domenica 26 marzo 2017

ALLEATI DI POTERE || 5# L' aquila - Operare le scelte


L' aquila - Operare le scelte

L' aquila è un potente simbolo di nobiltà di discernimento. Per i Nativi Americani essa rappresenta la massima espressione dello Spirito. Le sue Penne hanno un valore intrinseco, poiché simboleggiano la verità e sono considerate sacre, riservate all'utilizzo in varie forme di guarigione e in diverse cerimonie. Avere L' Aquila come alleato significa avere il vantaggio della sua ampia capacità di discernimento.
Nel calderone d' Oro, l'Aquila chiarisce le scelte. Quando vi librate in volo con lei, potete considerare le vostre scelte e prendere delle decisioni sulla vostra vita basandovi sull' acuta visione e sulla prospettiva elevata che avete in quanto Aquila.
Ogniqualvolta vedete il simbolo delle ali, come nel disco alato dell' Egitto(vedi figura)o nel logo del Calderone, queste rappresentano l'Io Elevato, il nostro super- Io genitore che è perfettamente equilibrato (sono necessarie due ali per volare) e va oltre l'attaccamento ai nostri corpi fisici. Il nostro Io Elevato ci fornisce una visione d'insieme collettiva, come la prospettiva allargata dell' Aquila. Attraverso gli occhi di questo rapace, percepiamo il nostro mondo da un punto di vista molto più perspicace.
In questo viaggio , L'Aquila vi aiuta a scegliere le vostre mete piuttosto che a raggiungerle. Se avete dubbi nello stabilire una meta o avete una gamma di scelte, l 'Aquila vi dà lo slancio per stabilire ciò che è giusto per voi e per mettere da parte le altre opportunità. L' Aquila fornisce anche una visione delle situazioni della vostra vita che necessitano di un esame minuzioso dal punto di vista del vostro Io Elevato.
L'aquila si libra nell' aria mentre valuta le sue opzioni. Da questa posizione vantaggiosa attacca il suo obbiettivo con tutto il cuore. Tutte le scelte sono uguali, nel senso che qualsiasi scelta venga fatta è assaporata per quello che vale. Se volete di più, non denigrate la decisione precedente.
Siate contenti della scelta che avete fatto in modo da non ostacolare il vostro sviluppo. Potete sempre ritornare un altra volta a provare una nuova scelta.
Spesso è utile far seguire questo viaggio da una visita all Elefante (prossima meditazione)che può aiutarvi a portare una manifestazione fisica della scelta che avete fatto

Alla fine del Viaggio annotate le vostre esperienze nel diario e qui sotto per la condivisione.


Per la borsa di medicina potete rappresentare il simbolo che l' aquila vi mostra o inserire una piuma di questo animale se siete cosi fortunati ad averla... ecc...

Indicazioni:
Prima di effettuare la meditazione vi consiglio di preparavi un incenso di purificazione e fumigarvi prima dell' esperienza e fumigare l'ambiente. Qualcosa che però nn sia troppo forte e vi intossichi mentre meditate ;P
Trovate una posizione comoda che non vi faccia addormentare.


E' necessario ascoltatele consecutivamente L' ALCHIMIA ABBREVIATA E QUESTA MEDITAZIONE



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MEDITAZIONE DELL' AQUILA- OPERARE LE SCELTE

domenica 19 marzo 2017

ALLEATI DI POTERE || 4# La Rosa- La perfezione dell' Io e L' Apertura del cuore


La Rosa - La perfezione dell' Io e L' Apertura del cuore




Regina indiscussa dei fiori per la sua bellezza, utile in medicina e amata per il suo profumo e per il suo sapore delicato. Nei tempi medievali, i rosari erano fatti di petali di rosa compressi.
Meno comune è l'associazione rosa con la morte. I cimiteri in Svizzera sono chiamati talvolta " giardini di rose", a indicare non solo la morte, ma anche la rinascita e la risurrezione. Nell' antica Roma i sepolcri erano adornati di rose e nelle fosse si piantavano questi fiori.
La locuzione sub rosa risale ai Romani, ai Greci e ai Persiani che mettevano le rose sulle porte negli incontri del Consiglio come segno di segretezza e di silenzio.
La Rosa è stata spesso associata al cuore e la sua essenza è stata messa sullo stesso piano dell' amore. Questi sono aspetti fondamentali nel Calderone, Poichè è importante per lo sviluppo di ogni persona avere e mantenere un cuore aperto. Questo Viaggio si propone di soddisfare il bisogno di ciascuno si riconoscere la propria bellezza e la propria perfezione,
Chi viaggia con la rosa avrà l'opportunità di sperimentare l'apertura del proprio cuore quando i petali si dispiegano per rivelare l'essenza del fiore, l'essenza dell' amore.





Indicazioni:
Prima di effettuare la meditazione vi consiglio di preparavi un incenso di purificazione e fumigarvi prima dell' esperienza e fumigare l'ambiente. Qualcosa che però nn sia troppo forte e vi intossichi mentre meditate ;P
Trovate una posizione comoda che non vi faccia addormentare.




Per questa meditazione NON è NECESSARIO PRATICARE L'ACHIMIA.

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PROSSIMA MEDITAZIONE DOMENICA 26 MARZO

domenica 12 marzo 2017

ALLEATI DI POTERE || 3# L' albero - Il radicamento



L' albero - Il radicamento

L' albero della vita è un simbolo antico e universale, che rappresenta e incarna la pienezza dei cicli vitali. Esso fornisce un modello perfetto per i tre aspetti primari di noi stessi che nella tradizione Huna dei Polinesiani sono l' Io Elevato, l' Io Medio e l' Io Basso o Nascosto. L' Io Elevato è il super-Io l' Io genitore, è collegato a tutti gli altri Io Elevati e può essere espresso metaforicamente nella volta dell' albero che raggiunge le altezze dello spirito al di là dei confini delle limitazioni fisiche. Il tronco è come l' Io Medio, razionale e pesante: rappresenta l'unica parte di noi che crede di esser separata. Anche quando le fronde si armonizzano, i tronchi sono visto come elementi a parte. Il sistema delle radici, nascosto sotto il suolo della terra, fornisce il nostro sostegno e sostentamento e corrisponde all' Io Basso, o alla mente subconscia, nella quale sono immagazzinate la nostra storia e la nostra memoria e dalla quale proviene il nostro potere intuitivo.
Avete mai camminato di una foresta o anche in un parco locale nel vostro giardino dietro cara parlando con gli alberi? La loro saggezza sfida ogni spiegazione. Quando siete tristi, abbracciate un albero ed esso in in certo qual modo condividerà la vostra tristezza e poi vi farà sentire meglio.
Esiste una tecnica che spesso insegno nelle mie lezioni di guarigione nella quale, dopo averlo salutato e aver instaurato un rapporto con lui, potete chiedere al vostro amico albero di aiutarvi nella guarigione o nel chiarimento della emozioni (è importante formulare sempre prima la richiesta, anche se fino a ora non ho mai incontrato un albero che mi abbia rifiutata). Poggiate poi le mani sulla superficie del tronco e permettete all' albero di togliervi il dolore, il risentimento e la sofferenza. Sentirete che l'albero inizia a estrarre da voi l' energia indesiderata, come se la strappasse, fino a quando non raggiungerete la liberazione appropriata. Quando usate questa tecnica, è molto importante che vi apriate per ricevere la luce necessaria a riempire e a sostituire l'energia ceduta all' albero. Dovete solo chiedere che un raggio di luce sia generato nel vostro essere quando sta avvenendo la liberazione. Assicuratevi di lasciare un offerta all' albero, anche se non possedete altro che i vostri umori corporei.
Gli alberi forniscono una grande occasione per radicarsi. In qualsiasi momento, quando affrontate la vita, quando soffiano intorno a voi venti di cambiamento o di caos, fate una vista all' immagine del vostro albero e seguite le vostre radici nella profondità della terra, in modo da sentirvi sicuri e stabili in voi stessi. Le vostre radici andranno tanto in profondità quanto voi lo permetterete.

Il viaggio che segue può essere intrapreso più volte, con molte opzioni di sperimentazione e di modifica, cosichè insieme al radicamento, potete ricevere la guarigione e alcune informazioni su voi stessi. Prestate attenzione alla salute del vostro albero alla vibrazione del suo colore e al modo in cui si comporta nel mondo.
Osservate la stagione, il momento del giorno od ella notte e altre indicazioni significative. Vedete come alcuni aspetti di voi stessi risplendono, mentre continuate a lavorare con l'immagine del vostro corpo-albero.
Le meditazioni dell' albero sono particolarmente adatte a raggruppare le energie. I cerchi di alberi potrebbero essere stati i primi templi. precedenti perfino alla costruzione dei cerchi di pietra. Cercate di formare un cerchio umano come un boschetto di alberi e osservate come le vostre radici si intrecciano intorno alle radici degli altri alberi del boschetto per darsi mutuo sostegno. Dei singoli possono entrare nel cerchio sacro di alberi che create per pregare o ricevere consiglio o guarigione, Siate parte di un cerchio in corso permanente, potete sviluppare un cerchio energetico che può essere contattato in qualsiasi momento per guarire, per ringiovanire o settemplice per ricevere aiuto nel superare un momento difficile.


Alla fine del Viaggio annotate le vostre esperienze nel diario e qui sotto per la condivisione.

Se avete iniziato a comporre la vostra borsa di medicina, una foglia un pezzo di corteccia potrebbe essere la seconda cosa da aggiungere all' interno.



Indicazioni:
Prima di effettuare la meditazione vi consiglio di preparavi un incenso di purificazione e fumigarvi prima dell' esperienza e fumigare l'ambiente. Qualcosa che però nn sia troppo forte e vi intossichi mentre meditate ;P
Trovate una posizione comoda che non vi faccia addormentare.

Scaricate la versione abbreviata della
MEDITAZIONE ALCHIMIA ABBREVIATA PER INTRODURRE ALLE ALTRE MEDITAZIONI e posizionatela nel lettore prima di questa nuova meditazione.
E' necessario ascoltatele consecutivamente!
Se avete bisogno di una pausa tra una meditazione e l'altra per approfondire il messaggio della vostra Guida vi lascio da scaricare anche la musica di sottofondo dell' Alchimia, da usare come musica intermedia, o se volte potete sceglierne una diversa o non usarla proprio.


