martedì 31 gennaio 2012

Odino


Dio dagli innumerevoli appellativi, ognuno dei quali richiama una sua impresa o caratteristica, Odino è, in primo luogo, il padre degli dèi e degli uomini. L'etimologia del suo nome rimanda ad una ben definita connotazione caratteriale: Odino, sia nella forma norrena Voden che nell'antico alto tedesco Wuotan ed in quello basso Wodan, come pure nell'antico inglese Woden, significa «furore». Significato conservatosi, del resto, nel tedesco moderno Wut (rabbia, furia). La sfera d'azione simbolica dei dio non si esaurisce in quest'unica direzione, ma abbraccia molti ambiti dell'agire umano, assumendo, di volta in volta, i caratteri del dio padre, psicopompo, ispiratore dei poeti oppure depositario di una saggezza misterica.

Tremende urla selvagge rintronavano da lontano, giungendo alle orecchie dei soldati terrorizzati ed intimoriti: esse annunciavano, con la loro bestialità, l'arrivo di indomite schiere di feroci guerrieri assetati di sangue come dei lupi discesi dalle montagne innevate. I soldati, ormai intontiti ed accecati dalla paura, sapevano che si sarebbero trovati di fronte ad esseri metà uomini e metà bestie feroci che, sprezzanti dei pericolo ed incuranti delle ferite, si precipitavano in battaglia senza armatura, mordendo i loro scudi come degli assatanati, uccidendo chiunque si parasse loro innanzi. Questi oscuri dispensatori di morte e di distruzione erano forti come orsi o tori selvaggi e né fuoco né ferro avevano effetto su di loro. Indossavano solo pelli d'orso o di lupo, che contribuivano ad accentuare il loro aspetto di sinistri ambasciatori del male. Gli animaleschi guerrieri, personificazioni della furia annientatrice, erano i mitici berserkir "quelli vestiti di pelli d'orso", e gli ulfhednir, "quelli vestiti con pelli di lupo". Appartenevano ad alcune società cultuali dedicate ad Odino, nella sua valenza di dio della guerra. I membri di queste società, vere e proprie sette, si sottoponevano a crudeli riti di iniziazione, ingurgitando, a quanto sembra, anche sostanze ìnebrianti e facendo uso di droghe capaci di renderli insensibili al dolore fisico. Ed è in tali sostanze stupefacenti che va forse ricercata la fonte dell'eccezionale carica distruttiva che caratterizzava il loro delirio bellico il furor bersercicus, come è stato definito. Ma le armi che Sigfodhr, "padre della vittoria", uno degli appellativi di Odino, usava per favorire i suoi protetti non erano certo onorevoli: con dei sortilegi imbrigliava le armi del nemico immobilizzandole nelle loro mani, rendendo vano ogni tentativo di valorosa difesa. Oppure accadeva che, all'improvviso, i guerrieri fossero accecati e, non scorgendo nemmeno il nemico, perissero miseramente trafitti dalle lance dei "raccomandati" di Odino. A questo aspetto del dio allude molto chiaramente un altro suo appellativo: Herblindi, l'«accecatore dei guerrieri». Del resto, in simili casi, c'è sempre l'altro aspetto, quello di chi gode, e si ringraziava Hertier, il «rallegratore dell'esercito», quando si usciva vittoriosi da una battaglia. Ma Odino era estremamente capriccioso, pronto a ritirare il suo appoggio da un momento all'altro senza un motivo apparente, funestando i suoi protetti con dispetti mortali. Ma lo spirito di Odino aleggiava soprattutto dopo la battaglia, quando le sue emissarie femminili, le Valchirie, montando cavalcature alate, scendevano sui rutilanti terreni di scontro e prelevavano i corpi dei valorosi che ineritavano l'ingresso alla Valhalla, il paradiso dei prodi. Ecco perché Odino è chiamato Valfódhr, "padre degli uccisi", poiché colui che muore coraggiosamente in battaglia, il val, diventa suo figlio adottivo. Tale suo carattere di divinità psicopompa è alla base della sua identificazione con Mercurio nell'interpretatio romana di Tacito. Identificazione che vediamo agire anche nella traduzione nordica del dies Mercurii (il nostro Mercoledì) reso da alcuni popoli nordici come "giorno di Woden" (si veda anche l'inglese moderno Wednesday). Nelle vene del dio padre di tutti gli dèi scorreva anche il sangue non certo divino dei giganti. Odino infatti nacque, all'inizio dei tempi, dalla gigantessa Bestla, sposa di Bor, figlio dei primordiale essere androgino Buri, plasmato dalla lingua della vacca Adhumula nel ghiaccio salato che avvolgeva il cosmo. In quei tempi oscuri Odino aveva anche due fratelli, Vili e Vé, suoi complici nell'uccisione di Ymir, il macroantropo che, con il suo colossale cadavere, fornì la materia prima per la creazione dell'universo. Odino in seguito, bramoso di potere, si macchiò dell'orrendo crimine di fratricidio, eliminando cruentemente gli ormai scomodi fratelli e divenne il signore assoluto di Asgardh. Sua sposa è Frigg, dea della fecondità e della fertilità, con la quale generò tutti gli altri dèi tranne Thor, primogenito nato da un suo lungo flirt con Jørdh, la "madre terra". Dimora di Odino in Asgardh è Valaskyalf, "scoglio degli uccisi", dove, assiso sul trono Hlindskyalf, scorge tutto ciò che accade nel mondo. Complessa figura mitica, stratificazione di vari ed opposti valori simbolici, Odino è anche il dio della saggezza. Si racconta che il dio per bere alla Fonte di Mimir, la portentosa sorgente di ogni sapere posta nei pressi di una delle radici di Yggrdrasil, abbia dato in pegno un suo occhio all'oscuro guardiano della fonte. L'occhio divino giace da allora nelle acque gelide della sorgente, doloroso prezzo pagato per acquisire una vista più preziosa: lo sguardo del saggio che sa scorgere dietro le apparenze l'essenza delle cose. L'amore per la sapienza e l'ansia di comprendere i più reconditi misteri spinsero Odino a sottoporsi ad un altro cruento rituale. Il padre degli dèi si impicca, "sacrificandomi a me stesso", come dice, ad un ramo dell'albero del mondo, il frassino Yggrdrasil. Per nove giorni e nove notti il dio penzola privo di conoscenza appeso al sacro arbusto. ma non è soddisfatto. Con una lancia si infligge una ulteriore tortura, colpendosi e ferendosi duramente. È la cosiddetta "ferita di Odino", il segno inciso nella viva carne a testimoniare l'appartenenza al dio, ferita che molti guerrieri si procuravano nel tentativo di ingraziarselo. La mente del dio, mentre il suo corpo emaciato pativa immani sofferenze, era libera di vagare alla ricerca di nuovi orizzonti, eliminando le anguste frontiere del già noto. In questo viaggio, simile per molti aspetti a quelli sciamanici ed a quelli più profani indotti dalle droghe pesanti, Odino vide le rune, le iscrizioni dotate di particolari poteri magico-divinatori, e se ne appropriò, raccogliendole da terra. A tale episodio si ricollegano appellativi come "dio degli impiccati"ed una serie di testimonianze che sembrerebbero provare l'esistenza di sacrifici umani tributatigli durante misteriose cerimonie. Molto spesso una noia tremenda assaliva Odino, rendendogli irrespirabile la divina aria di Asgardh, facendogli desiderare il contatto con i comuni mortali. Allora si divertiva a girovagare sotto false spoglie per il mondo, stupendo o terrorizzando chi lo incontrava. E sebbene fosse il più importante degli dèi, usava travestirsi da vecchio, indossando un abito che aveva conosciuto tempi migliori, tutto sdrucito e senza una manica. Vafudhr, il "vagabondo", uno degli appellativi assunti da Odino in tali peregrinazioni terrene, si avvolgeva, per proteggersi dal freddo, in un ampio mantello turchino e si appoggiava ad un nodoso bastone con la punta di ferro: nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quel vecchio orbo, con una lunga barba grigia incolta, con il viso seminascosto da un cappello floscio a larghe tese fosse il dio invocato dai guerrieri, il signore di tutti gli dèi. In altre occasioni, quando si richiedeva la sua presenza "ufficiale", ad esempio, nelle sacre riunioni ai piedi del frassino Yggrdrasil, Odino sapeva sfoggiare tutti gli attributi conferitigli dal suo rango e valore. Allora cavalcava il magnifico destriero Sleipnir, "che sdrucciola", uno stallone grigio con otto zampe, dotato della straordinaria facoltà di galoppare sia sulla terra che in cielo, sfrecciando più veloce del vento. L'eccezionale animale era il frutto della singolare unione dell'astutissimo dio Loki, abilissimo nelle metamorfosi animali, con il portentoso stallone Svadhilfari. Sulle spalle di Odino sono appollaiati due superbi corvi: Hugin, "pensiero"e Munin, "memoria". Ogni giorno, alle prime luci dell'alba, i neri volatili si alzano in volo raggiungendo le più remote regioni della terra e al loro ritorno, all'imbrunire, riferiscono al loro padrone tutto ciò che hanno visto e sentito. Grazie ai due pennuti ricognitori il dio è costantemente informato degli avvenimenti mondani. Ai fianchi dei dio supremo degli Asi, preannunciati dai loro tremendi ululati, avanzano minacciosi, con le enormi fauci spalancate, Geri, "ghiottone", e Freki, "vorace", due famelici lupi che simbolizzano la furia battagliera degli ulfhednir. Odino brandisce una splendida spada, la famosa Gungnir, forgiata dai nani Brokk e Sindri. Implacabile strumento di morte, l'arma divina, una volta scagliata nel mezzo di una battaglia, continuava da sola a colpire all'infinito, dispensando orrende menomazioni agli sfortunati nemici dei dio. Gli abilissimi nani artigiani e fabbri, creatori della magica spada, donarono al dio anche l'aureo anello Draupnir, "che gocciola", fornito della stupefacente proprietà di autoriprodursi ogni nove notti in otto esemplari di identico peso e bellezza. L'inestimabile gioiello, fonte di infinite ricchezze, sarà posto, come aureo viatico per il triste viaggio nell'aldilà, sulla pira funebre del bellissimo Balder, lo sfortunato figliolo di Odino ucciso dalla malvagità e dall'invidia di Loki. Sembra che Odino custodisse gelosamente una macabra reliquia, testimonianza del suo amore paterno: la testa di Mimir, il dio che insieme ad Hoenir fu inviato tra i Vani come pegno di pace dopo la lunga guerra tra le due famiglie divine. I Vani erano soliti chiedere consigli al saggio Hoenir, ma questi accettava di rispondere ai loro quesiti solo se poteva consultarsi con Mimir, irritando non poco i signori di Vanaheim. Un giorno, stufi di attendere sempre l'arrivo del dio, lo decapitarono, eliminando cosi i contrattempi che imponeva ai loro consulti con Hoenir. Odino, padre degli dèi e quindi anche di Mimir, si precipitò nel regno dei Vani e, colmo di disprezzo e di dolore, si fece consegnare il capo crudelmente reciso. Ritornato ad Asgardh, il dio cosparse di erbe magiche la testa e, recitando delle litanie a lui solo note, riusci a non farla imputridire. Da allora, nei momenti di necessità, Odino conversa con la testa mummificata, intonando cantilene magiche e chiedendole consigli sulla condotta da tenere. Ed è proprio con la testa di Mimir che Odino si consulterà quando, avvicinandosi ormai la fine dei tempi, guiderà gli dèi ed i suoi guerrieri contro le schiere demoniache. Ma a nulla gli serviranno i suggerimenti del decollato: nonostante le sue arti magiche e la sua sapienza misterica il padre degli dèi perirà, inghiottito nelle possenti fauci del lupo Fenrir.


