimilmente si celebrava un culto pubblico: è facile dimostrare che un thing si ricollega ad un'organizzazione di clan di famiglie.
Il concetto fondamentale da sottolineare, oltre quanto detto sin qui, circa l'organizzazione sociale e la vita quotidiana dei vichinghi, è che le società dei vari bygder erano costretta a sviluppare un forte senso del collettivo e della comunità. Si mettevano i propri beni in comune per gli scopi più diversi, ad esempio per costruire una nave. Ognuno dei contraenti "fékagi"si sentiva legato agli altri da un vincolo forte, che poteva anche spingerlo fino al dovere della vendetta. La grande dispersione degli insediamenti abitativi dovuta alla particolare asperità del territorio scandinavo specie in Norvegia e Islanda, il clima duro, le risorse scarse, le condizioni di vita spesso proibitive nei luoghi lunghi inverni nordici, giustificano e spiegano ampiamente un'istituzione come il félag.
Rendersi conto dell'assoluta caratterizzazione dell'originalità socio-culturale scandinava in termini bòndi- bœr-félag, significa che spesso questo aspetto essenziale: la società poteva stabilirsi solo in piccole unità delimitate da a un'isola, un fiordo, una vallata una radura in mezzo a vaste foreste, sulle rive di un lago ecc. Le considerevoli distanze, la difficoltà di comunicazione, l'isolamento dovuto al freddo e, in inverno alla lunga notte, pare che da sempre abbiano costretto la costituzione di piccole cellule necessariamente legate al terreno circostante e più o meno condannate a vivere nel l'autarchia.

E veniamo ora l'ultimo aspetto interessante ai fini del nostro problema: l'hanno vichingo due elementi sono della massima importanza:
I) l'antico Nord conosceva solo due stagioni o semestri (misseri):l'estate l'inverno. Rispettivamente skammdegi (giorni brevi) e nóttleysi (senza notte). Inoltre, l’inizio e la fine dei mesi non combaciava con la nostra. L’anno terminava il 14 ottobre ed iniziava il giorno dopo con il Vetrablót per festeggiare l’anno nuovo.
II) calcolava il tempo:

  1.  non per anni ma per inverni, fino al 900 d.C. circa :
    - Sturla aveva 18 inverni quando si imbarcò per la Norvegia e vi trascorsero 3 inverni;
    - la sequenza di terne di inverni che precede il Ragnarok;
  2.  non per giorni ma per notti:
    - il fatto si svolse tre notti prima della morte di X
    - Vàli, "vecchio di una notte" vendicò Baldr ucciso da Loki 
Su questo modo di calcolare il tempo esistono notevoli prove, lo schema seguente dovrebbe aiutarci a capire più in dettaglio i momenti salienti dell'anno vichingo.

Anno vichingo :

  • 15 ottobre e 15 aprile "misteri" di inverno. 
  • 15 aprile 15 ottobre "m"misseri d'estate. 
In concreto:
  • dal 15 dicembre al 13 gennaio. Mǫrsugr –  il cui nome significa “succhia mǫrr’’. Il mǫrr è una sorta di riserva di grasso e carne di maiale, vitello e talvolta anche pesce. Era la tipica riserva di carne norrena. Alla fine del mǫrsugr, a cavalo con l’inizio del þorri, vi è una delle festività più importanti dell’etenismo norreno: lo Jólablót, il sacrificio di metà inverno (il mǫrsugr è il 3° mese d’inverno, e, durando 6 mesi le stagioni norrene, alla sua fine si è esattamente alla metà dell’inverno).
  • dal 14 gennaio al 14 febbraio. Þorri –  il cui nome significa letteralmente “gelido” (da non confondere con “þórr”, che vuol dire “tuono”). Col tempo, essendo gennaio/febbraio un periodo gelido nel Nord, la parola þorri venne anche utilizzata per indicare le foreste congelate o innevate, similarmente alla parola “hjarn”, che indica il suolo congelato, e “nífl”, che indica la nebbia congelata. Alla fine del þorri vi era un blót dedicato a Þórr, e tradizionalmente durante il þorri si mangiava il Þorramátr, una selezione di cibi tradizionali (incluso il mǫrr visto sopra) adatti all'inverno.
  • dal 15 febbraio al 14 marzo. Gói –  il cui nome deriva da Gói Þórsdóttir, figlia di Þórr. Alla fine del Gói vi è un blót che inizialmente fu tenuto per ritrovare la perduta Gói, chiamato Góablót.
  •  dal 15 marzo al 14 aprile. Einmánuðr –  il cui nome significa “mese unico / singolo’’, ad indicare proprio che non v’è nulla di particolare in questo mese. Segna la fine dello skammdegi e l’inizio dello nóttleysi, e a cavallo tra einmánuðr ed harpa vi è la Hǫkunótt, la notte che sancisce l’inizio dell’estate (nóttleysi).
  • 15 aprile  "GAUKAMANAD" (mese del cuculo) tempo della semina, risveglio della natura e delle attività umane; (esistono i termini Var - primavera e Haust - autunno, ma non servono per il computo delle stagioni.
  • dal 15 aprile al 14 maggio. Harpa – il cui nome deriva da Harpis, un’antica dea germanica della flora il quale culto tuttavia non era molto seguito dai norreni. Il primo giorno di harpa (15 aprile), subito dopo la Hǫkunótt, a cavallo tra einmánuðr ed harpa (14 e 15 aprile) vi è la festa per celebrare il Sumardagrinn Fyrsti, ovvero il Primo Giorno d’Estate
  • 15 maggio "EGGTIDH" (raccolta delle uova) epoca in cui si delimitavano i campi e si stabilivano confini legali.

  • dal 15 maggio al 14 giugno. Skerpla – il cui nome deriva da Skerplis, un’altra antica dea germanica della terra il quale culto non era molto seguito dai norreni.
  • 15 giugno. transumanza: ogni fattoria possedeva in montagna una "dipendenza" che poteva essere di notevoli dimensioni, è il "sel" (antenato del moderno seter norvegese). Giugno è "SOLMANADHR" il mese del sole, durante il quale si svolgono due eventi fondamentali nella società vichinga:
    - la convocazione del thing
    - la partenza per i grandi viaggi.
  • dal 15 giugno al 14 luglio. Sólmánuðr –   il cui nome significa letteralmente “mese del Sole’’. Alla fine del sólmánuðr vi era il Sigrblót, blót importantissimo dedicato ad Óðinn.
  • 15 luglio "HEYMIR", il periodo in cui si doveva tagliare il fieno.
  • dal 15 luglio al 14 agosto. Heyannir – il cui nome significa “mese del fieno’’. Questo era l’inizio della trilogia dei mesi delle dispense, e si chiamava perciò inizialmente Fyrstmánuðr, “primo mese’’. Il nome fu cambiato probabilmente per la confusione che ne derivava dal fatto che l’inizio dell’anno è con il gormánuðr e perciò heyannir in realtà è il 10° mese dell’anno. Alla fine dello heyannir vi era il Várblót, dedicato alla dea Vár e a Freyr e Freyja e festeggiato soprattutto dai contadini.
  • 15 agosto e 15 settembre "KORNSKURDHAEMANADHR" ovvero mese in cui si taglia il grano,detto anche mese doppio, intendendo condizione più antica, la duplice attività del taglio del fieno del grano.
  • dal 15 agosto al 14 settembre. Tvímánuðr –  il cui nome significa “secondo mese’’. Per motivi sconosciuti, il nome del mese non fu cambiato e rimase dunque anche in islandese medievale col significato di “secondo mese della dispensa’’ (vedi sopra, la trilogia della dispensa).
  • dal 15 settembre al 14 ottobre. Haustmánuðr –il cui nome significa “mese d’autunno’’. Come detto sopra, i nomi dello heyannir e dello hastmánuðr sono tardivi; infatti i norreni non avevano il concetto di autunno, ma mutarono la parola “hausti” dall’anglosassone “heoste” derivato a sua volta dal latino “auptum”. Alla fine dello hastmánuðr, e dunque alla fine dell’anno, vi era il Vetrablót, una delle festività norrene più importanti: il Capodanno norreno.

  • dal 15 ottobre al 14 novembre. Gormánuðr –  il cui nome significa “mese congelato’’. Alla fine del gormánuðr, eccetto che in Islanda, vi era lo Álfablót, un sacrificio dedicato agli elfi per la protezione dei propri defunti, di ambito privato. Difatti era una festività/sacrificio a cui solo i membri della propria famiglia o stirpe (ætt) poteva assistere.
  • 15 ottobre "GORMANADHR", inizio dei misteri di inverno. il mese conviviale: si fanno inviti, visite e banchetti, si controllano le riserve alimentari e quelle di legna e torba.
  • dal 15 novembre al 14 dicembre. Frermánuðr –  il cui nome significa “mese di Freyr’’. Mese in pieno inverno, non prevedeva alcuna festività particolare, né segni distintivi.
  • dal 15 novembre al 15 marzo l'attività subisce una brusca interruzione e la società vichinga subisce una sorta di morte temporanea. Conosciamo nomi di mesi come "FRERMANADHR" o "YLIR", o "JOLMANADHR e "EINMANADHR", ma data l'origine antichissima di questi termini e le dubbie ricostruzioni etimologiche, non sappiamo precisare per ora il significato. La stessa etimologia di JOL come significato del sacrificio invernale e blòt attestati da molte fonti, costituiscono ancora oggi un serio problema interpretativo.