E' disponibile una versione maggiormente abbreviata per coloro che hanno preso ampiamente confidenza con l'alchimia e possono richiamare velocemente il calderone d'oro a se e la propria guida.
MEDITAZIONE DELL' ALCHIMIA ABBREVIATA AVANZATA


NB: le prime meditazioni che ho registrato non sono perfettissime, forse un po veloci, sono poi migliorata con l'esperienza, portate pazienza!

VI CONSIGLIO DI ASCOLTARE LE MEDITAZIONI DA UNA CASSA E NON DA UN LETTORE MP3 almeno la prima volta, perché con l'mp3 si sentono maggiormente gli stacchi tra le pause e i rumori ambientali delle registrazioni... Come sapete non ho mezzi avanzati e montare musica e parole e effetti sonori non è cosi semplice!

per questa meditazione è NECESSARIO ASCOLTARE L' ALCHIMIA PRIMA DELLA MEDITAZIONE DELL' ALBERO- IL RADICAMENTO


mercoledì 8 marzo 2017

Templi e Sacrifici

Cap.  XXVII: Questa nazione ha il più splendido tempio chiamato Ubsola,  eretto non lontano dalla città di Sietona (o Birka).  In questo tempio adornato tutto d'oro,  il popolo venera le statue di tre dei:  il più potente di essi Thor ed ha il suo trono al centro:  Wodan e Fricco hanno i loro posti ai due lati.  il loro significato è questo: "Thor" dicono governa il cielo ed è signore del tuono, fulnine, vento pioggia,  bel tempo e prodotti del suolo.  Il secondo e Wodan, cioè "Rabbia
"(furor):  egli fa guerra ed incute agli uomini coraggiosi davanti ai nemici.
Il terzo è Fricco,  che distribuisce la pace e il piacere fra gli uomini,  il cui idoloè adorno di un  Gigantesco "priapo". Wotan lo descrivono come il nostro popolo descrive Marte, Thor con il suo scettro rassomiglia a Giove.  Essi  adorano anche uomini, che a causa delle grandi imprese hanno consegnato all'immortaliti.
Nella vita di S.  Anscario,  cosi documentato,  essi divinizzarono Eirik (Hericus)
Cap. XXVIII:  Essi hanno preti per tutti questi dei che adempiono alle offerte del popolo. Se c'è pericolo di carestia o pestilenza,  viene offerto un sacrificio all'idolo Thor,  se c'è guerra,  a Wodan se si deve celebrare un matrimonio essi fanno offerte a Fricco.
C'è l'usanza, ogni nove anni, di tenere una festa comune a Uppsala per tutte le vince province della Sueonia. Nessuna assenza è permessa da questa festa. Re e popoli, insieme, o ciascuno per suo conto, mandano doni e, cosa più crudele di tatte, quelli che hanno abbracciato il cristianesimo si riscattano con denaro da queste feste.
Il sacrificio si svolge così: nove teste di ogni creatura maschile vivente sono offerte e c'è l'abitudine di placare gli dei con il loro sangue. Le teste sono pese in un bosco presso il tempio. Questo bosco e cosi sacro che per i pagani che ciascuno degli alberi separatamente e reputato divino a causa della morte e del sangue degli oggetti sacrificati; lì cani e cavalli penzolano insieme a uomini. Uno dei cristiani (aliguis Christianorum)  mi disse che aveva visto 72 corpi penzolare insieme. Per il resto gli inni che sono soliti cantare per questa specie di rito sacrificale sono vari e vergognosi e perciò di essi è meglio mantenere il silenzio. 
n.  138 Presso il tempio si erge un albero enorme,  che allunga i suoi rami lontano.  e sempre verde sia d'estate che d'inverno.  Nessuno conosce che specie di albero sia. C'è un pozzo li, dove si fanno comunemente sacrifici pagani ed un uomo vivo vi è tuffato. Se egli non viene ritrovato,  si pensa che il desiderio del popolo sarà esaudito.   
n.  139:  Una catena d'oro circonda il tempio,  pendendo dalla trabeazione (fastigio) dell'edificio, scintillante per coloro che si avvicinano perche il tempio sta in una pianura,  circondato da colline come un teatro.   
n.  141:  Per nove giorni sono tenute feste con sacrifici di questo genere. Ogni giorno essi offrono un uomo insieme ad animali,  cosicché in nove giorni vengono offerti settantadue esseri viventi.


Cosi viene descritto il più glorioso di tutti i templi scandinavi, e forse il più tardo: Uppsala, in Svezia, venne descritto dal cronista germanico Adamo di Brema, nelle sue Gesta,con l'aggiunta di alcune note poco dopo la descrizione o da parte di Adamo stesso o da altri (138-139-141).  Uppsala fu l'ultimo bastione del paganesimo nordico ed il tempio era evidentemente ancora in funzione quando Adamo fece la sua magnifica descrizione.
Va detto che in Norvegia durante l'età vichinga il nome hof forse rimpiazzava uno dei piu antichi nomi usati per indicare il tempio come vè, horgr, vin.  in studi sui toponimi religiosi della Norvegia si è dimostrato che,  alla fine del periodo pagano,  l'hof  era un posto centrale di culto.
Molte chiese cristiane in Norvegia fuorono erette sul questi luoghi e chiamate Hof, quando ovviamente non furono distrutte.
Fonti letterarie mostrano che alcuni templi erano più grandi e più ricchi di altri.  Snorri ne descrisse uno famoso Hladh in Thrandheim,  distrutto da re Olaf Tryggvason, ed un altro a Maerin distruto dallo stesso re."  Un altro tempio famoso era quello di Gudhbrand di Dala,  Norvegia centrale.

La descrizione  offerta da Adamo, pur nella sua bellezza,  non è chiara in ogni particolare e gli archeologi non si sono trovati d'accordo su di essa in tutta la sua completezza. Sopratutto per quanto riguarda la catena d'oro (catena), che sui frontoni.  Alcuni studiosi suggeriscono che Adamo venne ispirato dalla descrizione del tempio di Salomone. Questo suggerisce che essendo ben nota la descrizione del tempio di Salomone al tempo,  questa, venne sommata alle foti che più probabilmente Adamo aveva udito su Uppsala e perciò pensò che la rilucente decorazione sul tetto del tempio di Uppsala dovesse essere stata una catena
S.  Lindquist,"  in un brillante studio, suggeri che la descrizione era fatta come da uno che avesse visto il tempio da lontano e fraintendesse il fregio dorato,  forse corrente fra pinnacoli e teste di animali.  Ciò è sostenuto dal paragone con le chiese lignee ed i primitivi tempietti di Svezia e Norvegia.  Tuttavia, gli archeologi non sono d'accordo nella forma di questo tempio, poichè comunemente si crede che fosse in legno sostenuto da due file di pilastri e che sorgesse sul luogo della odierna chiesa nella parte vecchia di Uppsala.  Scavi fatti nel 1927,  quando la chiesa venne restaurata, suggeriscono che il tempio fosse rettangolare e considerevolmente più lungo della odierna chiesa.
Mentre, il bosco presso l'edificio, santificato dal sangue dell'uomo e degli animali, era sacro come quello in Germania, dove il regnator omnium deus abitava al tempo di Tacito, sacro come in scala piu piccola,  era un bosco nell'Islanda settentrionale nel quale i colonizzatori erano so liti offrire sacrifici. Un albero era più sacro degli altri:  il sempreverde Yggdrasill, del tipo del frassino.  In qualche modo esso somigliava alla grande colonna Irminsul che, secondo le credenze dei Sassoni, cingeva l'universo.  Possiamo pensare anche al Glasir il bosco dalle foglie d'oro che si ergeva alla porta del Valholl, ed all'albero che si levava radici sconosciute, dal quale penzolò Odino nella sua morte.
Il pozzo descritto ricorda il mistico Urdharbrunnr (pozzo del destino), nel quale Odino depose il suo occhio, e quello presso il tempio di Fosite nelle isole Frisie.
L'uomo annegato nel pozzo può richiamare alla memoria gli schiavi che annegavano dopo aver lavato Nerthus  e i blótgrafar e blótkelda menzionati in più tarde saghe vedesi. Possiamo pare pensare al colonizzatore d'Islanda che sacrificò nella cascata per i favori delle divinità che l'abitavano.



Secondo Snorri, che aggiunse particolari sull'usanza del sacrificio, tutti gli agricoltori di Thrandheim dovevano prendere parte al sacrificio nel tempio (hof),  portando le provviste necessarie fino alla fine della festa sacrificale,  e tutti dovevano riunirsi insieme per la cerimonia della bevuta di birra. Bestiame, cavalli ed altri animali domestici erano macellati e se ne spruzzava il sangue,  detto hlaut, sugli altari e sui muri interni ed esterni del tempio come pure sull'assemblea.
 La carne veniva cotta in calderoni sospesi su fuochi che ardevano sul pavimento.  La tazza sacrificale veniva passata sul fuoco ed il condottiero la consacrava (signa) come cibo sacrificale. Prima di tutto si faceva il brindisi ad Odino per la vittoria e per il successo (rìkis) del re, e quindi i brindisi a Niordh e a Freyr per raccolti ricchi e per la pace.  Dopo la compagnia beveva il bragafull e poi facevano brindisi inb memoria (minni) dei parenti che giacevano sepolti in grotte.
Cio significava secondo Snorri, che gli uomini si univano simbolicamente agli dei della guerra e della fertilità, ai loro antenati defunti e dividevano con loro i poteri mistici, in una forma di comunione.
La fonte di questo racconto si trova nell'Eyrbyggja Saga e pare possa provenire da una fonte dotta.