http://digilander.libero.it/nordfriul/miti/odino.html

Sacerdotesse del Cervo


Sacerdotesse del Cervo

JG Mackay ha pubblicato un articolo sui cervi e i culti della Dea nelle Highlands scozzesi sul Folklore del 1934. Prestò attenzione ai due significati della parola gaelica Fiadh che indicava sia i cervi che Dio. Cita numerosi esempi di racconti delle Highland che si riferiscono a Cailleach associata a i cervi. Mackay presenta la Cailleach come Hag o Strega ma lei è in realtà è la Dea così appare in uno dei suoi tre aspetti principali, viene spesso presentata in questi racconti come una gigantessa. "La statura gigantesca di queste donne, vecchie, il loro amore per i loro cervi, il fatto che i loro rapporti sono quasi esclusivamente con i cacciatori e il fatto che ognuna è indicata come un seme del Sidhe, o donna soprannaturale, sembra sufficiente per giustificare il motivo per cui vengono chiamate Dee Cervo ".
Era comune per i cacciatori pregare prima della caccia al cervo la Cailleach o Cailleach Bheur, Mackay pensa che la figura di Cailleach sia stata importata dall’ Irlanda, ma è più probabile che questa figura della dea derivi dalla Scozia o per lo meno che fosse parte di una mitologia condivisa in comune. Dopo tutto sappiamo che le persone andarono avanti e indietro dall’ Irlanda alla Scozia sin dall'età della pietra – le tradizioni simili dei popoli che erano strettamente connesse, la probabilità di commercio, matrimoni e di scambi di ogni tipo, di idee, sia tecnologiche che spirituali, è quindi piuttosto evidente.
Beira conosciuta anche come la Bheur Cailleach è associata alla mitologia delle stagioni e si diceva vivesse sulla Ben Nevis, la montagna più alta, ipotizzando che questa non fosse solo in Scozia ma all'intero delle Isole Britanniche. Ha l'aspetto della Dea Madre come Strega d’ Inverno e come Mackenzie, nel folklore scozzese e nella cultura popolare era credenza che fosse la Sposa, la Dea della Primavera imprigionata in modo tale da permettere all'inverno di rimanere sulla terra.
Una nota interessante è l'originale del Corryvreckan: si narra che sulla costa ovest della Scozia la Cailleach esca d'inverno per lavare il suo grande plaid nel Gorgo di Corryvreckan (in scozzese: Coire bhreacain, "Calderone di plaid"). Il lavaggio durerebbe tre giorni, durante i quali il rumore della tempesta imminente viene sentito fino a 32 km nell'entroterra. Quando finisce, il plaid è bianco e la terra è coperta di neve.
Dobbiamo ricordare che fino a pochi secoli fa, la maggior parte delle persone non viveva molto lontano dai luoghi di nascita, magari a pochi chilometri di distanza, e tornavano lì in occasioni molto speciali. A causa di ciò, le storie che si raccontavano avrebbero dovuto determinare la loro provenienza locale, ma nonostante questo ben presto le storie e le versioni della stessa storia si mischiarono tra loro. Questo tra l'altro spiega perché non ci sarà mai un definitivo luogo di nascita per Re Arthur, Fin MacCoul o qualsiasi altra figura - presero la “cittadinanza” dei luoghi e delle tradizioni delle persone che ne raccontavano. I racconti a cui si riferisce Mackay quindi vengono da tutte le Highland scozzesi ed è interessante notare che il cervo salta fuori nella storia di Kentigern di St. in Galles dove ha aggiogato un cervo e un lupo insieme per tirare un aratro.
Un'altra testimonianza è il simbolo di una testa di cervo sulla pietra di Glamis . Il cervo gioca come tema costante nelle leggende gaeliche e nel mito, in particolare ci sono forti associazioni con fate: i cervi sono definiti come bestiame fatato, per esempio il poeta del Fianna MacCoul è il figlio di Finn Oisin, che significa cerbiatto, la cui madre fu trasformata in una cerva da un mago maligno. Questo riferimento a cambiare forma è un attributo di tutte le figure della Dea nella mitologia celtica e anche un attributo comune delle sacerdotesse della Dea e delle streghe.
Mackay sostienee che storie di figure femminili associate ai cervi in realtà siano sacerdotesse della Dea piuttosto che la Dea stessa: "Il cervo non è mai una sacerdotessa. compare nei racconti, non come sacerdotesse, ma come strega. Danno la benedizione ai cacciatori e lanciano incantesimi per procurare loro il successo nella caccia, perché poi condivideranno il bottino della caccia con loro.” Egli fa poi il punto dicendo: "Alcune sacerdotesse del cervo, hanno abbandonato la via pagana perché probabilmente erano stanche del paganesimo e la costrizione noiosa della loro devozione, forse perché amavano alcuni cacciatori, come si evince nei racconti, con un alternarsi da Cervo a Donne, ed infine scelsero di sposare i loro amanti cacciatore e vivere felici." Questo è un riferimento che deriva da diversi concetti di mutar-forma che Mackay ha individuato nelle storie sui cervi.
Le trasformazioni vanno valutate per il modo in cui le sacerdotesse del culto del cervo, che vivevano sotto le sembianze di cerve, improvvisamente rigettarono questo aspetto, o si riavvicinarono alla brughiera. Ci sono incidentalmente episodi simili se non identici nella tradizione gallese, anche se Mackay lavorò esclusivamente su un indagine con materiale gaelico.
E' in questo concetto di divisione e perdizione che si può vedere qualcosa di diverso nei simboli dei Pitti. Il cervo sulla pietra di Glamis è semplicemente una testa, immaginata come una maschera, e ce ne sono almeno altri due che possono esser suggeriti come tali da Ardross e Dunachton, vi è naturalmente la forma strana che si presenta sulla pietra Rhynie e diverse in cui può essere visto come una rappresentazione del costume della sacerdotessa a cui Mackay si riferisce.
Molte altre società in tutto il mondo utilizzano costumi animali, in termini europei questa abitudine può essere fatta risalire a pitture rupestri di Lascaux, anche se lì la figura è palesemente maschile. La presenza del motivo di cervi sulle prime pietre dei Pitti suggerisce, ed è direttamente voluto, la presenza di un culto del Cervo. Mackay lo evidenzia come un aspetto della Dea ed è interessante notare l'importanza di continue rappresentazioni del cervo, nelle caverne fino ad un secondo momento, in popoli cristianizzati. Sono forse uno status symbol che riflette una sorta di continuità “segreta” e persistente che dava una discreta importanza al cervo?
Come ulteriore riflessione sull'importanza del cervo, un rabdomante nel sud-ovest dell'Inghilterra, noto come Donovan, pochi anni fa disse che i circoli di pietre più antichi sono stati costruiti sui siti di insediamento dei cervi. È logico che, se il cervo sia stato visto come simbolo della Dea, i luoghi dove esso si riproduceva erano visti come luoghi pieni di magia e di particolare fertilità.
Non dimentichiamo poi, al di là di questa ricerca, che il culto del cervo e figure uomo-cervo sono comunque sempre state associate al Dio, che essendo esso consorte della Dea è allor più che ovvio che la Dea stessa assumesse l’aspetto di cerva cosi come le sue adepte. Il dio della caccia in questa forma comparve molto presto nelle caverne, cosi come il suo culto. I cervidi sono animali anche associati a moltissime divinità di panteon diversi, ricordiamo tra tutte Diana e Artemide, Cernunnos, Bucca e molti altri.



http://files.meetup.com/619263/wittins02.pdf e grazie a Ste per la revisone.

"Godspousery"

"Godspousery"