Fonti:
 I miti scandinavi della luce: fertilità e iniziazione nei miti nordici Libro di Gianluca Ligi
La stirpe di Odino. La civiltà vichinga in Islanda di Jesse Byock
 norroenn-forn-sithr.blogspot.it/
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giovedì 22 dicembre 2016

Le dodici Notti

E' da così tanto tempo che non scrivo, e anche con questo post sono ben in ritardo di due giorni, però non importa, ai posteri rimarrà.

Nella tradizione nordica, almeno in quella moderna a seguito della Mōdraniht - La notte delle Madri, si è soliti celebrare le 12 Notti partendo proprio da quest'ultima.
Vi sono innumerevoli notti di dedicazione ma quella più accreditata o in uso è questa:

1. Modranecht 
2. Caccia Selvaggia 
3. Alta festa di Yule, sacro a Thor e Frey 
4. Sacra a Ægir, Njörðr e Freya (o sacro al Vanir) 
5. Sacra di Comunità 
6. Sacra di Eir e la guarigione 
7. Sacra a Thor 
8. Sacra di Skadi & Ullr 
9. Sacra di Odino 
10. Sacra a Sunna e agli Antenati 
11. sacro alle Dee & Valkyrie 
12. La Notte del Giuramento.


Le dodici notti iniziano alla vigilia del solstizio d'inverno. Tuttavia, alcune persone cominciano a festeggiare il 20 dicembre, sia che sia il Solstizio reale o meno. Ma anche, quando si inizia il 20, La Notte del Giuramento cade sempre e il 31 Dicembre, a Capodanno, questo è un momento di notevole importanza.
Durante queste notti è come se si celebrasse un sabba, ogni notte si fa festa all'altare con candele o ceppi accesi o con specifici lavori.
Molti, durante queste notti si limitano a ripensare all'anno che è trascorso per trarne un bilancio.

Si potrebbe dire che i festeggiamenti di Yule nella tradizione nordica durino dodici giorni e notti; dove gli spiriti della terra e dei nostri antenati, si uniscono a noi per le celebrazioni. Tutti sono nostri amici e parenti, dopo tutto.
Odino, nel suo aspetto come il dio della morte e di transizione, è onorato in questo momento. "La Caccia Selvaggia " infuria su tutto il mondo, alla ricerca di morti che vagano, benedicendo i morti del vecchio di anno. E 'anche comune onorare Freyr nel suo aspetto di Dio del un nuovo anno. Thor è onorato per la protezione contro i Giganti di Ghiaccio.



Prima notte di Yule - Mōdraniht - La notte delle Madri,Sacra di Frigga, Fraya e la Desir 

"Per nostra madre Nerthus, sulla quale viviamo e per nostra madre Frigga, che mantiene la nostra famiglia unita e al sicuro, per nostra madre Freyja, grande Dis e Valiant Van. 
Per i nostri antenati, grandi madri e grande tutto. La linea della donna torna indietro fino a Elmbla e si trasmette fino a fino Leifthansa. Forza e coraggio donano loro e possa sempre essere così. 
Per le nostre Desir, vi salutiamo tutte, posseditrici orgogliose della fortuna della famiglia. Benediciamo il prossimo anno! 
Hail the Dee! Salve  Antenati, ave, Desir! " 

- Dave e Sandi Carron con Ravencast - L'Asatru 

La sera prima del solstizio d'inverno, questo è il momento in cui il nuovo anno nasce. Onoriamo l'inizio del ritorno del Sole e la rottura dell'incantesimo dell'inverno. Tradizionalmente, questa notte appartiene al Frigg, dea madre e maestra di casa e del focolare. Le celebrazioni si svolgono attorno al ruolo della moglie o della madre di famiglia mentre si pulisce simbolicamente la casa in preparazione dei festeggiamenti Yule, invita i vivi e i morti ad aderire al rito, e si dà la benedizione e i doni per la famiglia e gli amici.
Il Parto della Madre segue un rituale speciale e la cerimonia in cui la casa viene illuminata con luce delle candele. A volte, questo include una Corona di Yule, fatta da quattro candele, la decorazione di un albero sempreverde e l'illuminazione del Ceppo di Yule.

In questo giorno dobbiamo anche ricordare a noi stessi la virtù della Laboriosità. Dobbiamo lavorare duro se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi. Ciò si riferisce anche al semplice duro lavoro nelle nostre vocazioni quotidiane, fatto con cura e orgoglio.

In questo momento ci ricordiamo del mese di Snowmoon (Gennaio) pensiamo a riti di benedizione della terra che faremo, materiali e i buoni propositi. In questo momento la terra e per i morti, così a ricordare a noi stessi del nostro debito con i nostri antenati e i nostri discendenti .



Seconda notte di Yule - La Caccia Selvaggia Sacro a Odino e Ullr 

"Odin, All-Father, leader della Caccia Selvaggia. 
Porta noi sapienza e benessere in questo buio momento della stagione. 
Fjolnir, Saggio Gangleri, Wanderer Grimnir, Masked One 
Jölfuðr, Padre Yule  Jólnir,  Oski, Dio dei Desideri 
Rúnatýr, Dio delle Rune Síðgrani, Barba lunga Sigðir, Portatore di Vittoria
Leader degli Dei, Scelta degli uccisi, Portatore di Gungir, 
Ti onoriamo per il respiro della vita. Ti ringraziamo per il vostro dono delle rune.
Lodiamo Odino! 
Ave Odino! Ave Odino! " 
- Dave e Sandi Carron con Ravencast 

In questo giorno ricordiamo noi stessi dell'importanza del focolare domestico come i nostri antenati ci ricordano di evitare la Caccia Selvaggia. Conosciuta come Caccia di Odino, il Wild Ride, l'host Raging o Asgardreia. Odino, o Ullr a seconda del periodo dell'anno, sono a seguito degli spiriti dei morti, che vagano nei cieli, accompagnati da venti furiosi, lampi e tuoni. Quindi le anime perse (e tutti gli altri) che sono sul percorso della Caccia vengono radunate.

In questo giorno abbiamo anche ricordare a noi stessi della virtù della Perseveranza. La nostra religione ci insegna che il mondo è un luogo imperfetto, e niente viene facile. Dobbiamo continuare a cercare ciò che desideriamo. In questo mondo imperfetto non ci sono pasti gratis o realizzazioni facili.

Terremo a mente il mese di Horning (Febbraio) celebrara il corteggiamento tra Freyr  ela Vergine Gerðr; o l'unione di Jord e Odino; un matrimonio simbolico del dio della fertilità con la Madre Terra. In gran parte del Nord Europa, torte di grano sono offerte per la fertilità del suolo e Padre Cielo e Madre Terra sono stati invocati a tal fine.


Terza notte di Yule - Inizio dell' Anno Runico Sacro a Thorr e Freyr 

"Amico Thor, dammi la forza, e il coraggio. 
Sii con me sul percorso oggi. 
Fratello Freyr, concedimi buon discorso. 
Aiutami a fare buone scelte. 
Hail "

Onoriamo l'inizio del ritorno Sunna e la rottura dell'incantesimo dell' inverno. Questo è un momento per onorare Thor e Freyr, festeggiare Blot, Sumbel, giochi e Yule. Si accende il Ceppo di Yule e si saltano le fiamme per ottenere fortuna e la purificazione. E 'un tempo per riaccendere le amicizie, fare giuramenti e definire degli obiettivi annuali.

In questo giorno abbiamo anche ricordare a noi stessi della virtù del coraggio. Praticamente in ogni dichiarazione di valori Nordici, oggi portati in voga dall'Asatru, il coraggio è della massima importanza. Nessuno di noi farà probabilmente, ci auguriamo, parte di una vera battaglia, ma credo che potrebbe essere più facile manifestare il coraggio in una situazione del genere piuttosto che farlo in molti piccoli modi,  giorno per giorno.

Oggi ci sarà da tenere a mente il mese di Lenting (Marzo) e l'Equinozio di Primavera. Questo festival segna la fine dell'inverno e l'inizio della stagione della rinascita. Libagioni di idromele si riversano sulla Terra.


Quarta notte di Yule Sacra di Aegir, Niord e Freya 

Il Sacrificio.[...] Per questa festa tutti gli uomini portavano con loro Birra e tutti i tipi di bestiame, così come i cavalli, che venivano macellati e tutto il sangue che veniva da loro veniva raccolto in vasi e fù chiamato "hlaut".
Venivano bagnati dei bastoni, o fruste con cui tutti gli altri del tempio venivano asparsi del sangue insieme anche alle pareti esterne e interne. Anche le persone ricevevano la stessa benedizione, e la carne macellata veniva cotta e distribuita tra i partecipanti. 
 Il fuoco era nel mezzo del pavimento del tempio, e su di esso appese le caldaie, e le coppe piene consegnate a tutti; colui che indiceva la festa, ed era un capo, benediva i calici pieni, e tutta la carne del sacrificio. Il primo calice veniva offerto a Odino, svuotato per la vittoria e potenza al suo re; si procedeva con il calice per Njord e i calici di Freyja per la pace e una buona stagione. Gli ospiti svuotato una coppa alla memoria degli amici defunti, chiamato il calice del ricordo [...] 