Sono descritte pure forme di sacrificio diverse da queste:  si portavano doni agli dei nella speranza di una ricompensa, un regalo fa sempre pensare alla ricompensa e di conseguenza, non è saggio infasti dire gli dei con troppi sacrifici.
Si comprendere lo scopo di un sacrificio balla leggenda citata dalla Viga-Glùms Saga ( Il culto di odino).
Dopo che Thorkell l'Alto, era stato cacciato dalla regione di Thvera (Islanda sett.), egli entro nel tempio di Freyr portando con se un bue anziano. egli disse: "tu sei stato a lungo mio patrono ed hai accettato i miei doni e li hai ben ricambiati. Io ora ti do questo bue, in modo che Glums possa lasciare la terra di Thvera non costrettovi meno di me che la lascio ora. Dammi un segno se tu lo accetti o lo rifiuti. Il bue muggi altissimo e cadde morto. Thorkell capi che la sua preghiera era stata esaudita e si senti sollevato.
Non si racconta in questo passo cosa il fuggiasco fece della carcassa del bue, lo stesso vale per molti racconti di sacrifici.
E'poco probabile che i sacrifici umani fossero praticati su vasta scala durante l'eta vichinga, ma gli antichi classici frequentemente alludono a essi come una pratica fra i Germani continentali. Tacito dice che mentre Ercole e Marte erano placati con sacrifici animali, il sacrificio umano era proprio di Mercurio che può essere identificato con Odino. Lo stesso autore raccontò di come vi fosse abitudine di sacrificare un uomo nel sacro bosco dei Semnoni.
Si spesso detto che i prigionieri di guerra erano offerti agli dei, e questo sacrificio era ritenuto come una forma di ringraziamento per la vittoria.  Dopo una battaglia, la sacerdotessa dei Cimbri si faceva avanti ai prigionieri nel campo, li incoronava e li conduceva davanti a un enorme calderone.  La sacerdotessa saliva poi su una scaletta, e tagliava la gola di ogni prigioniero che passava, predicendo il futuro dal fiotto di sangue.
Le fonti dialettali ci dicono qualcosa sul sacrificio umano ed il suo significato nel nord. Nella storia dei Gotlanders un'opera del XIII secolo, si dice che i pagani di Gotland erano soliti sacrificare i loro figli e figlie come pure il bestiame. Il significato del sacrificio umano è spesso oscuro. Il sacrificio supremo era quello del re. Snorri racconta pilu tardi come gli svedesi,  in periodo di carestia, bruciassero il loro re sacrificandolo a Odino.
Il re rappresenta il dio: e non è fuori luogo dire che egli incorpori il dio, Freyr o un'altra divinita.  Il sacrificio ha luogo in autunno, nel periodo in cui il sacrificio era offerto al dio della fertilita Freyr ed alle disir.  Dobbiamo supporre che il dio, o come re, o come cavallo, uomo o cinghiale, fosse ucciso in autunno perche si sperava nella sua rinascita in primavera.

Racconti gia citati dimostrano che le vittime erano talvolta impiccate, cio è confermato dal dotto arabo Ibn Rustali, che descrisse le usanze degli Scandinavi nella Russia del X secolo.  Gli stregoni o sacerdoti, decidevano cosa si dovesse sacrificare, le donne, gli uomini o bestiame:  la loro decisione era irrevocabile e lo stregone doveva prendere la sua vittima, uomo o bestia, fare un nodo scorsoio intorno al collo e appenderlo ad un palo con le parole:  "Questa è una offerta al dio."  

Si potrebbe pure pensare che un sacrificio per impiccagione fosse un sacrificio a Odino, che era dio degli impiccati fardello delle forche (gàlga farmr) e spesso il ricevitore di sacrilici umano. Una tale concezione potrebben ecsere racconto di re Vikar, che fu impiccato su richiesta di Odino
Ares e  Marte,  per i quali il popolo di Thule ed i Goti impiccavano uomini, potrebbero essere identificati con Odino, ma Odino non ha bisogno di essere l'unico dio per il quale si impiccavano le vittime. Secondo il passo citato da Adamo di Brema, nel sacro bosco di Uppsala si potevano  vedere penzolare uomini e vittime di molte specie. Odino pure era vedere a Uppsala ma è dubbio se egli si elevò alto nellagererchia divina degli agricoltori svedesi.
E' assolutamente certo che tutte le vittime che pendevano dagli alberi erano uccise con un laccio. Le descrizioni date da Adamo e Procopip potrebbero suggerire che esse fossero impiccate dopo morte e che il sangue spillasse prima.
A Uppsala, il sacrificio di uomo o di animale prendeva  molte forme. Le vittime venivano gettate in un pozzo e gli schiavi che lavavana la dea Nerthus erano affogati dopo la cerimonia.
Le vittime potevano essere pure lasciate sopra scogliere. La Gautreks Saga ne incorpora certamente alcune tradizioni valide, descrive una forma di suicidio rituale.
In tempo di peste, uomini e donne di Gautland si gettavano dalle scogliere sopra gli Scogli della Famiglia (Aetternisstapi), credendo di andare nel Valholl.  Notevole conferma a ritrova nelle piu tarde tradizioni svedesi.
Nella usanza si Hrafnkels saga il cavallo Freyraxi fu spinto da una roccia nella palude sottostante. L'uccisore disse "E' giusto che colui che lo possiede, lo riceva" Questo racconto, se pur nella sua falsita, è sostenuto  come una forma da tradizione norvegese e deve essere visto come una forma vicaria di sacrificio a Frevr.
Gli uomini potevano essere sacrificati alla stessa maniera del cavallo Frey faxi, specie per quanto riguarda i criminali per cui la pena di morte prendeva un significato sacrale. Cio puo essere sostenuto dalla Eyrbyggia Saga e dal Landnimabok, dove si dice che uomini furono condannati al sacrificio e la loro schiena fu rotta su una pietra, evidentemente per placare il dio Thor,  I criminali erano certamente usati per il sacrificio, ma non ne deriva che la pena capitale fosse in origine un sacrificio. Con piu probabilità i criminali e gli uomini peggiori, piuttosto che re e preti, furono usati come vittime nei tempi tardi, quando il significato del sacrificio era svanito.
Una forma ributtante di sacrificio/condanna umano era quello di mettere a nudo i polmoni -  L'aquila di sangue-  Le costole erano tagliate dal di dietro ed i polmoni estratti.
Si notato che oltre a essere associata con Odino questa forma di tortura era comunemente usata da coloro che vendicavano il padre."  Se chiaro che non era solo ispirata da brutalità,  il significato piu profondo dell'atto resta oscuro.


I sacrifici animali erano piu comuni di quelli umani e presero spesso forma di un banchetto sacrificale.  Alla festa che Snorri descrisse furono macellate bestie di molte specie, ed almeno tre divinità o tre antenati divinizzati furono onorati.
Alcuni dei erano maggiormente onorati con il sacrificio di una data bestia piuttosto che di un'altra il cinghiale era considerato idoneo Freyr come viene esposta nelle varie versioni della nel sacrificio Heidhreks Saga :
Il re leggendario,  Heidrek il saggio,  era solito sacra al dio Freyr. In febbraio, il cinghlale sacrificale era condotto davanti al re.  Egli era sonargolt,  ed era grande come un bue; era considerato così sacro che gli uomini posavano le mani su di lui e giuravano.
Il cinghiale è piu volte attestato essere un sacrificio adatto a Freyr, ciò si evince anche dal nome Vaningi - Figlio dei Vanir- Freyia era chiamata Syr o escrofa.
Cio implica che quando ad un banchetto sacrificale si consumava la carne di cinghiale, quelli che vi prendevano parte sentivano che stavano consumando lo stesso dio e assorbendone il potere.
Il bue ed il toro erano pure usati come sacrifici a Freyr,  come è dimostrato nel passo citato sopra della Viga-Gliums Saga. Freyr, e sua sorella Frevia devono essere stati concepiti come toro e vacca.

Ci sono alcuni racconti che dicono come pure il bestiame fosse onorato.  Snorri racconta di un re dei tempi antichi che era solito sacrificare a una mucca, berne il latte e portarsela sempre dietro.  Quando la mucca mori fu posta in una caverna vicino a quella del re.
Si racconta nella Ragnars saga Lodhbròkar di una mucca magica usata come arma di nome Sibilja.
Nella leggenda di Thidrandi, un bue chiamato Spàmadhr doveva essere macellato per la festa d'inverno.
Anche i cavalli erano molto venerati e sacrificati, di loro si mangiava la carne e il fegato.

Altri dei oltre i Vanir erano concepiti in forma animale. Gli spiriti che accompagnavano Odino erano i lupi, Geri e Freki, ed i corvi  Hugin e Munin. Odino il dio corvo( Hrafniss) e,  quando fuggi dal maniero del gigante portando il sacro idromele della poesia -Gunnlaðarþáttr - La conquista del mjǫðr, egli prese la forma di un'aquila . Floki,  offrendo il sacrificio ai suoi corvi,  probabilmente pensava a loro come incarnazioni di Odino e Hakon il Grande, sacrificando a Odino, seppe che il sacrificio era stato accettato quando i due corvi volarono gracchiando sulla sua testa.
Poeti che intendevano dire che un principe o un guerriero uccideva i suoi nemici dicevano spesso che egli nutriuva il lupo, l'aquila o il corvo o anche li rallegrava. Einar Skalaglamm disse che il corvo era riempito del sacrificio del lupo,  e Gizur Gullbrarskald nell'XI secolo disse:
Il principe reca gioia in battaglia al cavallo(lupo) della moglie gigante ed al cigno di Hlokk (corvo)
Espressioni come queste facevano parte del repertorio dei poeti, ma quelli che le usavano non potevano dissociarle dalla comune concezione che quelli che cadevano in battaglia erano offerti a Odino, come lo svedese Eirik il Vittorioso dedicò i suoi nemici a Odino quando lancio un giavellotto sopra la loro testa dicendo: "Voi tutti appartenete a Odino".
L'associazione tra Odino ed il corvo come ricevitore del morto fu dimostrata pienamente dall'islandese Helgi Trausti,  che aveva ucciso l'amante di sua madre, Thorgrimm, figlio di Asmodh. Helgi disse:
Io ho dato a odino il forte figlio di Asmodh.  io ha fatto al signore delle forcheil sacrificio di Gaut (Odino),  ed ho dato il cadavere al corvo.