beltane



Aggirandomi per il Web sono venuta a conoscenza del termine "Godspousery": Si tratta della pratica di prendere i voti di Matrimonio Sacro con un Dio (o in alcuni casi con una Dea) nonostante sia un fenomeno ancora molto “piccolo” e inusuale, è molto presente nel paganesimo e gli aderenti sono sempre di più negli ultimi anni. Di solito si tratta di qualcosa che si verifica tra i pagani che intraprendono un percorso sciamanico unendolo alla loro tradizione di base o alla loro pratica magica, e che hanno una certa di abilità con pratiche di Hadgecrossing, trance, camminare tra i mondi e / o che parlano con gli spiriti direttamente o tramite intermediario, utilizzano per questo scopo: rune, la visione di presagi, lavorano con i sogni, utilizzano tavole ouija, la scrittura automatica, il pendolo ecc.. o addirittura hanno talenti naturali per pratiche di veggenza e di medianità. Queste abilità (oltre a molte altre) rientrano in quello che comunemente viene chiamato "lavoro dello/con lo spirito", nonostante queste facoltà non siano strettamente necessarie per un Matrimonio Sacro con il Divino è bene sottolinearle, ma tuttavia potrebbe essere possibile farlo in maniera strettamente devozionale, come un sacerdozio pari a una prete o una suora cristiana per intenderci, soprattutto se non si ha famigliarità con le pertiche sopra elencate.
"Godspousery" è un termine che si può vedere applicato al matrimonio tra il Dio e partner umani, tali rapporti popolarmente vengono chiamati "godspouses". Penso che sia importante notare, che per entrare nella condizione di questa “pratica” sia necessario essere assolutamente politeisti. Pertanto il termine coniato da Dion Fortune “tutte le Dee sono Una e tutti gli Dei sono Uno” tipico dell’ ideologia wiccan non permette di applicare una tale pratica se non adattandola. In parole povere: anche se si parte da questa concezione, bisognerebbe avere la propensione per una particolare divinità. Considerare semplicemente il Dio o la Dea potrebbe essere motivo di confusione e di smarrimento ad un certo punto del proprio cammino proprio per come questi rapporti- pratica son soliti evolversi.
Molte persone che scelgono di eseguire questa dedicazione, devozione ecc.. chiamiamola come volete sono spesso e sovente quelle che ritengono che gli dei siano reali ed unici come voi ed io in un'altra dimensione, in modo che quando dicono di essere sposati con un Dio specifico ( vi è grande propensione per gli Dei Nordici) non stanno parlando di metafisica o in termini figurativi , simbolici, ma stanno parlando di un vero matrimonio in cui interagiscono con questo Dio ( Dea) nello stesso modo che interagirebbero con un marito (moglie) umano. ( Ovviamente la mancanza di un corpo vero è proprio è tenuta in conto). Tuttavia, non posso parlare di godspouses gli altri che non partono da questa considerazione degli Dei anche se, può darsi che alcuni che hanno abbracciato questa strada la vedano in un modo più figurativo, con un sapore più morbido , più simbolico più da sacerdozio rispetto a questa teoria. Un altro dato di riscontro è quello di aver notato che molte più donne “sposerebbero un Dio” rispetto agli uomini una Dea.
Un po’ come tutti le “nuove scoperte” e le nuove sferzate di novità nel mondo pagano, anche questa cosa ha colpito e destato interesse in molti, diventando quasi una moda. Nonostante possa sembrare nuovo, il “matrimonio con un Dio” non è una pratica estremamente recente, per molti negli anni passati è stata forse una scelta fatta senza neppure sapere che esistesse un termine per definirla e che altri nello stesso modo avessero preso questa decisione.
Pare che i “privilegi” ottenuti da questi rapporti tuttavia non siano sempre positivi, come ho già detto se è da considerarsi alla stregua di un vero matrimonio è dunque facile intuire che non è una scelta che va fatta sull’onda dell’emozione o sull’onda della novità. E’ una decisione che cambia la vita e chi l’ha presa nonostante tutto non incoraggia il prossimo a fare altrettanto. Nel momento in cui si prendono i voti, non si sa a cosa si va incontro, ovviamente ne dipende dal Dio che avete scelto o che vi ha scelto, ma la strada di questa relazione non può essere altro che in salita. Molto lavoro, molto studio, doversi spingere oltre il limite e saper tornare indietro intatti, essere disposti talvolta a fare a pezzi la propria esistenza e ricostruirla, non in nome del Dio che avete sposato, ma semplicemente perché è giusto che cosi fosse, e lui ve lo avrà mostrato.
Solitamente si parte impreparati, ma anche se si presumesse di conoscere tutto o abbastanza su un dio, ciò non dovrebbe comunque incoraggiare tale scelta soprattutto se le motivazioni sono per sfizio, o per appartenere a una “comunità”( ovviamente qui non è cosa usuale, ma all’ estero ne esistono) ecc.. questo cambierà la vostra vita irrevocabilmente, e non avete idea di come potrebbe finire. Pensate a quanti amici sono rimasti lì con voi per sempre, anche se ve lo avevano giurato e spergiurato? Come spesso nella vita e soprattutto in amore le situazioni che avete idealizzato quante volte si sono verificate davvero? Quante volte soprattutto l’amore, procedere secondo una logica stabilita su cui noi abbiamo il controllo? Quante volte vi siete impegnati in qualcosa che poi vi ha fatti sentire svuotati, senza merito, scoraggiati e a pezzi? Questi sono domande semplici per pensare alla domanda essenziale: Un Matrimonio Sacro dove potrebbe portare? Quanto di bello, quanto di orribile può esserci? Sono disposta ad assumermi un tale impegno?

Vi è da sottolineare ancora qualcosa prima di entrare nel dettaglio di questo rapporto sacro ( cercherò di non dilungarmi ancora molto anche se è un argomento nuovo e in scoperta anche per me.): il matrimonio con un dio NON è sinonimo di lavoro con lo spirito nonostante la premessa fatta (anche se solitamente questo sopraggiunge comunque per vivere tale rapporto) , Avere un “Dio coniuge" non è sinonimo di lavoratore con lo spirito come strega, sacerdotessa, seidhrkona, volva, sciamana o qualsiasi altra varietà spirituale tipica di queste forme di lavoro, anche se è certamente possibile che queste figure intraprendano questo tipo di legame con il divino. Dire che si tratti soltanto di lavoro con lo spirito sarebbe inutile proprio perché non è solo questo. E’ importante mantenere la distinzione tra chi opera con lo Spirito e fa il lavoro, ( ha un lavoro da fare) dalla relazione che si ha con una divinità coniuge. Se si tratta di un matrimonio, il matrimonio deve essere al centro di ogni altra cosa, e deve essere mantenuto anche se e quando siamo costretti dalla vita (o gli dei) ad abbandonare altre cose.

1. Un godspouse è un ponte tra l'umano e il non umano, tra il mondo mortale e il non mortale. Per partecipare in questo tipo di rapporto si deve saper attraversare la soglia in qualche modo, avere una modalità d’accesso per interagire tra i due mondi. Sovente diventa cruciale per il rapporto con il Divino. Dal momento che capitare che lavorando con un Dio esso necessita di una porta per comunicare e agire nel mondo fisico direttamente e senza alcuno sforzo. Si potrebbe anche vedere questo come essere una specie di agente o ambasciatore per il dio in questione.

2. Dal punto di vista civile, un godspouse è una compagna, tanto quanto un coniuge mortale , almeno in teoria dovrebbe esserlo. Il termine medievale per questa funzione, applicata a mogli mortali, era "supplementarità." Non si tratta di fare del lavoro per il Dio, anche perché non essendo noi divini sarebbe inutile qualsiasi mezzo, ma da esso si impara, e in un certo senso si acquisisce la stessa modalità, modo di fare, rendendosi disponibili se Esso necessita di noi. Potrebbe essere necessario essere d’ aiuto per altri devoti, o persone che sono in cerca di Esso. Parlare ad altri per volere sua ecc..

3. Tuttavia, quanto detto sopra non significa che un godspouse è la portavoce di quel dio, o l'unica persona in comunicazione diretta a lui, o ha il diritto di fare dichiarazioni in nome del dio influenzando la vita degli altri fedeli, soprattutto, se “questi consigli o dichiarazioni” non sono nemmeno volute o cercate dagli altri, questo sarebbe solo un atteggiamento invadente e maleducato, che potrebbe mettere oltremodo in difficoltà altre persone non pronte o non disposte.
Anzi i Godspouses, come chiunque altro che cammina sul sentiero dell’ Arte dovrebbe essere una persona buona, con una grande dose di umiltà e disponibilità. Bisognerebbe lasciare i pregiudizi e le considerazioni personali da parte, per esempio detestare Tizio non vuol dire che questi non possa essere meritevole di avere il vostro stesso ruolo per lo stesso dio. Potrebbe essere che lo stesso Dio sia affezionato “o interessato” ad entrambi.

5. Un Godspouse, anche se idealmente ha molta dimestichezza con i miti sul suo dio, conosce leggende, simboli e modalità storiche e moderne del culto, o non è necessariamente l'esperto in quel dio, e può anche non essere molto più di uno studioso o simpatizzante sul “tema”. Amare una divinità è un bene, non vi è un livello di espressione che valga “l’ammissione” tra i protetti o gli eletti di quella divinità, non esistono esami da superare per essere accettati come coniugi o semplici devoti.

6. Come ogni agente o ambasciatore, un Godspouse dovrebbe idealmente essere un esempio di buon comportamento. Questo vuol dire ricercare della gentilezza, la compassione, la disponibilità, e in generale il comportamento degno di un regale consorte, poiché si è consorte umana di un dio o di una dea: che godspouse sarebbe senò?

7. Il ruolo di godspouse può variare, in termini di lavoro con lo spirito, anche se come ho già detto la maggior parte si definisce tale di un tipo piuttosto che un altro (strega, sacerdotessa, seidhrkona, volva, sciamana). Possiamo essere sacerdoti o sacerdotesse, sciamani, streghe, guaritori, maestri, indovini, o un qualsiasi altra cosa.

8. Tuttavia, eventuali ulteriori incarichi di lavoro con lo spirito sono subordinati al ruolo di godspouse si deve avere la capacità di tenere a mente in ogni momento che la priorità è la relazione coniugale. Essa potrebbe vacillare o avere bisogno di attenzione in più, e quindi viene spesso richiesto di lasciare da parte altri tipi di lavoro di secondaria importanza rispetto a questo rapporto. La ragione di questo è semplice: il rapporto è la nostra terra, le nostre fondamenta, la base di tutto ciò che facciamo.

9. Con ovvietà ci si può chiedere se quindi gli dei hanno molti coniugi mortali, e se questo è poligamia. Basta considerare che in ogni caso in concetto di “matrimonio”- “monogamia” -“fedeltà” sono del tutto nostri, mai nessuna divinità presentandosi potrebbe mai dirvi anche sono ipoteticamente: ” oh comunque sono anche sposato con quello, quella e quell’altro.” Perché non è un concetto che appartiene ad essi. Dall’altro lato abbiamo l’esempio di miti e leggende che parlano espressamente di Dei poligami, e che anche quando non sono cosi menzionati è presumibile che lo siano stati. Gli dei non “vivono” sotto regole umane, che hanno ovviamente influenzato tali testi a seconda della cultura e del tempo in cui sono state scritte, e se proprio vogliamo si possiamo definirli poligami.