- Saga Hakon del buono, Heimskringla 

Oggi ricordano da soli l'importanza della festa, la Parentela e l'Ospitalità. Cosi come gli Dei e le Dee, mangiano e bevono in compagnia, Oggi è importante la condivisione con gli altri. E' il momento per rafforzare i legami di parentela e le amicizia.
In questo giorno ci ricordiamo della virtù della Comunità. Cooperate con i parenti e gli amici, fate la vostra parte, e ricordate le vostre responsabilità verso gli altri.

Oggi ci sarà tenere a mente il mese di Ostara (Aprile) e Sumarsdag. Molti festeggiano il primo giorno d'estate nel vecchio calendario islandese. In Islanda questa festa ha avuto una forte connotazione agricola, ma altrove in tutto il mondo nordico, la metà di aprile è stato un momento di sacrifici ad Odino per la vittoria, chiamato Sigrblot. Le navi lasciavano il porto per cercare commercio, nuove terre, e posti da  saccheggiare (se questo è onorevole o no è una questione di opinione). E' un momento per prendere in considerazione nuovi progetti e scelte di vita. Ricordate che la vostra vita è un'avventura - è ciò che facciamo di essa. Dove si desidera navigare e come s'intende la vittoria?


Quinta notte di Yule Sacra di Comunità 

"Tutte le porte prima di varcarle vanno spiate, vanno scrutate, ché dubbio sovviene se nemici siedano
nella sala [che ti sta] davanti.Ai generosi, salute!
L'ospite venga dentro!
Dove dovrà sedere? Va assai velocemente accanto al focolare chi esibisce le sue doti. Di fuoco c'è bisogno per chi è venuto dentro ed ha le ginocchia gelate.
Di cibo e vestiti necessita l'uomo che ha percorso la montagna.
Di acqua c'è bisogno per chi al banchetto viene, di tovaglioli e di cortesi inviti, di animo ben disposto, se riesca a ottenerlo, di conversazione e di silenzio.
Di intelligenza c'è bisogno per chi viaggia per lungo; ogni cosa è facile a casa.
Si ammicca di chi nulla sa e siede tra i sapienti. Del proprio intelletto non dovrebbe l'uomo vantarsi,
al contrario, sia misurato nell'animo.
Sia attento e silenzioso quando giunge a un cortile: di rado il prudente ha danno; perché un amico più fidato l'uomo non ha mai trovato di un gran buon senso."

- Havamal. 

Oggi bisogna ricordarsi di essere un buon ospite così come un buon padrone di casa.
In questo giorno ci ricordiamo della virtù dell'Ospitalità. L'ospitalità è semplicemente uno dei più forti valori fondamentali al centro di quasi tutte le antiche civiltà umane. In una religione comunitaria come la nostra, è la virtù che sostiene il nostro tessuto sociale. Nei tempi antichi era essenziale che quando un viaggiatore andava per il mondo avrebbe dovuto sempre trovare una sorta di rifugio e accoglienza per la notte. Nei tempi moderni è altrettanto essenziale che un viaggiatore trovi amicizia e sicurezza.

Oggi tenere a mente il mese di Merrymoon (Maggio) e il festival estivo del Primo Maggio. La celebrazione dell'unione mistica con la terra, in onore di Freyr e Freya. Danze intorno all'albero di maggio; falò sulle colline. Il Palo di Maggio viene portato dal bosco alla città e simboleggia la fertilità della natura che deve essere portata alla comunità cittadina.


Sesta Notte di Yule Sacra di Eir e guarigione 

"Ave Eir! Hail  Ancella di Frigga! Buona Dea della Veloce guarigione! 
"Ave agli Dèi!e le Dee e a tutta la terra generosa! Dacci saggezza e un buon discorso e le mani colme di guarigione, per tutta la vita. Sigrdrifumol. 
Hail Eir ". 
- Dave e Sandi Carron con Ravencast 

In questo giorno è tempo di tenere a mente la vostra salute e la salute dei vostri cari. Prendersi cura di noi stessi e chi ci è vicino durante tutto l'anno è importante, non solo di chi è un vita, ma anche per i nostri antenati. Tenere a mente idee per mangiare bene, con moderazione e di auto conservazione.

In questo giorno ci ricordiamo della virtù della Disciplina. L'esercizio della volontà personale che sostiene l'onore e le altre virtù e traducendo l'impulso in azione. Si deve essere disposti a controllare quelle proprie azioni. Senza auto-disciplina, abbiamo la confusione che troppo spesso vediamo nella nostra cultura.

Oggi ci sarà tenere a mente il mese di metà anno (Giugno) e di Mezza Estate. Il solstizio d'estate è secondo solo a Yule  come importanza per gli antichi Uomini del Nord. E 'anche un momento di allegria generale e, nei paesi scandinavi, molti di ciò che conosciamo come i riti tradizionali di Beltane vengono celebrati in questo momento. Questo è il momento tradizionale in cui si teneva l'Allthing (assemblea) nei tempi antichi,  la giornata è dedicata alla Tyr, il Dio della giustizia e dell'ordine. Si passa attraverso il giorno più lungo e la notte più corta dell'anno, è anche opportuno meditare sulle cose buone della vita. In questo momento e anche opportuno onorare il sole (Sunna).



Settima notte di Yule Sacra a Thor 

"Amico Thor, dammi la forza, e il coraggio. 
Sii con me sul percorso oggi. 
Concedimi coraggio e lungimiranza. 
Aiutami a fare scelte difficili. 
Benedizioni Thor "

In questo giorno ricordiamo l'importanza della nostra comunità e il modo in cui facciamo parte di essa. Ricordiamo il viaggio di Thor in Midgard. Ricordiamo anche Sif in questo periodo dell'anno. Sif è stata di grande importanza per i nostri antenati, vista come una dea dei campi e dei cereali. Thor e Sif sono importanti anche in questo periodo dell'anno, perché (soprattutto Thor) è stato visto come i protettore dei bambini.

In questo giorno ci ricordiamo della virtù della Fedeltà. Una parola che viene troppo spesso limitata in termini di fedeltà coniugale. Secondo il dizionario significa semplicemente essere fedeli a qualcuno o qualcosa. Nel matrimonio questo significa essere fedeli a quei voti fatti al compagno/a, e questo è stato strettamente definito come una limitazione a quelle esperienza sessuali al di fuori di quelle con proprio coniuge. Ciò e valido, ma non è solo limitato alla coppia poiché ci sono molti modi per essere fedele o infedele a qualcuno.

Oggi ci sarà tenere a mente il mese di Haymoon (Luglio). Non vi è alcun Blot tradizionale o festa in questo periodo dell'anno.Questo  perché i nostri antenati,erano probabilmente molto impegnati nel grande lavoro nei campi, con gli animali, la caccia, la pesca, la raccolta e la preparazione per l'inverno. Così in questo giorno ricordiamo a noi stessi che questo è un tempo per conservare e preparare per i periodi dell'anno in cui le cose possono essere più dure, quindi ora quando le cose sono in abbondanza.


Ottava Notte di YuleSacro per skadhi e Ullr 

"Dea della Caccia, delle racchette da neve, Dea del freddo, Dea della vendetta di Loki, Dea feroce Dea Saggai sposa, Dea degli sci, abitante delle rocce.
Tu che ci hai aiutato nella massima sicurezza per le nostre famiglie in questo freddo, Ti onoriamo in questo periodo più buio e più sacro dell'anno.
Dio degli Sci, Dio dell arco, Dio della caccia e dello scudo. Dio dei Giuramenti, ascolta le fiamme, 
Tu che ci hai aiutato nella massima sicurezza per le nostre famiglie in questo freddo, Ti onoriamo in questo periodo più buio e più sacro dell'anno .
Ave Skadhi! Hail Ullr! Hail Dei! " 
- Dave e Sandi Carron con Ravencast 

Tenete a mente l'importanza dei cacciatori nella nostra vita. In questo giorno cercare di ricordare Skadhi e Ullr come divinità della caccia. I nostri antenati ancora cacciavano in questo periodo dell'anno per trarene carni e nutrimento anche se la caccia al nord in questo periodo dell'anno era difficile e pericoloso. Sollevare un corno a quelli che hann fornito la carne sul tavolo per noi, è momento di festa e condivisione.

In questo giorno ci ricordiamo della virtù della Verità. La verità e comprende una grande varietà di credenze morali e filosofiche.