Fonti:
Gli Dei Vichinghi. Religione e miti di un popolo gueriero.- E.O.G. Turville-Petre - Ghibli/ ovvero:
"Religione e miti del nord" pubblicato da Il Saggiatore 
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domenica 5 marzo 2017

Alleati di Potere || 2# L'avvoltoio e la Vecchia Rugosa - Saggezza intuitiva


L'avvoltoio e la Vecchia Rugosa - saggezza intuitiva


I primi insegnamenti del Calderone d' Oro sono Impartiti dall' Avvoltoio e dalla Vecchia Rugosa che rappresentano la parte saggia e primordiale di noi stessi che è femminile. Attraverso il Calderone entriamo in profondità nella nostra psiche e interagiamo direttamente con questo antico archetipo femminile che p parte di ognuno di noi, indipendentemente dal nostro sesso e può aiutare ad aprire la strada verso una comprensione più profonda dio noi stessi e delle vie della Natura.

L'avvoltoio e molto rispettato on Egitto. Uno dei suoi aspetti , la dea Mut ( Pronuncia Mût), è considerato autoprocereato e si tratta di una della più antiche icone di divinità femminile. Tutti gli avvoltoi erano considerati femmine e vedrete immagini di avvoltoi sulle teste di molte dee e anche sulla corona del Faraone, nella quale l' uccello on questione rappresenta l' Alto Egitto.
L'avvoltoio sa quando siete veramente pronti per il cambiamento, poiché osserva e aspetta con pazienza e, quando il tempo è maturo, vede la morte di ciò che è vecchio e lo divora in modo che possa nascere il nuovo.

Nel viaggio seguente è Mut , la dea avvoltoio, che vi porta al suo tempio, il ventre della Terra, dove incontrerete la sua Sacerdotessa, la Vecchia Rugosa. E' lei, il vecchio aspetto saggio e femminile di voi stessi, che aprirà il vostro terzo occhio per iniziare a istruirvi sulle strade dell' intuizione, sulle erbe e sulla guarigione.
La Vecchia Rugosa è la custode del deposito delle erbe e potete sempre andare da lei per imparare qualcosa in più su esse e sul loro utilizzo. Vi farà conoscere nuove piante alleate o vi ricorderò di vecchie piante amiche che possono essere necessarie nella vostra vita in quel momento. Se non avete familiarità con le erbe che ella vi mostra, consultate un erbario per ulteriori informazioni. Visitate spesso la Vecchia Rugosa, per ottenere una comprensione più profonda della vostra natura femminile . E' particolarmente di buon auspicio questo viaggio durante il plenilunio.

 Al Ritorno dal viaggio otterrete un erba alleata e una pietra che per voi è di guarigione. Annotate l'esperienza nel diario e qui sotto, e svolgete una piccola ricerca per entrare maggiormente in contatto con i vostri due nuovi alleati.
Se avete iniziato a comporre la vostra borsa di medicina, queste saranno le prime de cose che potete inserirvi all' interno. Ricercate la pianta e fatela essiccare prima di metterla nella borsina, e comprate e purificate un cristallo e poi inseritelo nella borsina, potate usarlo quando ne avrete bisogno.


 Indicazioni:
Prima di effettuare la meditazione vi consiglio di preparavi un incenso di purificazione e fumigarvi prima dell' esperienza e fumigare l'ambiente. Qualcosa che però non sia troppo forte e vi intossichi mentre meditate ;P Trovate una posizione comoda che non vi faccia addormentare.

Prima di eseguire questa meditazione è necessario Scaricare la versione abbreviata della
MEDITAZIONE ALCHIMIA ABBREVIATA
 
PER INTRODURRE ALLE ALTRE MEDITAZIONI e posizionatela nel lettore prima di questa nuova meditazione. 
E' necessario ascoltatele consecutivamente! Questo varrà per tutte le meditazioni future, salvo diversa prescrizione! 
Se avete bisogno di una pausa tra una meditazione e l'altra per approfondire il messaggio della vostra Guida vi lascio da scaricare anche la musica di sottofondo dell' Alchimia, da usare come musica intermedia, o se volte potete sceglierne una diversa o non usarla proprio.

NB: le prime meditazioni che ho registrato non sono perfettissime, forse un po veloci, sono poi migliorata con l'esperienza, portate pazienza!

VI CONSIGLIO DI ASCOLTARE LE MEDITAZIONI DA UNA CASSA E NON DA UN LETTORE MP3 almeno la prima volta, perché con l'mp3 si sentono maggiormente gli stacchi tra le pause e i rumori ambientali delle registrazioni... Come sapete non ho mezzi avanzati e montare musica e parole e effetti sonori non è cosi semplice!


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PROSSIMA MEDITAZIONE DOMENICA 12 MARZO

mercoledì 1 marzo 2017

Horgr - la pietra arrossata di sangue.



La parola horgr (raramente al femminile horg)  era applicata a luoghi di culto e si trova come elemento in toponimi su una larga area,  principalmente in Islanda e nell'ovest. L'antim inglese e gli equivalenti germanici di queste parole (antico inglese hearg,  antico alto tedesco harug,  etc.)  furono talvolta usati per "bosco sacro" ma l'antico nordico horgr non è documentato con questo significato. Esso è talvolta applicato a una pila di pietre innalzata all'aperto come un altare.
Nel poema Hyndloliodh (str.  10) la dea Freyia dice del suo favorito,  Ottar:

Egli ha costruito un horgr per me,  
con blocchi di pietre 
ora tutta quella roccia 
risplende carne vetro; 
egli la ha arrossata di nuovo 
con sangue di buoi 
sempre ottar ha fede 
nelle dee(dryniur).  

La dea vuol significare che, bagnando la roccia con il sangue sacrificare,  Ottar l'ha fatta diventare vetro prezioso.
https://www.youtube.com/watch?v=ahPsW3ZKZ_w&t=1561s
Viking Bloot 2014

In un manoscritto della Heidhreks saga (I.) è ugualmente raccontato come la filia di un re Alf di Alfheimar arrosso l'hòrgr durante un sacrilicio agli  spiriti custodi ustodi (disablot). Il Landndrnabok racconta una storia su una colonizzatrice, Audh dalla mente profonda, che giunse in Islanda dall'Irlanda. Audh era cristiana e vicino alla sua casa, su alcune collinette dette Krosshòlar, drizzò delle aroci presso le quali diceva le sue devozioni. Quando essa mori, i suoi parenti pagani eressero un'horg (femm.) presso le colline, perche avevano grande fede in esse e credevano che, una volta morti vi sarebbero stati sepolti.
Se l'horgr era una volta una pila di pietre. la parola fu piu tardi applicata una tempi con il tetto. In alcuni carmi dell'Edda, si dice che l'hòrgr e costruito con travi che talvolta, si racconta, prendono fuoco. Snorri deve pensare a un edificio vero e proprio quando descive l'hòrgr, Vingolf, eretto per le dee (gydhiur), descrivendolo come una splendida casa. Leggi norvegesi arcaiche dimostrano che l'hòrgr era un edificio completo e decretavano che chiunque alzasse un edificio (hùs) e lo chiamasse hòrgr dovesse perdere ogni soldo che aveva.
Scavi fatti in Islanda in epoca recente ci mostrano la forma dell'horgr alla fine del Periodo Pagano. A Nord dell'Isola Horgsdal, nel nord, dell'isola fu scoperto un piccolo edificio rettangolare di circa dieci metri per sei, che doveva avere il tetto sostenuto da pilastri. Un'altra Struttura scoperta a Horgsholt nel sud-ovest misurava solo cinque metri per uno e mezzo.
Passi già citati dell'Hyndloliódh, Heidhreks Saga e dell'Edda di Snorri hanno suggerito a qualcuno che l'hòrgr appartenesse al culto di divinita femminili.
Cio può essere stato alla fine del Periodo Pagano, ma non nei tempi precedenti. Toponimi, Odhinshargher, Thorshargher, in Svezia, mostrano che erano dedicati pure a divinità maschili. Nondimeno, scavi, toponimi, anche allusioni in letteratura e leggi suggeriscono che a tempi più tardi l'hòrgr era un piccolo tempio o sacello forse usato per culti privati o di Famiglie. Il culto delle Disir e di altre divinità femminili generalmente su scala minore e più erano privata di quello degli dei e può essere stato tenuto in tempi semplici o edifici non appariscenti.
Le parole più comunemente usate e per tempio che Hof, ed e interessante che questa parola sia raramente usata dagli scaldi e mai si trova con il significato di tempio, nella poesia dell'Edda, eccetto nia doppioni allitterativi con hòrgr ok hof. L'Elemento Hof si trova raramente nei toponimi di Svezia
e danimarca,  ma comune in quelli d'Islanda, dove appare sia semplice. come primo elemento nei composti,  per es.  Hof,  Hofstadhir,  Hoftein,  E' anche comune in molte parti della Norvegia ed spesso composto con nomi di dei,  per es.  Theirshof,  Freyshof
L'uso del termine holf in letteratura, sia nei toponimi. suggerisce che esso non era applicato a tempi fino agli ultimi secoli del paganesimo.


Fonti:
Gli Dei Vichinghi. Religione e miti di un popolo gueriero.- E.O.G. Turville-Petre - Ghibli/ ovvero:
"Religione e miti del nord" pubblicato da Il Saggiatore 
Bifrost.it NON COPIARE SENZA AUTORIZZAZIONE E SENZA CITARE LA FONTE!

giovedì 23 febbraio 2017

Alleati di Potere 1# MEDITAZIONE DELL'ALCHIMIA


Questa Meditazione è la Prima e sarà la base per ogni meditazione futura salvo quando è espresso diversamente.

Inizialmente affronteremo la meditazione dell' Alchimia al completo una volta che avrete preso confidenza con essa, vi verrà consegnata una versione leggermente più breve da usare come preambolo per le altre meditazioni.
Vi consiglio di inserirla in un lettore musicale prima della meditazione che andrete a fare, in modo che siano consecutive con fluidità. E' importante che non distoglierete l'attenzione tornando a uno stato di veglia tra una e l'altra poiche una è il mezzo per entrare nel mondo dello spirito dell' altra.
Interrompersi tra una e l'altra non avrebbe senso.