10. Altra cosa ovvia è chiedersi se si può essere un godspouse e avere un coniuge mortale allo stesso tempo. Ciò per molti è assolutamente possibile, talvolta il proprio coniuge mortale non sa nemmeno che l’altro è sposato con un Dio/Dea, o lo scopre per caso e questo non compromette nulla, o non crea nessun problema essendo essenzialmente poi due cose abbastanza diverse ( soprattutto se si ha un approccio molto più devozionale ). Per altri non è cosi, e questo dipende dalla divinità a cui ci si è legati: Esso/a potrebbe non approvare il coniuge mortale che avete scelto e invitarvi a cambiarlo. Altri Dei non condividono proprio che non gli si dedichi totalmente. In caso di dubbio, chiedete al vostro Dio cosa lui o lei vorrebbe. Se siete particolarmente legati a un amore mortale, molti saranno disposti a tenerne conto, a condizione che il coniuge mortale sia un bene per voi.
Potrebbe inoltre capitare di domandasi dunque se anche noi stessi siamo quindi poligami, a volte un Dio che accetta un essere umano al vostro fianco potrebbe indurvi a dichiarare questa cosa al vostro compagno/a , quindi cercate di capire che cosa la situazione richiede. Purtroppo, l'apertura completa è quasi impossibile, accade solo in alcune di queste situazioni. Si può avere un rapporto poligamo senza considerarsi tali. O considerarsi monogami con un rapporto speciale in più.

Se sapete di più scrivete o commentate, se riuscirò a reperire altre informazioni ve le metterò qui sotto.


Strega del Nord e altre fonti

domenica 29 gennaio 2012

Imbolc

IMBOLC

1- 2 Febbraio

In Gaelico “nel Grembo”. La dea si riprende dalle fatiche della gravidanza e iniziano a vedersi i primi segni di questo nella natura che cominci a rinascere. Il Dio ancora molto giovane inizia a liberare i primi passi e la sua forza in ascesa riscalda sempre di più giorni.

Imbolc ("IM-bulk" o "Em-bowlk") Questa festività, che da noi prende il nome di Candelora, negli Stati Uniti probabilmente è più conosciuta come Groundhog Day (il Giorno della Marmotta). E’ uno degli otto sabba principali. La parola Imbolc significa letteralmente "nel grembo"oppure deriva dalla parola gaelica "oimelc" che significa "latte di pecora" perché questo è il periodo della lattazione delle pecore che danno mangiare ai loro agnelli che nasceranno della nuova stagione. Nessun altro nome potrebbe essere più appropriato, perchè questa festività celebra i primi movimenti della Terra mentre risponde al richiamo della primavera. E anche se si tratta decisamente di una festa del fuoco, qui l'enfasi non è tanto sul calore quanto sulla luce. Perchè la luce è necessaria per illuminare il percorso della primavera in modo che non si perda o, peggio ancora, che non si dimentichi di rinnovare la Terra con i nuovi germogli. Questo è anche il motivo per cui tutte le candele che verranno usate nelle attività magiche dei prossimi dodici mesi vengono benedette in occasione di questa festa. Uno dei temi di questa festività riguarda la preparazione del letto di Brigida o Brid. Si tratta di un cestino riempito di rafia e decorato con edera e nastri di raso bianco. Al suo interno viene poi messa una bambola di granoturco, vestita come una sposa, insieme a un simbolo maschile. Questo rappresenta il primo incontro intimo tra la Dea Fanciulla e il Giovane Signore, e assicura fertilità nei mesi a venire.
Nella tradizione celtica si celebra il 1 ° febbraio o durante la una piena in Acquario. Altri nomi noti comprendono Imbolg, Imbolic (Celtico), Imbolgc Brigantia (Tradizione Caledonii, o Druidi), Candlelaria (artigianato messicano), Disting (Tradizione teutonica - celebrata il 14 febbraio), Candelora (alcune tradizioni pagane ), la Festa della Candelora e la Giornata di Santa Brigida (Christiani), Oimelc, Giorno Brigida, Luperco (Stregoneria), la Festa delle Luci, la festa della Vergine, il Festival di Bucaneve, o il Festival delle Luci. Esso segna il punto centrale della metà oscura dell'anno ed è la festa della Vergine, perché da questo giorno fino a Ostara, è la stagione in cui Terra si prepara per la crescita e il rinnovamento. Gli animali da branco hanno o daranno alla luce i propri cuccioli, i loro grembi sono gonfi e il latte della vita sta scorrendo nei loro capezzoli e nelle mammelle. Imbolc è il momento per onorare la Vergine Dea, insieme ai primi segni di ritorno alla vita in una Terra ancora gelata dall’ inverno. In molti luoghi, il fiore croco è uno dei primi a mostrarsi spuntando in mezzo alla neve, e così è anche un simbolo di questo Sabba.

Il tema più comune, tuttavia, è quello della purificazione. Questo pecche anticamente i contadini facevano dormire all’ interno delle loro case anche gli animali domestici per poterli proteggere dal freddo, una vota che iniziava a giungere la bella stagione gli animali venivano rimessi fuori e quindi era possibile cambiare la paglia dei giacigli e utilizzare biancheria fresca per coprirli dopo tanto tempo. Un altro “simbolo di purificazione” stava nel bruciare , come ancora oggi si fa le decorazioni di Yule, lasciando cosi andare via il “vecchio per il nuovo” Questo non è solo un momento, per la purificazione fisica, ma può essere utilizzato per scopi personali, come la purificazione spirituale. Può essere un momento di digiuno, non solo, per pulire l’organismo ma anche per ridondare come vivendo i nostri antenati, quando il cibo era scarso.
Può anche essere un momento per mettere quelle attività personali ancora non terminati al fine, per chiedere perdono, e per perdonare se stessi. Un tempo per fare l'inventario dei rapporti e l'occupazione, un momento di lasciar andare di persone e beni materiali, che non servono più i nostri bisogni spirituali.
E’ un buon momento per la benedizione dei semi e la consacrazione di attrezzi agricoli, cosi come delle candele. Il cerchio, infatti, viene spezzato, e per mente, corpo e spirito è paragonabile alle pulizie di primavera. Ci sbarazziamo di quello che non ci serve più - cattive abitudini, vecchie idee, preconcetti, aspetti del carattere poco gradevoli e così via - per lasciare spazio a cose nuove ed eccitanti. Apriamo la mente e lo spirito al cambiamento e a tutto ciò che questo implica. E così facendo, accogliamo la nuova vita - una fertile, meravigliosa esistenza che fa rinascere il cuore e lo spirito, quell'esistenza che abbiamo sempre voluto vivere.

Durante il periodo prima di Imbolc, si può provare la sensazione di "attesa di sentirsi soli nel buio" Un tempo che può sembrare passivo, ma che in reltà, è davvero un momento attivo. La sua attività è quella di preparare a “risvegliare”, di potenziare, un tempo per preparare se stessi a liberarsi er lasciarsi andare. E 'un momento di speranza per il futuro.
Il Dio rinasce nel suo aspetto solare a Yule; a Imbolc lui vive nello spirito animale e alcuni aspetti in quello vegetale. Imbolc, si verifica nel momento più freddo e più cupo dell'anno, quando la primavera sembra lontana, segna il tempo le giornate diventano più lunghe e la neve, il ghiaccio, e tutto ciò che è congelato inizia a sciogliersi spontaneamente, la vita comincia a muoversi nella terra in pieno inverno. La terra tornerà alla vita e ancora una volta è tempo di ricominciare. In questo giorno si celebra il ritorno della luce, nuovi inizi, la fertilità della terra che viene mostrata a noi in cose come il rigonfiamento delle gemme, sui rami nudi. Nella vecchia Scozia, il mese cadute nel bel mezzo del periodo noto come Faoilleach, il mese del Lupo, era noto anche come 'marbh mhiòs, mese morto. In questo mese Corvi iniziano a costruire i loro nidi e le allodole si diceva iniziassero a cantare con una voce più chiara.
Imbolc era un momento di speranza perché ciò voleva dire che anche per quest’ anno la comunità sarebbe sopravvissuta. Gli animali avrebbero partorito le mucche e le pecore avrebbero iniziato così a produrre latte e le galline e le oche a deporre le uova, grande fonti di sostentamento che fin ora nel periodo invernale e freddo erano andate scarseggiando.
Come le giornate si allungano, i germogli selvatici spingono attraverso la neve ei campi scongelati possono essere arati e pronti per la prossima semina. Sulla ruota dell’ anno le stagioni sono quattro ma Imbolc determina il terzo sabba del Freddo e anche se non è riconosciuto per molte tradizioni questa era la festa del ritorno della primavera.
Questo Sabbat è sacro a Brighid il cui nome significa "Il Sublime" che è anche conosciuta come Brigid, Bridget, Brighid, Brighde, Briga o Sposa e alcuni studiosi considerano il suo nome abbaia origini sanscrite con il termine di vedico brihati, un epiteto del divino. Lei è la Dea di ispirazione, della tessitura, della produzione di birra, della poesia, della saggezza, della guarigione, della fertilità, dell’ostetricia, della riflessione, della meditazione, con una grande conoscenza, dell’ intelligenza, della comprensione e del lavoro del fabbro, chein seguito venne poi venerata come santa cristiana. Essa è strettamente collegata con il bestiame e gli animali domestici. Era anche la guardiana del Torc Triath, re dei cinghiali, che diede il nome a Treithirne, una pianura in West Tipperary. Questi tre animali totem furono utilizzati per sollevare un grido d'allarme se l'Irlanda era in pericolo. Si dice anche che il serpente Brighid emerge dal ventre della Madre Terra, per testare il clima, e pare essere il Giorno della Marmotta:


Oggi è il giorno della sposa;
Il serpente entra dal foro,
Non molestare il serpente,
Né il serpente molesterà me.

Il 2 febbraio sia che si tratti soleggiato o nuvoloso, quando la marmotta esce dalla sua tana determinerà il meteo per il resto dell'inverno. In Scozia il serpente era considerato l'oracolo di questo giorno. I serpenti sono stati associati con la dea Brighid, la luna, il sole, il mondo di sotto, tumuli, e la terra. Nei climi freddi come la Scozia, i serpenti vanno in letargo durante l'inverno. Scompaiono nei loro buchi nella terra come le radici di piante e alberi. Questo porta alla verità letterale delle leggende perché i serpenti dormono sotto le redici di alberi sacri come il Sorbo associato anch’esso alla dea Brigid. Durante il giorno della sposa un usanza antica documentata da Alexander Carmichael era quella di battere la terra con un pezzo di torba infilato in una calza recitando una runa come quella sopra. Questa pratica aveva lo scopo di risvegliare i serpenti per far sapere loro che la primavera era tornata ed era tempo di venir fuori. Questo rito è simile a quello greco per invocare Ade, con le mani si danno colpi sulla terra per ottenere l’attenzione del dio e per fare la propria richiesta

Sveglia perché siamo stufi dell’ inverno e del freddo!
Sveglia per il Sole che si sta rafforzando!
Svegliatevi perché è tempo per crescere il nuovo verde! "
Hai lasciato la tua pelle in autunno
e ora è tempo di rinascere!