Oggi ci sarà da tenere a mente il mese di Harvest (Agosto) e Freyfaxi (Pan Fest). Freyfaxi ha segnato l'inizio della vendemmia in Islanda. Dedicato al dio del raccolto, è stato un momento di festa con corse di cavalli, sport marziali, e naturalmente, una festa per Freyr.
Thor, come è visto come difensore dei campi, viene anche onorata sua moglie Sif, i cui capelli d'oro ci ricordano il mais. Tradizionalmente, tre steli del primo grano sono legati insieme in un fascio e conservati come un amuleto della fortuna. Spesso, questo fascio, legati da una donna saggia, veniva lasciato nel campo come protezione magica per il raccolto. Il penultimo fascio è tenuto per la festa di Yule. L'ultimo covone viene lasciato nel campo per il cavallo di Odino, Sleipnir.


Nona Notte di Yule Sacro ad Odino 

"All-Father, leader della caccia selvaggia, Har, che ha guadagnato la saggezza delle rune, grazie per condividere la vostra saggezza con noi e portando la potenza delle rune a Midgard. 
 Lo so io, fui appeso l tronco sferzato dal vento per nove intere notti, ferito di lancia e consegnato a Odino, io stesso a me stesso, su quell'albero che nessuno sa dove dalle radici s'innalzi.
Con pane non mi saziarono né con corni [mi dissetarono]. Guardai in basso, feci salire le rune,
chiamandole lo feci, e caddi di là
Tu sai come incidere?
Tu sai come interpretare?
Tu sai come dipingere?
Tu sai come provare?
Tu sai come invocare?
Tu sai come sacrificare?
Tu sai come mandare?
Tu sai come immolare?
Ave Odino! Hail the Aesir! Hail the Vanir! " 
- Dave e Sandi Carron con Ravencast 

In questo giorno ci ricordiamo della virtù dell'Onore. L'onore è la base per l'intera logica morale. Ciò si evenice anche dalle saghe. Ricordiamo due tipi di popolazioni dai tempi antichi: quelli il cui l'onore era così pulito che brillava ed è d'esempio per noi e quelli che erano così senza onore che i loro nomi sono stati maledetti ancora mille anni dopo aver vissuto.

Oggi ci sarà tenere a mente il mese di Spargimento (Settembre) e l'Equinozio d'Autunno. La festa del raccolto dell'anno. Le Divinità della fertilità (Vanir) sono di solito invocate per la loro benedizione dei campi e della vendemmia in corso. Molti onorano Frey & Freya così come Nerthus & Njord. E' un buon momento per riflettere sulle fatiche del passato anno e preparare se stessi per l'arrivo dell'inverno.


Decima Notte di Yule Sacra a Sunna e ai nostri antenati 

"Hail al giorno, 
benedici, i figli della giornata. 
Hail alla notte, 
benedici, le figlie della notte. 
Guarda a noi con occhi buoni, 
e concedici il coraggio. 

Hail agli dei. 
Hail alle dee. 
Hail alla terra verde 
che dà a tutti noi. 
Mostraci un buon discorso e la saggezza, 
Donaci mani di guarigione e gioia, 
in questa vita. 
Hail. "
- Edda Poetica- Lay di Sigdrifa 

Oggi ricordate che Sunna diventa più forte ogni giorno da oggi fino mezza estate. Oggi inizia il cerchio dell'anno successivo. Cerchiamo di essere contenti del ritorno di Sunna e con il suo calore, la crescita e la luce. Molte persone, con gli amici e la famiglia, rimangono svegli la notte in modo che possano dire addio alla vecchia Sunna e alla Luna e salutare al nuovo giorno e il nuovo anno e assicurarsi che gli Dei sono ancora con noi per un altro anno attraverso le benedizioni.

In questo giorno ci ricordiamo l'idea di Giustizia. Equità e correttezza essere il vostro segno distintivo. Tratta gli altri in accordo con ciò che meritano, e date a ciascuno la possibilità di mostrare il suo lato migliore.

Oggi tenete a mente il mese della Caccia (Ottobre) e Winternights (Vetrarblot, Alfarblot). Winter Nights celebra anche la bontà del raccolto ora completato, ma ancora più importante, onora la Alfs, Disir e Huldfolk. Winternights è la conservazione delle risorse contro le scarsità della stagione fredda che arriva. Questo è il periodo dell'anno in cui gli animali che non possono essere alimentati durante il prossimo inverno sono uccisi e la carne conservata. Di solito almeno uno di questi animali è oggetto di sacrificio e la carne mangiata durante la festa. Libagioni di birra, latte, o idromele sono tradizionalmente versate sulla terra come offerta. Le mele possono essere offerti agli Alfar e possono essere offerte a Sleipnir, possente destriero di Odino.



Undicesima Notte di Yule Sacra di Dee e alle Valkrie. 

"Hail al giorno, 
benedici, i figli della giornata. 
Hail alla notte, 
benedici, le figlie della notte. 
Guarda a noi con occhi buoni, 
e concedici il coraggio. 

Hail agli dei. 
Hail alle dee. 
Hail alla terra verde 
che dà a tutti noi. 
Mostraci un buon discorso e la saggezza, 
Donaci mani di guarigione e gioia, 
in questa vita. 
Hail. "
- Edda Poetica- Lay di Sigdrifa 

In questo giorno ci ricordiamo della virtù dell'Autosufficienza. Ciò ci porta direttamente alla virtù della fiducia in sé, che è importante sia in termini pratici che tradizionali. Tornando al concetto generale di questo articolo, si tratta di una forma di morale che è in gran parte è auto-imposto, e quindi richiede fiducia in se stessi. Facciamo affidamento su noi stessi per amministrare la nostra moralità.

Oggi ci sarà tenere a mente il mese di Fogmoon (novembre) e la Festa del Ullr. Onoriamo i nostri Dei e le Dee della caccia. Li ringraziamo per la stagione della caccia e il successo di questa attraverso una celebrazione dove si benedice la caccia e coloro che cacciano per sostenere la famiglia. Si può riservate un posto in più a tavola e lasciarlo vuoto in modo che ogni antenato che voglia può unirsi per la festa. Questo è un grande momento per raccontare storie tramandate attraverso la famiglia. In questo momento si celebra anche il lavoro di artigianto.


Snowmoon (æfter-Giuli, Thorri)Dodicesima notte di Yule. Capodanno.Sacra a tutti i Dei e le Dee, nonché l'Asir e Dsir. 

Frey ha preso il regno dopo Njord, ed è stato chiamato Drot dagli svedesi. Era, come suo padre, la fortuna di amici e delle buone stagioni. Frey ricevette un grande tempio a Upsala, ne fece la sua sede principale, e li gli si pagavano i tributi, la sua terra, e le merci. La ricchezza e la prosperità di questa città fu attribuita per anni a Frey, che divento una delle divinità maggiormente pregate. Freyr anche conosciuto come Yngve, nome d'onore i cui suoi discendenti vennero chiamati Ynglinger. 
Frey cadde in malattia; e come la sua malattia ha preso il sopravvento, i suoi uomini hanno lasciarono pochi avvicinarsi. Nel frattempo sollevarono un grande cumulo, in cui disposero una porta con tre fori. Quando Frey morì lo portavano di nascosto nel cumulo, ma dissero agli svedesi che era ancora vivo; e continuavano a vegliare su di lui per tre anni. Hanno portato tutte le tasse nel cumulo, e attraverso un foro misero oro, attraverso l'altro l'argento, e attraverso il terzo il denaro di rame che veniva pagato. Pace e buone stagioni continuato. 
- Yingling Saga, Heimskringla. 

Questo termina i tradizionali dodici giorni di Yule. Tradizionalmente, è la notte della più grande festa. Questo di solito comprende una qualche forma sacrificio di carne di maiale; i maiali erano una fonte di carne d'inverno comune e sono stati sacrificati in questo momento fin dall'antichità, anche il cinghiale è un animale sacro di Frey. Mele d'oro sono un altro simbolo di questa festa e rappresentano la gioventù e la vitalità del nuovo anno. Una veglia si svolge dal tramonto fino all'alba in modo che tutti i parenti possono riconoscere il passaggio della Caccia Selvaggia e onorare il sole sorgente del nuovo anno. La veglia è una festa che include un sumbel, racconti, canzone, ecc.. giuramenti e promesse sono in uso in questa notte, di solito fatte sul cinghiale di Frey o sull martello di Thor, sono particolarmente sacri. Le parole durante il sumbel hanno un grande peso e potenza. E 'un momento di benedizioni, per fare un bilancio e porre un obbiettivo per il futuro.

In questo giorno ci ricordiamo l'idea della Sapienza. Imparare dalle vostre esperienze. Crescere nella comprensione del mondo e del cuore umano.