L’alchimia è un processo di trasmutazione utilizzato dagli antichi, apparentemente per trasformare i metalli di base in oro e creare l’elisir della vita. Nei viaggi che effettueremo ognuno di noi è il recipiente, l’alambicco alchemico all’ interno del quale, gli elementi della vita sono mescolati e nel quale avviene la trasmutazione. Mutando il nostro stato di consapevolezza in modo da percepire i Regni dello Spirito.
L’alchimia del Calderone è una forma attiva di meditazione . Non esistono prerequisiti necessari oltre all’ intenzione chiara di prestare attenzione e insegnarsi. Ogni persona ha il proprio modo di accedere alle informazioni. Alcune sono Visive, mentre altre sono Uditive, Cinestetiche o Empatiche. Alcune semplicemente “sanno”.
La nostra modernità ci ha portati ad atrofizzare alcuni di questi canali, ma nonostante questo possono ancora essere sviluppate tutte le nostre sensibilità interiori, sebbene spesso le nostre
percezioni ci intralciano. Come detto prima molte persone sono naturalmente visive. Molti uditivi o perlomeno coscienti di esserlo. Molti trovano che le meditazioni dirigano e canalizzino i sentimenti e le emozioni.
Altrettanto efficace e molto di più difficile da confermarne è il “sapere”. Lasciate quindi che naturalmente in questi viaggi si manifesti la vostra modalità di accesso primaria e aprite la vostra coscienza ad altri tipi di sensi interiori.
Sarà di notevole importanza stabilire chi sarà la vostra guida. Nella traccia originale, l’autrice usava la divinità egizia Toth. Io ho voluto semplicemente cambiarla nella “tua guida” perché tutti ci sentissimo a nostro agio e da soli potessimo riconosce quale “cosa “ ricopre questo ruolo: una divinità, un amico, un antenato, un elementare, un animale ecc…
Non forzate questa conoscenza, lasciate che venga fuori da se. Allo stesso modo, potrete scoprire che il Calderone a voi assegnato non è d’ oro, ma di Argilla, d’argento, di ferro, non è importante. E’ importante invece che prendiate nota del materiale del vostro Calderone una volta che l’avrete visto, poiché questo potrebbe ancora cambiare, insieme a voi procedendo nel percorso....
Sarà necessario praticare l’Alchimia del Calderone , quando richiesto, ogni volta che intraprenderemo un viaggio, almeno fiche le guide non saranno di accesso immediato a tutti.
Saranno comunque necessari alcuni passi sempre fissi, quali il radicamento e il centramento. Affinate queste tecniche tra una seduta e l’altra per migliorare la vostra ricettività. Anche il nutrimento della Fiamma Interiore sarà sempre necessario, quanto il rimestamento del vostro Calderone. Avrete bisogno di creare l’ Uovo porpora screziato d’oro se la sua corona, solo una volta, sebbene non sia dannoso riceverli più volte.
Alla fine di ogni viaggio dovete “radicarvi “ nel mondo fisico. Trovate una sensazione che vi faccia sapere che siete tornati nel vostro copro.
Lo scopo dell’ Alchimia è quello di trasportarvi nel regno del divino e dello Spirito. Potrebbe trattarsi di un esperienza extracoprorea o di uno spostamento di coscienza.
Alla fine di ogni viaggio molto spesso sarà richiesto di lasciare un offerta. In questo percorso non è previsto uno scambio, ma molte persone si sentono meglio se danno qualcosa in cambio a colui con cui hanno lavorato. Fidatevi della vostra intuizione e saprete cosa dare.
Spesso ce un messaggio nel dono che questi alleati vi faranno. Potrebbe essere una chiave per conoscere un esperienza o un informazione particolare del Viaggio.






Indicazioni:
Prima di effettuare la meditazione vi consiglio di preparavi un incenso di purificazione e fumigarvi prima dell' esperienza e fumigare l'ambiente. Qualcosa che però nn sia troppo forte e vi intossichi mentre meditate ;P
Trovate una posizione comoda che non vi faccia addormentare.
Successivamente potete trovare una musica di sottofondo adatta e non troppo lunga da mettere tra l'alchimia e la meditazione dopo.

NB: le prime meditazioni che ho registrato non sono perfettissime, forse un po veloci, sono poi migliorata con l'esperienza, portate pazienza!

VI CONSIGLIO DI ASCOLTARE LE MEDITAZIONI DA UNA CASSA E NON DA UN LETTORE MP3 almeno la prima volta, perché con l'mp3 si sentono maggiormente gli stacchi tra le pause e i rumori ambientali delle registrazioni... Come sapete non ho mezzi avanzati e montare musica e parole e effetti sonori non è cosi semplice!



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MEDITAZIONE DELL' ALCHIMIA



Premetto un altra cosa importante. Al termine di questa meditazione dovrebbe comparire la vostra guida. Che non deve essere necessariamente il un totem come detto nella presentazione e tra l'altro può cambiare anche nel corso del tempo.
Non imponetevi di vedere cosa volte perché magari vi piacerebbe, potreste precludervi il conoscere un altro vostro compagno come uno spirito guida un maestro ancestrale, un famiglio, un antenato o una divinità (anche se nutro difficoltà a credere che una divinità se non come archetipo possa presentarsi).
In ogni caso qual che volevo dire e che naturalmente sarebbe importante che tutti trovassimo da subito tale figura, ma che se non dovesse accadere di non preoccuparvi, possiamo procedere poi comunque, a me la mia guida è comparsa solo al termine della 6° meditazione, e non parla! eppure ho cmq ottenuto dei risultati dalle precedenti.
Cercate in ogni caso di affinare la meditazione finché non vi compare!

Riportate qui sotto la vostra esperienza

PROSSIMA MEDITAZIONE DOMENICA 5 MARZO

lunedì 20 febbraio 2017

Alleati di Potere





Alleati di Potere
Ciò che ci appresteremo a fare, rappresenta una tradizione di secoli che consiste nel dare potere esseri e a idoli esterni al nostro Io.
Molti viaggi sono vere proprie iniziazioni, riti di passaggio che possono alterare le percezioni della realtà. E’ importante non solo creare una condizione ideale nell’ ambiente in cui intraprenderemo questo percorso, ma anche porci in una condizione di sacralità. Rispettando noi stessi e quello che il nostro viaggio ci va ad offrire, in questo percorso di Guarigione e di Crescita Spirituale. Osservate il massimo rispetto per queste pratiche anche quando queste non vi sembrano efficaci o adatte per voi. Una volta comprese, esse lavoreranno comunque nel vostro inconscio. Rispettate chi con voi adempie a questo percorso, come fosse parte integrante del processo, ma tuttavia esterno a voi. Abbracciate, tendete la mano verso ciò che state per incontrare. Dovete esserci perché questo funzioni, impegnarvi nel sentire, anche quando non udite nulla. Solo cosi il Viaggio del Calderone darà i suoi frutti.

  L’alchimia è un processo di trasmutazione utilizzato dagli antichi, apparentemente per trasformare i metalli di base in oro e creare l’elisir della vita. Nei viaggi che effettueremo ognuno di noi è il recipiente, l’alambicco alchemico all’ interno del quale, gli elementi della vita sono mescolati e nel quale avviene la trasmutazione. Mutando il nostro stato di consapevolezza in modo da percepire i Regni dello Spirito. 

  L’alchimia del Calderone è una forma attiva di meditazione . Non esistono prerequisiti necessari oltre all’ intenzione chiara di prestare attenzione e insegnarsi. Ogni persona ha il proprio modo di accedere alle informazioni. Alcune sono Visive, mentre altre sono Uditive, Cinestetiche o Empatiche. Alcune semplicemente “sanno”. 
La nostra modernità ci ha portati ad atrofizzare alcuni di questi canali, ma nonostante questo possono ancora essere sviluppate tutte le nostre sensibilità interiori, sebbene spesso le nostre percezioni ci intralciano. Come detto prima molte persone sono naturalmente visive. Molti uditivi o perlomeno coscienti di esserlo. Molti trovano che le meditazioni dirigano e canalizzino i sentimenti e le emozioni.
 Altrettanto efficace e molto di più difficile da confermarne è il “sapere”. Lasciate quindi che naturalmente in questi viaggi si manifesti la vostra modalità di accesso primaria e aprite la vostra coscienza ad altri tipi di sensi interiori. 
Sarà di notevole importanza stabilire chi sarà la vostra guida. Nella traccia originale, l’autrice usava la divinità egizia Toth. Io ho voluto semplicemente cambiarla nella “tua guida” perché tutti ci sentissimo a nostro agio e da soli potessimo riconosce quale “cosa “ ricopre questo ruolo: una divinità, un amico, un antenato, un elementare, un animale ecc… 
Non forzate questa conoscenza, lasciate che venga fuori da se. Allo stesso modo, potrete scoprire che il Calderone a voi assegnato non è d’ oro, ma di Argilla, d’argento, di ferro, non è importante. 
E’ importante invece che prendiate nota del materiale del vostro Calderone una volta che l’avrete visto, poiché questo potrebbe ancora cambiare, insieme a voi procedendo nel percorso. Noterete che alcuni animali usati nelle meditazioni saranno Maschi e altre Femmine, ma potreste scoprire che anche questo non corrisponde alla vostra realtà. Nella maggior parte dei casi questo non avrà importanza. 

 Molto spesso vi potrà sembrare di immaginarvi queste cose, presto assumerete la capacità di discernere tra ciò che immaginate e ciò che proviene dal mondo dello Spirito, nonostante questo comunque faccia a sua volta già parte di voi. 
Gli attributi menzionati a ogni introduzione di meditazione per ciascun alleato rappresentano i desideri dei diversi totem per questo lavoro.Altre fonti potrebbero portare altre qualità e caratteristiche diverse che sono altrettanto valide. 

 Sarà necessario praticare l’Alchimia del Calderone , quando richiesto, ogni volta che intraprenderemo un viaggio, almeno fiche le guide non saranno di accesso immediato a tutti. 
Saranno comunque necessari alcuni passi sempre fissi, quali il radicamento e il centramento. Affinate queste tecniche tra una seduta e l’altra per migliorare la vostra ricettività. Anche il nutrimento della Fiamma Interiore sarà sempre necessario, quanto il rimestamento del vostro Calderone. Avrete bisogno di creare l’ Uovo porpora screziato d’oro se la sua corona, solo una volta, sebbene non sia dannoso riceverli più volte. Alla fine di ogni viaggio dovete “radicarvi “ nel mondo fisico. Trovate una sensazione che vi faccia sapere che siete tornati nel vostro copro. 