Nei culti del serpenti una volta abbondavano nelle religioni precristiane, ma a causa di un fraintendimento del Libro della Genesi, nella Bibbia il serpente è stato dipinto come il male e associato con il Diavolo. Le storie di San Giorgio che uccide il drago e San Patrizio a caccia di serpenti fuori d'Irlanda sono metafore per la distruzione del culto pagano. Tumuli di serpente si trovano in Scozia (Loch Nell), Canada (Keene, Ontario), e negli Stati Uniti (Ohio). Quanti altri tumuli di tutto il mondo si perdono nelle sabbie del tempo e non lo sapremo mai, ma ci sono altri resti del culto del serpente: Le pietre dei Pitti, pitture rupestri preistoriche di serpenti, i serpenti di Cernunnos al calderone Gundestrup, i serpenti di Ecate su amuleti e medaglioni antichi, e molti miti in tutto il mondo dipingono i serpenti come creatori, guaritori, psicopompi, messaggeri sotterranei, e maghi. Ci sono anche molti racconti popolari in Nord America di spiriti di serpente pericolosi e potenti che si crede siano maghi potenti in grado di e mutar forma come Sisiutl, Jipijka'm, Weewillmekq ', Angont, e molti altri. La maggior parte di loro sono serpenti di mare, lago, fiume o serpenti, ma si credeva fossero in grado di viaggiare sulla terraferma. Quasi tutti erano cornuti che collega ancora una volta loro a serpenti mitologici dell'Europa come il dio Veles slavo. Grandi serpenti cornuti che possono viaggiare tra i tre regni di acqua, terra e cielo ricordano un sacco di draghi .
Il serpente è l'essenza stessa del genius loci. È lo spirito della terra e la terra stessa. E 'facile vedere come i nostri antenati sono arrivati a questa conclusione, entrambi dipendono dal calore del sole, il serpente che cambia pelle, la terra perde il suo Green Man, ed entrambi rinascono di nuovo. Sbriciolato foglie marroni sbriciolando la pelle secca.

Molti pagani durante la celebrazione di Imbolc attuano una rappresentazione delle Cailleach la vecchia strega dell’ inverno che viene sconfitta dalla Brigid, ma questa storia non ha basi veritiere. Esaminando la tradizione scozzese si scopre infatti che Brigid non è una vera dea della Primavera, Lei è meramente la verde terra se stessa riflessa nei cicli del Sole e della Luna. Allo stesso tempo resta un simbolo di questa festa perché essa è legata al fuoco e alla primavera che cadeva in questo momento per i Celti.
Brigid è la patrona di Imbolc. La Dea - che era contemporaneamente la protettrice dei fabbri, dei poeti e dei guaritori - rappresenta:
* il fuoco dell’ispirazione come patrona della poesia
* il fuoco del focolare, come patrona della guarigione e fertilita’
* il fuoco della forgia, come patrona dei fabbri e delle arti marziali.
Nell’Europa celtica era onorata Brigit (conosciuta anche come Brighid o Brigantia), dea del triplice fuoco; infatti era la patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori. Il suo nome deriva dalla radice “breo” (fuoco): il fuoco della fucina si univa a quello dell’ispirazione artistica e dell’energia guaritrice.
Brigit, figlia del Grande Dio Dagda e controparte celtica di Athena-Minerva, è la conservatrice della tradizione, perché per gli antichi Celti la poesia era un’arte sacra che trascendeva la semplice composizione di versi e diventava magia, rito, personificazione della memoria ancestrale delle popolazioni.La capacità di lavorare i metalli era ritenuta anche essa una professione magica e le figure di fabbri semi-divini si stagliano nelle mitologie non solo europee ma anche extra-europee; l’alchimia medievale fu l’ultima espressione tradizionale di questa concezione sacra della metallurgia.Sotto l’egida di Brigit erano anche i misteri druidici della guarigione, e di questo sono testimonianza le numerose “sorgenti di Brigit”. Diffuse un po’ ovunque nelle Isole Britanniche, alcune di esse hanno preservato fino ad oggi numerose tradizioni circa le loro qualità guaritrici. Ancora oggi, ai rami degli alberi che sorgono nelle loro vicinanze, i contadini appendono strisce di stoffa o nastri a indicare le malattie da cui vogliono essere guariti.
Sacri a Brigit erano la ruota del filatoio, la coppa e lo specchio.
Lo specchio è strumento di divinazione e simboleggia l’immagine dell’Altro Mondo cui hanno accesso eroi e iniziati. La ruota del filatoio è il centro ruotante del cosmo, il volgere della Ruota dell’Anno e anche la ruota che fila i fili delle nostre vite. La coppa è il grembo della Dea da cui tutte le cose nascono.
Cristianizzata come Santa Bridget o Bride, come viene chiamata familiarmente in gaelico, essa venne ritenuta la miracolosa levatrice o madre adottiva di Gesù Cristo e la sua festa si celebra appunto l’1 febbraio, giorno di Santa Bridget o Là Fhéile Brfd.
Riguardo questa santa, di cui è tanto dubbia l’esistenza storica quanto certa la sua derivazione pagana, si diceva che avesse il potere di moltiplicare cibi e bevande per nutrire i poveri, potendo trasformare in birra perfino l’acqua in cui si lavava!
A Santa Bridget fu consacrato il monastero irlandese di Kildare, dove un fuoco in suo onore era mantenuto perpetuamente acceso da diciannove monache. Ogni suora a turno vegliava sul fuoco per un’intera giornata di un ciclo di venti giorni; quando giungeva il turno della diciannovesima suora ella doveva pronunciare la formula rituale “Bridget proteggi il tuo fuoco. Questa è la tua notte”. Il ventesimo giorno si diceva fosse la stessa Bridget a tenere miracolosamente acceso il fuoco. Il numero diciannove richiama il ciclo lunare metonico che si ripete identico ogni diciannove anni solari.
Inutile ricordare come questa usanza ricordasse il collegio delle Vestali che tenevano sempre acceso il sacro fuoco di vesta nell’antica Roma, ma più probabilmente la devozione delle suore di Kildare si ricollega alle Galliceniae, una leggendaria sorellanza di druidesse che sorvegliavano gelosamente il loro recinto sacro dall’intrusione degli uomini e i cui riti furono mantenuti attraverso molte generazioni.
Allo stesso modo, nel monastero di Kildare solo alle donne era concesso di entrare nel recinto dove bruciava il fuoco, che veniva tenuto acceso con mantici, come ricorda Geraldo di Cambria nel 120 secolo. Il fuoco bruciò ininterrottamente dal tempo della leggendaria fondazione del santuario, nel 60 secolo, fino al regno di Enrico VIII, quando la Riforma protestante pose fine a questa devozione più pagana che cattolica.

Alcune rappresentazioni di Imbolc sono le bambole di grano o di mais per esempio per quanto riguarda le isole britanniche , per i nativi americani invece si trattava di vere e propie bamboline di grano fatte con quello che era avanzato dalle celebrazioni di Lammas o di Mabon. I gambi venivano impiegati per queste rappresentazioni mentre i semi delle teste venivano seminati in primavera. La bambola di grando a Imbolc propiziava il successo del futuro raccolto che con essa si invitava a crescere più forte Fare un offerta di bambole di Mabono Lammas a Imbolc, rafforza il rapporto tra raccolta e stagioni di semina. Un altro motivo per cui venivano e vengono confezionate bambole di grano è quello di rappresentare il corteggiamento della fanciulla -Dea e il Dio e invitarli all’ unione in un "letto", lasciato poi davanti al fuoco o in un altro luogo significativo.
Le bambole di grano possono essere fatte molti modi diversi, e non devono assumere necessariamente una forma umana a meno che non lo si desidera. Sono fatti di covoni di grano o altri cereali, come la paglia, grano o orzo. Le pulegge sono formano una parvenza di "bambola", piegando, ripiegando e legando qua e là. Nello stesso modo si confezionavano le croci di Brigid, altro simbolo tipico di questa festa.
Le bambole possono essere "vestite" in cotone bianco o raso e pizzo per rappresentare la sposa. Si può anche scegliere di creare un "letto" ( un cesto di solito) per la bambolina, comunemente chiamato "letto di sposa". Tra gli altri simboli troviamo ruote di candele e di grano. Imbolc è rappresentata anche da animali che scavano. Tra le decorazioni dell'altare si include una scopa a simboleggiare lo spazzare fuori il vecchio, un rametto di sempreverde, o una statua della Dea nel suo piccolo rappresentano l'aspetto Maiden.
Imbolc può essere simbolicamente rappresentato da un piatto di neve, da sempreverdi e / o candele. Ritualmente, si può scegliere quali candele (simbolo della luce) tenere all'interno del Circolo. Si consiglia inoltre di inserire un simbolo della ruota sull'Altare. E 'tradizione celebrare Imbolc, al tramonto e subito dopo il rituale, accendere ogni lampada in casa - anche se solo per pochi istanti. Oppure, accendere candele in ogni stanza in onore della rinascita del sole. In alternativa, accendere una lampada a petrolio o un camino. Se la neve giace a terra, camminare per un momento, richiamando il calore dell'estate. Con la mano proiettiva, traccia l'immagine del Sole sulla neve. Altre attività possono includere la raccolta di pietre e la ricerca di segni di primavera. E 'considerato un “vietato” tagliare o raccogliere piante in questo momento.