Fonti:
http://vikingjack.deviantart.
comtressabelle.wordpress.com

Vincent Enlund 
Chieftain, il Vagabondo Fratelli 
Chieftain, l'Asatru Alliance 
vikingjack@wandererkindred.org 
www.wandererkindred.org 
www.asatru.org 
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mercoledì 19 ottobre 2016

⚳OMBRE DI MAGIA☾ || POLVERE DI LUSSURIA



POLVERE DI LUSSURIA

Scegli una polvere che ti fa sentire a tuo agio se stesa sul tuo corpo.
Aggiungi ad essa:

  •  Una goccia di olio di ambra 
  • Una goccia di olio di vaniglia 
  • Un cucchiaino di polvere di radice di loto 
  • Un quarto di cucchiaino di cannella

    Mescolate o agitate e lasciare asciugare prima di mescolare di nuovo. Sulla pelle nuda strofinate delicatamente la polvere su tutto il corpo mentre sussurrate:

    Sento il calore delle tue mani, 
    Sento la durezza del tuo corpo contro il mio, 
    Sento la lingua, 
    Io sono tuo/a per il tuo piacere, 
    Tu sei mia/o per il mio piacere, 
    Questa polvere, il nostro desiderio insieme, 
    Insieme dobbiamo!
Prossimo incantesimo Video mercoledì 26 Ottobre
Prossimo incantesimo qui 2 Novembre

lunedì 17 ottobre 2016

18 Incantesimi Runici - Ljóðatal || Guido von List

Come accennato la scorsa settimana vi riporto una parte tratta dal libro di Guido Von List, dove viene esaminato l'Hàvamàl, per approfondire ancora con un altra versione i 18 18 Incantesimi Runici del Ljóðatal.


La narrazione mitologica “Runatàls-thattr-Odhins” (La saggezza di Odino [letteralmente, Il
racconto delle rune di Odino]) dell’Edda riporta 18 rune come ‘simboli per scrivere’; tuttavia viene descritta ancora la loro discendenza dai ‘segni sacri’ nello stesso senso dei successivi ‘caratteri magici’ o ‘sigilla spiriti’. Qui nel "Il segreto delle Rune" viene offerta l’interpretazione di quel carme magico in modo da svelare ulteriormente il vero segreto delle rune.
Nessun altro racconto dell’Edda offre una così chiara interpretazione dell’antica visione cosmica ariana relativamente al rapporto tra spirito e materia, tra Dio e Tutto - e attraverso l’arianità porta decisamente alla conoscenza della ‘diade bifidica-biunica [Zweispàltig-zweieinige Zweiheit] nel microcosmo e nel macrocosmo - come l’“Havamal”  il “Runatals-thattr-Odhins” in esso incluso (w. 139-165).

Il continuo e progressivo evolversi dell’Ego (Ich = Io) rimane sempre nel gioco dell'eterna trasformazione dal ‘nascere’ all‘essere’ e da qui al ‘passaggio al non essere’ per pervenire a un nuovo ‘nascere a un essere futuro’; ed è in questa trasformazione evolutiva infinita che Wuotan, come il Tutto e i singoli individui, rimane eternamente compreso. Questo Ego è indissolubilmente legato allo spirituale e al materiale, alla diade bifidica-biunica prima definita, ed è costante e immutabile. In questo modo l’“Hâvamâl” - “Il carme dell’Alto (Odino)” - ritrae Wuotan con un esaltato misticismo come se fosse l’immagine speculare sia del Tutto che dell’individuale.
Wuotan vive in un corpo umano per morire; ‘ha sacrificato se stesso a se stesso’, e si è sacrificato per ‘trasformarsi’ con l’obiettivo di rinascere. Quanto più vicino si sente al momento del suo ‘passaggio per giungere a una rinascita’ - la sua morte - tanto più chiara nasce in lui la consapevolezza che il segreto della vita è un eterno ‘rinascere’ e ‘morire’, un eterno ritorno, una vita fatta di un continuo nascere e morire. Questa consapevolezza gli si rivela completamente solo al momento del crepuscolo, quando si reimmerge nell’‘Ur’ fuori dal quale risorgerà di nuovo. Nel momento del crepuscolo (morte) offre un occhio come pegno per una maggiore conoscenza. Quest’occhio comunque rimane di sua proprietà anche se dato in pegno. Viene recuperato dopo il suo ritorno all’Ur, durante la sua ‘rinascita’, perché è il suo vero ‘corpo’, mentre l’altro occhio, che aveva conservato, è il suo ‘spirito’.
L’‘occhio fisico’, cioè il corpo, di cui si è liberato solo momentaneamente - ma che è rimasto suo - viene riunificato nel momento del suo ritorno all'Ur - rinascita - all’altro ‘occhio spirituale’, il suo spirito. Comunque il sapere primordiale tratto dal pozzo di Mimir rimane una sua proprietà, la proprietà del Tutto; è la somma delle esperienze di migliaia di generazioni, preservata e trasmessa attraverso la scrittura. Perciò il sapere di Wuotan è potenziato nella morte, lo arricchisce con il liquido della fonte primordiale di Mimir, con la Volva della morte e con la testa di Mimir; egli si mostra solo per separarsi dal mondo materiale - a cui pure appartiene in apparente non esistenza - perché realmente forma la ‘zweieinige Zweiheit’ in quanto parte spirituale e parte materiale, indissolubile coppia. Non può separare la propria ‘diurnità’ dalla propria ‘notturnità’ (morte). Comunque, nella
‘notturnità’ - in apparente non essere - raggiunge la conoscenza della sua vita eterna.
Questo lo guida nell’eterno modificarsi attraverso le trasformazioni eterne dal nascere all’essere e al morire per poi rinascere. Cosciente del suo sapere, e della sua vita, sacrificata alla morte, trova il significato del destino del mondo, la soluzione al dilemma cosmico, che ‘mai svelerà a donna o fanciulla’.
E così egli è se stesso, Wuotan, e contemporaneamente il Tutto - come certamente ogni Ego è anche non-Ego, o ‘Tutto’. Quindi ogni singolo ‘Ego’, ogni persona, compie le stesse trasformazioni in se stesso attraverso tutti i livelli di percezione dai quali la comprensione e l’opinione di ogni individuo è considerata quale tesoro spirituale (non come morte conoscenze). Non le perde neanche nella morte, e le riporta indietro quando si reincarna nel mondo degli uomini.
Per queste ragioni ogni singolo Ego ha (di sua natura!) la propria idea dell’ampiezza spirituale del concetto nascosto dietro a questi termini, in accordo al suo ‘tesoro spirituale’ personale. Perciò, tra milioni di persone viventi, non si troveranno due individui le cui idee sul divino siano esattamente le stesse - nonostante tutti i dogmi dottrinali - e così pure non ci sono due individui che abbiano la stessa comprensione dei concetti dell’essenza spirituale di una lingua e dei suoi termini, sia nei dettagli che complessivamente.
Se così è adesso, nonostante altri linguaggi non abbiano raggiunte la ricchezza del nostro, quanto più deve essere stato vero nei tempi antichi quando il vocabolario era ancora ridotto e insufficiente, e quando i veggenti e i sapienti dovevano esprimere le idee simbolizzanti concetti estranei con l’ancora limitato linguaggio per essere il grado di separare concetti simili tra loro, nel modo in cui loro stessi li concepivano nella loro visione spirituale.
Erano obbligati ad aiutare il loro linguaggio con atteggiamenti corporei - i successivi ‘gesti magici’ - e a rinforzarlo con determinati segni simbolici, pensati come ‘sussurranti’ [raunend], cioè portatori di significato, e quindi vennero chiamate ‘rune’ [Runen].

Tutto il misticismo della scienza runica di Wuotan viene raccontato nell’eddico “Carme dell’Altissimo” che descrive la morte sacrificale di Wuotan, e che ci ricorda il mistero del Golgotha in più di un aspetto.
All’inizio il racconto presenta lo stesso Wotan che parla, dopo di che lo scaldo, che ha scritto il racconto, diventa il narratore termina la canzone. La canzone così inizia:

Io so che da un albero al vento pendetti,
per nove notti intere, ferito da una lancia e immolato a Odino,
io stesso a me stesso
su quell’albero che nessuno sa
da quali radici nasca.
Pane nessuno mi dette, né corno per bere;
io giù guardai:
raccolsi le rune, dolorante le presi:
e giù caddi di là.

Dopo altre strofe introduttive, la canzone presenta la caratterizzazione delle 18 rune con le loro interpretazioni mistiche. Quando queste strofe sono appaiate con i nomi delle rane, ci illuminano in modo veramente straordinario e forniscono sostanzialmente la soluzione del “mistero delle rune”. I versi seguenti introducono la spiegazione delle rune, dopo di che lo scaldo passa alla vera canzone delle rune:

Il sapere di Wuotan precede la creazione del mondo,
là andò, da là torna;
dei canti io conosco che non conosce nessuna donna,
né per certo uomo alcuno


1: fa, feh, feo = incendio [Feuerzeugung], bestiame [Vieh], proprietà [Besitz],
crescere [wachsen], vagare [wandern], distruggere [fetzen, fetsen -> vernichten]
Aiuto si chiama il primo, e ti aiuterà
nei dolori, nelle pene e in ogni calamità.

La parola radicale ‘fa’, che in questa runa è simbolo della parola primordiale, è il principio del crescere, essere (fare, lavorare, regolare) e del “morire per rinascere” e quindi della transitorietà di tutta l’esistenza e perciò della stabilità dell’Ego nella sua continua trasformazione.
Questa runa quindi contiene la consoloazione dello scaldo per il quale il vero sapere esiste solo per l’evoluzione del futuro, mentre solo lo sciocco si lamenta della decadenza:
“Produci la tua buona sorte e l’avrai”.