 Lo scopo dell’ Alchimia è quello di trasportarvi nel regno del divino e dello Spirito. Potrebbe trattarsi di un esperienza extracoprorea o di uno spostamento di coscienza. 
Alla fine di ogni viaggio molto spesso sarà richiesto di lasciare un offerta. In questo percorso non è previsto uno scambio, ma molte persone si sentono meglio se danno qualcosa in cambio a colui con cui hanno lavorato. Fidatevi della vostra intuizione e saprete cosa dare. 
Spesso ce un messaggio nel dono che questi alleati vi faranno. Potrebbe essere una chiave per conoscere un esperienza o un informazione particolare del Viaggio. 

 Questo percorso è ideale per un gruppo, ecco perché questa idea ha preso vita. La condivisione è importante. Attraverso essa si scoprono le sincronicità. Aiuterà anche a consolidare la vostra percezione o visione, o quella che pensate essere solo immaginazione. Capiterà che altri avranno avuto un esperienza molto simile alla vostra, e questo aiuterà anche la propria interpretazione personale. 

E’ utile tenere un diario delle vostre esperienze poiché spesso vi sarà dato un dono, un simbolo, una fugace applicazione di una cognizione, che potrebbe apparire piu chiara nel tempo e progredendo nei viaggi. In oltre il diario servirà per prendere appunti all inizio di ogni meditazione, per poterla meglio comprendere e effettuare successivamente con le dovute premesse. Il risultato di questo percorso non solo sarà quello di accedere al mondo dello Spirito, guarirvi e avere consapevolezza, ma in memoria di tutto il lavoro potreste comporre una Borsa di Medicina. Che vi sia memore e utile d’ora in poi.

La Borsa di Medicina
Questi sacchetti venivano portati da numerose stirpi aborigene, nordamericane, al collo o alla cintola. Non esiste una borsa di medicina uguale a un altra: ciascuna è singolare , come il proprietario, e dal contenuti si può comprendere qualcosa sul suo portatore. Ancora oggi giovani Navajo si recano alle quattro montagne sacre, per farsi regalare da queste pietre per il loro"jish".
Possiamo creare o comporre diversi tipi di borse di medicina, riempiendole con oggetti utili per il raggiungimento di un determinato scopo. Un breve esame della situazione ti aiuterà a poter comporre con le te mani la tua borsa.
Ciascun sacchetto dovrebbe esser composto da elementi del mondo animale o vegetale e minerale.
Per quanto riguarda gli animali si può trattare di sculture o raffigurazioni quando non si dispone di elementi organici quali denti ossa peli artigli piume. Pezzi di stoffa colorata conferiscono effetti magici al sacchetto.
Per alimentare gli spiriti invocati e onorarli, nel sacchetto è a disposizione del mais dei baccelli di fagioli rossi e bianchi, semi di zucca, di girasole, pinoli. Qualsiasi aggiunta personale rafforza l'effetto del talismano della borsa di medicina.
Si può trattare ad esempio di capelli propri unghia. Secondo la fede indiana i capelli sono la sede dell’ anima; in collegamento con il Grande Spirito.
La Nostra Borsa di medicina deve essere fatta di un materiale naturale. Possibilmente cucita a mano e lavorata a mano. Il lavoro potrebbe richiedere anche tempo, ma il percorso è lungo e non c'è problema. Prendetevi tutto il tempo che vi serve sia per costruitala che per la ricerca di ciò che dovrete infilare dentro.
Cosa dovremmo metterci?Ad ogni meditazione corrisponde un dono, e soprattutto ha un Alleato. Potrete infilare dentro La vostra borsa di medicina sia il dono in forma materiale si una rappresentazione dell’ alleato o qualcosa che abbia caratterizzato il viaggio.
Sarà più semplice effettuando i viaggi capire cosa. Ma per fare alcuni esempi sarà possibile infilare piante pietre, simboli di animali o di luoghi.
Affinché non solo abbaiate a disposizione i vostri doni, ma anche il ricordo di essi.



 Come Affronteremo il percorso: 


Alleati di potere cosi come il suo libro, non è solo uno strumento per la guarigione ma una passaggio nell' esperienza spirituale primordiale, che riguarda il nostro passato e ha il potere di consegnarci a un futuro sano. I viaggi proposti vi danno la possibilità di scandagliare la vostra psiche e le energie dell' universo. Può aiutarvi ad ottenere il potere di essere più di quanto siete. Attraverso la partecipazione ad Alleati di potere potete sviluppare la vostra relazione tra l'esperienza spirituale e i regni animali vegetali e minerali..I viaggi proposti sono la testimonianza dello spirito presente della Natura. Noi in Occidente abbiamo separato per lungo tempo lo spirito dalla materia ingaggiando in questo modo un conflitto interiore che anela alla Guarigione. Questa guerra interiore è una delle cause all' origine dei nostri conflitti esterni che, a livello collettivo, diventano guerre tra le nazioni.
La Natura è il nostro guaritore e lo spirito è la nostra guida.
Attraverso il percorso potete accostarvi alla Musa dell' ispirazione lasciandovi guidare dalla natura stessa.
Gli dei e le dee che formano i substrati primordiali della natura del nostro stesso essere sono potenze che consentono al nostro Calderone interno di Nutrire, trasformare, guarire le nostre anime.
Intraprendendo questi viaggia avrete la possibilità di incontrare dei vostri alleati, tra archetipi che trascendono dal tempo e dallo spazio che influenzano ancor oggi le nostre vite.
Entreremo in contatto con noi stessi attraverso processi alchemici che possono collegare il filo degli antichi linguaggi tribali, radicati negli spiriti della natura e in noi stessi.
Gli alleati che acquisirete vi aiuteranno a vivere una vita in armonia con la Natura e con la vostra origine divina.

Come ogni percorso di Conoscenza richiede molto tempo, non nego che per concludere tutto il percorso proposto ci potrebbe volere addirittura più di un anno, benché il corso è diviso in 8 parti distinte.

Questo percorso sarà fatto attraverso meditazioni guidate su una mia registrazione, e come ripeterò all' infinito vi avviso che la qualità di registrazione non è delle migliori, ma i mezzi di cui dispongo non sono così adatti... Ogni meditazione avrà una scheda introduttiva che vi aiuterà a capire a cosa state andando incontro. Nella meditazione vi verranno presentati perlopiù animali, ma siccome i risultati che otterrete non sono sempre fini all'animale o non tutte le meditazioni appartengono solo alla fauna, ho preferito parlare di Alleati.
Come detto quindi, al termine di ogni meditazione voi avrete un risultato tangibile sul quale lavorare o prendere coscienza.


Con una media di una meditazione ogni due settimane.potrete attraverso questo blog, visionare il video con la meditazione e scaricarla tramite download gratuito per effettuala comodamente a casa.
Il post del blog sarà pubblicizzato anche sulla mia pagina Facebook , ma il video Non è elencato su Youtube quindi potete vederli solo attraverso il blog e i link che pertanto qui.

L'unica prerogativa che il percorso pone è quella della CONDIVISIONE, infatti al termine di ogni meditazione  Dovete commentare la vostra esperienza a condividerla con le altre persone che seguiranno il corso, in modo che non solo vi sia un confronto tra esperienze che è sempre utile, ma vi è anche una sorta di ritorno nei miei confronti in modo che io possa appurare che il lavoro che faccio per voi viene ricambiato dalla volontà di seguirmi.

Le meditazioni saranno tutte numerate, inutile dire che va seguito l'ordine e non saltate perche vi piace piu il titolo di una o l'altra, non avrebbero la stessa efficacia. Se rimanete indietro non importa, andate per ordine.

La prima meditazione che è quella del Calderone Alchemico, essa poi in forma un po abbreviata sarà quella che vi introdurrà a tutte le altre meditazioni. Ogni meditazione vi verrà spiegata con una scheda, al termine della quale troverete il file di meditazione da scaricare. Al termine di ogni esperienza individuale riportate le cose sul vostro diario e poi scrivete la vostra esperienza sotto lil post o video della meditazione cosi da poterci confrontare. 


 ⇒ Scarica e leggi Divinità, Totem, Archetipi

IL CALDERONE.

Il calderone è un simbolo del grembo cosmico, fonte di vita e di saggezza, è stato ampiamente rappresentato nella storia e nella mitologia. Nel corso dei millenni, e in culture differenti, questo recipiente ha sempre rappresentato un luogo di comunità:; il calderone è il ricettacolo che gorgoglia e ribolle, all’ interno del quale tutta la vita è riposta, rimestata, e rigenerata in cicli perpetui. Il calderone è una metafora dell’ alambicco alchemico nel quale avvengono le trasformazioni e la guarigione. Conteniamo questo recipiente di noi stessi nella zona addominale. E’ attraverso il simbolo del calderone che siamo in grado di trasformare la nostra prospettiva per inserirvi una consapevolezza del mondo spirituale . Il calderone ci mette in contatto con i nostri alleati e vedere il mondo attraverso i loro occhi.
Il Calderone proposto in questo percorso è D’oro , prima di tutto per le proprietà del metallo in sé. L’oro è la più pura delle sostanze non può essere ossidato, è associato al sole, come manifestazione fisica di ciò che è stato adorato in qualità di forza che dà vita. L’oro in questo contesto è anche
simbolo di servizio.
Diverse espressioni del calderone appaiono in una varietà di culture. In Cina esso e conosciuto come Ying. Nell’ I Ching o Il Libro dei Mutamenti, l’esagramma 50 e “Thing/il Crogiolo” che allude all’ idea del nutrimento, della preparazione dei cibi.