Corrispondenze:

Data: 01-02 febbraio, o la prima luna piena in Acquario. Può anche essere celebrata nella primissimi segni della primavera, o la Luna piena più vicina al ugualmente in-tra Yule e Ostara. 2 agosto nel sud dell'emisfero.
Pronuncia: Pronuncia Imbolg "EM-bowl'g", "IM-bullug" o "IM-bulk" con un gutturale "k" alla fine. Imbolc "im 'molc" o "im' bolc”.
Altri Nomi: Imbolg, Imbolic (Celtico), Imbolgc Brigantia (Tradizione Caledonii, o Druidi), Candlelaria (artigianato messicano), Disting (Tradizione teutonica - celebrata il 14 febbraio), Candelora (alcune tradizioni pagane ), la Festa della Candelora e la Giornata di Santa Brigida (Christiani), Oimelc, Giorno Brigida, Luperco (Stregoneria), la Festa delle Luci, la festa della Vergine, il Festival di Bucaneve, o il Festival delle Luci
Tipo: Sabba Maggiore.
Etimologia : "nel grembo"oppure deriva dalla parola gaelica "oimelc" che significa "latte di pecora" gaelico irlandese. "Nella pancia" Altri nomi includono Brighid (pronunciato "razza"), che è la dea irlandese, la cui festa si tratta, e Oimelc (pronunciato EE-mulk), che significa "pecora latte" in gaelico scozzese
Simbolismo: Festa della Luce e del Fuoco, i primi segni di vita restituendo, onorando la Dea Fanciulla, il ritorno della fertilità della terra, dicendo addio a Inverno si incoraggia la Primavera. Purezza, crescita e rinnovamento, la riunione della Dea e Dio, la fertilità, l'erogazione del modo vecchio e forma per il nuovo. .
Posto nel ciclo naturale: fine dell'inverno e l'inizio della Primavera. I giorni in costante crescita più brillanti, anche se il freddo è ancora su di noi. La fine della metà oscura dell'anno è in vista; Imbolc è una celebrazione del ritorno della luce. E 'giunto il momento di prepararsi per la stagione della semina. Animali da branco hanno o dato alla luce la prole nella prima parte dell'anno o le loro grembi sono gonfi e il latte della vita sta scorrendo nei loro capezzoli e mammelle.
Mitologia: La Dea si riprende da parto, diventa Maiden. Il bambino solare Dio continua a maturare, se ne ha testimonianza con i giorni che si allungano le celebrazioni ruotano intorno alla luce luce.
Ciclo del dio: Il Re Quercia, ancora bambino, comincia a crescere come il Re Agrifoglio svanisce. Il re agrifoglio ora si accoppia con la Dea per poi morire nuovamente a Litha dopo aver dato alla terra la sua forza e la fertilità per la stagione della semina.
Animali: pecore, cervi, animali che scavano, mucca, agnello, drago, fenice, serpente, marmotta, il corvo imperiale, il cervo, rondini.
Decorazioni: fiocco di neve ritagli, fiori bianchi e gialli, Croci, semi, candele, animali imbalsamati, pecore, mucche, Letto da sposa, ruote candela, sempreverdi, attrezzi da giardino, carrelli di grano, aratro, lampada rossa o lanterne, neve nel calderone o in un piattino, ruote solari, fiori bianchi e gialli, Bambole di grano, la croce di Brigid, scopa.
Erbe aromatiche: basilico, legno di sandalo, angelica, mirra, rosmarino, angelica, alloro,
Fiori: crocchi, iris, calendule, violette. Tutti i fiori bianchi o gialli e fiori prima parte dell'anno.
Alberi: sempreverdi, Sorbo e Salice
Incensi: Basilico, alloro, cannella, vaniglia, mirra
Oli: Gelsomino, garofano, neroli, oliva, cannella, rosmarino, pisello dolce.
Mese celtico: Sorbo (Luis).
Piantea: Urano
Segno zodiacale: 15 gradi dell'Acquario
Luna: Luna della Tempesta, Luna calma, Luna del Lupo, Luna Immacolata.
Pietre: Cristallo di quarzo, opale, pietra di luna, avventurina, eliotropo, ametista, granato, onice, rubino, turchese.
Dee: Brighid, tutteVergine / Madre, Brid, la Fanciulla, la Dea della Primavera.
Dei: Cernunnos, Eros, Herne, Osiride, Pan, il Giovane Signore
Colori: bianco, rosa, rosso, giallo, verde, marrone.
Soglia: alba / aurora
Divieti: taglio o raccogliere piante
Tarocchi: le Stelle
Lavori Magici: è una celebrazione dei primi vagiti della primavera, e come tale è associata a nuovi inizi, la purificazione, e ispirazione. Questo è il tempo di preparare il giardino e scegliere i semi, è un buon momento per studiare il giardino magico e per benedire i semi. Ora è il momento giusto per riordinare la "cassa magica" e smaltire vecchi erbe, oli, incensi e simili. Pulizia e ri-consacrare del focolare domestico .
Strumenti per il rito: scopa, Bambola di grano, bolline, calderone, candele, attrezzi da giardino, lanterna, bacchetta
Calderone: neve, il latte, o primi fiori primaverili

Attività di Imbolc:


- Ora è un buon momento per detergere, purificare, e benedire casa casa. E 'un ottimo momento per lavorare all'interno, riparare mobili, cambiare tovaglie, biancheria da letto, e le tende, ridare la pittura sui muri o cambiare la carta da parati, fare le famose” pulizie di primavera”, eliminare l'inutile, fare spazio al nuovo.
- Pulire e purificare se stessi, dentro e fuori. Fare un bagno rituale, una sauna o bagno di vapore, bere molta acqua e succhi di frutta. Meditare per rimuovere la vostra mente e liberarla da vecchi limiti e pensieri negativi.
- Fare la Fanciulla, Madre, Crone, Vanilla (nubile), la sposa per il cesto di Brigid.
- E’ tradizione porre sull’ altare un simbolo della stagione che stiamo lasciando come un fiocco di neve , o neve vera e propria che può anche essere questa come simbolo per l’elemento acqua..
- Il Imbolc Eve, lasciate del pane imburrato in una ciotola coperto per le fate che viaggiano con Brighid
- Lasciare cibo per gli animali e gli uccelli fuori.
- Fare una corona di luce (13 candele)
- Mettere una candela accesa ad ogni finestra o in ogni stanza della casa, accendendole al tramonto e lasciandole bruciare fino all’alba. Spegnere tutte le luci artificiali e accendere le candele soltanto.
- Dare il latte con la terra come offerta versandolo nel terreno. Questo viene fatto come offerta per il ritorno della fertilità e generosità della terra al suo popolo (il ritorno della primavera).
- Fare cuscini per i sogni.
- Fabbricarsi le candele per il nuovo anno che viene, o comprarle precedentemente, è in uso benedire i ceri durante questa festa.
- Lascia un nastro di seta a portata di mano di Brigid da benedire: può quindi essere utilizzata per scopi curativi.
- Meditate su cosa si provi ad essere un seme nel profondo della Terra, sentendo le prime avvisaglie della vita. Sdraiatevi sul pavimento e mettete fuori piccole radici fino a crescere e poi fiorire.
- potete uscire all’aperto e fare caos intono alla vostra casa battendo su pentole e tegami o suonando strumenti musicali per risvegliare gli spiriti della terra.
- Parlate con i semi che pianterete. Benediteli con amore Fate carrelli di mais o una culla per loro per farli dormire dentro.
- Inserire tre spighe di grano sulla porta come simbolo della Triplice Dea e lasciare fino a Ostara.
- Lavori di artigianato e attività come il lavoro a maglia, uncinetto, cucito, ricamo, lavorazione del legno, scrapbooking, tessitura, canto, giardinaggio, poesia, birra, e divinazione in onore della Dea Brigid che regna su di Fuoco, Arte e guarigione.
- Appendete piccole strisce di tessuto sui rami di alberi e arbusti che possono essere utilizzati dagli uccelli per la nidificazione. I nostri amici pennuti apprezzeranno i fili colorati possono coglierli per costruire e fortificare i loro nidi. Scegliere tessuti in colori a tema con la festa: bianco, rosso, blu e verde. Non preoccupatevi di eventuali pezzi di tessuto che non vera colto dagli uccellini, se lasciate tessuti naturali saranno biodegradabili nel tempo.
- Scegliere un albero da seguire stagionalmente vicino casa vostra, potrete osservare come cambi al mutare delle stagioni, portargli offerte e meditare al fondo di questo. Ovviamente sono preferibili alberi che non siano sempreverdi per notare ancor più i cambiamenti stagionali. Si noti che frassino, sambuco, biancospino, quercia, sorbo, salice e sono considerati alberi sacri e sarebbero una scelta particolarmente potente.
- Pulire e rifornire il vostro armadio magico. Controlla la tua scorta di oli magici, erbe e incenso. Eliminare oli che hanno cambiato odore, o hanno un odore sgradevole. Eliminare le erbe che hanno un anno di età. Scartare l'incenso che ha perso il suo odore.
- Crea un rito di guarigione e di purificazione nella vostra vasca da bagno. Accendere candele bianche, e chiedere la Dea (o specificamente, Brigid) di benedire l'acqua. Lasciatevi immergere nelle acque curative, e mettere a fuoco le fiamme di candela mentre si medita sulla sua qualità curativa. Se avete un camino, asciugatevi al focolare, chiedendo la sua benedizione con l'elemento del Fuoco. Brigid è la Dea del Fuoco e acqua.
- Fabbricare una croce di Brigid con dalla paglia, canne, steli di grano, o steli di altri cereali per onorare Brigid o l'aspetto fanciulla della Dea. Appendere sopra la porta d'ingresso per proteggere la casa dal fuoco o in qualsiasi stanza della vostra casa per invitare la Sua benedizione e protezione.
-Se si vuole compiere qualcosa di più tradizionale, si può uscire dopo l’imbrunire della vigilia di Imbolc, per andare a raccogliere un dono per Brigit (pietra, conchiglia, penna di uccello)

Celebrare Yule:
Questa festa è anche chiamata Candelora , ma Imbolc significa "nel grembo" la definizione più appropriata visto che celebra i primi momenti della primavere. Festa del fuoco e della luce, necessari per accrescere la natura. Tipica rappresentazione e il cesto di Brid, un cestino pieno di rafia e decorato con edera e narcisi, riso bianco, nel quale si pone una bambola di grano turco vestita da sposa insieme a un simbolo maschile. Il tema più ricorrente è la purificazione il cerchio viene spazzato per liberarci di ciò che non serve più , cattive abitudini , preconcetti, brutto carattere, lasciano spazio a cose nuove e eccitanti. Apriamo mente e spirito al cambiamento e tutto ciò che esso implica, accogliendo cosi nuova vita nuova fertile esistenza dove tutto si risolve , vita che fa rinascere il cuore e lo spirito.