2: ur = Ur (primordiale), eternità [Urewigkeit], fuoco originario [Urfeuer], luce
originaria [Urlicht], toro primitivo [Urzeugung] (generazione primitiva), uro (Bos
primigenius), resurrezione [Urstaend] (vita dopo la morte).
Un altro ne conosco che è utile per gli uomini
che vogliono essere medici.

La base di tutte queste manifestazioni è l'"Ur". Chiunque sia in grado di riconoscere la causa [Ursache = ‘cosa originaria’] di un evento, per lui il fenomeno stesso non sembra un puzzle insolubile - che sia fortunato o sfortunato - e quindi è in grado di contrastare la sfortuna o aumentare la fortuna, ma anche di riconoscere il falso male e la falsa fortuna. Perciò:
"Conosci te stesso e conoscerai tutto".


3: thorr, thurs, thorn = Thorr [tuono, lampo, saetta], spina[Dorn].
Un terzo ne conosco: se ho gran bisogno
di difendermi dal mio nemico
ottundo la lama del mio avversano,
così che non taglino le sue armi.

La ‘spina della morte’ è quella che Wuotan usa per indurre il sonno mortale in Brunilde, la valkiria disobbediente (cfr. la Bella Addormentata ecc...), ma opposta a questa è la ‘spina della vita’ (fallo), con cui la morte è sconfitta dalla rinascita. Questo segno minaccioso sicuramente smussa l’arma che si oppone a colui che va incontro alla morte, attraverso un continuo rinnovamento della vita nella rinascita. Quindi:
“Conserva il tuo ego”.


4: os, as, ask, ast = Ase (uno degli Asi), bocca; crescente [Entsehung], frassino
[Esche], cenere [Asche]
Un quarto ne conosco: se serrano con catene
le mie membra,
io canto in modo da poter fuggire;
scattano via i ceppi dai piedi,
e i legami dalle mie mani.


La bocca, la potenza della parola!
Il potere spirituale che si manifesta attraverso la parola (potere di suggestione) frantuma i
limiti della materia e rende liberi, conquista i conquistatori, che si avvantaggiano solo della
forza fisica, e distrugge ogni tirannia .
Per cui: “La tua forza spirituale ti rende libero”.


5: rit, reith, rath, ruoth, = Rita [ruota cosmica], magistrato [Rath], rosso [Roth],
ruota [Rad], truppa [rott], destra o diritto [Recht] ecc...
Un quinto ne conosco: se vedo volare un dardo,
scagliato dal nemico, verso la mia schiera,
non volerà così forte, che io non lo possa trattenere,
purché con i miei occhi lo veda.

La tre volte santa "Rita", la "Ruota Solare", lo stesso "Urfyr" (fuoco primordiale, Dio!).
L"aumentata consapevolezza introspettiva [Innerlichkeitsgefuehl] degli Ariani era la coscienza della loro divinità, perché "introspezione" significa "essere con se stessi", ed essere con se stessi è essere con Dio.
Finché un popolo possiede intatta la propria "introspezione" originaria in quanto "popolo naturale" (11), non ha neanche motivo di adorare una divinità esterna, perché un rito dedicato a una divinità esterna è giustificato solo quando non si è in grado di trovare Dio nel profondo del proprio essere, e cominciare a cercarla fuori dal proprio "Ego" e dal mondo - "lassù nel cielo stellato".
Quanto meno una persona è introspettiva, tanto più la sua vita diventa superficiale e quanto più un popolo perde la sua interiorità, tanto più le sue manifestazioni esteriori diventano cerimoniose e ritualizzate nel governo, nelle leggi, nella religione e che cominciano a separarsi come concetti, ma che dovrebbero rimanere uniti nella conoscenza: "Ciò in cui credo è ciò che conosco e quindi lo vivo". Così la interiorità-divinità degli Ariani spiega il loro disdegno della morte e la loro illimitata
fede in Dio e nel Sé, che si esprime gloriosamente nella "Rita" (ordine o legge cosmica) e che ha come simbolico segno-parola la quinta runa. Questa runa perciò dice: 
"Io sono la mia legge [rod], questa legge è indistruttibile e quindi io stesso sono indistruttibile, perché io sono la mia legge".


6: ka, kaun, kan, kuna, kien, Kiel [chiglia], kon, ardito [Kuehn], niente [kein],
ecc...
Un sesto ne conosco: se qualcuno mi tormenta
con le radici di un albero,
costui, che mi ha eccitato all’ira,
il male lo roderà in vece mia.

L'albero cosmico Yggdrasil rappresenta  in senso stretto l'albero tribale ario, di fianco al quale gli alberi tribali delle razze straniere sono visti come "piante estranee".
Il significato del runico "kaun", "kunna" (ragazza, per esempio nel nome Adelgunda) mostra il principio femminile nel Tutto in senso puramente sessuale. La tribù, la razza, deve essere mantenuta pura; non deve essere alterata dalle radici di un albero straniero (fallo).
Se tuttavia ciò deve accadere, è di scarso vantaggio per la "pianta straniera", perché il suo "germoglio straniero" crescerà per diventare il suo violento nemico.
Quindi: "Il tuo sangue, il tuo bene più prezioso".


7: hagal = contenere il Tutto, rinchiudere; grandine [Hagel], distruggere.
Un settimo ne conosco: se vedo una casa bruciare
al di sopra di chi ci abita,
non arderà tanto che io non la possa salvare;
io so cantare quel canto. 

Hagal!Consapevolezza interiore, coscienza di portare il proprio Dio con tutte le sue qualità in se stessi, produce una forte auto-stima nel potere dello spirito personale che conferisce potere magico, potere magico che è presente in tutte le persone, un potere che può convincere uno spirito forte a credere in esso senza alcun dubbio.
Cristo, che fu una di queste rare persone - come Wotan - disse: «In verità, in verità vi dico, se qualcuno dicesse a questa pietra: spostati - e lo credesse veramente - allora questa si leverebbe e volerebbe fino al mare.
Generato da questa consapevolezza senza dubbi, il prescelto controlla i livelli materiale e spirituale, da lui compresi completamente, e quindi si sente onnipotente.
Quindi: “Accogli il tutto in te, controllerai il tutto".


8: nauth,noth (Not=necessità), Norna, obbligo del destino.
Un ottavo ne conosco; che è per tutti
utile ad apprendere:
dove l’odio cresce tra i figli di un principe,
io in breve lo posso placare.

"La runa della necessità fiorisce sull'unghia della Norna". Questa non è il "bisogno" inteso nel senso moderno della parola, ma piuttosto la "forza del destino" - ciò che le Norne decidono in accordo alla legge primordiale. Con questa si può capire la causalità fisica di tutti i fenomeni. Chiunque sia capace di comprendere subito la causa primitiva di un fenomeno, e chiunque abbia la conoscenza delle regole dell'evoluzione della materia e i fenomeni naturali che ne derivano, è anche in grado di valutare le loro conseguenze non appena queste iniziano a manifestarsi. Perciò domina la conoscenza del futuro e comprende anche come comporre tutte le discordie attraverso "l'incanalamento della
chiaramente nota via del destino". Quindi: 
"Usa il tuo destino, non opporti a esso".


9: is, ghiaccio [Eis], ferro [Eisen].
Un nono ne conosco: se mi spinge la necessità
di salvare in mare la mia nave,
io posso acquetare il vento sui flutti
e calmare le acque.

Attraverso la "indubbia coscienza del proprio potere spirituale" le onde vengono legate – "congelate" - indurite come il ghiaccio. Ma non solo le onde [Wellen] (simbolo della volontà [Wille]), tutta le vite obbediscono alla volontà irresistibile, e innumerevoli esempi della "Agisshield" di Wuotan, così come la testa della Medusa ad Atene, l'"Agishelm", lungo tutto lo sviluppo della teoria e della pratica della caccia di rendere "congelato" un animale, e la moderna ipnosi, sono tutti basati sul potere ipnotico della forza di volontà dello spirito simbolizzata dalla nona runa; quindi: 
"Sviluppa il potere su te stesso e avrai potere su tutte le cose del mondo spirituale e fisico che si leveranno contro di te".


10: ar, sole, fuoco primordiale [Urfyr], ariani, aquila [Adler] ecc.
Un decimo ne conosco: se vedo delle streghe volteggiare nell’aria,
opero in modo che esse non riescano a ritrovare
le loro spoglie, e i loro spinti.

L'ar, l'urfyr (fuoco primordiale, dio), il "sole", la "luce" distruggerà il buio, il dubbio e
l"incertezza sia spirituale che materiale.
Nel segno di Ar gli Ariani - i figli del sole - hanno basato le loro leggi (Rita), la legge originaria aria, di cui l"aquila (Aar) è il geroglifico. Si autosacrifica, si immola sulle fiamme, per poter risorgere.
Per questo motivo è stata chiamata "fanisk"  e successivamente "fenice" ed è quindi interpretata come un geroglifico simbolico quando un'aquila viene deposta sulla pira funeraria di un eroe famoso per mostrare che l'eroe defunto ringiovanendo si prepara nella morte per una rinascita in modo da affrontare un più glorioso futuro sotto spoglie umane nonostante tutti i limiti imposti dai poteri oscuri - che crollano davanti all'ar: 
“Rispetta il fuoco originario”.