Nulla trasmuta le cose quanto il crogiolo… I mutamenti operati dal crogiolo sono da un lato le alterazioni che avvengono nei cibi mediante la cottura, dall’ altro in senso traslato, gli effetti rivoluzionari che derivano dalla collaborazione di un trinci e di un saggio.. Il crogiolo significa accettazione del nuovo.
Il Calderone celtico di Cerridein, la Madre di tutto il creato, conteneva simbolicamente un erba per ogni giorno dell’ anno. Chiunque avesse bevuto il suo contenuto avrebbe ottenuto al conoscenza. La mitologia egizia , indù e norvegese, contengono ognuna un calderone che simboleggia la potenza femminile della creazione cosmica. In Egitto, Oriside è collegato al calice divino che nn si esaurisce mai , e la sorella di Iside, Nefti, porta un recipiente sul capo. Odino dio norvegese camuffato da serpente bevve il Sangue Saggio nei calderoni del ventre della Grande Madre per ottenere il suo potere.
Anche Kali la dea Indù è associata al calderone. Indra rubò il suo potere bevendo l’elisir del suo calderone.
Nelle tribù indigene della pianure del Nord america, lo strumento più sacro è la pipa sacra, mentre il cannello è attribuito al potere maschile creativo, che genera e che trasmette la preghiera, la cavità simboleggia il contenitore femminile ricettivo che è la Terra.. All’interno di questo calderone avviene l’ alchimia della cerimonia della pipa.
Molte culture sciamaniche dell’ Asia e della Siberia definiscono il Calderone come il recipiente alla interno del quale il corpo smembrato dell’ inizio è bollito e successivamente ricomposto.
Bevete dal Calderone, perché cosi facendo capirete la sua natura, quale fonte inesauribile e eterna di saggezza.

venerdì 20 gennaio 2017

Gunnlaðarþáttr - La conquista del mjǫðr


La conquista del mjǫðr, il nettare degli scaldi, da parte di Odino.

Questo è un mito ci fu tramandato anche da Snorri, ma abbiamo ragione di credere, dalle allusioni che nelle prossime strofe che, o esistevano diverse variazioni di esso o, che per quanto riportato qui sotto e racconto di Snorri vadano integrati in una narrazione più vasta o, quantomeno in un genere di riflessione più ampio respiro.

Per orientarsi sarà utile accennare al resoconto di Snorri.

Il saggio Kvasir, il più sapiente degli Dei, si recò in visita dai nani Fjalarr e Galarr. Questi l'uccisero. Dal suo sangue, mescolato al miele, ricavarlo un nettare, il mjǫðr, che disposero in tre recipienti Son, Boðn e Oðrerir, così prezioso che chiunque ne avesse bevuto una sola goccia sarebbe diventato saggio o poeta. I nani interrogati dagli Dei sulla sorte di Kvasir, il risposero che costui sarebbe morto annegato nella sua stessa saggezza, poiché non trovava nessuno tanto saggio che potesse interrogarlo sapientemente.
Arrivarono in visita a due nani, il gigante Gillingr con la moglie. I nani uscirono in mare, in barca, con il gigante che non sapeva nuotare e arrivati al largo, lo fecero annegare. La moglie appresa la sorte del marito, incomincio a piangere forte. I due nani non sopportando la più uccisero anche lei. Allora si recò da loro Suttungr, il figlio della coppia dei giganti. Costui condusse due i nani in mare e li leggo uno scoglio, in attesa che l'alta marea li sommergesse. Allora i due nani offrirono a Suttungr il nettare degli scaldi, il mjǫðr al fine di avere salva la vita. Suttungr accettò.
Tornato nelle sue terre col prezioso e nettare, lo nascose in una grotta e mise sua figlia Gunnlǫð a guardia di esso. Allora Odino si recò nelle terre del gigante al fine di riconquistare il mjǫðr. Sotto le mentite spoglie di un vecchio Bǫlverkr Malfattore giunse presso i campi di Baugi, fratello di Sutttungr, dove nove servi stavano falciando l'erba. Offri a quest'ultimi una cote che avrebbe affilato le loro facili meravigliosamente. Tutti la volevano e allora Bǫlverkr la scagliò in aria ed i nove nel tentativo di accaparrarse nella ressa sì uccisero la vicenda con le loro falci. Così  Bǫlverkr si reca dal loro padrone, afflitto, perché intanto ha saputo della morte dei suoi servi e non sa come poter mandare avanti il suo lavoro nei campi.  Bǫlverkr  si offre di svolgere l'intero lavoro e dei nuovi
schiavi da solo e chiede come ricompensa alla fine che ti si conceda un sorso di idromele di Suttungr. Baugi risponde di non aver nessun diritto sulla bevanda, ma ad ogni modo, a lavoro terminato si sarebbe potuto provare. Terminata l'estate,  Bǫlverkr compì il suo lavoro. Con Baugi si recò da Suttungr per ricavare il sorso dell'idromele. Questi rifiutò decisamente. Allora  Bǫlverkr prende una terebra e lascia che Baugi pratichi per lui è un foro nel fianco della montagna che cela il luogo in cui si trovano Gunnlǫð è il mjǫðr.
Trasformarsi in serpente, Bǫlverkr striscia nella grotta attraverso il foro. Baugi tenta di colpirlo da dietro ma fallisce il bersaglio. Raggiunta la custode del nettare, per tre notti Bǫlverkr giacque accanto a lei. Per ricompensa accetto tre sorsi di mjǫðr. Col primo vuoto o Oðrerir, col secondo Boðn e col terzo Son. Sichè presto l'idromele, in forma di aquila spicca il volo fugge verso Asgard, la dimora degli Dei. Suttungr, anch'egli trasformatosi in aquila, si affretta di inseguirlo. Quando in vista di Asgard di Dei videro Odino che stava per essere raggiunto da Suttungr, prepararono a terra dei recipienti nei quali Odino versò il suo prezioso carico. Ma nella fretta, né verso un po' fuori dalle mura di Asgard. E' da quella che vengono i poeti folli. Odino diede l'idromele agli Asi e li scaldi (i poeti Nordici)


Gunnlaðarþáttr
104 Inn aldna jǫtun ek sótta, 
nú em ek aftr of kominn: 
fátt gat ek þegjandi þar; 
mǫrgum orðum 
mælta ek í minn frama 
í Suttungs sǫlum.

L'antico jǫtunn ho visitato,
proprio ora sono di ritorno.
Poco ottenni là col silenzio:
con molte parole
ho parlato a mio vantaggio
nelle sale di Suttungr.  
 

105 Gunnlǫð mér of gaf 
gullnum stóli á 
drykk ins dýra mjaðar; 
ill iðgjǫld 
lét ek hana eftir hafa 
síns ins heila hugar, 
síns ins svára sefa.

Gunnlǫð mi diede
sul trono d'oro
da bere il prezioso idromele.
Un cattivo compenso
le diedi in cambio
per il suo cuore generoso,
per il suo spirito innamorato.  
 

106 Rata munn 
létumk rúms of fá 
ok um grjót gnaga, 
yfir ok undir 
stóðumk jǫtna vegir, 
svá hætta ek hǫfði til.

Il morso del trapano
lasciai si facesse spazio
e perforò le rocce;
sopra e sotto
avevo le vie degli jǫtnar:
così rischiai la testa.
 

107 Vel keypts litar
hefi ek vel notit, 
fás er fróðum vant, 
því at Óðrerir 
er nú upp kominn 
á alda vés jarðar.

Con l'inganno quel bel sembiante 
mi son ben goduto:
a poco rinuncia chi è saggio.
Perché Óðrørir
è ora salito
al santuario delle stirpi della terra.


  108 Ifi er mér á 
at ek væra enn kominn 
jǫtna gǫrðum ór, 
ef ek Gunnlaðar né nytak, 
innar góðu konu, 
þeirar er lǫgðumk arm yfir.

In me è il dubbio
che sarei ritornato
dalle fortezze degli jǫtnar,
se Gunnlǫð non mi avesse aiutato:
la brava donna
che cinsi con il braccio.  


  109 Ins hindra dags 
gengu hrímþursar 
Háva ráðs at fregna 
Háva hǫllu í. 
At Bǫlverki þeir spurðu, 
ef hann væri með bǫndum kominn 
eða hefði hánum Suttungr of sóit.

Il giorno dopo
vennero i hrímþursar 
a chiedere consiglio ad Hár
nella sala di Hár.
Di Bǫlverkr chiedevano,
se fosse tornato tra gli dèi
o se Suttungr l'avesse ammazzato.  
 

110 Baugeið Óðinn 
hygg ek, at unnið hafi; 
hvat skal hans tryggðum trúa? 
Suttung svikinn 
hann lét sumbli frá 
ok grætta Gunnlǫðu.

Sul sacro anello, Óðinn,
credo, abbia giurato;
ma chi potrebbe credergli?
Suttungr frodò,
lui, del suo idromele
e pianse Gunnlǫð.

Fonti:
Havamal. La voce di Odino. Diana Edizioni.
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martedì 3 gennaio 2017

Medicina e Magia nell' Havamal || Discorso di Loddfáfnir.

CXXXVII. Discorso di Loddfáfnir.

Ráðumk þér, Loddfáfnir,
en þú ráð nemir,
njóta mundu, ef þú nemr,
þér munu góð, ef þú getr:
hvars þú ǫl drekkir,
kjós þér jarðar megin,
því at jǫrð tekr við ǫlðri,
en eldr við sóttum,
eik við abbindi,
ax við fjǫlkynngi,
hǫll við hýrógi,
heiftum skal mána kveðja,
beiti við bitsóttum,
en við bǫlvi rúnar,
fold skal við flóði taka.
Ti consiglio, Loddfáfnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se l'accetti,
bene ti verrà se l'accogli.
Dovunque tu beva birra,
invoca per te la forza della terra!
perché la terra agisce contro la birra,
il fuoco contro la malattia,
la quercia contro la dissenteria,
la spiga contro la stregoneria,
il sambuco contro le liti in famiglia,
per l'ira devi invocare la luna,
l'erica contro la rabbia,
e contro il male le rune,
il terreno agisce contro le inondazioni.