» Per l'altare usate un panno marrone per rappresentare la Terra
» Per le decorazioni usate narcisi, giunchiglie, crocus, giacinti o altri fiori di stagione.
» Ungete le candele con olio di muschio e mettetele in moccioli a spirale ricoperti di edera.
» Bruciate l'incenso di Imbolc (una mistura di angelica, basilico, alloro e mirra).
» Scegliete una candela Arancione unta con l’olio di muschio, e cospargetela di cannella incenso, rosmarino. Verrà poi accesa con la candela che rappresenta l’elemento fuoco. Mettete da parte tre candele bianche per la fine del rituale.
» Posizionate la corona di luce (13 o 5 candele)
» Portate le decorazioni di Yule da bruciare



Il Rituale

° Aprite il cerchio con la Bacchetta e invocate i Guardiani e gli Dei con preghiere e invocazioni. Usate la scopa per spazzare il perimetro. Mentre spazzate, recitate qualcosa di simile:


E’ giunto il tempo della festa delle torce,
quando i fuochi bruciano ovunque sulla terra,
con la scopa il vecchio vado a eliminare mentre
l'inverno il suo ultimo gelido respiro va ad esalare
Spazza, spazza tutt'attorno
E quel che è inutile togli di torno!
Spazziamo, spazziamo
Ed il nuovo generiamo!


° Recita il tema stagionale:


Come otto volte l’anno,
Come tutti gli anni,
Il sabba di Imbolc “Nel Grembo , dal Grembo”
quest’oggi viene celebrato .
Nel ventre della Grande Madre nuova vita pronta a nascere,
Un giovane Dio la crescerà perché tutti ne godano,
Sotto le luci dei fuochi dei falò e delle candele,
uniamo gli spiriti per ricevere questo dono.
Come figli gioiamo e scorgendo i primi segni di questa antica magia
che da sempre e sempre si ripete:
”Unito il seme alla sua terra
in attesa che nasca”


° Si accende una candela arancione con la candela del fuoco del sud e si cammina in senso orario tre volte volte, per poi tornare davanti alla candela con le mani sul petto e recitare qualcosa per il ritorno del Dio:


Freddo e gelo vai a scaldare, Mio Grande Re Signore
Il ghiaccio sciogli o grande Cornuto,
In questo tempo che è Tuo,
In questo luogo che è il Tuo regno
Ora purifica e benedici
Cambia ciò che è nocivo, bandisci
e accresci ciò che di meglio hai in serbo per me.


° Ci si inginocchia rivolti sempre alla candela e si visualizza la propria vita che sboccia con creatività si rinnova con forza e energia.

° Si compiono 3 giri e si accende una coroncina di candele sull’ altare (13 o 5 piccole candele) e si può recitare qualcosa di propizio come la Preghiera a Brigid tratta dall’ordine della Sorellanza di Brigid:


Brigid, Dea, Mia Signora
Possa la benedizione della luce
risplendere in me, luce fuori e luce dentro di me,
possa la benedetta luce del sole
brillare sopra di me e scaldare il mio cuore con il suo bagliore
come un grande ardente fuoco, così come lo straniero possa
giungere e scaldarsi con esso, che gli è amico.
E possa la luce brillare nei miei occhi
Come la fiamma di una candela che luccica dalla finestra di una casa
Invitando il viandante ad entrare, riparandosi dalla tempesta.
E possa la benedizione della pioggia
scendere su di me -la soffice dolce pioggia,
possa essa cadere sul mio spirito, così come tutti i piccoli fiori
possano sbocciare e fiorire
e diffondere la loro dolcezza nell’aria,
e possa la benedizione delle grandi piogge scendere su di me
possa essa battere sul mio spirito e lavarlo, rendendolo candido e pulito
e lasciandolo come un lucente specchio d’acqua, dove il blu
dell’altromondo brilla con le sue stelle.
E possa la benedizione della terra
avvolgermi -la grande e rotonda terra;
possa io essere sempre gentilmente accolta
da coloro che camminano lungo le strade che tu percorri.
Possa la terra essere soffice sotto ai miei piedi quando
riposo sopra di essa, stanca, alla fine del giorno
e possa essa riposare leggera su di me quando,
alla fine, mi sdraierò sotto la sua superficie.
Possa il riposo essere così leggero su di me che la mia anima
Si libri lesta fuori dal corpo
E salga in alto, libera,
sulla sua via verso il Divino.


° Si pone poi la bambola della dea sposa nel cestino con un simbolo maschile come un cristallo di rocca o un altra bambola per il giovane Dio.


La Fanciulla e il Re portano la luce,
L’inverno se ne và e tutto riluce,
Se insieme staranno con amore il gelo scioglieranno,
Il loro antico amore scalda la Terra,
Fertile, fertile Essa sia, perché il Dio lasci la scia,
Insieme giacciono per la nuova vita e puro amore,
Noi ne sentiamo già il calore.


° Si bruciano tutte le decorazioni di Yule conservate per propiziare la fortuna.

° Si legano fasci di paglia e fieno con filo nero, per attribuirgli cosa si vuole eliminare e si bruciano.


° Un rituale molto semplice può essere quello di accendere una candela bianca (colore di purificazione) dicendo:


“Accendo la fiamma di Brigit per illuminare il cammino della mia vita”.


Si medita per un po’ di tempo sui significati della festa: sul nostro bisogno di purificazione, sulla necessità di abbandonare cose e aspetti della nostra vita che non ci piacciono più, sulle nuove cose che vogliamo portare nelle nostre esistenze.
Poi si porta a fine rito la candela accesa nelle varie stanze della nostra abitazione, facendo il giro degli ambienti in senso orario (magicamente è la direzione propizia, che porta energia). Alla fine si spenge la candela bisogna ricordare di dire:


“Spengo la fiamma di Brigit per farla vivere in me”


Si visualizzi la luce della candela che entra in noi. A fine rito in alternativa si accendono tutte le luci della casa o una candela per ogni stanza o una nel punto focale della casa. Spegnendola salutate il Dio “ Bentornato Grande Re”


° Per concludere con un ultimo addio all’ inverno: Prendete le tre candele bianche e disponetele in un triangolo, con la punta rivolta verso nord. Nel centro del triangolo così disposto si pone un calice di acqua (simbolo della purificazione) o di latte (simbolo del nutrimento della nuova vita).
Dopo un breve rilassamento, seduti o in piedi, ci si muove verso la candela a nord, la si accende e si dice:


“Signora dell’Inverno, ti dico addio, la tua stagione è terminata”.


Si visualizzi il gelido potere dell’inverno che si allontana. Dopo avere sostato un po’, ci si sposta alla candela di sud-est, la si accende e si dice:


“Signora della Primavera, ti offro un caloroso benvenuto, la terra è il tuo letto”.


Si visualizza il gioioso potere della primavera che si avvicina. Dopo un po’ si va alla candela di sud-ovest, la si accende e si dice


“Signora dell’Estate, presto io ti chiamerò e risveglierò il tuo amante”.


Si visualizzi il potere ancora lontano della bella stagione, desideroso di nascere e pulsante di vita nel sottosuolo. Quando ci si sente pronti, si va al centro del triangolo, si raccoglie il calice e si dice:


“Io bevo il potere della Triplice Dea. Possa questo potere diffondersi su tutta la terra per segnare la nascita della primavera”.


Si beve dal calice e si immagina il potere che fluisce in noi, attraverso di noi per risvegliare la Natura. Si conclude la cerimonia andando a ciascuna delle candele, nell’ordine in cui sono state accese: si spengono dicendo mentalmente o ad alta voce


“Va’ fuoco e caccia l’inverno, riscalda la terra e risveglia la primavera”.


° Per il banchetto si offrono piatti spaziati di pepe e curry panna acida porri e cipolle. Tutti i prodotti lattiero-caseari, pane , erba cipollina, aglio, miele, agnello, porri, muffin, montone, cipolle, peperoni, pollame, carne di maiale, dolci semi di papavero, semi di zucca, uva passa, scalogno, focaccine, semi, panna acida , yogurt.- Semi di zucca, semi di girasole, pane, tutti i latticini, peperoni, cipolle, aglio, uva passa, i vini spaziati e i thè di erbe, o tutto ciò che ha a che fare con il fuoco. Le bevande tradizionali: camomilla, trifoglio rosso tè, tè rosmarino, mora tè, latte, vini spaziati.


° Dopo il banchetto, benedite le candele per i mesi a venire, pronunciando queste parole:


Vi benedico creature di cera e luce
La negatività scacciate
Servite il vostro scopo, luminose bruciate
Infuse di magia
Strumenti di luce e potere diverrete
Anche se fatte di cera e stoppino
Quanto basta durerete
Per dare alla creatività un aiutino!


° Dopo il banchetto, uscite all'aperto per qualche minuto. Cercate di rammentare il tepore della primavera, poi tracciate i simboli maschile e femminile (di Marte e di Venere) sul terreno e racchiudeteli in un cerchio. Pronunciate parole simili a queste:


Racchiusa nel Sole la vostra luce risplenderà
E la primavera verso la fioriturà guiderà
Quando i vostri cuori uniti saranno nell'amore
Sempre più intenso della luce sarà il bagliore.


° Anticamente si costruiva un cumulo di fieno vicino alla soglia e si diceva "brigit , brigit, il tuo letto e pronto" si tenevano poi le candele accese tutta la notte


° Si consultano rune e tarocchi

° Chiudete ilc erchio ringrazianando e congedando Guardiani e Divinità

Fonti:
www.heartpaganism.tumblr.com
www.cittadiluce.forumattivo.eu
www.ilsalottodellastrega.myblog.it
www.witchofforestgrove.com
Ricerche personali.
L'arte della Strega - D. Morrison
Wicca - S. Cunningham

Il cielo di Febbraio 2012

L'evento più significativo del mese riguarda Nettuno, dio dei mari e delle profondità acquatiche, che il giorno 4 febbraio passerà alla sua sede naturale, il segno dei Pesci, dove sosterà per un lunghissimo tempo.

Gli antichi greci onoravano molto Poseidone, e a lui si rivolgevano perché proteggesse le loro navigazioni….. sorge spontaneo il collegamento con il naufragio della Concordia: ci siamo forse dimenticati di onorare questo dio e ciò che rappresenta, al punto da suscitarne l'ira più profonda? E' probabile, per chi crede nei simboli.

Certo è che l'ingresso di Nettuno in Pesci è un forte indicatore di un nuovo stato di coscienza, dove sono i sentimenti, la compassione, la partecipazione e l'empatia a prevalere sul senso di separazione.

L'ottica di crudeltà e disprezzo per la vita in cui la civiltà moderna sguazza è veramente incompatibile con Nettuno in Pesci e anche se ci vorranno anni per vedere dei risultati, la buona notizia è che il cambiamento è già in atto e si tratta di un processo lento…. ma irreversibile, come l'onda del mare che giorno dopo giorno inesorabilmente modifica la forma dello scoglio, con la forza penetrante e dolce del sentimento.