11: sol, sal [salute], sul, sig [vittoria], sigi, sole, salvezza [Heil],
vittoria [Sieg], colonna [Saeule], scuola [Schule] ecc.
Un undicesimo ne conosco: se devo guidare
a battaglia dei vecchi amici,
io canto dietro allo scudo ed essi marciano
intrepidi alla pugna, e incolumi ne ritornano:
ovunque essi vanno sani e salvi. 

Sal and sig - Salvezza e vittoria![Heil und Sieg]. Il millenario grido di saluto e di battaglia ariano è anche presente in una variante del diffuso richiamo dell’ispirazione: alaf sal fena!(Tutta la salvezza del sole a chi è conscio del suo potere). Questo concetto è stato simbolizzato dall'undicesimo segno del futharkh con la runa della vittoria (sig-rune):
"Lo spirito creatore deve conquistare".


12: Tyr, tar, tur, Thier [animale] ecc... (Tyr, il dio del sole e della spada; Tiu, Zio,
Ziu, Zeus; ‘Tar-" = per generare, modificare, nascondere; da cui ‘Tarnhaut’
[mantello dell’invisibilità]; ecc...)
Un dodicesimo ne conosco: se vedo un impiccato
pendere dall’alto di un albero,
in tal modo incido e dipingo delle rune,
che costui può discenderne,
e mettersi a parlare con me.

Il rinato Wuotan, cioè il rinnovato Wuotan che si è calato giù dall'albero cosmico dopo il suo auto sacrificio, così come la rinnovata "fanisk" (fenice) che risorge dalle sue ceneri, è personificato dal giovane dio del sole e della spada, Tyr. Secondo le regole mistiche, ogni credenza magica si muove parallelamente alla mitologia, nel senso che la modalità mitica è adottata come nei processi umano-terreni, per raggiungere risultati simili a quelli ottenuti nei miti. Contemporaneamente l'esoterismo in base alla nota "Zweispaeltig-zweieinige Zweiheit" riconosce l'"Unico mistico" nel "Molteplice mistico" - e quindi vede il destino del Tutto e dunque di ciascuno - nell'eterna trasformazione dalla morte alla rinascita. Come Wuotan ritorna dopo l'auto-immolazione - che deve essere intesa non solo come la sua morte ma piuttosto come tutta la sua vita - in un corpo rinnovato, così ogni singolo individuo ritorna dopo ogni vita sotto spoglie umane in un nuovo corpo attraverso una rinascita - che è anche auto-sacrificio. Per questo motivo "Tar" significa generare, vivere e morire e perciò "Tyr" è il giovane sole rinato e così pure la dodicesima runa è anche una "runa della vittoria", e quindi è incisa sulle lame delle spade e delle scuri come segno propiziatorio per la vittoria. Si dirà: 

 
13: bar, beork, bioerk, nascita [Geburt], feretro [Bahre], canzone (bar = canzone;
bardit = canto popolare - Dit, diet, diut, diutsch > deutsch, popolo -).
Un tredicesimo ne conosco: se verso dell’acqua
su un giovane guerriero,
egli non cadrà anche se nel mezzo della mischia,
e non piegherà di fronte alle spade.

Nella runa "bar" la vita spirituale del Tutto, la vita eterna in cui la vita umana si alterna tra nascita e morte eccetto un giorno, si pone in opposizione a questo giorno-nella-vita in forma umana, che procede da "bar" (nascita) attraverso "bar" (vita come canto) a "bar" (bara, morte) e che viene santificata e incantata dall'acqua della vita nel battesimo. Questa (diurna) vita è confinata tra nascita e morte, e anche se il destino non ha ancora stabilito una morte di spada per il figlio - esso è ancora esposto a questo e ad altri pericoli, perché la predeterminazione e l'assegnazione del destino governano le cieche leggi del caso, che influenzano la libera volontà dell'uomo, ed è contro tale perverso decreto del fato che si suppone agisca la santa benedizione. Le genti germaniche non riconoscevano alcun "cieco destino".
Credevano nella predestinazione nel senso più ampio, ma intuitivamente videro che molte restrizioni (gli accidenti del caso!) si frappongono sulla via del completamento e del compimento del proprio destino con lo scopo di accrescere e rinforzare il potere personale.
Senza questi accidenti, per esempio, ogni pianta di pino sarebbe inevitabilmente simmetrica in ogni sua parte; si dovrebbe essere uguali gli uni agli altri, mentre in realtà non si trovano due cose identiche, e così pure nella vita umana; tutto senza differenze, uniforme e uguale. Per questa ragione il neonato deve essere consacrato con l'acqua della vita come difesa contro gli accidenti. Perciò:
"La tua vita è nelle mani di Dio; credilo in te".


14: laf, lagu, loegr, legge originaria [Urgesetz], mare [Meer], vita [Leben], caduta
[Untergang] (sconfitta [Niederlage]).
Un quattordicesimo ne conosco: se agli uomini devo
enumerare tutti gli dei,
tutti gli Asi e gli Alfi io ben conosco;
cosi non sa nessuno stolto.

La conoscenza intuitiva dell'essenza organica del Tutto, e quindi delle leggi della natura, forma la solida base del pensiero religioso ario, o "Wihinei" (religione), che era in grado di assimilare e  omprendere il Tutto e quindi anche il singolo nel suo nascere, agire e morire per una nuova rinascita.
Tale conoscenza esoterica veniva comunicata al popolo in miti formulati simbolicamente, perché l'occhio popolare non addestrato, non abituato a tali visioni profonde e ampie, non poteva vedere la legge primordiale nello stesso modo in cui l'occhio reale non può vedere l'oceano nella sua interezza, o l'occhio interno spirituale non addestrato l'infinitezza della vita nel tutto. Per cui la quattordicesima runa afferma:
"Prima impara a navigare, poi osa viaggiare per mare".


15: man, mon, uomo [Mann], luna [Mond] (ma = madre, crescere; vuoto o morto).
Un quindicesimo ne conosco: che cantò il nano
Thiodhroerir, davanti alle porte di Delling:
forza augurò agli Asi, successo agli Alfi,
saggezza a Hroptatyr.

In un altro senso, come nella popolare fiaba "L'uomo sulla luna", la quindicesima runa si rivela come un segno santificato dalla generazione umana. La parola radicale "ma-" è segno della generazione femminile - "maternità" - così come la parola radicale "fa" è quella maschile.
Per questo si ha "ma-ter" (madre) così come "fa-ter" (padre).
La luna serve in modo mitico-mistico come il magico anello Draupnir ("sgocciolante"), da cui ogni nove notti germina (si separa) un anello ugualmente pesante, e che viene arso con Baldr; cioè, Nanna, la madre di suo figlio, era stata arsa assieme al Baldr.
Secondo le regole mitico-mistiche, comunque, la notte corrisponde a un mese, e quindi le "nove notti" citate prima indicano la durata della gravidanza.
Mentre i concetti di Mann (uomo), Mädchen (ragazza), Mutter (madre), Gemahl (marito), Gemahlin (moglie), matrimonio, mestruazione ecc. hanno origine nella parola radicale "ma" (come il concetto "Mond", luna, con cui sono concettualmente legati internamente) tuttavia simbolizzano singoli concetti riconnessi in una apparente unità secondo il principio della "molteplicità multiunica-multifidica" [vieleinig vielspältigen Vielheiten].
Così anche la parola che esprime il concetto di questa unità è radicato nella parola "ma" e viene espresso come "man-ask" o "men-isk", cioè: Mensch (uomo).
Perciò - in quanto concetto unificante - la parola "uomo" è di un solo genere, il maschile (la valenza femminile di mascolinità non esiste), mentre il termine peggiorativo appartiene al terzo genere neutrale, su cui torneremo in seguito. La quindicesima runa comprende entrambi i concetti, essoterico ed esoterico, del mistero profondo dell'umanità e raggiunge il suo vertice nell'ammonimento:
“Sii uomo”.


16: yr, eur, iride [Iris], arco [Bogen], arcobaleno [Regenbogen], arco di legno di
tasso [Eisenholz bogen], sconcertare [Irren], collera [Zorn].
Un sedicesimo ne conosco: se voglio ottenere
i favori e le grazie di una donna,
sconvolgo alla fanciulla dalle bianche braccia
la mente e ogni suo senso.

La runa "yr" è la runa "uomo" capovolta e come indica l'arco rappresenta la luna che scompare, calante, opposta alla luna piena della runa "uomo", e quindi in prima istanza si riferisce alla mutabilità della luna, e secondariamente in quanto runa dell'errore [Irre] - si riferisce alla lunatica mutabilità dell'essenza femminile così ritratta nei versi seguenti dell'Hâvâmal (Leggi della Vita) (stanza 84):

Delle parole delle fanciulle nessuno si deve fidare,
né di quel che dicono le donne,
poiché su una ruota che gira furono fatti i loro cuori,
e l"incostanza è nascosta nel petto loro.