kjós þér jarðar megin: Secondo Reichborn Kjennerud, questo verso si riferirebbe la birra avvelenata. Lle strofe dell Havamal, LXXXI ECXXXI. alluderebbero proprio a questo. Nei tempi antichi, oltre ai normali ingredienti con cui la birra veniva fabbricata poteva capitare che del Lolium temulentum venisse introdotto accidentalmente nel miscuglio, avvelenando la bevanda. Ecco spiegata la consuetudine di benedire la birra prima di berla, come testimoniato nella Biskupa saga. Contro la birra avvelenata sarebbe esistito un medicamento, la cui efficacia sarebbe dipesa dalla forza della Terra. E' una prassi questa che va inquadrata nel contesto magico-religioso tipico delle società arcaiche. La forza della Terra sta nella sua capacità generativa, nella sua fertilità. La Terra che tutto genera e alla quale tutto ritorna, la Grande Madre, custode dell'equilibrio universale. Si ricordi l'uso dei germani di porre neonati sulla terra nuda affinché si impegnassero della forza tellurica. Del resto la Terra non è solo la madre dolce e generosa dispensa attrice di frutti. Essa ha anche il volto terribile della Morte che tutto prende, la Terra alla quale tutto ritorna.
La sua potenza nello Stato allo stato puro non è in e buona né malvagia, dipende dalle circostanze. Anche la birra e intrisa di tale potenza, kjós þér jarðar megin.
La Terra che tutto prende e che ogni male neutralizza. Dello stesso ordine di idee deve essere il senso dei tre sputi (in terra) di un antico formulario danese.
Allo stesso modo riferendosi al verso seguente því at jǫrð tekr við ǫlðri, e all'ultimo fold skal við flóði taka, il vomito di chi è intossicato, libera dalla materia peccans un essere debole e finito e la riversa sulla Terra forte ed infinita.
Tornando alla strofa è probabile che con essa si faccia riferimento a un antico preparato naturale, la terra di Lemno, conosciuto anche come terra sigillata il cui effetto sarebbe stato quello di provocare il vomito ristabilendo l'equilibrio organico. In generale, essa sarebbe stata efficace come antidoto contro i veleni e inoltre contro la diarrea e dissenteria.
Non possiamo escludere anche un'interpretazione "allegorica". Si parla di birra, dunque, di "estasi", "ebbrezza", di un senso di distacco di il rapimento di sè. Ed al vagare rapiti, trasportati fuori da sè violentemente con poca consapevolezza, dominati piuttosto che dominanti, che cosa è meglio contrapporre se non il senso della terra? Un senso di staticità per ritornare in sé e sentirsi fermi.

Altro passo in letteratura in cui compare la jarðar megin, si trova nella Volsugna saga, dove essa è mischiata, nel corno portorio, con acqua di mare, sangue ed ogni genere di segni (magici). Questo è il miscuglio che Grimhild fa bere a Guðrùn, sua figlia al fine di riconciliarsela, dopo la morte del marito per mano dei suoi fratelli.
en eldr við sóttum: le virtù terapeutiche del fuoco sono note fin dai tempi antichi: 'Quel che i medicamenti non sanano, il ferro sana, quel che il ferro non sana, al fuoco sana. Quel che il fuoco non sana, bisogna stimare insanabile.' Gli islandesi, allo stesso modo: 'Pochi escono con tutto il male dal fuoco.' L'uso indiretto del fuoco in medicina avveniva attraverso i ferri roventi usati per cauterizzare o aprire foruncoli. Direttamente invece, esso veniva usato contro le ustioni alcuni farmici venivano preparati col fuoco. Inoltre, noto l'uso della fumigazione con diversi materiali organici, soprattutto bacche di ginepro, contro le malattie dell'utero alcune malattie contagiose. Tali fumigazioni sarebbero state operate anche per scacciare i demoni responsabili delle malattie. RK osserva, tra l'altro, la prassi del Vesland in  Norvegia di accendere un fuoco nel luogo dove si credeva, si fosse originata la malattia per cause sovrannaturali. Per finire, interessante notare che prima di toccare un neonato, bisognasse fyre hender, cioè purificarsi le mani col fuoco.
Per Cederschiold, invece, questa strofa sarebbe riferimento di fuoco sacro Gnideeld che veniva acceso nei paesi germanici in caso di pericolo grandi epidemie.Questo veniva ha portato in processione, di casa in casa, ma non fin sotto il tetto; da esso si attingeva per accendere un nuovo fuoco in ogni abitazione. E' una sorta di rituale di purificazione.

eik við abbindiabbindi anticamente appare solo qui è in AM 194 8vo: 'Prendi bile di toro spalma la sull'ano, allora migliorerà con l'abbindi'. Sembra, dunque che tale termine indichi qualcosa come tenesmo o dissenteria. Eik è la Quercia. I suoi prodotti, radici, corteccia, foglie e ghiande, in particolare una sorta di caffè di ghianda, sono ben noti per le loro proprietà astringenti.

ax við fjǫlkynngi, Cederschiold proponeva di leggere ǫx, ascia in un luogo di ax e riferire questo verso l'uso di inchiodare un'ascia sopra la porta per tenere lontano il incantesimi. Ma RK fa notare che in Gudrunarkivida II, strofa 22, appare ax òskirit in un contesto magico, per cui questo emendamento è da ritenersi improbabile. fjǫlkynngi, deve evidentemente esprimere la causa interna, sovrannaturale di un male. RK cita tanti nomi di malattie e malanni in cui compaiono gli appellativi di esseri sovrannaturali malefici come ad esempio (noi diciamo colpo della strega). Cita, inoltre alcune testimonianze norvegesi e svedesi in cui la spiga veniva adoperata contro il mal di denti e l'orzaiolo (tipo di infiammazione della palpebra). In un libro svedese si legge: 'Contro i vermi della carne umana o nelle membra. Prendi la segale che è a lungo è stata sul letto.'

Del il resto, la spinga e simbolo di rigoglio e felicità. L'oro delle messi riflette loro del sole, come l'azzurro del mare è specchio del colore del cielo e del cielo celeste. Il rigoglio del nostro campo spirituale e la raccolta intensità interiore spezzano i malefici.

hǫll við hýrógi: questo verso ha suscitato qualche perplessità negli studiosi. Se effettivamente la parola havll sul manoscritto è da leggersi hǫll, casa allora non possiamo esprimerci come segue: le contese familiari si dissolvono intorno al fuoco della casa, della famiglia, della stirpe. Si revoca il senso di unione della gens, come una meteora che attraversa il firmamento e sulle cui linee si compie il destino del demone della stirpe: trovare la vita verso il cielo.
Ma alcuni studiosi intendono diversamente lo spirito di questo verso e credono che in quella havll debba esserci il nome di una pianta capace di allontanare gli spiriti malefici che apportano astio nel clima familiare. Dunque, BMO' e proponeva di leggere havll come sambuco. L'appellativo norvegese moderno per tale pianta è hyll. Snorri recitava hallarr come nome di pianta, che con ogni probabilità doveva indicare proprio il sambuco. E' possibile che sia esistita una forma di hollr, oppure hǫll, collaterale ad hallarr e di pari significato; lo scriba islandese avrebbe troncato la r finale in quanto non avrebbe conosciuto il nome di questa pianta - che sarebbe arrivata in Islanda solo nel 1885 - scrivendo hǫll, parola invece di sua conoscenza. Per la verità Asgeir non esclude che la forma collaterale di hallarr sia potuta essere proprio hǫll. Queste considerazioni sono tutt'altro che da rigettare in quanto la proprietà medicinali del sambuco erano note i popoli germanici. Tale albero soprattutto per i popoli germanici meridionali, è stato oggetto di grande venerazione, divinizzato in Germania nella celeberrima figura di Frau Holle. E poteva scrivere ancora RK: il sambuco è ancora l'albero della famiglia dei tedeschi. Inoltre, in Danimarca era di uso chiedere aiuto nel parto al buono spirito del sambuco, abbracciando l'albero

heiftum skal mána kveðja, RK, intende leggere insieme questo verso con i due precedenti e interpreta fjǫlkynngi, hýrógi, e heiftume come espressioni di male sottil, apportato 'magicamente', volgarmente diremmo malocchio.
La connessione con la Luna con la magia era nota anche nei paesi nordici, dove le maghe venivano concepite come spose o amanti della Luna (Màni nordico nome maschile) e la mezza Luna era di grande importanza nella medicina popolare germanica. Del resto si esprime anche AM: 'Nelle atroci ire la Luna deve essere invocata.' Freya, Dea dell'amore e della notte, fa riferimento alla Luna. non ci si stupisce se il suo nume abbia potuto placare le ire.' Chi non ha provato questa grande sensazione di calma di fronte alla sterminata tranquillità del limpido cielo notturno dominato dal sole della notte: la Luna, astro che dona serenità risveglia la gioia nel cuore?

beiti við bitsóttum: è passo più controverso della strofa. Alcuni hanno inteso che beiti nel suo significato comune di pascolo e intendono bitsòttum come malattia causata da puntura di insetto traducendo così: il pascolo guarisce dalle malattie causate da punture; ragion per cui il verso sarebbe rivolto alla cura del bestiame e alluderebbe alla necessità di liberare le bestie e mandarle nel pascolo per guarire dalle punture di insetto.
Cederschiold, invece, propone di leggere e beiti come allume e di intende bitsòtt come malattia da riferirsi all'uomo, non al bestiame. Si riporterebbe in tal modo all'uso dell'allume contro ferite, ascessi e foruncoli sulla pelle dell'uomo, conosciuto anche in tempi moderni. Tuttavia, riteniamo più probabile la lettura di RK. Egli intendenbitsòtt come ferita, ascesso. Inoltre, un altro significato di beiti è esca, verme (come usato come esca). Egli riporta che ancora in tempi moderni il termine Telemark in Norvegia, beitel veniva adoperato per indicare verme in senso generico e analogamente accadeva nel Vest agder per beite. Le proprietà curative dei vermi medicina sono note fin dall'antichità. Essi venivano impiegati come anestetizzanti, analgesici, per chiudere le ferite, come pomate ed era noto pure un oleum lombricorum. In Norvegia, i vermi venivano utilizzati non solo per scopi curativi, ma anche diagnostici. Essi venivano a posti sulle ferite; la morte del verbo indicava che il male era sanabile, mentre se il verme non moriva il male veniva diagnosticato come incurabile.

fold skal við flóði taka. La terra argina la fiumana. La Terra, col suo carattere di solidità fa da argine alla furia devastante delle acque, le raccoglie le confina delineandone le forme, così come un animo forte ordina le proprie passioni incatenandole nella nella direzione che più gli aggrada.


Fonti:
Havamal. La voce di Odino. Diana Edizioni.
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