Ovviamente l'azione di Nettuno oltre che sul piano collettivo ha i suoi effetti anche sul piano individuale e saranno in particolare i nati nei primissimi giorni di tutti i segni, ma in particolare quelli d'acqua (pesci, cancro e scorpione), ad avvertire un senso di smarrimento, confusione e perdita dei punti di riferimento, che ha l'obbiettivo di farci ri-sintonizzare su qualcosa di più grande, cercando nuove forme di sicurezza, che vengano da dentro e non da fuori.

Ricordate bene che l'acqua ha una prerogativa molto significativa: ti tiene a galla solo se ti (af)fidi, altrimenti ti tira giù!

Per quanto riguarda gli altri movimenti planetari, Febbraio vede avanzare tutti i pianeti lenti, nel loro moto diretto (Plutone fino a 9° capricorno, Urano fino a 3° Ariete), mentre Saturno diventa retrogrado dal giorno 8 di febbraio. Anche Giove fa qualche passo avanti e si porta fino a 7° del Toro. Marte continua il lungo anello di sosta in vergine, galvanizzando i segni di terra e i loro affini, a discapito dei restanti segni mobili che ce l'hanno in aspetto disarmonico (pesci, gemelli e sagittario). Per finire con i pianeti veloci, dove troviamo Venere che passa dal segno dei pesci all'Ariete il giorno 8 del mese, e Mercurio che passa dall'acquario ai pesci il giorno 14.

La luna piena ha luogo il giorno 7 febbraio alle 22:53 locali mentre il novilunio dei Pesci si compie il 21 alle 23:34.

http://www.ilcerchiodellaluna.it

sabato 21 gennaio 2012

Bucca

Il Bucca

Il dio cornuto fu conosciuto nei tempi antichi come colui che dirigeva le streghe durante il sabba. Per le streghe Cornish della Cornovaglia 'L'uno cornuto' è conosciuto come Bucca o Buckie nella zona ovest di Devon. 'Il cornuto uno' è anche 'Il cornuto due' nella dualità mistica di Bucca dhu e Bucca Widden.
Bucca Widden o Gwiddyn, è l' espressione fiera del dio, e può essere invocato dalla streghe per lavori di magia genertive, protezione, bel tempo e pioggerelline. Il Bucca bianco è anche associato con la luna piena.Il Bucca bianco domina sulla parte di 'luce' dell'anno è 'attivo durante i mesi primaverili, estate e parte dell'autunno fino a quello che conosciamo come Samhain. In questa forma spesso si pensa abbia entrambi i sessi.
Bucca Dhu, è il dio oscuro, Si è spesso paragonato a con il Diavolo e Odino e la caccia selvaggia, che scorta le anime dei morti agli inferi e può essere anche indicato come come Bucca Boo Il Bucca nero è associato con tutti i meccanismi di comunicazione con lo spirito, sepoltura, mondi interiori, le emozioni, il controllo della mente, magia difensiva. Gran parte della magia che lui dona comprende: lavorare con gli spiriti, il controllo della magia, e il mondo interiore, Bucca dhu domina la parte 'oscura' dell anno.Il Bucca nero è anche associato con il lato oscuro della luna
Ora non solo La Bucca è 'Il cornuto uno' e 'Il cornuto due' il Bucca è anche 'il Bucca tre' perche Bucca dhu e Bucca Widden sono due facce della stessa divinità chiamata Bucca Gam o, Bucca Il Grande. Bucca gam è la capra del sabba delle streghe, il risolutore di dualità tra maschile e femminile, luce e buio, vita e morte e così via, e un androgino divino.

giovedì 12 gennaio 2012

Nerthus

Nerthus

Nerthus è una divinità del paganesimo germanico associata con la fertilità. Venne citata da Tacito, storico romano del I secolo, nella sua opera intitolata De origine et situ Germanorum. Esistono varie teorie riguardo alla sua divinità, e potenziali tracce del suo culto tra le tribù germaniche. L'asteroide 601 Nerthus ha preso il nome da questa divinità.

Nerthus viene spesso identificata con la divinità maschile Vanir Njörðr, citata in varie opere del XIII secolo in antico norreno, ed in molti toponimi scandinavi. La connessione tra i due è dovuta alla relazione tra il termine Njörðr e la versione ricostruita *Nerþus. "Nerthus" è la forma femminile latinizzata di quello che era Njörðr attorno all'anno zero. Questa cosa ha portato allo sviluppo di varie teorie circa una relazione tra i due, inclusa quella secondo cui Njörðr possa essere stato un dio ermafrodita o, opinione maggiormente considerata, che i loro nomi indicassero una coppia di divinità fratello/sorella, come gli dei Vanir Freyr e Freyja. Sono state avanzate ipotesi di collegamento anche tra la madre di Freyja e Freyr (senza nome), la sorella di Njörðr citata nel Lokasenna, e Nerthus. Evidente è anche la connessione etimologica con i termini inglese Earth e tedesco Erde, per indicare la Terra.


Germania
Tacito, nell'opera del I secolo intitolata Germania, racconta un rito religioso dedicato a Nerthus dai popoli germanici settentrionali:
« Dopo i Longobardi vengono Reudigni, Auioni, Angli, Varni, Eudosi, Suardoni e Nuitoni, tutti ben protetti da fiumi e foreste. Non c'è nulla di importante da dire riguardo a questi popoli tranne il fatto che tutti adorano Nerthus, che rappresenta la Madre-Terra. Credono che lei si interessi degli affari degli uomini e che li guidi. Su un'isola nell'oceano si trova un bosco sacro in cui si trova un santo carro coperto da un drappo. Solo a un sacerdote è permesso di toccarlo. Egli è in grado di sentire la presenza della dea quando si trova nel santuario, e la accompagna con grande riverenza mentre si muove sul carro trainato da tori. Si festeggia ovunque quando decide di fare l'onore di presentarsi. Nessuno va in guerra, nessuno usa armi, si vive in pace e quiete finché la dea, avendone avuto abbastanza della compagnia degli uomini, viene infine riaccompagnata dallo stesso sacerdote presso il suo tempio. Dopodiché il carro, il drappo e, se mi credete, la divinità stessa fanno il bagno in una misteriosa vasca. Questo rito viene svolto da schiavi che, appena finito il compito, vengono affogati nel lago. In questo modo il mistero viene mantenuto, e rimane la beata ignoranza riguardo al suo aspetto, concesso solo a chi è destinato a morire. »(Tacito, De origine et situ Germanorum, capitolo 40)

Teorie generali
Sono state avanzate numerose teorie riguardo alla figura di Nerthus, compresa la localizzazione degli eventi descritti, relazioni con altri dei e dee conosciuti ed il suo ruolo nelle tribù germaniche. Edgar Polomé sostenne che Njörðr e Nerthus derivino da radici differenti, e che "Nerthus e Njörðr sono due entità divine separate, nonostante la somiglianza del nome". Lotte Motz avanzò l'ipotesi che la dea germanica descritta da Tacito potrebbe non essere stata affatto chiamata Nerthus, sostenendo la sua idea con il fatto che Grimm scelse il nome Nerthus pescando da altri manoscritti avendone notato l'assonanza con Njörðr. John Grigsby (2005) teorizzò che la sostituzione della religione Vanir con quella degli Æsir viene raccontata nel poema in antico inglese Beowulf, in cui la Madre di Grendel deriva da Nerthus, abitante del lago, e la vittoria di Beowulf su di lei simboleggia la fine del culto Vanir in Danimarca, sostituito dal culto di Odino
Ultime tracce
È stato teorizzato che il culto di una divinità madre, rappresentata dalla terra, sia sopravvissuto tra gli Angli (gli Anglii di Tacito) in tempi Cristiani come dimostrato dal dio anglosassone Æcerbot. L'antica storia dei Longobardi dice che questa tribù adorava la moglie di Odino, Frea, considerandola la Madre Terra.

Luoghi
Molti studiosi hanno proposto probabili luoghi in cui si sarebbero svolti gli eventi descritti da Tacito, tra cui l'isola di Zelanda in Danimarca. Il motivo che sta dietro a questa ipotesi è il collegamento del nome Nerthus con il luogo medievale di Niartharum (ora noto come Naerum) situato sull'isola. Un ulteriore giustificazione è data dal fatto che Lejre, sede degli antichi re di Danimarca, si trova anch'essa su Zelanda. Nerthus è normalmente messa in relazione con Gefjun, che si dice abbia separato Zelanda dalla Svezia nel Gylfaginning.
Identità
Jacob Grimm (1835) fu il primo ad identificare Nerthus come la Madre Terra germanica che viene chiamata con il nome di Erda, Erce, Fru Gaue, Fjörgyn, Frau Holda e Hluodana. Viktor Rydberg (1886) disse che si trattava dell'antica dea norrena Jörð, che lui riconobbe nella sorella senza nome di Njörð e nella madre di Frey e Freyja. In seguito la riconobbe come Frigg, moglie di Odino, basandosi sul fatto che Tacito incluse i Longobardi tra le tribù che la adoravano, e sulle testimonianze delle prime storie sui Longobardi secondo cui, prima di diventare cristiani, i Longobardi veneravano la Frea (Frigg), moglie di Odino.
In generale Nerthus viene classificata come dea Vanir. Il suo viaggio sul carro è stato confermato dal ritrovamento archeologico di numerosi carri, e dalle leggende di divinità che si muovono su carri. Terry Gunnell ed altri studiosi hanno rinvenuto durante gli scavi numerosi carri in Danimarca, databili tra il 200 d.C. e l'età del bronzo. Alcuni carri cerimoniali, incapaci di muoversi, vennero scoperti sulla nave di Oseberg. Due dei più famosi esempi letterari si trovano nelle saghe islandesi. Si dice che il dio Vanir Freyr viaggiasse ogni anno su un carro attraverso lo stato accompagnato da una sacerdotessa che benediceva i campi, il tutto descritto in un'antica storia intitolata Hauks þáttr hábrókar, presente nel manoscritto del XIV secolo Flateyjarbók. Nella stessa opera si narra che re Eric di Svezia consultò un dio chiamato Lýtir, il cui carro venne portato nel tempio per un rito religioso. H.R. Davidson tracciò un parallelo tra questi episodi e la descrizione di Nerthus fatta da Tacito. Disse anche che i resti archeologici dimostravano che i riti descritti da Tacito continuarono ad esistere fino al termine del periodo pagano, mediante il culto dei Vanir.


Fonti: wikipedia
Chi avesse maggiori info su questa divinità mi contatti