La runa "yr" o "errore", che provoca confusione, sia attraverso l'eccitamento nella passione d'amore, nel gioco, nel bere (ubriachezza), sia attraverso le parole false (sofismi) o con qualsiasi altro mezzo, vincerà forse ogni resistenza grazie alla confusione, ma il successo di una vittoria conseguita con tali mezzi è illusorio come la vittoria stessa - perché porta rabbia, selvaggio furore e infine pazzia.
La runa "yr" o "irr" perciò si oppone anche alla "os-rune" (v. precedentemente), perché cerca di piegare un oppositore con parole pretestuose piuttosto che con reali ragioni. L'insegnamento perciò è "Pensa alla fine".


17: eh(é), Ehe [matrimonio], legge[Gesetz], cavallo[Pferd], tribunale[Gericht].
Un diciassettesimo ne conosco, che mai mi lascerà
quella giovane donna.

La diciassettesima runa, o "eh", pure si contrappone alla sedicesima. Mentre quella ammonisce contro i frivoli e transitori affari sentimentali, la runa del matrimonio "eh"
afferma il concetto dell'amore duraturo basato sul matrimonio [Ehe] come legame legale tra uomo e donna.
Questo simbolicamente è indicato da una successiva runa di matrimonio perché la runa "laf (v. sopra) è una "eh" raddoppiata 0, affermando quindi il simbolo: "Due legati assieme dalla legge primaria della vita".
Il matrimonio è il fondamento dei popoli, perciò "eh" ancora una volta esprime un'idea di legge, perché secondo una antica formula legale di matrimonio è la "Rauwurzel" (legame di sangue), cioè la legge-radice della continuità teutonica. Quindi:
"Il matrimonio è il legame degli ariani".


Tra la diciassettesima e la diciottesima runa lo scaldo ha inserito i versi seguenti:
Di questi canti privo, o Loddfafnir, ne resterai a lungo,
ma buoni sarebbero se tu li impari,
e utili se li apprendi,
e giovevoli se li accogli.
Dopo questo interludio, riprende con la successiva misteriosa diciottesima runa facendo
parlare lo stesso Wuotan:


17. fyrfos, croce uncinata





Un diciottesimo ne conosco che mai svelerò
né a donna né a fanciulla
tutto va meglio quando è uno solo che sa;
questo sia il commiato dei miei canti
se non a lei sola che mi accoglie fra le sue braccia
oppure alla mia sorella 

In questa diciottesima strofa, lo scaldo di nuovo si ritira; lascia che sia Wuotan a cantare e parlare per mostrare che questo elevato sapere della generazione primordiale riguardo al Tutto può essere conosciuta e compresa unicamente e solamente attraverso l"unione nuziale delle divinità della "diade biunica-bifidica", del potere spirituale e materiale uniti, e che solo questi sono in grado di  omprendere il segreto della santissima triade della generazione perenne, della vita perenne, e della ricorrenza ininterrotta, e possono riconoscere la misteriosa (diciottesima) runa.

Certamente è degno di nota il fatto che la diciottesima runa qui illustrata è - senza dubbio in modo intenzionalmente incompleto un "fyrfos", e che riprende questo segno sia nel nome che nel significato - senza tuttavia esaurirlo.
In questo è evidente l'intenzione degli scaldi di vigilare sul fyrfos come sul loro segreto più esoterico, e come sul sigillo dello stesso segreto. Solo dopo essere stati sottoposti a pressioni particolari hanno rivelato un altro segno che ha parzialmente sostituito il fyrfos.
Questo segno, che può essere visto come un “sostituto” della diciottesima runa è:

18. ge, gi, gira, gibor, dono [Gebe], donatore [Geber], Dio [Gott]; Gea, Geo, Terra,
gigur, morte; ecc.



"Gibor-Altar" (24) - Dio Creatore di Tutto!- Dio è il donatore, e la Terra riceve il suo dono.
Ma la Terra non è solo la ricevente, è a sua volta anche donatrice. La parola radicale è "gi", o "ge"; in questa è presente il concetto di "presentarsi" [Geben], ma indica anche "essere" nel senso di dono [Gebe], e di "morire per una nuova nascita" nel senso di andare [Gehen], Queste parole radicali "gi" o "ge" possono essere ora connesse ad altre parole primordiali o originali, di cui segue un piccolo esempio. In connessione con la parola radicale "fa" come in: gifa, gefa, gea, geo, indica la terra "creatrice di doni". Con "bar" o "bor" (sorgente) il dio "fonte di doni". Viene nominata come "gi-ge-ur" (il dono ritorna all'"Ur"), in "Gigur", il gigante del ghiaccio "distruttore", che diviene la personificazione della morte e più tardi del diavolo. Dalla parola "gigas" (gi-ge-as: il dono esce dalla bocca, dalla fonte) si comprende anche il significato di violino (Geige), che è l"antico strumento magico degli scaldi che dà il segnale d'inizio dei canti, e poiché "canto" (bar) significa anche "vita", il violino era uno dei tanti ideogrammi (geroglifici, simboli) della rinascita, ed è per questa ragione che viene frequentemente rinvenuto tra le offerte nelle tombe. È per questo motivo che non è detto che la tomba in cui viene rinvenuto un violino debba appartenere a un musico. "Flauti e violini" incitano la gente a danzare, all'eccitazione dell'amore, e furono quindi banditi dalla Chiesa - col suo temperamento ascetico - perché si servivano di strumenti magici per risvegliare negli uomini il fyr (fuoco) dell'amore.
Così la Chiesa ha sostituito il simbolo wuotanico del risveglio col simbolo cristiano della "tromba del giudizio". I nomi propri "Gereon" e "Geretrut" (Gertrude) hanno la radice nella parola radicale "ge", che significa rinascita, e il cui geroglifico, la Testa di Gereon", assomiglia a un triangolo equilatero composto da tre profili umani. Ma questo Gereon è, a sua volta, il dio incarnato nel Tutto come spirito del Tutto, del Mondo e dell'Uomo. E per questa ragione il significato della runa "ge" è il più vicino a quello della runa "fyr-fos".


La differenza tra le due interpretazioni risiede nel fatto che l"idea espressa dalla runa "ge" o "gibor" è l"avvicinarsi essoterico alla comprensione del concetto del divino dirigendosi dal basso verso l'alto -
in un certo senso dal livello umano verso l'esterno - mentre la spiegazione fornita dal fyrfos sembra cercare la conoscenza del Dio in modo esoterico scavando nel profondo dell'essere umano - e lo trova; e quando dal punto fisso della "diade biunica-bifidica" lo spirito dell'umanità si sarà unito al Dio, giungerà quindi a una conoscenza certa dall'interno all'esterno, così come dall'esterno verso l'interno.
Ancora una volta l'essoterico e l"esoterico vengono distinti chiaramente, e il fyrfos è riconosciuto come un segno segreto esoterico di santità, che viene rappresentata essotericamente dalla runa "ge".
Quindi, mentre la dottrina essoterica insegna che "l'uomo è stato creato da Dio e tornerà a Dio", la dottrina esoterica esprime “la coesione indivisibile tra uomini e divinità nella forma della diade biunica-bifidica" - e così può affermare coscientemente:
“Uomo - sii uno con Dio”.

Perciò nel canto eddico del “Runatàls-thattr-Odhins” lo scaldo interpreta le singole rune - in forma occultata - e racchiude le "formule magiche" (formule invocatone) in connessione con esse, senza effettivamente comunicarle - quindi preservando il segreto degli scaldi - ma rivelando abbastanza per favorire la riscoperta del loro significato.
Può concludere confidenzialmente la “Runatàls-thattr-Odhins” coni seguenti versi:

Ora son finiti i canti di Har,
nella casa di Har,
assai utili ai figli degli uomini,
ma nocivi ai figli dei giganti.
Salute a chi li cantò!
Salute a chi li conosce!
Se ne giovi chi li apprese!
Salute a chi li ascoltò!

Con questo poema scaldico delle rune e la sua interpretazione è stato provato che le rune furono qualcosa più di quello che sono le lettere in uso attualmente, anche più che segni sillabici o parole, furono cioè ‘segni sacri’ [Heilszeichen] o ‘caratteri magici’ [Zaubercharaktere]. Erano, secondo un certo modo di pensare, qualcosa di simile ai ‘marchi degli spiriti’ [Geistersigille] (e non sigilli [Geistersiegel]!) dei tempi successivi, che ebbero un importante ruolo nella famosa “Congiura diabolica del dottor Johann Faust”. In effetti non erano niente di meno che ‘contenitori’ per l'auto suggestione, di ‘strumenti’ per concentrare il pensiero e intensificare la meditazione. La definizione di ‘segni sacri’ è quindi pienamente giustificata, così come l’altro termine ‘rune’, cioè le ‘sussurranti’ [Raunenden], le ‘segretamente parlanti’.



Con questo ragazzi, per il momento, l'argomento Hàvamòal si esaurisce qui, in attesa di mie nuove scoperte e altre considerazioni, elaborazioni. Se siete a conoscenza di materiare su questi 18 incantesimi runici vi prego di segnalarmeli e fare Cultura insieme.
Vi lascio al fondo il Download per il libro completo.


Fonti :
Il Segreto delle Rune- Guido von List - Società Editrice Barbarossa
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